Intervista a MammaImperfetta

Per la rubrica dedicata alle interviste, oggi pubblico lo scambio di mail con MammaImperfetta, uno dei blog più seguiti della BlogoMammaSfera. Lei – emiliana come la sottoscritta – sa dosare sapientemente informazioni puntuali e corrette e racconti di vita. Per chi non la conoscesse, consiglio di andare a fare un salto: ci sono post per tutti i gusti e per ogni dubbio che riguarda la maternità.

Perché hai deciso di farti conoscere nella blogosfera come mamma imperfetta? cosa intendi con questa definizione?

Perché sono consapevole di essere realmente una mamma imperfetta. Ho limiti e difetti che mi portano lontano dalla madre da manuale, ma che con il tempo ho imparato ad affrontare e gestire con indulgenza. Non mi siedo passiva sulle mie imperfezioni, ma non ci muoio nemmeno sopra. Imparare a perdonarmi è stata una della fatiche più grandi, ma è anche quella che più mi ha restituito serenità.
Credo sia importante far capire alle madri che lo stereotipo della mamma perfetta è, appunto, uno stereotipo. La vita è altro. La vita quotidiana è anche costituita da attimi di insofferenza, di perdita di pazienza, di nervosismo, di stanchezza.
Non neghiamoci la possibilità di essere serene per quel che siamo per correre dietro all’esempio dell’immancabile “amica”, madre perfetta, o all’ideale materno di uno status ovattato e profumato di talco.
La maternità è altro. Essere madri “sufficientemente buone”, per dirla con Winnicot, non significa rincorrere la perfezione, ma piuttosto prendere coscienza dei propri limiti, difetti, mancanze e saperci lavorare su con ironia e sguardo positivo.

Quali sono, secondo te, i temi che interessano maggiormente i tuoi lettori?

Chi legge il mio blog lo fa essenzialmente per due motivi ben distinti, motivi che combaciano alla perfezione con il duplice scopo per cui è nato il blog.
C’è che è avido dei racconti personali legati alla nostra quotidianità famigliare e c’è chi raggiunge il blog per cercare informazioni su concepimento, gravidanza e maternità.

Ci sono post che io chiamo “confessionali”, come quello sul reflusso gastroesofageo, in cui le madri raccontano pezzi faticosi della loro vita, cercano scambio, sostegno, ascolto. È’ bellissimo vedere che un post pensato e scritto per sostenere si è trasformato in un sostegno effettivo, in un luogo quasi fisico in cui le mamme si raccontano, ascoltano e supportano altre mamme.

Com’è cambiata la tua vita da quando sei una blogger? Ha influenzato il tuo lavoro?

Una volta che tu ti apri al mondo nei termini in cui ho fatto io sul mio blog (non uso pseudonimi, chiamo mio marito e i miei figli per nome, non maschero i luoghi in cui viviamo), ti rendi conto che devi dare continuità a ciò che stai facendo e, soprattutto, che lo devi fare seriamente (prima di scrivere i pezzi più prettamente informativi io studio).

C’è però anche un lato di puro piacere, dettato dal vedere crescere quello che io penso sarà il più bel regalo per i miei figli. Mi immedesimo: se io ora avessi la possibilità di leggere e rivivere passo dopo passo la mia infanzia, di immergermi nelle riflessioni di una madre in crescita ne sarei davvero entusiasta.

Infine c’è il lato catartico. Le avventure dell’Ispettor Clouseau e la sezione “urlo” sono atti liberatori. Il blog aiuta ad alleggerire e sdrammatizzare personali e dinamiche familiari, l’ironia è una grande alleata della longevità di un rapporto.Il mio lavoro non è stato influenzato, nel senso che io già di mestiere scrivo per il Web per cui sono già “rodata”. Però in questi 6 mesi di blogging ho potuto conoscere persone interessanti con le quali si stanno aprendo bei percorsi sia umani che di collaborazione.

MammaImperfetta ha scritto il primo post il 13 giugno 2008. Ha due bambini e si occupa di contenuti per il web.


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