Donazione del cordone ombelicale
Donare il cordone ombelicale al momento del parto è un gesto che può essere molto importante.
Perché
Come scrivono nella presentazione del sito www.adisco.it (Associazione donatrici italiane sangue cordonale):
Perché il cordone ombelicale, che normalmente viene gettato, contiene sangue ricco di cellule staminali, le stesse del midollo osseo. E una donna che decide di donare quel sangue offre a tante persone malate una speranza in più di guarire e tornare alla vita.
Una pagina del sito spiega esattamente cosa sono e a cosa servono le cellule staminali e un’altra è dedicata alle principali domande che ci si fa prima di decidere o meno per la donazione
Come
Per donare il cordone ombelicale bisogna attivarsi in gravidanza affinchè sulla donna che aspetta il bambino possano essere effettuati tutti gli esami del caso. Telefonare all’ospedale dove avete deciso di partorire o a uno della rete della vostra città è il primo passo: vi diranno come fare, dove ritirare i moduli per la richiesta e quando prendere appuntamento per la visita di controllo e il colloquio con il medico.
Donazioni diminuite
Secondo Milano per bambini le donazioni di sangue cordonale sono diminuite. Lo dice il dottor Basilio Tiso dell’ospedale Mangiagalli:
Le donazioni sono diminuite perchè molte madri, soprattutto quelle che se lo possono permettere, seguendo la moda lanciata da molte mamme vip, preferiscono trasferire a pagamento il cordone all’estero. Il costo di tale operazione va dai 1500 ai 3000 euro, più le spese annuali di mantenimento. Con questa cifra si può portare il proprio sangue placentare in banche straniere, dove viene congelato e conservato per molti anni. E’ una sorta di assicurazione sulla vita del nuovo nato, per salvarlo nel caso che possa un giorno aver bisogno di essere curato con le proprie cellule staminali.
Queste banche si trovano all’estero perchè in Italia la legge non prevede ancora il mantenimento del cordone ombelicale a fini privati. Nel nostro Paese la conservazione del proprio cordone, donazione autologa, è ammessa solo in caso di malattie genetiche in famiglia o di una patologia già accertata nel nascituro.
L’allarme lanciato dalla Mangiagalli ha quindi un scopo: sensibilizzare tutte le neomamme a donare il proprio cordone, non solo a fini personali ma per l’intera comunità.
Per raggiungere questo obiettivo, sta per svolgersi un corso organizzato dalla Regione, destinato a 150 ostetriche che saranno “indottrinate” su come affrontare, spiegare e discutere con le partorienti questo delicato argomento.
Banche per il sangue cordonale
Sempre più in voga le banche del sangue cordonale che si occupano di tenere per 25 anni il sangue cordonale del vostro bambino, nel caso possa averne bisogno. A testimonianza del fatto che moltissime persone oggi optano per questo tipo di scelta è che se provate a digitare su google la chiave di ricerca “sangue cordone ombelicale” vi escono numerosi link di riferimento a Istituti che si trovano in Svizzera, San Marino o altri paesi limitrofi al nostro.
Attenzione
Volentierissimo cito questo post di Mammamarsupio che spiega molto bene quali sono i vantaggi della donazione perché mi trovo sulle sue stesse corde. Sentite cosa scrive a proposito dei depositi in banca:
Semplice e splendido iniziare una vita regalando una possibilità di vita a qualcun altro.
Ma da qualche tempo c’è la possibilità che questo primo gesto di gratuità si a cancellato dalla remota possibilità di freezerare queste cellule per il proprio figlio se e quanto possa averne bisogno.
Attenzione, dicono gli esperti...tante cose non sappiamo. Tante cose che le banche private estere nelle quali per qualche migliaia di euro propongono di conservare i nostri sacchettini, non ci dicono. Non è detto che le cellule prelevate siano sufficienti, potrebbero invecchiare, non essere conservate con i dovuti modi oppure essere già mutate e quindi inutilizzabili.
Meglio donarle, quindi. Saremo così sicuri che andando ad arricchire il circuito di donazioni internazionali avremo sempre cellule pronte per curare chi purtroppo potrebbe averne bisogno o anche “solamente” per la ricerca scientifica.
La mia esperienza
Io ho fatto tutto l’iter per la donazione del sangue cordonale: ho telefonato per tempo, preso appuntamento, compilato moduli, risposto a domande e mi sono sottoposta alle visite di rito. Purtroppo al momento del parto ho avuto qualche complicazione dovuta ad una rottura delle acque prematura e non ho potuto donare il cordone ombelicale della frollina.
Nella realtà, ho scoperto dalla mia esperienza e da quella di altre donne, è ancora molto difficile farlo perché le condizioni di asetticità devono essere tali che non sempre è fattibile.
Ciò non toglie che bisogna provarci e come Mamma Marsupio sono anche io convinta che se si innesca un circolo virtuoso, potremo averne tutti giovamento.
Ecco un video che spiega i benefici della donazione su Youtube e per le mamme bolognesi un indirizzo utile a cui informarsi:
PROVINCIA DI BOLOGNA:
Banca di Sangue Placentare
presso Servizio di Medicina Trasfusionale
Azienda Ospedaliera “Sant’Orsola - Malpighi”
Via Massarenti, 9 - 40138 Bologna
Tel. 051/6363011 - 051/6364779
Fax 051/6363527
E-mail: ercb@orsola-malpighi.med.unibo.it
E voi?
Voi cosa pensate? Come vi siete comportati? Siete per la donazione o per il deposito in una banca privata?



Comments (6)
conservazione cordone ombelicale
Agosto 31st, 2009 at 10:27
ottimo articolo ma c’è da dire che la scelta di conservare il cordone del proprio figlio non si può considerare una scelta egoistica anzi
Panzallaria
Agosto 31st, 2009 at 10:58
Bhè, sicuramente è più altruistico pensare di metterlo a disposizione di altri che potrebbero averne immediato bisogno. Almeno questo è il mio punto di vista e sono per la promozione della donazione pubblica anzi che della conservazione.
conservazione cordone ombelicale
Settembre 1st, 2009 at 09:16
una domanda forse un pò banale ma ovvia: ma non sarebbe possibile “tagliare in due” il cordone e una parte donarla e una parte conservarla per il proprio figlio? risolverebbe questo problema
cri
Dicembre 11th, 2009 at 14:02
io ho conservato il mio cordone ombelicale in maniera autologa con Sorgente una società italiana.leggevo su diva e donna ieri che anche la gregoraci e briatare l’hanno conservato con loro!!!
sono contenta e non penso che sia una scelta egoistica ma anzi penso che sia una scelta efficace visto che donandolo allo Stato il 99% dei cordoni vengono buttati perchè non compatibili!!!!
che spreco ….invece conservandoli la compatibilità è delò 100% visto che si tratta del dna della famiglia…
riflettiamo su questo fatto siamo solo noi italiani a non essere informati , siamo indietro anni luce rispetto al resto del mondo!
val
Marzo 10th, 2010 at 11:33
Il cordone diventa inutile se si procede in modo adeguato: guardate qui http://www.lostetricainforma.it/article-4-thread-0-0.html
gennyluce
Marzo 10th, 2010 at 16:38
Ciao,
qui c’è l’elenco di tutti gli ospedali attrezzati per il prelievo del cordone ombelicale http://www.cordone-ombelicale.it/la-donazione-eterologa/
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