Lotta all’ultimo sangue contro il latte artificiale

Premesso che l’allattamento al seno è assolutamente preferibile a quello artificiale e che i benefici sono rilevati anche dagli organi sanitari competenti e bisogna incentivarlo il più possibile tramite politiche ad hoc e una formazione precisa e puntuale, siamo sicuri che alcune iniziative - lodevoli perché a sostegno della salute e perché ad esempio promuovono l’uso dei pannolini lavabili - non rischino nel caso specifico dell’allattamento di promuovere la tolleranza zero verso chi non può praticare l’allattamento naturale? E’ giusto che una mamma (nel caso della Petizione che citerò a breve pur indigente) debba rendere conto pubblicamente delle proprie scelte per poter ottenere un incentivo economico - stabilito da un recente decreto che deve essere approvato dal Senato?

Ho iniziato un acceso dibattito in merito su FB. Voi cosa ne pensate? Sono curiosa di sentire i pareri dei lettori.

Ecco la proposta, tratta dal sito nolattegratis.altervista.org (dove se siete d’accordo potete firmare la petizione per portare avanti questa proposta):

Questa è la lettera invitata il giorno 20 gennaio 2009. 
Al Ministro del Welfare on. Maurizio Sacconi
Al Sottosegretario prof. Ferruccio Fazio
Al Sottosegretario on. Francesca Martini
Al Sottosegretario on. Eugenia Maria Roccella
Al Presidente del Senato on. Renato Giuseppe Schifani
Al Presidente della Camera on. Gianfranco Fini
Al Presidente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia on. Alessandra Mussolini
Al Coordinatore della Commissione Salute della Conferenza Stato Regioni Enrico Rossi
Ai Segretari di CGIL, CISL, UIL, UGL
e per conoscenza al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

 Trieste, 20 gennaio 2009
Il recente “decreto anticrisi”, passato alla Camera ma non ancora confermato al Senato, prevede tra le azioni a sostegno delle famiglie a basso reddito il rimborso per l’acquisto del latte artificiale e dei pannolini nelle famiglie con bambini fino a tre mesi di età.

Già in passato erano state proposte iniziative di vario tipo per sostenere l’acquisto del latte artificiale e avevamo già sollevato le nostre perplessità, che ribadiamo con forza, sull’opportunità dell’iniziativa (si veda in allegato la lettera spedita in data 15/09/2006 all’allora Ministro della Sanità Girolamo Sirchia).

Riteniamo che la proposta attuale, anziché aiutare le famiglie disagiate le metta in maggiori difficoltà, e ne esponiamo le ragioni qui di seguito.

Sappiamo oramai, da anni di studi e ricerche, che i bambini alimentati con latte artificiale si ammalano più spesso e in maniera più grave rispetto a quelli allattati al seno. Questo si traduce in un aumento della spesa pubblica: aumento di visite pediatriche, di ricoveri in ospedale, di acquisto di medicinali. Significa anche maggiori spese per le famiglie: anche se l’assistenza sanitaria è gratuita, la maggior parte dei contratti lavorativi non prevede congedi pagati per i genitori che si assentano per la malattia dei figli.

Un figlio ammalato significa quindi uno stipendio più basso a fine mese.

Inoltre temiamo che, fornendo latte artificiale gratuitamente per i primi tre mesi, molte famiglie inizino ad utilizzarlo proprio per la sua gratuità, senza considerare che dal quarto mese in poi questo gravoso onere sarà interamente a carico della famiglia. A fronte di un risparmio di circa 250,00 euro nei primi tre mesi, grazie al decreto anticrisi, le famiglie dovranno infatti prevedere una spesa di altri 650,00 euro fino al compimento dei 12 mesi (1); questa spesa sarebbe evitata se il bambino fosse allattato al seno.

In una famiglia a basso reddito si corre il rischio concreto che, non riuscendo a far fronte alla spesa, si ricorra ad alimentare inadeguatamente il bambino, ad esempio aumentando la diluizione del latte artificiale o ricorrendo prematuramente al latte vaccino. Queste pratiche sono estremamente dannose per la salute.

Sappiamo anche che più del 95% delle donne può allattare, a patto che ci sia un adeguato sostegno da parte degli operatori sanitari, della famiglia, della società.

Il latte materno è gratuito per sempre e assicura bambini più sani, nel breve e nel lungo periodo.

Questo sarebbe il vero risparmio, sia per le famiglie che per lo Stato.

Solo l’esigua percentuale di donne che per documentate ragioni mediche non possono allattare, in base alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dovrebbe aver accesso a forniture gratuite di latte artificiale. Cosa che del resto sta già accadendo su iniziativa regionale in Toscana e Piemonte, e forse in altre regioni.

Per tutti questi motivi, proponiamo che:

- in alternativa al sussidio per l’acquisto del latte artificiale, si assegnino gli stessi fondi per un sostegno competente, da parte di operatori sanitari formati o di gruppi di sostegno mamma a mamma (La Leche League e Il Melograno, solo a titolo di esempio), all’allattamento esclusivo nei primi sei mesi e continuato in seguito con adeguata alimentazione complementare. Un’estensione della licenza di maternità per le madri lavoratrici, e un aiuto economico per quelle che non possono godere di licenza di maternità, rappresenterebbero un importante complemento al sostegno di cui sopra.

Anche per quanto riguarda i pannolini, noi proponiamo un’alternativa che sia un aiuto duraturo alle famiglie meno abbienti. La spesa per pannolini nei primi tre mesi di vita si aggira sui 100,00 euro. Con la stessa cifra è possibile acquistare dei pannolini lavabili che quindi dureranno fino a quando il bambino ne avrà bisogno, e potranno essere usati in futuro anche per fratellini o comunque per altri bambini. Ciò sosterrebbe doppiamente le famiglie a basso reddito, evitando loro di dover acquistare pannolini usa e getta dopo i tre mesi coperti dal decreto anticrisi. Ed avrebbe anche un importante beneficio di tipo ecologico. Proprio per quest’ultima ragione, molti comuni italiani (Genova, Torino, molti piccoli comuni del Veneto e della Lombardia, Vico Equense, Camigliano, solo per citarne alcuni) hanno già adottato con successo questa iniziativa, con grande soddisfazione delle famiglie e con il risultato di una significativa riduzione dei rifiuti.

Data la scadenza ravvicinata per l’approvazione definitiva del decreto anticrisi, inviamo questa lettera senza l’adesione di altri individui e associazioni. Ma confidiamo che tutti coloro che hanno sottoscritto la lettera al Ministro Sirchia sottoscriveranno anche questa. Per ottenere l’adesione, da domani renderemo pubblica la lettera ed inizieremo a raccogliere le adesioni sul sito http://nolattegratis.altervista.org

 Cordiali saluti

 Adriano Cattaneo

Presidente di IBFAN Italia

 
(1) Cifre calcolate in base al prezzo di un latte di media gamma, e cioè 24,00 €/kg per il latte di partenza e 19,00 €/kg per quello di proseguimento.

 

 

 

 

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Comments (58)

paola

Gennaio 21st, 2009 at 13:37    


Ciao, interessante! Io non ho allattato, non perche` non volessi, ma perche` non ci sono proprio riuscita, pur avendole tenate tutte (o forse no, ma questa e` un’altra storia).
Ti dico che pero` questa proposta mi piace molto perche` da` delle alternative intelligenti.
Il problema e` che queste alternative sono cio` che dovrebbe essere nlla normalita`.

federica

Gennaio 21st, 2009 at 13:41    


Io non posso credere che chi ha la possibilita’ e la capacita’ di allattare scelga il LA perche’ gratis.
A me sembrerebbe una buona idea quella di fornire assistenza alla mamma, purtroppo pero’ il supporto e il sostegno di cui parlano spesso si trasforma in accanimento e fanatismo, come in parte e’ accaduto a me.
Non mi convionve la cosa. Ci devo pensare meglio.

Panzallaria

Gennaio 21st, 2009 at 14:15    


@federica: ti quoto in pieno. secondo me il rischio è che il confine tra ingerenza e scelta per la collettività si renda molto labile. neanche io riesco a credere che esistano persone così sprovvedute da scegliere di allattare artificialmente quando possono farlo naturalmente. secondo me questa proposta vede solo un aspetto della questione e non prende in causa tutte le sottili differenze del caso

Sara

Gennaio 21st, 2009 at 14:26    


Chi non PUO’ allattare, perchè ha l’HIV, il cancro, o altre gravi malattie è giusto che riceva il latte gratis, E NON SOLO PER TRE MESI!
Tutte le altre madri sono in grado di allattare, altrimenti l’Uomo non sarebbe arrivato fino ad oggi. Ci riescono però se hanno le informazioni giuste, sia sul LA sia su come si allatta. E questo succede molto di rado.
Se poi una donna, per sua scelta e con tutte le informazioni corrette, decide di non allattare è una sua scelta.
Il proposito del decreto è stupido: è come chiudere la stalla quando i buoi sono scappati.
Cerchiamo di prevenire il problema, permettendo a tutte le donne di allattare.
Poi quelle che hanno malattie o problemi irrisolvibili è giusto che abbiano il LA gratis.
Com’è che nei Paesi dove i governi da anni attuano delle politiche favorevoli all’allattamento, la percentuale di donne che allattano è altissima?
Anni fa negli USA era stato fatta una legge simile a questo decreto: poco dopo hanno dovuto fare marcia indietro perchè è stato un disastro.

Federica, giustamente dici “chi ha la possibilità e la capacità di allattare”: purtroppo le famiglie a basso reddito (anzi, bassissimo dati i parametri della social card) sono anche quelle che hanno minore scolarizzazione e minor accesso alle informazioni corrette sull’allattamento. Quindi si tratta di un rischio concreto!

Francesca

Gennaio 21st, 2009 at 14:31    


sono perfettamente d’accordo in tutto e per tutto con sara!

Sara

Gennaio 21st, 2009 at 14:35    


Panzallaria, vorrei tanto che tu avessi ragione!

Sono operatrice in un’associazione di volontariato e purtroppo ne vedo di queste mamme… mamme con pochissime possibilità economiche con i seni pieni di latte, e che invece danno il costoso biberon di LA senza motivi particolari… semplicemente per disinformazione, magari perchè pensano che il LA sia migliore (perchè magari sull’etichetta c’e scritto “CONTIENE PROBIOTICI”)…
La realtà è molto peggio di quanto si possa immaginare!

