Gravidanza e parto in Olanda

Inauguro la rubrica Dal Mondo, dedicata al mommyblogging italiano all’estero con un tema estremamente interessante e che - ne sono convinta - farà venir voglia a molte mamme di trasferirsi nella terra dei mulini a vento.

MammaAmsterdam che è blogger, giornalista e traduttrice è stata così carina da voler raccontare  - in uno dei nostri consueti scambi di mail - come viene seguita una donna che aspetta un figlio in Olanda.

Il Sistema sanitario olandese ha un approccio molto diverso alla gravidanza:

Innanzitutto devo dire che ci ho messo almeno cinque mesi per capire il Sistema e fino ad allora ero incazzata, preoccupata, mi sentivo presa poco sul serio e insomma, tutte le paturnie che vi potete immaginare. Il punto è che qui hanno il mito del parto naturale e il meno medicalizzato possibile, il che da un lato è una cosa bellissima (e infatti se dovessi rifare dei figli li rifarei solo qui)però bisogna capire bene che tipo di presupposto sta a monte di tutto questo e cioé l’intervento solo nel caso di bisogno. Insomma, tu scopri di essere incinta (di questi tempi anche dopo un ritardo minimo) e ti vorresti precipitare dalla specialista che ti segue e intonare l’alleluja. E invece ti senti dire: “benissimo prenda un appuntamento per quando sarà alla 12esima settimana e attenda con pazienza”.

E cominci ad incazzarti.

Nei Paesi Bassi un ruolo fondamentale durante una gravidanza e il conseguente parto lo hanno le Ostetriche: sono loro che in qualche modo guidano le danze e rassicurano le mamme alle prime armi.

Il punto è che, le ostetriche lo sanno benissimo: fino al terzo mese c’è molto poco da dire e anzi, in tantissimi casi, rischi che entro allora smetta di esserci qualcosa da dire. Quindi quel po’di precauzioni, alimentazione consigli ecc. te li dà il tuo medico, che sa anche benissimo se ci sono patologie o altre situazioni in corso, e che quindi è la persona più indicata per capire se si ha necessità di controlli preventivi.
Dopo il terzo mese ti affidi ad un ambulatorio che spesso raggruppa diverse ostetriche e entri nel sistema.

Il sitema prevede di scoprire il prima possibile se si tratta di una gravidanza normale, a rischio o cosa. Se è minimamente a rischio, passi di corsa sotto controllo specialistico e l’ostetrica non è più la persona adatta a seguirti. Se in qualsiasi momento alle ostetriche viene il dubbio (e loro hanno tutti gli strumenti per farselo venire) che il tuo caso esula dalle loro competenze ti spediscono di corsa a farti un controllo in ospedale e se è il caso passano le consegne.
Però, facciamo finta che sei sanissima ed hai una gravidanza normale, che è poi il caso della stragrande maggioranza delle donne. Alla dodicesima settimana fai il primo controllo. Con una bella check-list in mano ti chiedono vita, morte e miracoli. Anche cose che forse vorresti non far sapere al tuo compagno, tienine conto. Una delle domande di routine, per esempio è se hai mai subito uno stupro e come l’hai elaborato. In tal caso stanno molto attente se devi essere visitata.

Io la prima visita interna che ho avuto è stata all’ottavo mese. Se non è necessario, non ce n’è bisogno.

Quali esami vengono prescritti obbligatoriamente in Olanda?

Si discute degli eventuali esami prenatali. Te li prescrivono, se vuoi. Non ti possono proporre loro per motivi etici tutte le varie amniocentesi ecc. Gliele devi chiedere tu (abbiamo un Bible Belt qui, non ce lo scordiamo: gli Olandesi non vaccinano i figli perché la Bibbia non ne parla). L’ecografia prima della visita si fa solo se necessaria,ti vengono prescritte tutte le analisi del sangue e ogni tot, se sei carente di ferro, una punturina sul pollice per vedere i valori. Insomma, punture e sfrucugliamenti inutili te li evitano (stiamo sempre parlando di quell’enorme percentuale di donne sane e con gravidanze normali, ricordate?)

Le visite ostetriche si infittiscono e diventano appuntamenti ad intervalli sempre più ravvicinati man mano che si avvicina il parto e ogni volta controllano: la tua pressione, il battito cardiaco del pupo (e che emozione, io mi commuovevo fino alle lacrime) e come ti cresce la pancia con il metro da sarta . Nel caso ci fossero anomalie ti spediscono di corsa in ospedale per un controllo. Letteralmente. Seduta stante prendono il telefono, chiamano Ostetricia e dicono: “se fra venti minuti vi mando qualcuno per questo o quello, c’è posto da voi? No? Fra un’ora? Alloro provo prima a un altro ospedale, grazie”).

