Nonni: gioie o dolori?

Chi ha i nonni a completa disposizione si lamenta, perché spesso tendono a ingerire troppo nelle scelte educative per i nostri figli, chi non li ha si lamenta uguale perché avrebbe bisogno di aiuto.

Il rapporto con genitori e suoceri alla nascita di un figlio è spesso conflittuale e costellato di problemi: una mia amica, mentre le raccontavo “le ultime” dei miei suoceri, ha detto “A volte penso che il ruolo dei nonni sia molto più difficile di quello dei genitori: sapersi mettere da parte non è facile!” e io non posso che concordare.

La BlogoMammaSfera ne parla molto.

I neogenitori ci pensano e spesso si chiedono come devono comportarsi.

Cerchiamo di trovare risposte nei post che trattano il tema.

Mammamia scrive una bellissima ode alla nonnitudine:

Voi che siete sempre in grado di intervenire nel menage familiare, nel bene come nel male. Nella salute come nella malattia. Voi che ci salvate le chiappe quando i frugoli stanno male o la baby-sitter dà forfait. Voi che date buca quando contiamo su di voi, restando pur sempre un faro di autorevolezza ed equità. Voi che a Natale regalate l’impossibile ai nipoti, per grandezza e quantità. Voi che dite a NOI come comportarci, ma fate fare LORO ciò che vogliono, perché tutto sommato vi siete rotti di essere normativi a 360 gradi e alla loro educazione ci dobbiamo  pensare noi.

Voi che siete vicini vicini (a volte anche troppo). Voi altri invece troppo lontani, che ogni volta per portarvi i vostri ‘gioielli’ bisogna fare il giro del mondo in pochi giorni.

Voi che avete sempre un sacco di storie da raccontare a quelle creature irriconoscibili di terza generazione che vi abbiamo creato su misura e altrettante istruzioni per noi madri-e-padri sprovveduti, figli del vostro grembo incredulo. Voi che non siete mai d’accordo e, quindi, dite sempre la vostra.

Voi che per noi figli-genitori siete uno yo-yo di sentimenti e per i nipoti una certezza granitica.

Voi che ogni giorno ci stupite da nonni e ci cazziate da genitori, dr Jekyll e Mr Hyde di altri tempi. Voi che ci fate sentire perennemente genitori in prova. Voi che la sapete lunga,  sempre e comunque.

(in fondo all’articolo si possono trovare anche molti link correlati che trattano del tema).

E se la sottoscritta ha il problema di un paio di nonni che vogliono fare i genitori e si permettono giudizi molto forti e non accettano il confronto sull’educazione di mia figlia, Black Cat ha il problema inverso. Nel bisogno i nonni non ci sono e spesso è pure peggio.

Sicuramente i tempi sono cambiati e nei paesi industrializzati molte famiglie scelgono di affidarsi all’asilo, anche quando i bambini sono molto piccoli, proprio perché non possono o vogliono fare affidamento sui nonni che un tempo erano deputati alla cura dei bebè quando mamma e papà erano al lavoro. (fonte: Partorire senza paura).

Bravi Bimbi offre il parere dell’esperta, proprio per affrontare la decisione di affidarsi o meno ai nonni per le cure del proprio bimbo:

I genitori spesso, prima di affidare i loro figli ai nonni, si interrogano se questi rispetteranno le loro indicazioni, se interferiranno nell’educazione del bambino, se li criticheranno, se si comporteranno col bambino come si sono comportati con i figli, etc.

Non dimentichiamoci però che anche per i nonni assumersi la responsabilità dei piccoli è piuttosto impegnativo.

La difficoltà maggiore in queste situazioni è gestire i rapporti affinchè lo stile educativo dei genitori non venga messo in discussione dai nonni. Allo stesso tempo è necessario che i genitori “accolgano” in maniera intelligente e senza sentirsi sminuiti suggerimenti e consigli di chi, senza dubbio, ha una maggiore esperienza.

Per un bambino trascorrere del tempo con i suoi nonni è senza dubbio un’arricchimento ma è fondamentale che nonni e genitori sappiano gestire i confini e, soprattutto, i rispettivi ruoli affinchè nel piccolo non si generi confusione.

Laddove i genitori riscontrino problematiche, difficoltà o incomprensioni è bene che evitino di ricadere in atteggiamenti di malcontento o di chiusura che potrebbero ricadere sul bambino, piuttosto potrebbero prendere in considerazione l’opportunità di affiancare al “lavoro” dei nonni una baby-sitter o affidare il piccolo ad un asilo nido.

Ma c’è anche chi non ha dubbi e vive vere situazioni di armonia (dunque possibili!) come Mamma Imperfetta

Nel caso in cui i bambini rimangano con i nonni invece di andare all’asilo, occorre comunque tenere presenti alcuni aspetti come quello del fatto che i nonni tendono a viziare i piccoli (ben vengano a piccole dosi i vizi dei nonni!) e a farli sentire gli unici bambini del mondo. D’altra parte, durante i primi anni di vita, i bambini tendono ad ammalarsi molto se tenuti con altri bambini e stare con i nonni potrebbe ovviare a questi piccoli inconvenienti invernali.

Un’indagine (vedi articolo del Corriere) dice che un bambino su cinque è accudito dai nonni:

Lo dice l’ ultima ricerca Istat sugli «Aspetti della vita quotidiana»: il 20 per cento circa dei piccoli milanesi tra 0 e 5 anni (che non frequenta il nido o la scuola materna) passa intere giornate con i genitori di mamma o papà. I nonni sono al primo posto (76,2 per cento) tra coloro che accudiscono i nipoti con un’ età compresa tra 0 e 13 anni, anche se solo per poche ore la settimana. E questo dato aumenta ulteriormente se si considerano solo i piccolissimi tra 0 e 2 anni (80,3 per cento) e quelli tra 3 e 5 anni (80). A Milano è piuttosto diffusa la tendenza a iscrivere i figli all’ asilo nido e alla scuola materna. «Una comodità», dicono le mamme lavoratrici. Per poi aggiungere però, subito dopo, «che i nidi sono ancora troppo pochi e i costi molto alti». Per questo, quando è possibile, preferiscono affidare il piccolo di casa ai nonni: «È una scelta condivisibile e molto positiva perché i bambini hanno bisogno di una figura adulta che doni serenità e fiducia. Soprattutto quando sono molto piccoli: si sentono protetti», aggiunge Iannaccone. Tuttavia, «è altrettanto vero che sin dai primi mesi di vita i nostri figli sentono la necessità di stare con i loro coetanei e di confrontarsi. E da questo punto di vista il nido è l’ ambiente perfetto. Il vero dilemma quindi non è scegliere tra nonni e asilo, ma trovare il mix giusto che soddisfi le esigenze del bambino». Tenendo sempre presente che «il nido non deve far sentire il piccolo abbandonato, non deve diventare un parcheggio a ore, (/CAP2dove il bimbo sta fino a quando i genitori non rientrano dal lavoro».

Come comportarsi allora?

Il mio consiglio personale è prima di tutto di trovare un accordo chiaro con il partner e essere certi di avere il medesimo punto di vista sul modello educativo e la routine che volete dare al vostro bambino: solo così se ci dovessero essere problemi in itinere si potrà correggere il tiro e riquadrare la giornata del piccolo senza creare troppi problemi a lui, a voi e agli eventuali nonni.

La parola chiave – nell’affidare i bambini ai nonni – rimane sicuramente fiducia: se non avete fiducia in loro difficilmente riuscirete a essere tranquilli nelle scelte fatte. A quel punto meglio spendere in asilo o baby sitter no?


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