Intervista a papà Tiziano
Per la rubrica interviste ho avuto il piacere di uno scambio di mail con papà Tiziano che con la moglie scrive il blog Canneori’s family blog e che ha acconsentito a rispondere a un po’ di domande sulla sua vita di blogger, sul ruolo dei padri nella BlogoMammaSfera e su come nascono i suoi post.
Com’è nata l’idea di aprire il blog?
Per rispondere a questa domanda credo sia necessario partire da lontano. Quand’ero alle scuole superiori ebbi la fortuna di incontrare un professore d’Italiano “diverso” dal solito. Era un tipo “alternativo” che non seguiva alla lettera il programma ministeriale e che, infatti, ci fece studiare molta poesia. L’incontro con lui e con alcuni autori in particolare mi cambiò profondamente. Da allora scrivo, ovunque e comunque. Scrivere è una necessità. Quando vivo una situazione, dalla più banale a quella più complessa, la metabolizzo sempre attraverso la scrittura. L’arrivo al blog è stato perciò abbastanza scontato. Come tanti ho iniziato ad utilizzare sempre più massicciamente il pc rispetto al taccuino, poi ho scoperto il fascino della condivisione e il piacere di scrivere non solo per me stesso e senza renderemene conto mi sono ritrovato ad essere un “autore”… Il primo blog che ho aperto era pubblicato su Altervista ed era più che altro un contenitore di emozioni, poesie e foto; aveva un taglio molto “mistico – interiore” e mi piaceva, ma con il tempo le idee e la voglia si affievolirono… Visitando alcuni blog interessanti capii che il vero motore di quegli spazi era la passione, quella vera per l’argomento trattato. Chi scrive con successo e cura un blog ben fatto lo fa perchè parla di un qualcosa che gli sta a cuore, che lo appassiona veramente… e cosa c’è di più appassionante per un giovane padre della sua famiglia??? E’ così che è nato il Canneori’s Family Blog, un diario semplice per condividere con gli altri le gioie e anche i dolori della mia famiglia.
In quale momento della giornata scrivi e quali sono gli argomenti che ti piace di più affrontare?
All’inizio non avevo un metodo nè una organizzazione nella tenuta del blog; facevo tutto d’istinto. Appena avevo l’ispirazione mi collegavo e buttavo giù il post tutto di getto. Non c’era un orario. Adesso invece, dopo quasi un anno, ho capito che questa “passione” per essere efficace dev’essere gestita meglio, perciò adesso prendo appunti su ciò che capita in famiglia (il vaccino della Cecilia, le paturnie di Matteo con l’asilo, il caro-spesa, ecc…) poi, solitamente la sera dopo che la casa ha raggiunto una certa quiete, mi collego e butto giù una bozza. L’indomani sul lavoro, quando ho un momento libero la rileggo, la correggo e la pubblico. Questo mi evita di scrivere cose troppo istintive e mi permette di rintracciare fonti e foto. Per quanto riguarda gli argomenti che amo trattare al primo posto ci sono sicuramente i miei figli e il mio rapporto con loro. Essere genitori è veramente un’avventura pazzesca fatta da un’infinita di emozioni e di stati d’animo diversi. In generale, comunque, scrivo un pò della nostra vita, degli eventi che ci toccano, anche indirettamente e di tutto ciò che mi colpisce, anche negativamente. Essere un blogger significa stare in bilico su un filo, rimanere in equilibrio tra un puro diario personale e gestire uno spazio che possa essere utile ad altri come te.
Perché credi che i blog di papà non abbiano tutto il successo che hanno quelli delle vostre colleghe mamme?
Bella domanda. Da quando frequento questo “network” di genitori-scrittori me lo sono chiesto spesso. Non ho trovato risposte definitive ma alcune considerazioni, forse, si avvicinano alla verità. Innanzitutto tra mamme c’è più solidarietà: le mamme si commentano, si scrivono, si sostengono e questo crea un volume di informazioni e di idee che si nota. Poi c’è da considerare che spesso le mamme sul web cercano informazioni su alcuni argomenti specifici come l’allattamento, la ricerca di una gravidanza, lo svezzamento, ecc… cose che solitamente un uomo collegato in rete non cerca. Si ricalca, in parte, ciò che accade fuori da internet. Le mamme continuano a rappresentare coloro che in famiglia svolgono il ruolo predominante di genitore/curatore della prole: la mamma partorisce, allatta e il suo rapporto con i figli é speciale, unico. Questo approccio c’è anche sul web. Le mamme vogliono essere documentate, vogliono essere consapevoli, sanno che altre mamme le possono aiutare e perciò scrivono, domandano, commentano… Noi padri siamo diventati parte attiva di questo processo da troppo poco tempo. Siamo, ed in parte “ci” siamo rilegati in una posizione secondaria come a volerci nascondere e questo è stato un errore… Una mamma sta a casa, mediamente, 4-6 mesi dopo il parto, un uomo solo 1-2 settimane. Per noi parlare di pannolini lavabili, di notti insonni e di gelosia fra fratelli sembra imbarazzarci; riteniamo, a torto, che non sia un argomento interessante e perciò ci dedichiamo ad altro. Sono rimasto stupito dal vedere quanti pochi siano i blog che parlano di genitorialità in senso lato tenuti da uomini, davvero pochissimi. Sono però convinto che così come nella vita reale anche sul web i padri impegnati e consapevoli dell’importanza del loro ruolo siano tanti… forse serve loro solo un pò di coraggio…
Tenere un blog condiziona la tua vita e come?
Bè, in parte si. Tenere un blog è un impegno che in qualche modo prendi con “qualcuno” e soprattutto con te stesso. All’inizio lo apri, cerchi di renderlo gradevole, fruibile, come se fosse casa tua o una trasposizione di quello che sei in rete. Poi inizi a scrivere e scopri, se sei fortunato, che qualcuno oltre te legge quello che pubblichi e che magari lo trova anche interessante; allora iniziano a circolare idee, suggerimenti e così comincia una sorta di “dipendenza”… si trovano sempre nuovi argomenti da trattare, nuovi spunti da condividere e spesso si vorrebbe bloggare ma il tempo non c’è per cui si prendono appunti, si scattano foto da pubblicare successivamente e questo è già un condizionamento. Quello che prima osservavo magari con un certo distacco, adesso invece lo vedo quasi sempre in funzione del blog. C’è, poi, da tenere conto del tempo materiale che ci vuole per bloggare: non poco se si prende la cosa un pochino sul serio. Io cerco sempre e comunque di non sottrarre tempo alla famiglia per farlo e per questo mi ritrovo spesso a mezzanotte da solo sul divano mezzo assonnato!
Leggi altri blog di mamme o papà? se si ce ne consigli qualcuno?
Quando apri un blog su un certo argomento è naturale visitare e leggere altri blog o forum che trattano argomenti similari. Credo che sia fondamentale documentarsi e capire i punti di vista di altri “autori”. Ovviamente ci sono “blog e blog” nel senso che alcuni sono certamente ben fatti, completi e scritti in maniera superba mentre altri meno. Il web è un mare sterminato, si tratta solo di saperlo scandagliare… Per quanto riguarda i blog che attualmente seguo vorrei segnalare, tra i mommyblog, il blog di mammaimperfetta, quello di Raperonzolo, quello di momatwork e quello di Black Cat ; tra i blog di tenuti da papà seguo quello di babboimperfetto e quello di mondopapy.
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