Mamme che muovono il mondo (e l’attenzione dei media)
Oggi voglio parlare di un fenomeno sempre più dilagante in un mondo dove la comunicazione dal basso (il microblogging, i social nettwork, i blog come questo e la multimedialità diffusa) sta soppiantando le vie istituzionali di diffusione delle notizie. In particolare, le mamme e i papà diventano dei veri opinion leader in grado di muovere il Mercato, influenzare le opinioni e cambiare la rotta, quando la rotta è contraria a un sentimento collettivo.
Recentemente - a livello internazionale - alcuni eventi significativi hanno portato alla ribalta le mamme e la loro capacità di diventare una grande forza collettiva.
In America
Due storie diverse ma significative ci arrivano dagli States. La prima riguarda Babbo Natale e ce la racconta Mamme nella rete. La recessione colpisce, i supermercati non vendono e per evitare il licenziamento del vecchietto che si fa fotografare con i bambini le mamme si alleano. Succede nel faraonico centro commerciale Tysons Corner di Washington. Le mamme minacciano di boicottare la catena e Santa Claus viene subito riassunto.
Gli Usa sono i protagonisti anche di un’altra storia che conosciamo grazie a Patatoni.com (vedi il video): uno spot di una Azienda di medicinali (Motrin) che allude al fatto che una mamma “indossa” il proprio bambino. In questo caso sono le mamme blogger che si arrabbiano. Patatoni ci spiega esattamente cosa è successo e come sia montata la protesta. Dopo che il coro dello sdegno si è levato da parte delle blogger più influenti, la Motrin è stata costretta a ritirare lo spot e ha avuto un grandissimo danno d’immagine.
In Italia
Il caso più emblematico in terra italiana è sicuramente quello di Black Cat, blogger di vecchio corso che ha subito una grande ingiustizia all’interno di un supermercato della catena Carrefour.
Black cat ha un bimbo autistico che è stato offeso e ferito dalla superficialità di un fotografo che doveva rallegrare il pomeriggio dei bambini ritraendoli in compagnia della macchina protagonista del cartoon “Cars“.
La mail che ha spedito alla direzione del supermercato e che pubblica integralmente fa il giro della blogosfera e grazie al tam tam dei suoi lettori (ma anche di chi l’ha conosciuta e apprezzata per la prima volta in questa occasione) il caso arriva alla ribalta delle cronache.
Moltissimi blog parlano di lei e della sua vicenda (non solo mamme e papà blogger) al punto che persino il tg1 la intervista e che la direzione di Carrefour le chiede pubblicamente scusa.
Un caso mediatico che ha portato allo scoperto una storia di discriminazione emblematica. Un caso mediatico nato grazie alla solidarietà dei blogger, in particolare delle mamme e dei papà che gestiscono blog e che sempre di più si sentono parte di un network e hanno un’identità definita, come racconta anche ItMom in questo recentissimo post.
Tutte queste storie sono fili di una stessa tessitura. Quello che noto personalmente è il fatto che spesso facciamo rete in Rete ma nel mondo reale ci facciamo risucchiare da insicurezze, paure e diffidenza verso gli altri ed è molto più difficile coinvolgerci in una coscienza collettiva.
E allora ben venga il web, ben vengano le nicchie tematiche e le definizioni, ben vengano i genitori che raccontano le loro storie nei loro blog: leggendoli ci sentiremo parte di un tutto e - paradossalmente - soli davanti ad un computer riscopriremo vivere in una comunità.



Comments (3)
Mammafelice
Dicembre 10th, 2008 at 10:00
Ho già avuto modo di scriverlo, da qualche parte… Quando Claudia/Nonsolomamma andò a presentare il suo libro in una trasmissione di Frizzi, una sgallettata bionda tacco 12, disse: - Che tristezza queste madri sole davanti al computer. Internet sta riducendo le madri all’isolamento.
Mi ero arrabbiata, e anche intristita. E poi ho riso.
Perchè Internet non è che lo specchio di se stessi.
Se sei una persona sola, anche su internet sarai solo.
Se cerchi sesso, su internet troverai il sesso (in fondo sembra che sia il male del mondo, no? non parliamo di quello omosessuale… che sono 2 giorni che penso a una risposta ‘educata’ per quotare in pieno il tuo post su Brokeback Mountain).
Se cerchi amici, troverai gli amici.
E così via…
Io penso che intorno ad Internet aleggi ancora un alone di ignoranza, che rende esperti di Internet quelli che esperti non sono, i quali credono ancora nel Marketing anni ‘80 (strette di mano, vestiti ingessati, ‘ti faccio lo sconto perchè sei tu’) e nel potere della televisione.
Quando le aziende, le persone, la politica, i sindacati… si accorgeranno che su Internet ci sono madri che possono decidere l’andamento di un fenomeno, che possono pubblicizzare o (come nel caso di BlackCat) protestare contro un sistema… io mi auguro che sia troppo tardi, per loro!!
Mi auguro che per allora noi donne, noi mamme, noi blogger, noi precarie (non posso non aggiungerlo) possiamo aver già trovato una forma di aggregazione indipendente e anche istituzionalizzata, che faccia sentire la nostra voce a chi non ci ha mai rappresentate.
Luca
Dicembre 10th, 2008 at 12:07
hai ragione, se mamme e papa’ fossero cosi’ solidali anche nella vita “reale”, all’interno di scuole, asile, ecc… saremmo fortissimi!!!
Alessia
Dicembre 10th, 2008 at 15:01
Io credo (e l’ho già detto spesso) che su internet l’Italia sia molto ignorante perchè ancora una minoranza di persone (e di mamme e papà) sa usarlo e sa cos’è senza miti e credenze diffuse ma assolutamente errate.
Mi arrabbio quando sento le classiche frasi “su internet bisogna stare attenti…” come se internet fosse un’entità autonoma, purtroppo bisogna stare attenti sempr ed internet non fa eccezione perchè siamo noi (anzi, una parte di noi, per ora) quindi si trova di tutto esattamente come nella vita reale, però annullando le distanze puoi trovare amici ovunque e questa è la sua grande forza che diventa la “nostra” forza se sappiamo navigare senza pregiudizi sciocchi.
Solitudine? Che frase assurda ha detto quella bionda, internet è proprio l’uovo di colombo per annullare la solitudine però è importante muoverci davvero per farla conoscere in modo che tutti (grandi e piccoli) sappiano usarla e conoscano tutte le regole per usarla al meglio, ogni tanto mi viene l’idea di fondare un’associazione per fare corsi gratuiti per tutte le età perchè vedo davvero tanta tanta ignoranza in materia, qui la maggior parte della gente si comporta come se non esistesse oppure la usa al 5% delle possibilità e mi viene una rabbia…
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