Così c’è il rischio che l’allattamento al seno diventi una cosa solo per mamme di ceto medio-alto e con istruzione medio-alta, perchè hanno maggiori possibilità di informarsi (libri, internet, corsi). Ma siamo matti? L’allattamento è di tutte le donne! Non deve essere una questione di titolo di studio o di conto in banca.

P.S.: bellissimo il tuo nick!

Barbara

Gennaio 21st, 2009 at 14:40    


A me la proposta sembra sensata. Se non si può allattare per ragioni mediche, certificate, allora è più che giusto che la madre abbia un sostegno economico. Se sceglie di non farlo, per qualunque motivo, non capisco perchè la sua scelta deve pesare sulla collettività.

Panzallaria

Gennaio 21st, 2009 at 14:55    


@sara: ne sai senz’altro più di me e dici delle cose estremamente giuste però io penso a tutte quelle mamme che stanno in mezzo, che non hanno l’aids o la sifilide ma magari una mastite, una depressione o qualsiasi motivo che le impedisce di allattare, oggettivamente o soggettivamente. magari sono anche povere e prendono questo sussidio. perché costringerle a doversi fare violenza per allattare (con eventuali conseguenze negative nel rapporto con il bambino) solo perché indigenti?

secondo me il punto è che su certe questioni non si dovrebbe violare il diritto alla scelta, sacrosanto e nessuno dovrebbe decidere quando è ok o meno che una madre allatti il proprio figlio naturalmente.

tutto qua

informazione per promuovere l’allattamento al seno e pannolini lavabili mi sembrano già delle ottime proposte perché spingersi oltre facendo pesare un giudizio?

è una questione secondo me di visione sociale che rischia di aumentare il senso di inadeguatezza che provano molte madri dopo il parto

non siamo tutte uguali
non abbiamo tutte le stesse fortune

Sara

Gennaio 21st, 2009 at 15:08    


@Panzallaria: appunto, è una scelta.
Come è una scelta comprare l’acqua in bottiglia quando magari quella del rubinetto è buona lo stesso. Perché devo pagarti l’acqua in bottiglia quando puoi avere l’acqua del rubinetto?
Se vuoi fumare, perché di devo pagare le sigarette?

La mastite non è una controindicazione all’allattamento, ad esempio. Anzi, è una cura! Ma in quanti lo sanno? Lo ignorano persino molti medici.
La depressione invece può essere una controindicazione ad allattare (dipende da caso a caso, in certe situazione è invece una cura).

Ma cosa se ne fa una madre che per qualsivoglia motivo non allatta di un misero sussidio per 3 mesi? E poi, dai 4 mesi all’anno?

Se le cose funzionassero a dovere, le madri di cui parli tu (cioè quelle ben informate ma che hanno delle condizioni psicofisiche tali da farle rinunciare all’allattamento) sarebbero pochissime. E allora ci sarebbero i soldi per loro, e non solo per i primi 3 mesi.

Nessuno qui fa pesare il giudizio.
Se vedo una madre che non allatta al seno, non penso che sia una cattiva madre. Anzi, penso che è stata sfortunata (lei e il suo bambino) perchè è molto probabile che non sia stata aiutata correttamente.
Se poi lo fa per scelta, affari suoi.
Io non fumo, ma se tu fumi non vengo a farti la predica.

E non mi pare proprio che dalla lettera saltino fuori giudizi negativi nei confronti di chi non allatta.

Poi, tornando ai soldi, perché finanziare il LA? Date un bonus bebè, in generale. L’arrivo di un figlio comporta maggiori spese, che non sono solo LA e pannolini!

paola

Gennaio 21st, 2009 at 16:59    


Non avevo pesato alla disparita` sociale, ma secondo me, libri internet etcetc, non possono sostituire un istinto millenario che la nostra societa` sta uccidendo. Almeno con me non hanno proprio funzionato.
Un aiuto a tutte le mamme in difficolta`, indistintamente, questo si che sarebbe ottimo! (Forse adesso c’e`, non lo so, io ho beccato l’unico anno senza).

MammainCina

Gennaio 21st, 2009 at 21:11    


E’ veramente assurdo che si promuova, in un certo senso, l’allattamento artificiale, e spero che le mamme italiane sappiano quanto è importante il latte materno, spero non si facciano illudere da incentivi…mi sembra comunque che questa proposta sia discriminante, come lo sono state anche altre in passato, per esempio in Friuli dove io abito (quando sono in Italia) c’era una legge che donava al secondo figlio un tot di soldi (non ricordo la cifra), non c’erano neanche grosse limitazioni per il reddito, l’unico neo i genitori dovevano essere sposati, noi all’epoca eravamo conviventi, quindi si deduce per noi niente assegno di maternità.
Discriminazione? Credo di si…anche perchè noi convivevamo da diversi annetti, qualche anno dopo hanno “sanato” qualche anno….ma noi non siamo entrati neanche nella sanatoria.
In Comune mi dissero, testuali parole…” anche se lei fosse vedova, non potremmo darle l’agevolazione…non sarebbe comunque sposata…”
Rimasi senza parole.
A presto!

federica

Gennaio 21st, 2009 at 21:22    


NOn e’ cosi’ semplice. La mastite io l’ho avuta quasi da ricovero, da sola senza nessuno che mi aiutasse quando non potevo alzare neanche le braccia dal dolore.
Se dopo 3 mesi di tiralatte non passavo al LA avrei davvero pagate serie conseguenze.
Ci dovrebbe essere supporto QUOTIDIANO, io l’ho avuto la prima settimana ma non funzionava, non riuscivamo ( e ti giuro che la persona era qualificata ed esperta) e la cosa e’ stata piuuttosto devastante.
Quanto verrebbe a costare questa assistenza allo stato, conviene davvero?

federica

Gennaio 21st, 2009 at 21:36    


Non posso divulgarmi purtroppo, qui e’ mattina e devo sbrigare un sacco di cose, ma l’allattamento e’ stata un’esperienza ORRIBILE per me, e la mia coscienza sa’ se ci abbiamo provato.
Conosco i benefici del latte m aterno e conosco la sua superiorita’ ma non demonizziamo il LA per favore, mia figlia nutrita a LA dopo i 3 mesi gode di ottima salute ( ha piu’ di 2 anni ha prEso la febbre una? due volte?) io sono filglia del LA e godo (tocchiamo ferro) di ottima salute.

Panzallaria

Gennaio 21st, 2009 at 21:42    


ecco, io pensavo proprio a slim quando parlavo di mastite: secondo me chi fa certe proposte - lodevoli - dovrebbe avere l’umiltà di mettersi nei panni delle altre persone. Io trovo che pensare che TUTTE LE DONNE siano in grado di allattare se non hanno l’aids o qualche male incurabile sia estremamente semplicistico.

perché davvero non tentiamo di promuovere un’assistenza concreta alle neomamme: ce ne sono alcune che non hanno affatto il polso della situazione (io per prima nei primi mesi!) e che di fronte a pareri così “granitici” si sentono ancora più sole…

non mi piace il presupposto da cui nasce questa proposta, che taglia fuori un sacco di problemi e io non a caso, qui e su fb ho fatto l’esempio della mastite: il medico ti dice che puoi allattare pur avendola, tu soffri come un cane, non hai incentivi che ti spettano se fai parte della categoria in esame e finisce che ti senti una merda, soffri e di tutto questo ne paga le conseguenze tuo figlio.

vi sembra giusto???

secondo me varrebbe la pena, almeno di fermarsi a pensare e ogni tanto porsi un dubbio.

federica

Gennaio 22nd, 2009 at 02:13    


Non lo trovo il dibattito su FB ,Fra , dov’e'?

paola

Gennaio 22nd, 2009 at 09:14    


@panzallaria: parole sante sul “tutte possono allattare”…mi sono davvero sentita una cacchetta non riuscendoci col il panzer della ll che mi raccontava i suoi aneddoti straordinari (con il valore della ll a prescindere, e` stato uno sfortunato caso di incompatibilita` tra me e la responsabile della mia zona).
@federica: credo che ognuna legga i commenti filtrandoli con la propria esperienza. Pur avendo avuto una esperienza simile alla tua non ho sentito ne` un giudizio ne` una condanna del LA e delle mamme che lo usano nei commenti (oddio, forse che sto iniziando a superare la mia delusione di non aver allattato????).
@panzallaria again: spero non ti dispiacciano i miei continui commenti, ma l’argomento mi sta particolarmente a cuore….

federica

Gennaio 22nd, 2009 at 09:46    


@Paola: Infatti nei tuoi commenti non c’e’ nessuna critica all’uso del latte artificile. Pero’ leggere affermazioni (in teorie vere; in pratica sbagliate)tipo tutte le madri possono allattare e altre che ora mi sfuggono ..a me sembra proprio una condanna , seppur indiretta, al LA

federica

Gennaio 22nd, 2009 at 09:51    


IN base alla mia esperienza personale e di alter bloggers che conosco che hanno avuto un’esperienza difficile come la mia: il supporto di cui si avrebbe bisogno ( mi ripeto) per essere efficcace, dovrebbe essere continuo e costante, almeno per le prime settimane.
Credete che lo stato si faccio carico di tale spesa?
Non illudiamoci.

Mammamsterdam

Gennaio 22nd, 2009 at 10:29    


Io forse posso aggiungere l’esempio di un paese dove l’assistenza c’è, le strutture funzionano, la madre è seguitissima dal terzo mese di gravidanza ed incoraggiata ad allattare se può e hai una settimana di puericultrice a casa che non solo ti controlla i punti, la febbre e segna le cacche che fa il bambino, ma ti aiuta ad avviare l’allattamento (e lava i piatti, passa l’aspirapolvere, fa la spesa e cucina).

Io ero fanaticamente convinta che avrei allattato fino ai 18 mesi, la depressione l’ho scoperto 2 anni e mezzo dopo che l’avevo, e persino io a un certo punto ho avuto problemi e sono dovuta ricorrere alla consulente della lattazione che poi mi ha dato una mano definitiva. Se mi dite la parola ragadi urlo dal dolore.

