Dic 24 2008
Mamme e lavoro: partiamo dalle ultime sul fronte pensione (I puntata)
Mamme e lavoro non è che uno degli aspetti di un tema a più ampio raggio e cioé la questione del lavoro al femminile.
Mentre continuano ad arrivarmi interessanti risposte all’indagine che sto svolgendo sul tema (vi invito tutte a partecipare o sul network o via mail) è di qualche giorno fa la notizia che il Ministro Brunetta abbia avanzato la proposta di elevare l’età pensionabile delle donne a 65 anni, per parificarla con quella degli uomini.
Pari Opportunità è stato il suo commento; non dello stesso avviso i sindacati e moltissimi blogger. Si è certamente aperta una questione spinosa. Perché se è vero che l’Europa lo chiede - per equità con gli altri paesi - è certo vero anche che in Italia la conciliazione tra professione e cura dei figli non è assolutamente garantita e tutelata.
E negli altri paesi europei (leggetevi anche i primissimi post della rubrica “Dal mondo“) non va esattamente allo stesso modo.
Di certo ci sono alcune questioni - evidenziate anche dalle testimonianze su Momblogitalia Net - che sono fondamentali per capire perché esiste una diseguaglianza profonda tra lavoro dei padri e lavoro delle madri e dunque tra uomini e donne in ambito professionale.
Chi tutela le donne in età fertile?
Quanti pregiudizi pesano sul groppone di una mamma che torna al lavoro dopo una assenza per maternità?
Spesso la strada non è più spianata come nei radiosi anni del carrierismo ma diventa un vicolo cieco in cui si arranca tentando di conciliare la scuola di Paolino, gli incontri con le maestre e la riunione con il capo.
Ma non siamo qui per piangerci addosso ma per analizzare dati e se mai proporre soluzioni (ce le proponiamo tra noi ma magari sono un buon inizio per fare il punto!).
Di fatto prima di pensare ad un innalzamento dell’età pensionabile bisognerebbe tutelare il lavoro in età lavorabile.
Mamma in carriera lo dice meglio di me. Non si cambiano le cose se non si guarda a tutti gli aspetti della faccenda: politico, culturale e di educazione.
E cosa fa la Politica per promuovere il lavoro al femminile e la conciliazione?
Esistono leggi che potrebbero incentivare il coinvolgimento dei padri tramite i congedi parentali, nei primi mesi dopo la nascita di un figlio e che in teoria sono ottime ma nella pratica stentano a essere applicate.
Per i pregiudizi che spingono spesso l’uomo a non rinunciare a ore lavoro temendo di vedere andare in frantumi il proprio destino professionale e perché le donne hanno per lo più lavori precari per cui l’economia familiare si regge prevalentemente sullo stipendio e sulla credibilità di papà (vedi questo interessantissimo post di Blimunda).
Non c’è una vera politica di sostegno per le madri dopo il parto che le incentivi a tornare al lavoro e a demandare ad altri parte dei propri impegni.
E il Mercato del lavoro è talmente concorrenziale che una madre è sempre percepita come una cartuccia già sparata, non più in grado di raggiungere i livelli di impegno che poteva avere prima della filiazione.
Da uomini e donne; colleghi e colleghe e capi ufficio.
Qualcosa nel meccanismo è inceppato: se esistesse un piano di sostegno alla maternità, esisterebbero più occasioni per le donne di mantenere un buon lavoro e contestualmente si potrebbe realisticamente pensare a un’Italia di pari opportunità professionali e pensionistiche.
Oggi le donne non sempre riescono ad accumulare abbastanza anni di lavoro per avere la pensione minima: la cura dei figli costringe alcune a uscire dal Mercato del lavoro a intermittenza e a dover sudare parecchio per rientrarvi
Come inizio ovviamente.
Ma se non abbiamo dalla nostra la Politica (e spesso questi temi non sono considerati all’ordine del giorno), come possiamo pensare di promuovere un cambiamento culturale?
Di questo e altri aspetti discuterò nelle prossime puntate, in cui analizzerò nei dettagli le interviste che mi avete concesso e che continuerete a rilasciare gentilmente e cercheremo di trovare un filo rosso alle esperienze di tutte. Magari anche un filo rosso virtuoso per riacchiappare il lavoro se ci siamo perse per strada pezzi importanti di noi legati alla professione.
Nel frattempo AUGURO A TUTTI BUON NATALE
La mia bimba è ammalata e così non riesco a scrivere molto (sto dando la precedenza a qualche progetto di lavoro!) per cui rimando il prossimo post a quando avrò di nuovo il tempo.
Conciliazione, maledetta conciliazione a volte impossibile
Buon natale a tutti i papà, le mamme, i bimbi e chi passa di qua e si ferma nel salottino di Mommyblogging italiano.
Articoli correlati



Buon Natale anche a te cara Francesca e tanti auguroni alla tua piccina!
con affetto
Linda
Buon Natale Panz! Spero che la tua piccina stia meglio!
Molto interessante il vostro blog, complimenti
buon natale panz!! ps argomento tosto quello che hai toccato…