Di norma ti chiedono come va, come ti senti, se noti cose strane e se va tutto bene in venti minuti sei fuori.

Per MammaAmsterdam è stato molto rassicurante rendersi conto che il proprio figlio sarebbe nato alla presenza di una di queste donne che la stavano seguendo, consigliando e visitando durante tutta la gravidanza. La gravidanza non è percepita come una malattia e la donna diventa parte attiva del percorso naturale che sta attraversando:

Un’altra cosa, man mano che avanzano i mesi, è che ogni volta ti dicono: “mi raccomando per qualsiasi cosa, chiama e veniamo a casa a controllare, anche se ti sembra una cosa stupida, anche se è solo una botta di depressione o un brutto sogno, le tue sensazioni prendile sul serio. Anche se è notte, telefona, magari risolviamo per telefono, se serve ti prenotiamo l’ospedale e nel dubbio passiamo di lì.”

Insomma, sei un soggetto attivo. Non un caso clinico.

Ad un certo punto bisogna decidere dove si vuole partorire:

Dove partorire? In casa o all’ospedale? La maggior parte delle olandesi sceglie per il parto in casa (sempre in assenza di complicazioni, parere negativo ecc.)

Le riviste da ostetriche che leggevo in sala d’attesa parlavano di parti avvenuti in una roulotte parcheggiata in un bosco di fronte a un parco naturale, su case in battello, le cose più strane.

Tanto l’Olanda è piccola, un ospedale vicino c’è sempre e le ambulanze attrezzate ci sono e se serve arrivano di corsa con lo specialista a bordo ecc.

Io da brava italiana ho detto di corsa: policlinico. A seconda dell’assicurazione sanitaria che hai, o l’uno o l’altro possono costarti di più o di meno.

Se decidi di partorire in ospedale, ti ci portano solo quando hai raggiunto una certa dilatazione o se ci sono problemi.

Il che è una cosa bellissima, ho scoperto. Intanto stai a casa tua e fai quello che ti pare. Vuoi stare seduta, sdraiata, a testa in giù, sul divano, a camminare o immersa nella vasca da bagno calda (che è un anestetico formidabile ed accelera il momento clou), lo fai. Ti distrai con quello che ti pare: un film, il blog, la tua musica preferita.
A casa in ogni caso hai il pacchetto di prima necessità sempre e comunque. Contiene incerate, garze, ciappette per il cordone ombelicale, assorbentoni senza lo strato di plastica per dopo, tutto quello che ti serve, se all’occorrenza devi partorire lì.

L’ostetrica si porta dietro un’assistente, anche questa una figura professionale specializzata.

Non solo assiste al parto, ma ti sta in casa una o due settimane (una è fissa e gratis, la seconda dipende) e ti fa tutto.

Lava, pulisce, cucina, porta a scuola gli altri figli se li hai, fa il caffé agli ospiti, ti insegna ad accudire il bambino, ti aiuta per l’allattamento e a capire come funziona.

Misura pressione e temperatura a te e al pupo, ti insegna a prender nota del dossier dopoparto in cui segni tutte le evacuazioni del pupo con relativo orario, tutte le poppate, le temperature due volte al giorno, ti controlla e medica i punti.

MammaAmsterdam è stata entusiasta del trattamento (ndr: io ci avrei fatto una firma a qualcuno di specializzato che stesse in casa mia tutto il giorno nel primo periodo di sbandamento post parto!):

Insomma, perché a me tutto questo sembra una figata pazzesca? Prima di tutto per la non medicalizzazione della gravidanza, che se ne parla sempre e si fa ancora troppo poco. Poi perché così partorisci quando devi e non quando fa comodo allo specialista ( com’era l’articolo sul fatto che in Italia nei weekend nascono solo bimbi di famiglie svantaggiate? Perché tutti gli altri hanno il cesareo bello e programmato?).

Perché partorisci affidata a una persona che conosce te e la tua gravidanza da almeno sei mesi. Perché cercano il più possibile di tenerti a casa tua, dove sei tanto più comoda,  e non in ospedale.

Con Ennio, il primo, siamo stati una notte in osservazione e poi ci hanno rispediti a casa. Orso, il secondo è nato alle 4.37 e alle 7.15 eravamo a farlo conoscere a casa ai nonni e al fratellino appena svegliato. Poi sono andata a dormire nel mio letto, con il nostro cucciolo in mezzo a noi.