Per dire, che anche nelle migliori delle condizioni assistenziali ho fatto fatica. Che anche qui, con la scusa che il bambino era grosso, ho fatto l’alimentazione mista da subito, LA e materno.

In Italia manca sempre la volontà politica e la cultura, forse di fare le cose come si deve. Ne manca sempre una (quello della coppia sposata e non la vedova penso sia l’esempio più eclatante, ma indica lperfettamente a radice del problema).

Le soluzioni ci sono, ma rischiano, come dice Federica, di essere troppo costose e lo stato non si fa carico dele spese.

Il male minore mi sembra essere un assegno fisso al bambino gestito dai genitori o tutori, che se poi ci comprano i pannolini, il latte o i vestitini firmati, saranno affaracci loro. l’emissione degli aiuti però deve comprendere anche un sostegno di tipo assistenziale e consulenza.

Parliamoci chiaro, se dimettessero chi ha avuto un parto normale e senza rischi due ore dopo, appena hai i punti e ti sei fatta la doccia, come qui e poi ti mandano a casa otto ore al giorno l’assistenza che ti fa i panni, porta i figli a scuola e ti fa i controlli medici, e l’ostetrica viene a controllare e l’infermiera di quartiere a fare il prelievo per le analisi del bambino, sai quanti soldi si risparmiano utilizzandoli bene e in modo comodo per le famiglie, e con questo si potrebbe pagare tutta l’assistenza necessaria?

Aggiungi il fatto che la formazione di una puericultrice costa meno ed è più semplice di quella di personale paramedico, e crea possibilità di lavoro per tante persone, uomini e donne, che amano aiutare gli altri ma magari vanno reinseriti rapidamente in un lavoro retribuito.

federica

Gennaio 22nd, 2009 at 10:37    


Barbara, grazie, hai espresso in maniera molto piu’ articolata quello che avrei voluto dire io.
Il supporto qui in Australia c’e', come in Olanda la pluericultrice viene a casa a medicarti a pesare la bambina, etc
Quello che mi ha delusa e’ stato il suo ACCANIMENTO riguardo all’allattamento al seno, anche quando per la mia salute mentale avrebbe dovuto essere piu’ flessibile, considerare il LA come un’alternativa.

chiara

Gennaio 22nd, 2009 at 10:43    


@federica e per tutte: non si tratta di demonizzare le donne che non allattano, ma di esaltare il LA come una ALTERNATIVA al latte materno mentre è (e a mio parere DEVE rimanere) l’estrema azione dopo che si è tentato di sostenere con ogni mezzo l’allattamento al seno, che invece è la normalità.

purtroppo l’allattamento è soprattutto una questione psicologica e questo è l’aspetto che deve essere sostenuto e aiutato in particolar modo all’inizio, subito dopo il parto.

non c’è frase migliore per inibire la produzione di latte di dire a una puerpera “sicura di avere latte a sufficienza”?!?

persone comunque intorno alla mamma ce ne sono già e lo Stato (cioè tutti noi…) già paga per i loro servizi: si chiamano “operatori sanitari” quando partorisci, “pediatra di libera scelta” obbligatorio e gratuito per ogni bambino (come il medico di base), “pediatra di comunità” nei centri salute delle ASL. Queste persone hanno il DOVERE di aiutare le mamme, perchè in possesso delle competenze necessarie a ciò e deputati a farlo.

la realtà dei fatti, però, è che, come per le industrie farmaceutiche, anche le industrie alimentari sono lobby e spendono ingenti somme per far sì che, nella totale legalità, semplicemente non si aiuti a sufficienza, rendendo il ricorso al latte artificiale inevitabile anche quando non lo sarebbe stato.

Non nascondiamoco dietro un dito! nessuno vuole demonizzare una mamma che non allatta!! E’ una vittima e va sostenuta!!! Ma colpire IN OGNI MODO chi non le ha permesso di allattare è un OBBLIGO per tutti!!!!

e concludo: non conosco NESSUNA madre (me compresa…e sto felicemente allattando il terzo figlio dopo tutti gli errori fatti con il primo!) alla quale non sia stato consigliato o per un motivo o per un altro il latte artificiale, con una leggerezza sorprendente, e questo decreto è unicamente un aiuto alle industrie alimentari NON alle famiglie in difficoltà.

Panzallaria

Gennaio 22nd, 2009 at 11:37    


l’argomento rischia di sfuggire di mano perché è molto articolato e - secondo me - abbiamo tutte ragione.
mi spiego: sostenere l’allattamento al seno dovrebbe essere un obbligo però in Italia - come ha espresso benissimo MammaAmsterdam - facciamo un po’ le cose ipocritamente e sempre tralasciando molti aspetti.

non c’è sostegno per le mamme in difficoltà e vi assicuro che mentre stai attraversando un disagio (anche io ho scoperto di aver avuto la depressione post partum due anni dopo e perché mi è venuta una malattia ben più grave con radici nello psicologico) tutti tendono solo a farti sentire ancora più inadeguata perché una mamma dovrebbe essere felice, una mamma dovrebbe avere l’estasi negli occhi e in seno e robe del genere.

tra l’altro (e io e mammaamst lo testimoniamo) non è che il disagio ce lo hai scritto in fronte, non funziona così e spesso da parte degli “operatori sanitari” arrivano consigli generici e privi dell’esame soggettivo che ti fanno sentire ancora più fuori luogo.

per tutti questi motivi penso anche io che la proposta (scusate, non ricordo chi l’ha scritto ma voi) del bonus bebè (e poi uno ci fa quel che vuole) sia la più azzeccata, perché non entra nell’individualità del singolo e pertiene scelte personali.

(la lobby del latte artificiale mi sembra che esistesse quando ero bambina io, ora ovunque vai ti dicono che DEVI allattare al seno..)

ci sono problemi sottili e non così facilmente individuabili (appunto depressione post partum, mastite) ma ugualmente carichi di sofferenza per una madre che possono inibire l’allattamento.

questa proposta (quella che ho citato nel post) a me non piace perché è arrogante e tenta di esportate un modello di pensiero univoco per tutti.
e invece non siamo tutti uguali, non è tutto bianco o nero.

se la proposta fosse stata: guarda caro tremonti hai scazzato, perché invece di stabilire fondi sulle singole voci non offri un contributo alle madri indigenti per sei mesi? poi starà a loro decidere come spenderlo. e contestualmente, magari, caro tremonti perché non stanzi anche fondi per formare operatori in grado di andare a casa delle madri in difficoltà e aiutarle con continuità?
ecco, così avrei firmato.
mi sembra molto più onesto intellettualmente

del resto, rispondo a chi cita i meravigliosi pediatri della mutua: la mia fa schifo, abito in una delle città con i servizi migliori d’italia (bologna) e ho tentato di cambiarla: non c’è speranza perché mia figlia non è neonata e si privilegiano i neonati, i pediatri sono pochi e ci sono liste d’attesa lunghissime.

suddetta pediatra - che chi legge panzallaria.com riconoscerà come la nazipediatra- è talmente stronza che se tuo figlio si ammala ti dice che probabilmente è colpa tua perché c’hai il raffreddore: tenete presente che l’anno scorso mia figlia si ammalava moltissimo e una volta - quando avevo appena scoperto di essere un’asmatica cronica per via della malattia di qui sopra - mi disse che dovevo separarmi per un po’ dalla bimba perché le portavo bacilli.

ecco.
mi sembra che quando si parla bisognerebbe sempre valutare che non tutti sono fortunati come noi, che se il bambino si attacca bene al seno o se si è incontrate le persone giuste non è che siamo bravi noi ma abbiamo avuto un culo sonorissimo e poi cercare di mettersi anche nei panni di altri

;-)

Sara

Gennaio 23rd, 2009 at 01:04    


Gli argomenti tirati in ballo sono proprio tanti, hai ragione Panzallaria.
Pesco qua e là.

- Non capisco perchè dici che la proposta sia discriminatoria per chi allatta con LA. Ma chi l’ha detto? La proposta dice di dare il LA a chi ne ha BISOGNO.
Purtroppo però molte madri accedono al LA non perchè ce ne sia un reale bisogno, ma perchè le consigliano male, perchè il solito cretino di turno (pediatra, nonna, vicina di casa) siccome un giorno il tuo bambino mangia mezz’ora prima del solito comincia a dire che non hai latte o il tuo latte non è nutriente. Allora la mamma inizia a dare l’aggiuntina di LA e da lì il più delle volte è la fine. Perchè a quel punto la produzione di latte cala davvero.
Una statistica uscita qualche mese fa in Italia evidenziava che il motivo più frequente per cui si smette di allattare è “non avevo più latte” (53% delle mamme). E la maggior parte di queste avrebbe voluto allattare più a lungo.
Il latte non finisce, finchè il bambino ciuccia il latte c’è sempre. Devono capitare grossissimi problemi fisici o psicologici alla madre perchè le vada via il latte.
Queste poverette avrebbero potuto allattare di più, ma hanno ricevuto consigli sbagliati, il più delle volte dagli stesso pediatri.
Il LA è la soluzione facile, ma come diceva una di voi dovrebbe invece essere l’ultima possibilità in assoluto.
A meno che una lo usi per sua libera scelta, allora è un altro discorso.

- La lobby del latte artificiale esiste. Eccome. Guardati il sito dell’IBFAN. Lo sai che a livello MONDIALE c’è un codice dell’OMS e dell’UNICEF che proibisce alle ditte di LA di fare pubblicità al LA e di dare campioni gratuiti? I vari stati poi hanno applicato in maniera più o meno restrittiva questo codice. Ad esempio in Italia è reato pubblicizzare e dare campioni solo per il LA tipo 1.
Secondo voi se non ci fosse questa legge le varie ditte cosa farebbero? Probabilmente vi arriverebbe a casa uno scatolone di LA gratis appena uscite dall’ospedale.
L’IBFAN periodicamente fa una pubblicazione proprio per evidenziare le scorrettezze della “lobby del latte” e l’impatto disastroso che questo ha sull’allattamento. E’ un discorso troppo lungo da affrontare qui, se volete approfondire andate sul sito IBFAN,

- hai detto giusto, tutti ti dicono DEVI ALLATTARE, ma chi ti dice come farlo? Oramai anche i muri sanno che allattare fa bene, ma siccome non c’è formazione sull’allattamento si pensa che il fatto che un allattamento vada bene o no sia questione di fortuna. A quante di voi il pediatra ha mai controllato COME il bambino è attaccato al seno? Moltissimi problemi (ragadi, mastiti, poco latte) sono dovuti a attacco e posizione scorretti.
Vi sfido a trovare un pediatra che, a una vostra richiesta del tipo “dottore, ho le ragadi, che faccio?” vi abbia risposto: “mi faccia vedere come allatta”.

- mi dispiace dirvelo: il LA non fa bene. Anche io sono cresciuta a LA, cosa credete.
Intanto il fatto che, ad esempio, io stia bene non significa che tutti quelli che hanno preso LA stiano bene. E’ come dire “il fumo non fa male perchè mio nonno ha 90 anni e fuma e sta benissimo”. Questi ragionamenti si fanno su grandi numeri, non sul singolo caso.
Qui potete farvi un’idea: http://www.allattiamo.it/artificiale.htm
o se volete un discorso più completo e ufficiale:
http://www.ministerosalute.it/saluteDonna/paginaInternaMenuSaluteDonna.jsp?id=750&menu=nascita

http://www.ibclc.it/docs/EUpolicy06it.pdf
(alla fine parlano di LA)

- detto tutto questo, non condanno chi usa LA.
Nonostante tutti gli sforzi, gli aiuti e le buone intenzioni, può succedere che un allattamento finisca male.
Anzi, sapete che la stessa OMS sottolinea che le madri che non allattano al seno avrebbero bisogno di un sostegno ancora più grande?
Tanto per fare un esempio, ma anche qui il discorso è lungo, bisognerebbe spiegare alle madri che dovrebbero dare il biberon tenendo il bambino in braccio mantenendo il contatto pelle a pelle (bambino con solo pannolino e madre a torace nudo, tutti sotto una coperta se fa freddo) perchè questo contatto favorisce lo sviluppo psicofisico del bambino. E invece dopo poco i bambini vengono messi seduti nella sdraietta per dar loro il bibe, lontani dalla mamma.
E a quante madri viene spiegato come preparare correttamente il LA, per non fare venire una gastroenterite al proprio figlio? Guardate che le istruzioni corrette NON sono quelle sulla scatola…sempre per il discorso delle lobby del latte!
Senza considerare che avrebbero bisogno di un maggior supporto psicologico: la madre che fallisce un allattamento si sente una merda. E chi glie lo da questo supporto? Quelli della lobby del latte?

- Se non si è capito, sono una consulente per l’allattamento materno.
E non sono una fissata che faccio sentire in colpa una mamma perchè non allatta. Quando aiuto una mamma, le propongo varie soluzioni, e poi la mamma sceglie quella che ritiene migliore per lei, per quello che si sente di fare.
Se serve, spiego come si fa a smettere di allattare e passare al LA, o fare un allattamento misto. Senza far sentire in colpa nessuno, anzi, facendo in modo che sia una scelta serena senza sensi di colpa.

- Tornando al decreto: è una mostruosità dare del LA gratis, così, senza motivo. Sapete quante mamme comprano la scatola di LA ancor prima di partorire? Così quando tornano a casa il LA è già lì “perché non si sa mai”? Così, tornando al discorso iniziale, alla prima giornata un po’ diversa da solito del loro bambino vanno nel panico e “tanto per provare” danno un biberon. Il più delle volte questo è l’inizio della fine.
Se poi diamo il LA gratis, molte più mamme lo prenderanno “perchè non si sa mai e poi tanto è gratis”, e poi sappiamo come va a finire.

- Sono d’accordo al 100% panzallaria, purtroppo allattare è questione di culo, di aver incontrato le persone giuste.

Allora la soluzione cos’è: dare il contentino (ma solo per 3 mesi e solo per quest’anno!!!) alle sfigate che hanno incontrato le persone sbagliate?

O fare in modo che allattare non sia più questione di culo o sfiga, ma solo una libera scelta della mamma che se vuole può anche scegliere di non allattare o se vuole può allattare suo figlio fino ai 2 anni e più?

Eleonora

Gennaio 23rd, 2009 at 12:00    


io non sono mamma, non sono nemmeno incinta ancora, e quasi mi vergogno di inserirmi in un discorso di mamme,la mia perplessità è che a questo punto, non sarebbe possibile pensare di inserire , invece del sussidio economico a pioggia, la possibilità di avere il LA con la ricetta rossa?
se è necessario ne hai diritto se è una tua libera scelta te lo paghi, certo qui si aprirebbe il dibattito sulle lobby farmaceutiche che fanno regali favolosi ai medici, ma nessuna ipotesi è esente da lati negativi.

Io ho vissuto da vicino il parto di una mia cugina, perché anche io sto cercando una gravidanza e mi sento emotivamente molto coinvolta.
lei prende dei farmaci incompatibili con l’allattamento, la bimba ha preso da subito LA ed è risultata allergica a gran parte di quelli in commercio, per digerirli le danno il Ranidil, e la famiglia (tutta, perché da soli i genitori non ce la fanno) paga il latte oltre 40 euro la confezione, e dura 4 giorni.

Allora perché non tornare sul discorso dei prezzi del latte in polvere, quello si, che è una vergogna, soprattutto in relazione al costo in altri paesi.

Eleonora

Sara

Gennaio 23rd, 2009 at 12:05    


Eleonora, hai perfettamente ragione

Sara

Gennaio 23rd, 2009 at 12:22    


Anzi, aggiungo una cosa:
alla base deve esserci comunque la preparazione degli operatori sanitari sull’allattamento.
Perchè se chi fa la ricetta rossa non ne capisce nulla e allora prescrive il LA a sproposito, allora siamo punto e a capo.

Sapete quante volte dicono a una mamma che un certo farmaco è incompatibile con l’allattamento, quando invece non è vero?
I farmaci controindicati in allattamento sono pochissimi…

Mi verrebbe la curiosità di sapere quale farmaco usasse tua cugina!

Panzallaria

Gennaio 23rd, 2009 at 12:27    


ecco sara. se sposti un attimo il punto di vista ti sei risposta da sola anche su quella che io indico la debolezza di questa proposta:

quanti medici ignoranti non considereranno la mastite inficiante all’allattamento e COSTRINGERANNO una madre indigente ad acquistare il latte perché non vogliono firmarle una dichiarazione sanitaria?????

Panzallaria

Gennaio 23rd, 2009 at 12:27    


acquistare senza avere sgravi come da decreto, intendevo.

Panzallaria

Gennaio 23rd, 2009 at 12:28    


@eleonora: sono molto felice se in questa casa arrivano anche donne che non hanno figli. Sono aperta sempre a tutti e mi piace il confronto non monotematico! anzi ringrazio i contributi di tutti quelli che stanno partecipando a questa discussione

Sara

Gennaio 23rd, 2009 at 13:44    


Panzallaria, vedi che mi dai ragione?

Il problema è la FORMAZIONE dei medici e di tutti gli operatori sanitari e la mancanza di diffusione dei gruppi di sostegno (cioè dove operano le consulenti).
Ed è esattamente quello che chiede la proposta:
“si assegnino gli stessi fondi per un sostegno competente, da parte di operatori sanitari formati o di gruppi di sostegno mamma a mamma “.

Se ci fossero gli operatori sanitari formati e una diffusione capillare delle consulenti, sai cosa succederebbe nel caso della mastite che citi?
- Intanto probabilmente non si arriva alla mastite. La mastite passa prima per un ingorgo mammario e/o per delle ragadi, che se trattate tempestivamente non portano alla mastite.
- Mettiamo che tutto evolva rapidamente e in un attimo si arrivi alla mastite: la mastite si tratta e, anzi, non ci crederai ma la mastite si cura allattando. Che chi si fa 4-5 mastiti nel corso di un allattamento, e non per questo smette di allattare.
- Mettiamo che questa mamma sia proprio sfortunata, questa mastite le crea un sacco di problemi e non ce la fa o non se la sente di allattare. Va bene, può succedere. Allora si va insieme dal medico (che è preparato) e gli si spiega la situazione. Si spiega che si sono provate tutte le vie ma non se ne viene fuori, oppure non è stato provato tutto ma la mamma “non ce la fa”. A quel punto il medico è perfettamente in grado di valutare la situazione, sa che la consulente è un’altra persona formata e competente per cui è certo che abbia operato al meglio.
E allora fa alla mamma la prescrizione per il LA.

Sembra fantascienza, vero?

Non lo è. Nei Paesi dove si è investito in tal senso funziona così. E forse anche in Italia si sta muovendo qualcosa a livello locale, alcune ASL stanno approntando progetti simili.
Ma la strada è ancora lunga, e con un decreto come questo la strada sarà ancor più lunga: ci saranno mamme di serie A, benestanti, istruite, che hanno accesso a maggiori informazioni corrette sull’allattamento, che potranno affrontare la maggior parte dei problemi di allattamento.
E mamme di serie B, le sfigate di cui parlavamo, che non hanno accesso ad altre informazioni se non quelle del loro medico ignorante in allattamento, che hanno difficoltà economiche, a cui lo stato da un contentino per 3 mesi, e poi per gli altri 9 mesi lascia tutto sulle spalle della famiglia.

Panzallaria

Gennaio 23rd, 2009 at 14:20    


@sara: mi sa che parliamo lingue diverse e comunque non sono qui per darti torto ma solo per ricordare che non è tutto bianco o nero ma ci sono tante sfumature e che demonizzare il latte artificiale tout cour mi sembra un po’ “talebano”: ognuna di noi ha esperienze diverse e il rischio forte è che questo genere di proposte, fatte con un presupposto educativo, facciano invece sentire inadeguate un mucchio di mamme che per un motivo o per l’altro hanno dovuto ricorrere al latte artificiale.

tutto qua

poi io ho allattato naturalmente ma i cielodurismi da tetta non li ho mai sopportati

Eleonora

Gennaio 23rd, 2009 at 14:50    


@Sara: Non so come si chiama il farmaco che usa, so che lo prende a seguito di una forte infezione dell’apparato digerente e che lo prendeva anche in gravidanza, infatti io avrei preteso maggiori spiegazioni nel suo caso (sono una rompip@lle e in queste occasioni me ne vanto), lei si è affidata al nome della struttura, ha partorito al Gemelli di Roma e quando le hanno detto ti diamo la pasticca per non far scendere la montata non ha ribattuto. Possibile che durante la gravidanza non lo sapesse? Il marito è dovuto andare di corsa a comprare sterilizzatori e biberon!!