Cercano al massimo di evitare l’antidolorifico standard, perché in un modo o nell’altro entra in circolo al bambino.

Però se vuoi l’epidurale, lo decidi in anticipo insieme all’ostetrica che ti aiuta a fare una scelta informata. Mi sto sicuramente scordando un sacco di cose essenziali, ma la cosa migliore è l’assistenza a casa.

Tutto questo, non siamo ingenui, serve sicuramente a risparmiare un sacco di soldi al sistema sanitario. Ma è un risparmio intelligente, finalizzato al comfort della mamma e del bambino e di tutta la famiglia che hanno (o non hanno) intorno.

Certo, non tutti i parti vanno bene. Non tutte le gravidanze non sono a rischio. Tutti gli esseri umani, anche i migliori specialisti, rischiano di commettere errori.

A volte con il mito del parto naturale si aspetta ad intervenire e non sempre va bene. Ma ditemi un posto dove questo non succede.

Di questo scambio di mail mi è piaciuto molto il finale in cui MammaAmsterdam racconta cosa ha imparato su parto e gravidanza dalla sua esperienza:

Cosa ho imparato dai miei due parti? Beh, il travaglio del secondo me lo sono talmente suonato e cantato io dalle 8 del mattino (prima lievissima contrazione) fino alle 2.30 di notte quando ho chiamato l’ostetrica per dirle che avevo le contrazioni all’intervallo giusto (e grazie alla respirazione e agli infiniti bagni caldi sono stata benissimo, mentre mia madre e mio marito erano in coma, stroncati dall’influenza che a me ha messo tutto in moto con una settimana di anticipo), e mi sentivo così bene e tranquilla che se non avessi avuto la casa piena di nonni l’avrei fatto volentieri nel mio letto.

Però mentre ero in ospedale, credendo ancora di poter partorire in piedi o acquattata, come le ostetriche mi avevano concesso su mia richiesta (poi le cose sono andate così in fretta che non è stato così) mi sono resa conto che se fossi rimasta in casa non mi sarei concessa di gridare, per non disturbare. Mentre il bello dell’ospedale è che hai una camera attrezzatissima tutta per te e puoi decidere un mucchio di cose tu e ho urlato quanto volevo. Senza remore.
Che dire, ho avuto un culo spaventoso, i miei parti li ricordo come i momenti più belli e potenti dela mia vita e se ci riesco non vedo l’ora di farne un terzo. Che a una con l’intelletto ipetrofico come me, la prima gravidanza mi ha fatto scoprire che ho un corpo, per 35 anni avevo tentato in tutti i modi di ignorarlo. Certe volte penso che se avessi potuto, mi sarei riprodotta per partenogenesi. Il che ti dimostra a quanto ti fa bene far figli.

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Comments (27)

Luca

Dicembre 2nd, 2008 at 08:40    


molto interessante.
Ho un collega olandese che mi conferma quanto sopra detto, soprattutto sul parto in casa, scelto da tantissime donne olandesi.
ciao
Luca

Mammamsterdam

Dicembre 2nd, 2008 at 16:18    


Io prima di spedire questa testimonianza avevo solo letto i Dieci motivi per non partorire in Olanda, e mettendoli di fianco a tutte le altre esperienze in questo post, si commentano da sé. si tratta di tante paure che sarebbero state tranquillamente evitabili a spiegare in anticipo cosa stava succedendo davvero e quanta competenza ci fosse dietro quelle apparenti mancanze di cure.

La grossa disgrazia di partorire all’estero è proprio la difficoltà di comunicazione. Nel momento in cui sei programmata solo per le reazioni più istintive si fa una gran fatica a comunicare in una lingua che non è la tua. E ripeto, il sistema sanitario sul parto è talmente diverso che va un attimo capito e spiegato (mi ha fatto sorridere la reazione dell’ostetrica di fronte al tipico dossier medico italiano: ma ti droghi? Stai Male? Perché tutto questo?)

Non è solo un male italiano. Una volta un’amica russa ad Amsterdam mi ha regalato il privilegio di chiedermi di assisterla (cosa che con il consenso della mia ostetrica, io ero di quasi 6 mesi, ho fatto con gioia). Il suo non è stato un parto dei più semplici ma neanche tragico e alla fine lei è stata comunque assistita dalla madre, un sergente maggiore che parlava solo russo, e io invece assistevo la mamma.