In seguito dopo aver cambiato 4 marche in 2 settimane questa povera creatura si è fatta anche una settimana di ricovero, per escludere il reflusso.

Io personalmente avrei fatto il diavolo a 4 anche alla proposta del Ranidil, sul bugiardino si dice controindicato al di sotto dei 12 anni, la bambina non ha reflusso ma problemi di digestione del latte, infatti anche la mamma è fortemente allergica, è davvero necessario questo farmaco? Non esiste altro tipo di latte? che so, di capra, d’asina, di pulce tibetana?? A costo di mungermelo a mano ma non mi sarei fidata di un solo medico per quanto rinomato.

Purtroppo ho provato ad affrontare il discorso con lei in maniera molto soft, lei si è irrigidita e non ho potuto esporre la mia visione di esterna, non è facile dare consigli in questi casi, soprattutto ad una mamma che si sente troppo in balia degli eventi.
Di sicuro posso dire una cosa, in questa situazione lei si sente sola e senza punti di riferimento.


[...] del Decreto sul sostegno alle famiglie indigenti. La trovate qui (noallattegratis.splinder.com). Su Mommyblogging si è scatenato il dibattito che mi ha spinto a riflettere su un certo modo di concepire la [...]

billo

Gennaio 23rd, 2009 at 22:14    


purtroppo non ho tempo di leggere tutti i commenti.
vorrei solo ribattere una cosa a panz che dice “neanche io riesco a credere che esistano persone così sprovvedute da scegliere di allattare artificialmente quando possono farlo naturalmente”.io ci credo, come credo (perchè le viste con i miei occhi) mamme che hanno preteso di scegliere di subire un cesareo non necessario quando potevano partorire naturalmente (magari con analgesia).
credo che la disinformazione e l’ignoranza abbiano una forza e un potere incredibile, rispetto a molte cose.
scusate se queste cose sono state dette e se non leggo tutti i commenti, ma davvero il dovere (di andare a nanna) mi chiama.

panz

Gennaio 24th, 2009 at 12:22    


@billo: ma sono d’accordo con te. l’importante è non demonizzare e vedere le sfumature. il punto di questa proposta è imporre un modo di pensare che non tutti condividono e a me le cose fatte così non piacciono. ribadisco: bonus bebè e ognuno ci fa quel che vuole senza che un gruppo di persone decida per tutti.

tutto qua

poi mi sono stufata di ribattere perché mi sembra che chi sostiene la proposta, in generale lo faccia in base ad una ideologia che non ha nessuna intenzione di scalfire o mettere in discussione e pensando solo alla teoria. Io penso alla pratica e al fatto che non ho alcun interesse ne’ voglia di giudicare o sostituirmi alla soggettività di ogni singola madre.

ogni madre sa se può allattare o meno (poi l’informazione è proprio un altro discorso su cui sono perfettamente d’accordo)

ma non giudichiamo quando non conosciamo e non pretendiamo di esportare il nostro modo di fare la madre…questo lo trovo arrogante e sbagliato

Sara

Gennaio 24th, 2009 at 13:01    


@panz: senti, sarò tonta, ma spiegami bene dove nella proposta tu riesci a “leggere” questo: “il punto di questa proposta è imporre un modo di pensare che non tutti condividono”.
Ma di che parli?
La proposta chiede di investire in formazione e nelle consulenti.
Una consulente non impone alla mamma di allattare, ma quando mai. Le PROPONE delle soluzioni, delle alternative. Poi la mamma sceglie liberamente quello che vuole, anche il LA se lo ritiene.
E la consulente non GIUDICA MAI la madre.
E’ l’esatto contrario di quello che fa un pediatra (il quale ti dice solo “faccia questo” e se non lo fai si incazza pure), le nonne, le vicine impiccione.
Ti ricordo anche che al centro della consulenza c’è la MADRE, e non l’allattamento in sè.
Se ci fosse maggior cultura dell’allattamento, le percentuali di allattamento sarebbero ben più alte.
E le madri che per necessità o per scelta non allattano al seno, non avrebbero bisogno del LA.
Sai perchè? Perchè se le cose funzionassero a dovere, come accade in altri paesi, essendoci molte più donne che allattano ci sarebbero anche molte più banche del latte dove chi vuole può donare il latte. Invece in Italia sono poche e hanno poche scorte, per cui sono riservate ai prematuri o ai bambini malati.
Questa proposta trovo sia molto intelligente, perchè non si ferma in superficie del problema. Dare il LA gratis significa mettere una pezza, non significa aiutare veramente le madri che non allattano.

Sara

Gennaio 24th, 2009 at 13:54    


Dimenticavo panz.
Visto che hai messo nel tuo blog questa discussione, sicuramente avrai letto con attenzione la lettera e avrai letto anche l’allegata lettera inviata a Sirchia qualche anno fa.
Quindi sicuramente hai letto che l’IBFAN si batte anche per la riduzione dei prezzi del LA.
E tra l’altro si batte anche per far si che i genitori ricevano informazioni corrette sulla preparazione del LA, che come dicevo in un post precedente quello che trovate scritto sulle confezioni NON è corretto (lo dice l’OMS, mica io!).

Quindi non vedo l’arroganza, non vedo l’essere talebani, non vedo il “far sentire inadeguata una madre che non allatta”.

Come si sente secondo te una madre che avrebbe voluto allattare, ma che non ci è riuscita perchè le hanno detto che il suo latte è poco o non è nutriente?
Si sente una merda, si sente una cattiva madre.
E non perchè i talebani della tetta la fanno sentire in colpa, ma perchè si sente inadeguata, perchè non è riuscita a nutrire suo figlio, perchè non è riuscita a svolgere una normale funzione fisiologica.
Se in gravidanza ti avessero detto “signora, la sua placenta non è in grado di nutrire suo figlio, dobbiamo trapiantarle una placenta di mucca”, cosa avresti pensato? Ovviamente alla sopravvivenza di tuo figlio, ma TU? Ti saresti sentita “adeguata” o “inadeguata”?

Facciamo un paragone: pensi sia lo stesso concepire un figlio naturalmente o con la fecondazione assistita?
Il risultato è lo stesso, il figlio ti nasce lo stesso.
Ma l’uomo e la donna, come si sentono? Si sentono come la madre che non è risucita ad allattare. Si sentono inadeguati, non sono riusciti a far funzionare le cose. Infatti per le coppie che concepiscono così, esiste un’assistenza psicologica prima dell’intervento. Secondo te, perchè?

La consulenza all’allattamento ha lo stesso scopo: anche se non riesci ad allattare, lo fai consapevolmente, con maggior serenità, con la sicurezza che hai fatto tutto quello che potevi fare.
E quindi non ti sentirai inadeguata, come dici tu.
E’ ovvio che non tutte le consulenze riescono a raggiungere questo scopo, mica abbiamo la bacchetta magica. Ma almeno ci proviamo.

Un’ultima cosa: la consulente lavora GRATIS, e si paga da sola i corsi di formazione e di aggiornamento. Tutte cose che dovrebbe fare lo stato.

Sara

Gennaio 24th, 2009 at 14:13    


@Eleonora

i farmaci controindicati in allattamento sono una decina, e non mi risulta ci sia qualcosa per la patologia che dici, anche se servirebbe sapere il nome del farmaco.
Comunque non credo che anche se fosse un farmaco compatibile con l’allattamento, questa mamma avrebbe voglia di ritentare (perchè forse non tutti sanno che si può ri-allattare o anche allattare se non si è mai allattato e non si è madri biologiche, in pratica se si adotta un neonato).

Visto dal di fuori ti può sembrare un comportamento inspiegabile, ma in realtà anche le madri “con le palle”, in quei momenti sono estremamente fragili e in balia degli eventi. Quindi spesso si affidano al professorone di turno, senza farsi tante domande.

In sostituzione del latte materno si può e si deve usare solo ed esclusivamente latte artificiale. Capra, asina e pulce tibetana non vanno bene!
Sull’universo dei problemi di allergia, reflusso eccetera, nemmeno i pediatri ne capiscono molto, ognuno ha la sua teoria.
Se è VERAMENTE allergia alle proteine del latte vaccino, l’unica soluzione sono i cosiddetti “idrolisati”, dei latti costosissimi che dal prezzo forse è quello che sta già usando.

Comunque, al di là del tipo di latte, penso che questa mamma abbia bisogno di sostegno.
Potresti andare sul sito del MAMI http://www.mami.org e vedere qual è il gruppo di sostegno più vicino a casa sua.
In questi gruppi “da mamma a mamma” non vanno solo le mamme che allattano al seno, non credere.
Vanno tutte le mamme: è un momento per stare insieme, per parlare con altre persone che stanno vivendo un’esperienza simile alla tua, per confrontarsi, per trovare consigli. In queste associazioni poi hanno sempre contatti con medici di fiducia dove indirizzare le madri in caso di bisogno, loro o del bambino.
Sono gruppi “normali”: non è che devi essere mezza matta o in depressione per andarci! E poi fai amicizia con persone che vivono il tuo stesso momento, magari poi vai a farti una passeggiata insieme, proprio per evitare l’isolamento in cui molte neomadri si trovano.
Spesso questi posti offrono corsi di baby massaggio o di acquaticità neonatale, o ginnastica post parto per le mamme. Potrebbe essere questo il modo per proporlo a tua cugina…

paola

Gennaio 24th, 2009 at 15:17    


Scusa panzallaria ma neppure io vedo ne` giudizi, ne estremismi ne` nella proposta ne` nei commenti postati, anzi. Forse hai ragione, si parlano lingue diverse, peccato! (e vincono sempre “loro”…..)

panz

Gennaio 24th, 2009 at 18:09    


mai accusata te sara. ho letto attentamente QUESTA proposta a cui si riferisce questo post e il mio disappunto.

ribadisco: sono proallattamento naturale e nn sto facendo nessuna guerra contro nessuno solo mi irrita il modo in cui questa proposta è stata fatta

bonus bebè per tutti senza dover decidere come spendere i soldi è la mia idea di proposta equa e attenta a TUTTE le mamme e TUTTE le sensibilità.

il fatto che l’ho dovuto riscrivere circa 12 volte mi sembra che renda più che lampante che da parte di chi promuove la proposta fatta nel modo che si trova sul sito la veda in maniera univoca e sul punto alterità non sia affatto disposto a discutere.

detto questo, e mi riferisco a paola, non so a chi tu ti riferisca quando parli di vittoria…le discussioni per me non sono una competizione ma sarebbe bello cercare di guardare serenamente a tutti i punti di vista

io ora non scriverò più nulla, ho detto tutto quello che pensavo qui e sul mio blog personale http://www.panzallaria.com

secondo me il punto è tollerare che ci sia chi non concorda al 100% con una proposta che seppur lodevole è ESTREMAMENTE ARROGANTE nella forma

è il mio sentimento

Sara

Gennaio 24th, 2009 at 18:34    


Mi dispiace molto che tu e magari delle altre persone abbiate letto questa proposta come arrogante.
Di certo l’intenzione non era questa.