Ricordo che io e il marito, che parlavamo tranquillamente con l’ostetrica, non ci siamo preoccupati un secondo, neanche quando la responsabilità è stata passata alla ginecologa dell’ospedale. Invece per loro, con tutto che l’amica parlava perfettamente olandese, è stato un dramma. La madre alla fine era completamente distrutta e la mia amica ha creduto davvero per alcuni minuti che la bambina fosse nata morta, in quanto l’hanno portata fuori per controllarla e lavarla. Credo che sia questo il motivo per cui hanno deciso che il prossimo lo adottano.

In Russia la mortalità di madri e bambini intorno a un parto è molto più alta che nel resto d’Europa. Già con questo vai a partorire con l’idea della maledizione biblica. Io poi spiegavo alla madre che nei momenti in cui l’ostetrica diceva che oggettivamente non c’era niente da fare, che andava tutto bene ma che era il momento più sbagliato per ricorrere allora, d’emergenza, all’epidurale perché avrebbe sicuramente creato problemi respiratori al bambino, non significava che le cose stessero andando male, ma che bisognava aspettare.

“Si, mi obiettava la madre, ma questa qui non fa niente, da noi anche se non possono aiutarti l’ostetrica almeno ti coccola, ti dice che sei brava, ti dice qualcosa di carino”. Su questo le dò ragione, quell’ostetrica era molto competente ma laconica.

Ecco, a me quell’esperienza lì, pochi mesi prima del mio secondo parto, ha ricordato che un parto è sopratutto un esercizio di attesa. Qualcosa sta per succedere, ma devi solo aspettare. Forse è questa, per noi tecnocrati abituati a tenere sotto controllo il nostro mondo, la cosa più spaventosa. E gli esami, l’eccesso di ecografie, monitoraggi e medicalizzazione serve solo a questo: a non farci ricordare che possiamo solo attendere.

rodonea

Dicembre 2nd, 2008 at 23:26    


Io sono stata sottoposta a due cesarei. Chissà come sarebbe andata in Olanda…ma qui, nel sud del sud non si rischia… e poi il sistema gira diversamente: gli ospedali hanno bisogno di pazienti e i medici di interventi chirurgici per giustificare l’affollamento del personale.
Il primo bambino era podalico: non ci sono alternative mi fu detto. Ci ho dovuto credere.
Il secondo, a due anni e mezzo di distanza, era nella posizione giusta ma “signora, dopo un cesareo perchè rischiare?” E con 40 gradi, il pancione, la stanchezza, l’angoscia dell’attesa e la completa e assoluta ignoranza in campo medico come fai a “rischiare”?

E il terzo ora? Ma chi li fa tre figli oggi? Solo le olandesi….

elisa

Dicembre 2nd, 2008 at 23:40    


Io avevo letto un po’ sul parto in casa e l’opzione che ho trovato per il mio primao parto è stata la “stanza del parto” all’interno dell’ospedale cittadino. Ovvero una sorta di trattamento simile al parto in casa: una stanza, con bagno che possa rimanere la stessa per travaglio e parto e dove a seguirti sono solo le ostetriche (in caso di gravidanza e travaglio senza problemi) ma comunque dentro la struttura ospedaliera con a disposizione i medici per eventuali emergenze.

Qui in Italia ci sono molti falsi miti sulla necessità della medicalizzazione e soprattutto poca conoscenza da parte delle future mamme dei vantaggi del parto naturale e in casa o in un ambiente ugualmente intimo e caloroso.

Spero proprio di riuscire a partorire il mio secondo bimbo nella stanza della cicogna (l’hanno rinominata così ora che hanno fatto il reparto nuovo.)

Grazie per il racconto Mammamsterdam!

Claudia

Dicembre 3rd, 2008 at 11:38    


Rodonea… carina la battuta sui tre figli. Li fanno anche le francesi, che sono molto ben seguite. E anche io che vivo in Francia aspetto il terzo. In Italia non credo l’avrei fatto. Del resto la gente per strada (parlo di estranei!) quando mi vedeva con i miei due piccini (maschio e femmina) si permetteva di dirmi “adesso basta, eh?” Qui avere tre, quattro figli non è strano, e una donna incinta viene trattata come una regina, non solo dagli addetti ai lavori ma anche per strada, al supermercato, ecc. Ieri davanti alla scuola dei miei figli i poliziotti mi hanno detto, vedendo che non trovavo posto, che potevo usare quello per gli handicappati…