Penso che nessuno abbia nulla da ridire su un bonus bebè in generale, a prescindere dall’allattamento. A chi non farebbe comodo?
Questo mi sembra ovvio.

Il bonus bebè però è fine a sé stesso, risolve la contingenza, il “qui e ora”, ma non risolve il problema alla radice.
E’ come la differenza tra inviare degli aiuti alimentari ai paesi poveri e invece permettere ai bambini di questi paesi di studiare, di rimanere nel loro paese per farlo crescere e non essere costretti a emigrare per non morire di fame.
Certo che tutte e due le cose sono utili, ma hanno due obiettivi diversi.

E’ logico che chi in questo momento è indigente ha bisogno adesso dei soldi per il latte artificiale, e non se ne fa nulla di una consulenza per l’allattamento l’anno prossimo.
Ma se il governo vedesse un po’ più in là del suo naso, avrebbe dato sì dei soldi alle famiglie con bambini piccoli (e non solo per 3 mesi, il che mi sembra una grande presa per il cu**, e solo per il 2009), ma avrebbe pensato anche all’anno prossimo e agli anni a venire.
Se io formo OGGI un pediatra sull’allattamento, faccio sì che moltissimi bambini, ricchi o poveri che siano, possano venir allattati. Sia quest’anno, che l’anno prossimo, che l’anno dopo ancora.

Per concludere, ritengo che lo scambio di opinioni sia sempre un motivo di arricchimento, per tutti.

panz

Gennaio 24th, 2009 at 18:59    


@sara: perfettamente d’accordo. però teniamo presente che quello dell’allattamento è una delle tante questioni; io ho constatato che siamo in molte (i commenti al mio ultimo post su panz sono in questo senso molto chiari) che crediamo che la GRANDISSIMA carenza stia soprattutto in un’assistenza domiciliare alle puerpere per aituarle nei primissimi momenti dopo il parto a essere madri nel modo che si sentono e concretamente per risolvere incombenze quotidiane che spesso spezzano le reni e rischiano di creare malumori fortissimi e grande senso di inadeguatezza.

sia chiaro: io non sto difendendo ne’ il governo ne’ come è stata elaborata la legge eh? per quanto mi riguarda più si va incontro alle famiglie (e per me famiglia è un nucleo basato sull’amore reciproco) meglio è: nella famiglia ci sono tanti componenti e anche la madre in quanto donna e essere umano va tutelato e non solo come madre.

tutto qua.

lo dico con estrema umiltà. io mi sono trovata spesso a discutere o a essere giudicata da mamme che sembrava che la maternità fosse l’evento più grande e assoluto della vita e bisognasse essere solo felici perché osavo dire che ogni tanto schizzavo, non ce la facevo e non mi sentivo così perfettamente felice…

ecco, tutto qua: siamo tutte diverse. io per esempio non ho usato i pannolini lavabili perché mi stancava l’idea di fare di più di quello che già facevo, c’avevo la libera professione, un compagno e una figlia e ho preferito usare usa e getta perché mi risparmiava tempo. poi però sto attenta a fare la differenziata strabene, compro solo nei negozi di roba usata e per mia figlia ho fatto tutto con pochissimo spreco di soldi (sterilizzavo il bibe nel pentolino con acqua bollente come faceva la mia mamma).

ho allattato fin quando ho potuto ma non è stata questa esperienza devastante: anzi, certi giorni mi scendeva una gran catena perché mia figlia mangiava a fatica e mi angosciava moltissimo sta roba che si attaccava poco senza bere.

cioé, l’ho fatto perché le faceva bene ma non l’ho trovata questa esperienza mistica di cui parlano molte, francamente.
preferisco ora che mia figlia ha due anni, parliamo, giochiamo e facciamo tante coccole.

cioé, quel che voglio dire è che siamo tutte diverse, con mille sfumature e che le priorità di ognuna non sono quella delle altre.

sapere a cosa serve il latte naturale va bene (magari io non sapendolo avrei evitato di tirarmi il latte con quell’oggetto dannato del tira latte sentendomi una mucca da batteria e sarei passata prima all’artificiale e invece per mia figlia mi sono sforzata) ma io francamente, mi batterei più volentieri perché ci fosse un’assistenza più massiva alle donne puerpere e non superficiale come in realtà è (esperienza mia e di molte lettrici, almeno a leggere i commenti a panzallaria).

tutto qua

secondo me il punto è rispettarsi a vicenda. quando si pubblica in rete una proposta di abrogazione con dei punti precisi e dettagliati come questa e che riguarda tutti, bisogna mettere nei conti che ci sia anche chi non è d’accordo no?

a me capita spesso e mi sembra del tutto naturale
;-)

Valeria

Gennaio 25th, 2009 at 10:07    


Ciao,
sono nuova, ma l’argomento mi interessa moltissimo. Ho una bimba di 5 mesi che prende LA. In ospedale l’hanno subito attaccata al mio seno dopo il parto, e nei 5 gg di ricovero causa complicazioni ho dovuto aspettare che mia figlia scendesse oltre il calo fisiologico e piangesse 24 ore di fila (in cui ho seguito alla lettera i consigli e l’ho attaccata ogni 5 minuti) e altro che non sto a raccontarvi per avere del LA. Non le ho mai dato il ciuccio o altre cose che dicono possano interferire con l’allattamento.
Tornati a casa l’ho allattata per il primo mese, lei cresceva, ma poco. E a volte dopo essere stata attaccata 40 minuti piangeva come un’aquila! Nel secondo mese abbiamo iniziato con l’aggiunta di LA dopo ogni poppata e poi io mi tiravo il latte sempre (30 grammi quando andava bene…). La attaccavo comunue sempre etc etc
Finalmente dal 3 mese prende solo LA. appena ho smesso di attaccarla tutti mi dicevano di tirarmi il latte altrimenti avrei avuto problemi (perchè nessuno credeva che evidentemente di latte non ne avevo davvero!!!!). Bè ho smesso di colpo e non ho mai dovuto tirarmi nulla, mai avuto seno gonfio o altro. E quando ho portato la bimba a fare il vaccino al consultorio mi hanno subito guardata male appena ho detto che non l’allattavo. Non mi piace chi demonizza chi non allatta e nemmeno chi porta su un palmo di mano madri che allattano o altro. Per problemi intestinali di mia figlia prendo un latte che costa 13 euro ogni 300 gr.
Non mi lamento,per lei questo e altro, e fortunatamente posso permettermi questa spesa rinunciando ad altro Ma secondo me un aiuto in casi economici più gravi del mio uno stato civile deve non solo prevederlo, ma assicurarlo.
Valeria

Panzallaria

Gennaio 25th, 2009 at 10:44    


cara valeria, grazie della tua testimonianza. proprio pensando a persone come te ho portato avanti la “discussione”.

stai serena davvero, tua figlia ha bisogno soprattutto di tutto l’amore che le stai dando; i giudizi arriveranno sempre e saranno lame solo se tu li vorrai considerare tali.

io l’ho fatto per un po’ e mi sono ritrovata a stare molto male, poi ho imparato a discriminare tra chi ci teneva veramente a me e alla mia bimba e mi dava consigli senza fine di sboronaggine e chi invece voleva fare del cielodurismo.

a quel punto sono vissuta molto più serenamente, confrontandomi con i primi e escludendo gli altri

ti abbraccio solidale
a te e alla tua bimba

Sara

Gennaio 25th, 2009 at 13:59    


Valeria,

la proposta dice proprio questo, dice che chi ne ha veramente bisogno ha diritto ad avere il LA gratis.
E non solo per i primi 3 mesi, e non solo per il 2009, come vuole il governo.
A monte però deve esserci un aiuto competente.
Quando sei stata dimessa dall’ospedale, qualcuno ti ha seguita? Non parlo del pediatra che probabilmente avrà detto “signora insista”. Parlo di un’ostetrica formata o di una consulente che almeno settimanalmente verificasse la situazione?
Non credo, altrimenti ce lo avresti detto.
Forse una persona competente avrebbe potuto aiutarti recuperare l’allattamento, o forse se era irrimediabilmente compromesso se ne sarebbe accorta prima, e avrebbe risparmiato a te e alla tua bambina diverse settimane di sofferenza.
Dico “forse” perché ovviamente non sapremo mai come sarebbe andata.
Però penso che ti avrebbe fatto piacere un aiuto di questo tipo.

Mi dispiace per quello che avete passato ma sono contenta che alla fine tu e la tua bambina abbiate trovato il vostro equilibrio.

Valeria

Gennaio 25th, 2009 at 15:22    


Ciao Sara, ho avuto aiuto da un gruppo di ostetriche che mi hanno dato dei consigli, ho bevuto di più, ho preso delle bustine e altro, ma evidentemente non era destino. Se avrò la fortuna di avere un altro figlio riproverò l’allattamento al seno, solo con la consapevolezza che nel caso dovessi passare nuovamente al LA non dovrò sentirmi meno “mamma”, nemmeno per un secondo.

Sara

Gennaio 25th, 2009 at 16:29    


Ci mancherebbe!
Nessuna ha mai detto che chi usa il LA è meno mamma. ;-)
E’ come dire che chi ha concepito in vitro è meno mamma. O una mamma adottiva è meno mamma.
L’essere mamma non ha a che vedere con il fisico ma con la nostra testa, e su questo immagino che siamo tutte d’accordo…
Auguri a te e alla tua bimba.

Anna

Gennaio 29th, 2009 at 00:51    


Arrivo ultima, ma arrivo anch’io!
Io l’ho firmata la proposta e sono d’accordo con tutto quello che dice Sara.

Vi assicuro, tra l’altro, che leggendo tutto di fila si nota che in realtà non siete poi così in disaccordo! ;)

Io ho trovato una pediatra splendida. Dopo che in ospedale mi hanno fatto dare il LA perché Ricky non si attaccava bene (io il latte ce l’avevo e gliel’ho dovuto dimostrare tirandomi il latte, uscito a fiumi!) e mi hanno dimesso con il dettaglio del dosaggio del LA, io non mi sono persa d’animo (anche se è stata davvero dura!) e sono andata dalla pediatra, che l’ha pesato e avendo preso solo 10 gr in 2 giorni mi ha detto: “fammi vedere come allatti” e in 10 minuti ha risolto tutti i miei problemi!!! TUTTI!

Io ho avuto fortuna e se la proposta è di fare avere questa fortuna a tutte le donne la firmo SUBITO, piuttosto che avere il LA per 3 mesi e nessuno che mi aiuti invece a fare ciò naturalmente posso fare.

Io sono un esempio lampante: se avessi avuto una pediatra diversa sarei passata al LA nel giro di una settimana, invece avendo avuto lei allatto ancora e Ricky ha 13 mesi.

Il bonus bebè mi farebbe comodo, certo, ma formazione e consulenza qualificata fanno comodo all’intera società e ad ogni mamma.

E’ vero che i casi sono tutti diversi, che le mamme sono tutte diverse e non si demonizza il LA, che è un aiuto sacrosanto in certe situazioni. Si demonizza la facilità con cui si abbandonano le mamme a se stesse per ricorrere alla via facile per tutti.

Io ho scelto un ospedale dove si privilegiasse la naturalità del parto e l’allattamento al seno. Ma quando Ricky è calato del 10% non ci hanno pensato un attimo, doppia pesata e via: LA. E io non volevo, chiedevo se avrebbe interferito con l’allattamento: “certo, ma non possiamo farlo calare di più”, ma io il latte ce l’ho, continuavo a ripetere, finché mi sono fatta dare a forza il tiralatte e in 5 minuti ho riempito la bottiglietta… e ancora nessuna mi aiutava, chiedevo se potevo andare ad allattare dalle infermiere, ma stavano facendo il cambio turno, o il primario visitava un prematuro…
Insomma, io ho insistito, il latte C’ERA e mi hanno dato il LA per superficialità.
Io avevo già dovuto fare il cesareo d’urgenza e sull’allattamento non volevo mollare, ma c’è mancato davvero poco.

Vi racconto questo proprio per dimostrare che è vero come dice panz che è questione di culo e che ci sono le varie sfumature e proprio per questo ci vuole consulenza e formazione!

Molte ASL stanno andando in questa direzione, il latte gratis, secondo me, è tornare indietro. E’ inutile, se non dannoso.
Ci sono mille modi più utili e meno subdoli per aiutare le mamme, il primo passo è VOLERLE AIUTARE VERAMENTE!

Valeria

Gennaio 29th, 2009 at 09:18    


Ciao Anna,
intanto il LA non è “la strada più facile per tutti”: è un costo, un lavoro (sterilizzare, lavare e preparare i biberon ogni giorno), un sacrificio perchè non puoi far mangiare tuo figlio ovunque, ma hai bisogno di un bar o una presa dove scaldare il latte…e tanto altro.
E a volte il “voler aiutare veramente” una mamma è anche darle il LA per nutrire serenamente il suo bambino.
E poi, scusa se mi permetto, ma è proprio questo atteggiamento, questo giudizio sottile e pungente delle mamme che allattano verso quelle che non allattano (e che si legge nella tua frase “Io avevo GIA’ dovuto fare il cesareo d’urgenza e sull’allattamento non volevo mollare”) che crea tutti questi problemi.
Siamo nel 2009, basta pensare che chi non allatta, chi non partorisce naturalmente, chi concepisce in vitro, chi rientra subito al lavoro e altro sia meno madre, fare la madre è altro, è un impegno di una vita, non di questi pochi attimi.
Scusa se mi “scaldo”, ma proprio per tutti questi pregiudizi io ho vissuto malissimo i primi mesi con mia figlia, perchè tutti erano solo pronti a guardare con sospetto l’ennesima madre che, secondo loro, alla prima difficoltà si arrende e smette di allattare. A volte detro questa scelta c’è una grossa sofferenza che va rispettata senza giudicare.
Ciao
Valeria

Panzallaria

Gennaio 29th, 2009 at 10:29    


quoto TOTALMENTE Valeria.

Senza nulla togliere ad Anna che è una persona che stimo molto e che si impegna per portare avanti ciò in cui crede, sono convinta che il punto continui ad essere un altro.
cioé, se parliamo di mamme che hanno difficoltà perché il bimbo non si attacca, direi che siamo tutte d’accordo che è sacrosanto diritto trovare qualcuno che ti spieghi come fare, soprattutto a fronte di una volontà personale (anna voleva allattare al seno a tutti i costi e ha fatto bene a portare avanti la sua battaglia) ma se parliamo di mamme con REALI problemi (e cioé non solo tecnici ma ragadi, mastite, disagio psicologico) secondo me è un altro paio di maniche e comunque in generale è proprio il volere/sentimento della madre che va rispettato e non calpestato.

è chiaro che ognuno pensi che la sua scelta sia la migliore ma esportare democrazia, ce lo insegna la storia, è sempre sbagliato e letale.

rispettiamoci a vicenda

perché non credo ci sia un premio per la meglio mamma ma di sicuro c’è per quella che riesce a vedere anche le scelte diverse dalle sue come coerenti con una posizione personale

continuo a giudicare quella petizione estremamente arrogante nella forma e per quanto mi riguarda: farò antipubblicità perché credo che sia assolutamente arbitraria e il frutto del pensiero e delle ideologie di alcuni a fronte delle diversità che invece sono rappresentate da tutte le mamme :-)

Anna

Gennaio 29th, 2009 at 21:12    


Panz, scusa, ma chi è che non rispetta e calpesta il volere/sentimento delle madri?
Perché un decreto legge (quindi una norma giuridica generale e astratta) che concede latte e pannolini gratis per SOLI 3 mesi le rispetta di più?

Io non ci vedo arroganza, ma la fermezza necessaria per lo scopo: proporre una petizione per emendare un articolo di un decreto che si reputa inadeguato, se non dannoso.

Perché le donne indigenti dovrebbero trarre vantaggio da 3 mesi di latte gratis? E le madri indigenti che allattano al seno non hanno bisogno una mano in questo momento di crisi?

La maternità si riduce a latte e pannolini?

No la maternità vuol dire altro, come si dice nella petizione, congedi di maternità adeguati (e reali) e supporto REALE!

Le mamme che hanno un disagio psicologico, una mastite o ragadi (le ragadi vengono perché il bambino si attacca in modo scorretto, quindi il giusto supporto AIUTA eccome, il LA no), che vantaggio traggono da 3 mesi di latte gratis?

Perché ricordiamo che questo propone il decreto e a questo si oppone la petizione.

Invece un supporto costante e qualificato è un bene per tutta la società, a lungo termine, specie per quelle mamme che hanno difficoltà nell’allattamento, ma anche in tutto il resto, come la nanna, lo svezzamento etc.

Io mi sono fatta l’idea che le mamme che non allattano perché non hanno il giusto supporto siano la maggioranza, per questo ti facevo il mio esempio.
Tra l’altro, mi dici che ho fatto bene a portare avanti la mia “battaglia”, ma può essere una battaglia il riuscire a fare una cosa così naturale? Io latte ne avevo e ne ho in abbondanza, per fortuna, ma ho dovuto LOTTARE per riuscire ad allattare. PERCHE’?
E quante non hanno avuto la stessa mia determinazione e si sono perse per l’incompetenza di chi stava loro intorno tutto il bello di allattare (oltre che il GRATIS!!!).

Io, ripeto, non critico chi non allatta, capisco che non tutte le storie sono uguali e che ci possono essere diversi fattori critici nei primi mesi di maternità, ma rimango dell’idea che un supporto adeguato, gruppi sostegno e una società presente siano una SOLUZIONE vera e concreta, oltre che a lungo termine.

Anna

Gennaio 29th, 2009 at 21:32    


@Valeria,
non capisco perché il fatto che IO abbia sofferto nell’aver dovuto fare un cesareo sia un giudizio per chicchessia.
Io volevo a tutti i costi un parto naturale PER ME, mica per il resto del mondo.
Fa parte di me e della mia storia personale.
Ci tenevo e ci sono rimasta male nel non averlo potuto fare.
Perché ci vedi un giudizio? Non c’è, nella maniera più assoluta.

Per “la via più facile per tutti” intendevo “tutti tranne la mamma”, nel senso che è più comodo piuttosto che ascoltare la donna, capirla e sostenerla davvero, anche con il LA se alla fine è la soluzione migliore. Ma capita troppo spesso che il LA sia consigliato (da chiunque tra l’altro) con una facilità che fa spavento, senza pensare a tutti gli oneri che citi e che si porta dietro il LA.

La mia sensazione è che troppo spesso consigliando il LA alle mamme lo si faccia per tappar loro la bocca, si fa prima a dare l’aggiunta che a capire QUALE è il problema davvero. C’è un disagio? Si fa fatica? C’è qualche cosa che non va nell’organizzazione familiare? La mamma è sola nell’accudire il figlio? Dorme abbastanza? Riesce a svagarsi qualche ora ogni tanto?
NO, troppa fatica, allora dai l’aggiunta e il problema è risolto.

Ma il problema non è risolto, il problema è sempre lì.

Offrire il LA non è una soluzione, ascoltare le mamme, questa sì.
Il che non vuol dire costringerle ad allattare o farle sentire in colpa se non lo fanno.
Vuol dire davvero ASCOLTARLE.