Trasparelena

Dicembre 3rd, 2008 at 17:18    


Io ho avuto una bellissima gravidanza e un parto allucinante che si è concluso con un cesareo d’urgenza dopo 16 (sedici) ore di travaglio attivo (con contrazioni fortissime e frequentissime) in cui mi hanno fatto di tutto.
Tuttavia mi sento di difendere il sistema italiano. Io ho partorito a Milano.
Innanzitutto anche io ho fatto la prima visita alla 11^ settimana, e la prima visita “interna” al nono mese, poi gli esami del sangue te li fan fare spesso se ce n’è bisogno, io ad es sono toxo immune e quindi li avrò fatti 3 volte in tutta la gravidanza.
Anche da noi l’epidurale si programma e infatti circa un mese prima ho fatto una visita propedeutica con l’anestesista e un paio di esami per vedere la velocità di coagulazione del sangue. Poi la decisione di fare l’anestesia l’ho presa in travaglio, dopo 8 ore x l’esattezza, e nel giro di 10 minuti mi hanno fatto l’anestesia. Che aiuta molto, devo dire.
Inoltre mia figlia è nata nel ponte di ferragosto: il 14 che era un lunedì, e il termine era il 4 agosto, eppure nessuno si è sognato di programmarmi un cesareo per anticipare a prima del ponte festivo. Insieme a lei sono nati bimbi italiani e anche stranieri. Insomma stesso trattamento per tutti, non diverso per gli svantaggiati. Anzi, con persone meno abbienti sono stati molto più attenti alla questione allattamento al seno (ma qui si apre un altro capitolo che vi risparmio)
Questo per dire che si parla sempre male del sistema italiano, ma io se dovessi essere sincera mi son trovata benissimo, ho trovato persone gentilissime. Nonostante le sedici ore di travaglio (ma d’altronde a 32 anni sei considerata giovane e quindi il cesareo è l’ultimissima spiaggia). Nonostante l’ospedale fosse talmente pieno da dover allestire delle camere di puerperio in altri reparti. Nonostante fosse ferragosto e fossero sotto-organico.
Non mi sono sentita troppo medicalizzata, nè abbandonata a me stessa. Ho trovato tutte persone che mi hanno rassicurato, pure quando sono andata al pronto soccorso la notte per niente (ero al nono mese) mi han detto che comunque ho fatto bene ad andare e son stati tutti gentili.

Trasparelena

Dicembre 3rd, 2008 at 17:19    


dimenticavo: qui sicuramente ci manca la persona che viene a casa per le prime due settimane ad assistere te e il bimbo con pulizie, lavaggio stiraggio etc. E questo sarebbe utilissimo, soprattutto per chi ha più bambini o per chi non ha una mamma/zia/sorella/cugina che la possa aiutare

Alessia

Dicembre 4th, 2008 at 09:39    


Che meraviglia questo sistema olandese, ne avevo già sentito parlare e da Infermiera diplomata e mamma con due cesarei INUTILI sul groppone non posso che dire: vergogna Italia :-(

elvira

Dicembre 4th, 2008 at 10:04    


anche in Germania la situazione é interessante!

mumita

Dicembre 4th, 2008 at 23:54    


Io ho vissuto in Olanda durante il periodo della gravidanza ma le varie visite ed il parto li ho fatti in Italia. Ho volato avanti indietro alcune volte per motivi lavorativi e quando rientravo in Italia ne approfittavo per fare gli esami consigliati. Il mio ginecologo mi ha fatto una visita a trimestre ed ho fatto 3 ecografie, sempre una a trimestre, tutte all’ospedale e tutte gratuite. Ho fatto le analisi del sangue iniziali (una marea il primo mese!) e poi solo verifiche del toxotest. A 4 settimane dalla data presunta del parto, l’ostetrica ha compilato la cartella clinica, pronta in caso di ricovero improvviso, ed ha ascoltato il battito del bambino. Ho potuto anche compilare la scheda per la donazione del cordone e della placenta per la ricerca sulle staminali. Ho partorito con 3 settimane d’anticipo: rottura delle acque alle 3,30 e ricovero alle 5,00 e l’ostetrica di turno mi ha subito messo sotto monitoraggio. Durante la degenza mi hanno visitato varie ostetriche, tutte gentilissime, e mi hanno rassicurato molto.
Avevo le contrazioni ma non dolori e dilatazione… strano ma vero. Fortunatamente, si fa per dire, verso le 18.30 sono arrivati i dolori, ma sono rimasta in camera fino alla fine, quando non è arrivato il momento di entrare in sala parto e alle 21.30 ho partorito. Parto naturale, senza epidurale o antidolorifici, assistita dall’ostetrica di turno. La ginecologa di turno è intervenuta solo per il controllo finale ed ahimè per i punti!
Durante i 3 giorni di degenza tutto il personale è stato assolutamente favoloso.
Quando sono tornata a casa, sono stata contattata dalle ostetriche del consultorio che sono venute e casa a darmi una mano con il bambino e ad aiutarmi con l’allattamento.
Tuttora vado al consultorio ad incontrarmi con le altre neomamme e mi sono anche iscritta al corso di massaggio per neonati.
Insomma anche in Italia abbiamo un ottimo sistema di assistenza per le donne incinta e per le neo mamme e tutto gratuito.

Silvia

Dicembre 5th, 2008 at 21:08    


Ci sara’ pure in Italia qualche buon ospedale per partorire (conosco ad esempio il caso di Viterbo) ma nel complesso non direi proprio che abbiamo un ottimo sistema di assistenza per le donne incinte, tanto meno per le neo mamme (e in fondo non e’ vero neanche che e’ tutto gratuito): io per esempio nonostante abbia avuto una gravidanza del tutto fisiologica sono stata sottoposta dalla mia ginecologa (considerata da molti una bravissima ginecologa) a 8 o 9 ecografie, non so’ quanti esami del sangue e delle urine, due o tre tamponi, e secondo lei avrei dovuto fare anche l’amniocentesi (ma mi sono rifiutata). E’ovvio che questi ginecologi privati ai quali si rivolge la stragrande maggioranza delle donne incinte italiane hanno tutto l’interesse economico a terrorizzare le loro ansiose “pazienti” (manco la gravidanza fosse una malattia) in modo da far fare loro (naturalmente a pagamento) esami anche invasivi (per non parlare dei cesarei programmati inutili). Per quanto riguarda il parto poi, io, come tante, ho subito l’induzione farmacologica del parto a sole 41 settimane + 2 giorni (nonostante i monitoraggi andassero benissimo e non avessi alcun problema di salute), episiotomia, rottura manuale delle acque, per non parlare del fatto che sono dovuta rimanere sdraiata immobile durante tutto il travaglio (circa 10 ore) con quella macchina infernale per il monitoraggio del battito cardiaco sempre attaccata! Un vero strazio (ho anche rischiato il cesareo). Alla fine ero talmente esausta che sono rimasta ricoverata in ospedale una settimana intera. Tutto questo per niente: sicuramente avrei partorito in modo naturale nei giorni seguenti, se solo me lo avessero permesso! Sono uscita dall’ospedale chiedendomi: ma dove andro’ a partorire la prossima volta, se mai ci sara’ una prossima volta?
Adesso so’ che partoriro’ il mio prossimo bambino in Olanda dove mi sono trasferita da poco. Qui e’ veramente tutto diverso riguardo la gravidanza e il parto. Il 35% delle donne partorisce a casa (mia cognata, che e’olandese, ha partorito a casa a 41 settimane + 6 giorni, senza problemi, una cosa impensabile in Italia). Spero anche io di poter vivere questa straordinaria esperienza, anche se sinceramente, da buona italiana, un po’ di paura e di dubbi ce l’ho. Ma penso sinceramente che preferirei partorire in una caverna piuttosto che rimettere piede in quell’ospedale italiano.

paola

Dicembre 9th, 2008 at 16:00    


Che meraviglia. Anche io invece ho sentito belle cose dalla Germania (adesso vivo li), se sara` il caso vi raccontero`. Sull’ospedale dove ho partorito io in Veneto, pollice verso. Mia sorella ha avuto una bella esperinza in un ospedaletto dell’Umbria, con un rapporto personale/paziente dell’ordine 1 a 1 (da me di notte al nido-ed anche qui ce ne sarebbe da dire- un’infermiera per 32 neonati).

chiara

Dicembre 10th, 2008 at 21:36    


ma vogliamo parlare del fatto che ormai i medici programmano il cesareo per lavarsi le mani e per non avere impegni extra magari sotto le feste o nel week end?
se dovete partorire sotto natale state certe che vi prescrivono un bel cesareo e via!

chiara

Dicembre 10th, 2008 at 21:38    


ps mi piacerebbe tantissimo avere maggiori info da chi si è trasferito in olanda a vivere se volete mandarmi una mail cliccando sul mio nome raccontandomi la vostra esperienza ve ne sarei veramente grata
baci

chiara

Dicembre 10th, 2008 at 21:40    


bbellissimo@libero.it

Panzallaria

Dicembre 10th, 2008 at 22:59    


@chiara: vai sul blog di mammaamsterdam, ci sono anche i contatti e lei è una persona veramente carina….il link è nel post.

io però devo confutare questa cosa del cesareo sotto natale: io ho partorito il 18 dicembre dopo 30 ore di travaglio. parto naturale. stavo impazzendo ma nessuno me lo ha nemmeno proposto il cesareo. sono poi contenta di aver fatto frollina nature però non ho notato questo accanimento.