E comunque questa convinzione che chi non allatta, fa il cesareo etc è meno madre io non la leggo da nessuna parte. Io non lo penso nè di me, nè di nessuna.
Non so perché venga sempre tirata in ballo e nemmeno perché la mia esperienza personale debba farti scaldare, parlavo di me, non del genere femminile in toto.

Volevo un parto naturale perché mia madre, che non c’è più, mi ha ripetuto per anni che non sarei stata capace di affrontare i dolori del parto e quindi il parto per me era carico di significati che non abbracciano tutte le mamme.

Ma tant’è. Io lo ripeto di nuovo, non trovo tutta questa distanza tra le nostre posizioni, davvero non la vedo.
Alla fine diciamo tutte la stessa cosa.
Che quello che conta veramente è che la mamma stia bene e sia serena.

E ora vado a bermi il caffè freddo…mi sono fatta prendere un’altra volta! ;)

Panzallaria

Gennaio 30th, 2009 at 01:05    


@anna: bhè,sul fatto che ci sia bisogno di sostegno e formazione direi che siamo d’accordo. io ho scritto chiaramente nei commenti precedenti che secondo me la vera proposta dovrebbe basarsi su sostegno e formazione e un bonus bebè che non entri nel merito.

qui si sta parlando della FORMA di questa proposta che è a mio avviso arrogante perché entra nel dettaglio di dove e non spendere dei soldi.

ma credo di avero ripetuto mille volte e non voglio ricominciare il giro. nessuno sta dicendo che il LA è meglio del Latte naturale o sta mettendo in discussione che quest’ultimo sia la cosa più sana di tutte.

io sto solo cercando di guardare le cose anche lato mamma e da una prospettiva un po’ più amplia del “non hai l’aids per cui DEVI allattare che è BRAVO GIUSTO E BUONO!”

il punto sono le ingerenze e il modo in cui le cose vengono proposte e ribadisco, a mio avviso questa proposta, messa giù così ingerisce su un altro modo di essere persone.

uno potrebbe avere più bisogno del latte artificiale che dei pannolini lavabili o decidere che allatta naturalmente ma vuole comprare l’omogenizzatore per farsi gli omogenizzati: magari il bonus bebè senza entrare nel dettaglio può servire in questo modo e nessuno ha deciso a priori cosa sia meglio o peggio o dove si debbano spendere i soldi.

sul fatto di ASCOLTARE credo che sia prioritario e non ci piove e se hai letto tutti i commenti (non so come tu abbia fatto, io dopo un po’ mi sono annoiata a scrivere…;-)) avrai ben visto che siamo perfettamente d’accordo.

ma è vero ascolto quello di chi ti dice “se non hai reali problemi di salute (tipo aids o tumore) puoi allattare???” no perché sai, se hai un disagio impercettibile o non bollinabile da questi presunti medici che secondo la proposta dovrebbero darti il benestare al latte artificiale ma tu non te la senti di allattare, allora cosa diventi?

comunque ora davvero basta
io ho detto le stesse cose (e dall’altra parte, da parte di tutti sono arrivate le stesse domande) circa mille volte, per conto mio mi fermo.

non ho la pretesa di smuovere chi è convinto e lo rispetto (d’altra parte da una fortissima convinzione nasce la proposta, fatta in questo modo) ma non sono d’accordo sulla bontà del principio a tutti i costi così come sanzionato dalla proposta

la legge fa schifo? non vogliamo legare la mamma a un bonus latte artificiale incondizionato per 3 mesi?
bene, invece di decidere che lo stesso bonus andrà in pannolini lavabili (che magari la mamma indigente al quarto figlio se ne fa pure una pippa dei lavabili, passatemi il francesismo!, diamo un contributo x alle mamme e una persona che le aiuti per i primi due mesi dopo il parto, vada a casa non infarcita di teoria ma sappia essere un sostegno morale e magari se la mamma vuole uscire a prendere una boccata d’aria sappia anche stirare due camicie o fare un caffè, così ci allevia veramente di un problema!..)

insomma, chi ha scritto la proposta, in sostanza, chi è per decidere come finalizzare al meglio i soldi???

è solo un punto di vista
ecco cos’è

e lo dice una (e l’ho già scritto) che ha allattato naturalmente pur non trovandola tutta questa figata una bimba che non voleva mangiare e ha usato un orrido tiralatte che l’ha fatta sentire una mucca e che ha ancora un pannolino per neonati lavabile nell’armadio, nuovo, perché l’idea di mettersi a lavare pannolini, stanca e distrutta e con molte notti insonni sulle spalle, non la poteva tollerare e se tornasse indietro farebbe uguale mille volte

e applaude a chi invece ne ha la forza perché è più brava ma pretende si rispettino le sue scelte…

Anna

Gennaio 30th, 2009 at 13:02    


@panz
lascio anch’io un ultimo commento, perché credo appunto che si sia detto tutto, ormai.
E ribadisco, nel caso sia utile o necessario, anche il mio più grande rispetto per le opinioni di tutti.

Volevo solo dire che secondo me il principio :”non hai l’aids DEVI allattare” non è rivolto alle mamme, o per lo meno, io lo intendo rivolto agli operatori del settore (pediatri, asl etc). E’ chiaro che le mamme vivono situazioni delicate nei primi mesi, quindi io non mi sentirei MAI di obbligare nessuna ad allattare se non se la sente (mi riservo del disappunto sulla scelta di non allattare a priori, ma solo a quella).
Io quello che intendo dalla proposta è uno sprone verso le strutture, che la fanno facile e non aiutano di fatto.
Però è chiaro che la lettura è personale e ognuno interpreta secondo il proprio sentimento e il proprio vissuto.

Sta di fatto che siamo davanti per l’ennesima volta ad un aiuto che non aiuta. 3 mesi servono a poco.

Benvenga il bonus bebè che ognuno si gestisca, benvengano operatori qualificati, benvenga una rete di mamme che si supportano.

Ma lo Stato, come al solito, aggira l’ostacolo e ci fa stare qua a discutere di dettagli senza di fatto aiutarci davvero. Ricky ha passato i 3 mesi, ho allattato esclusivamente fino ai 6, uso i lavabili…ma sai quanto mi farebbe comodo oggi giorno un bel bonus bebè?

Ma ciccia, va beh, tra l’altro mi sembra sia passato!

Ultimo: chi usa i lavabili o allatta a oltranza non è necessariamente più brava, anche quello è abbastanza soggettivo. Io non mi sento più brava, faccio quello che mi sento, che mi fa stare bene. Tu sicuramente fai e hai fatto bene. Non esiste una via uguale per tutte, specie nella maternità e colpevolizzare serve solo a creare distanze, mentre abbiamo tanto da imparare una dall’altra, tutte, ognuna portando la propria esperienza.

Ho partecipato volentieri a questa discussione, che mi è piaciuta molto per i toni pacati con cui ci è confrontate. Bello!

Ciao,
Anna

Valeria

Gennaio 30th, 2009 at 20:15    


La cosa bella sarebbe riuscire a convincere chi dovrà decidere a erogare il bonus bebè come una sorta di rimborso spese (a fronte si spese documentate e idonee al caso) di cifra fissa indipendentemente dall’uso, che sia per il latte, per i pannolini, per un lettino o vestiti. Insomma, quello che la madre e il padre ritengono necessari per il loro bambino. Siamo direi tutte d’accordo su un punto: le neomamme vanno aiutate, ascoltate e seguite nei primi periodi e non solo, tutte noi dovremmo lottare per questo, unite e forti nel far sentire le nostre voci.
Buona serata a tutte
Valeria

Sara

Febbraio 1st, 2009 at 23:30    


Insomma, alla fine siamo tutte d’accordo. Bene!

Una precisazione riguardo la petizione.
Il firmatario della lettera è un medico, che ha vissuto e lavorato per anni in Africa e quindi conosce benissimo due cose: la povertà e il latte artificiale. Nonché le due cose combinate insieme.

Panzallaria

Febbraio 2nd, 2009 at 17:24    


Grazie Sara per la precisazione. Per fortuna culturalmente qui non siamo in Africa, anche se poco ci manca su molte cose e possiamo contare su una informazione plurale e diffusa: ecco perché è giusto che ognuno gestisca personalmente i contributi che arrivano e che grazie ad un’informazione puntuale ma non invasiva decida da se’ se scegliere latte artificiale o naturale senza dover rendere conto a nessuno.

ma allora, se siamo tutti d’accordo, cambiarla sta petizione e trasformare la proposta in un bonus bebè senza precisare su cosa debba essere offerto il contributo?

quella la firmerei davvero

su questa io non sono poi così d’accordo…

Sara

Febbraio 2nd, 2009 at 23:48    


Panz, purtroppo è tardi.

L’articolo del decreto riguardante queste sovvenzioni a LA e pannolini è stato messo dentro all’ultimo momento della stesura, a sorpresa. Poi il decreto, un paio di giorni dopo, è stato approvato alla Camera. E poi come saprai sono stati respinti 500 (cinquecento) emendamenti al decreto, perché altrimenti non ci sarebbero stati i tempi tecnici per far tornare il decreto alla Camera.
E quindi il decreto è stato approvato dal Senato con il voto di fiducia.

Questo significa che oramai è stabilito che i bambini dotati di social card avranno accesso a questi bonus per LA e pannolini.

Ora entro fine febbraio il governo dovrà emanare il decreto attuativo per stabilire nella pratica come verranno dati questi bonus.
E qui viene il bello, o se vuoi il brutto.
In base a cosa li daranno? In base agli scontrini ad esempio? Allora io, se ne avessi il diritto, comprerei quintali di LA entro i 3 mesi per farmi rimborsare ora, altrimenti poi non avrei più il bonus.
O si fa un tot di confezioni a bambino?
E l’importo? Se ho un pediatra che ha l’inciucio con qualche produttore, per cui mi prescrive il latte da 40 euro al chilo, lo Stato mi rimborsa quello? O lo Stato rimborsa solo il latte economico? Allora sarebbe discriminatorio… Ma se tutti prendessero il latte da 40 euro al chilo o latti speciali, i fondi finirebbero in un attimo.
Insomma, ci sono un sacco di SE e di MA da dirimere.

Poi, a conti fatti, la cifra stanziata è veramente miserevole. Ho fatto due calcoli, e dubito che i 2 milioni di euro saranno sufficienti a coprire le richieste.

Se avete idee intelligenti…

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