anche se - c’è da dire - poche settimane prima era uscito sul giornale proprio un articolo in cui si parlava del fatto che quell’ospedale faceva tantissimi cesarei.

altra esperienza: la mia ex capa, donna managar rampante e padrona d’azienda ha deciso quando partorire (privatamente) in base agli impegni di lavoro….aberrazioni del mondo contemporaneo

Chiara

Dicembre 11th, 2008 at 11:03    


Credo che in Italia ci sia del buono, sapendo scegliere. A Roma c’è di tutto, si sa. Dalla clinica che ti programma il cesareo sempre e comunque alla scuola del Fatebenefratelli. Nel mio caso, ad esempio, ho partorito naturalmente sebbene ci fosse un piccolo intoppo, ma monitorata e con la sala operatoria per il cesareo già pronta in caso ce ne fosse stato bisogno. Mi sono sentita bene assistita, sia dai medici che dal personale. Gratis, si intende.

Mommyblogging italiano » Gravidanza e parto in Francia

Dicembre 22nd, 2008 at 23:26    


[...] che vive in Francia ad Annecy, dopo aver letto l’articolo in cui MammaAmsterdam raccontava di gravidanza e parto in Olanda ha voluto gentilmente offrire la sua testimonianza dal paese in cui vive sullo stesso [...]

Livia

Luglio 28th, 2009 at 20:20    


Salve, io ho avuto un bambino a Rotterdam e un secondo é in arrivo in poche settimane. Sono scioccata dal sistema carente di attenzione nelle cose importanti davvero. Proprio stamattina l’ostetrica mi ha detto che l’ospedale in cui vorrei partorire verrá chiamato quando saró nel pieno delle contrazioni: loro si fanno vedere a casa solo dopo che le contrazioni sono frequenti ogni 5 min da un ora almeno (questo perché é il secondo figlio, per il primo la frequenza doveva essere di 3 min!!). Se in tale ospedale non c’é posto cominciano a chiamare in giro per trovare un letto disponibile in giro (potrei finire fuori cittá) alle brutte potrei dover partorire in casa. Se ci sono complicazioni che si fa? Con le contrazioni cosí frequenti c’é poco da andare in giro a cercare ospedali!! Il mio primo figlio l’anno ripreso per miracolo (avevo l contrazioni da piú di un gg e in ospedale non mi volevano dopo cosí tante ore di travagli o ero a 3 cm ed erano passati 15 gg dalla fine del tempo) da soffocamento e del problema si é accorto il ginecologo mica lóstetrica!! Durante le visite non ti controllano proprio per niente il sangue se non chiedi tu (e magari ti guardano pure stupite)…io dovevo chiedere volta per volta per controllare il ferro. Le uniche analisi che fai sono all’inizio della gravidanza. Nemmeno alla fine ti fanno tamponi vaginali per controllare eventuali batteri che si possono trasmettere al bambino durante il parto. In italia pure posso chiamare il medico se ho domande o disturbi! Non mi sembra che qui sia sta cosa eccezionale! Qui si fanno tre eco. Niente morfologica, per intenderci e le attrezzature che hanno (almeno nel mio centro ostetricia) non raggiungono il livello di quello degli ecografi specializzati. Parole loro. A me avevano trovato un possibile problema di crescita del feto e ho dovuto DOVUTO chiedere per una eco aggiuntiva (insistendo che pago io e quindi decido io). Per fortuna tutto ok ma le visite sono carenti. Il problema é che la gestante non ha scelta. In Italia vai dal ginecolo o in opsedale o in consultorio o privato in clinica. DECIDI TU IN BASE ALLE TUE POSSIBILITÁ O ESIGENZE. IN OLANDA NO! Ci sono le assicurazioni che limitano tutto, eppure tutto é a pagamento!! Ragazze mie, l’Olanda é quella col piú alto tasso di decessi neonatale in Europa in fase di parto…grazie, il medico vede se hai problemi all’ultimo secondo possibile!! E se vai in ospedale prima di quando dicono loro (cioé quando le contrazioni sono a tre min e non fa niente se ste contrazioni le hai da 6 o 12 ore) dall’ospedale ti rimandano a casa. E scordatevi l’epidurale se non state per morire!! Si il parto é una cosa naturale ma ancora piú naturale é la MIA POSSIBILITÁ DI SCEGLIERE se andare in ospedale o stare a casa o avere o meno un ginecologo anziché sempre una donna diversa che ti visita!! Capito cosa intendo?

Stefania

Settembre 13th, 2009 at 12:48    


Cari amici, io vivevo in olanda, e ora sono al quinto mese di gravidanza. Son dovuta rientrare in Italia perchè ebbi esperienza ad Amsterdam. Quest inverno, ho scperto di essere incita,con delle perdite di sangue. ( premetto che avevo avuto un aborto l anno precedente) mi sono precipitata dal medico di famiglia per farmi consigliare unn ginecologo .. Il dottore mi rispedì a casa dicendomi che era tutto troppo presto dal momento che ero solo al primo mese di gravidanza..egiustificava le mie perdite per via della mia avanzata età.( 38 anni )Disse che se stavo sanguinando molto probabilmente lo stavo perdendo..e in Olanda, diceva, non fanno nulla per salvare la gravidanza. Così tornai a casa triste e spaventata. due giorni dopo ebbi dei forti dolori, così senza pensarci due volte presi un aereo, e me ne tornai in Italia. Andai in ospedale, e mi operarono d urgenza. Avevo una emorrogia interna..la mia era una gravidanza tubarica. Mi esportarono un tuba.e salvarono la vita. Ora miracolosamente sono dinuovo in stato interessante, e qui in italia mi seguono di continuo e mi rassicurano..speriamo ci sia un lieto fine, ma per il momento di tornare in olanda non ne voglio neanche sentire parlare. Piuttosto quel mito dell ostetrica che viene in casa, è solo per chi fa una assicurazione sanitaria dove richiede questo servizio. Ma il prezzo è molto più alto, ovvero da 110 euro al mese, può arrivare a 170. Quindi non è tutto rosa e fiori. E per di più gli analisi da noi in Italia sono frequenti e tutti gratis..in olanda se vuoi un esame in più oltre l emoglobina e il glucosio..te li paghi!!!
Stefania

vio-yersinia

Settembre 16th, 2009 at 08:50    


io sto per laurearmi come ostetrica e l’olanda rispecchia in pieno la mia idea dell’esser ostetrica!

Roberta Billai

Ottobre 23rd, 2009 at 10:47    


Salve,
io mi sono trasferita a gennaio in Olanda, e ancora ci sono moltissime cose di questo argomento che mi spaventano. Il sistema può anche essere ottimo, ma fare la prima visita alla 12-esima settimana mi sembra un po’ superficiale. Io vorrei sapere ben prima se qualcosa non va, non dopo 12 settimane. A volte ho la sensazione che facciano le cose un po’ all’acqua di rose.

Roberta

mony

Novembre 21st, 2009 at 19:00    


ciao ,sono nel 5 mese di gravidanza e sono appena arrivata a rotterdam,sono in atessa di documenti ancora ho tanta paura x il momento del parto piuche altro per che nn parlo la lingua come faro………..aiuto…

mony

Novembre 21st, 2009 at 19:04    


monica87sr@hotmail.it
grazie x ii vostri consigli

lucia

Novembre 23rd, 2009 at 16:16    


Io vivo in Svizzera e sono alla seconda gravidanza. La prima fatta in Italia, ottimo parto ma troppa medicalizzazione durante la gravidanza. qui ho optato per l’ostetrica, e lei mi ha consigliato una visita dopo la 12a settimana. Sono contenta, ma mi fa anche paura aspettare. Mi sento solo stanca, più stanca del solito e a parte leggere nausee, va tutto bene. Se avete testimonazie che mi possano confortate, sono tutta orecchie!!!!

CLAUDIA

Novembre 25th, 2009 at 14:53    


Ciao a tutte anche io ho scoperto da poco di essere incinta e sono in Olanda. Sto cercando di capire come funziona qua il sistema sanitario, soprattutto se non hai un’assicurazione medica!!! Attualmente è il mio caso, ho provato a chiedere informazioni e a quanto pare ho diritto solo ad aventuali urgenze( che ovviamento si spera non ci saranno mai) per il resto devi pagare tuto di tasca tua…ma questo dopo la 12° settimana perchè prima è come se non fossi incinta.
Ho cercato un laboratorio dove poter fare le beta hcg (almeno per capire i valori che ho) ma a qunto pare non esista un esame del genere…qualcuna sa qualcosa?
Che dovrei fare farmi seguire in Italia? e se avessi bisogno di un esame qua come devo fare? Continuo a cercare…
Grazie e un saluto a tutte.

Panzallaria

Novembre 25th, 2009 at 15:23    


a tutte voi che vivete da poco in Olanda consiglio di andare sul blog di MammaAmsterdam (link nel post) che se ha tempo, senz’altro è disponibile per qualche dritta locale! ciao
panz

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