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	<title>Mommyblogging italiano &#187; conciliazione</title>
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	<description>Il meglio dalla BlogoMammaSfera</description>
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		<title>Perché i francesi fanno più figli di noi?</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/08/03/perche-i-francesi-fanno-piu-figli-di-noi/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 15:45:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[conciliazione]]></category>
		<category><![CDATA[genitorialità]]></category>
		<category><![CDATA[dal_mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono stata in vacanza in Francia. Eravamo in montagna. Ho notato e mi hanno colpito molte cose che hanno a che fare con i figli e la gestione della genitorialità. Le coppie con figli erano tantissime e in media molto più giovani che nel nostro Paese La media di figli per coppia si aggirava a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_360" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/08/bambini.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-360" title="bambini" src="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/08/bambini-150x150.jpg" alt="da Laienacheride" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">da Laienacheride</p></div>
<p>Sono stata in vacanza in Francia. Eravamo in montagna. Ho notato e mi hanno colpito molte cose che hanno a che fare con i figli e la gestione della genitorialità.</p>
<ul>
<li>Le coppie con figli erano tantissime e in media molto più giovani che nel nostro Paese</li>
<li>La media di figli per coppia si aggirava a 3: in Italia solo le famiglie più danarose si possono permettere 3/4 figli</li>
<li>I genitori francesi sembrano &#8211; generalmente &#8211; più rilassati dei colleghi italiani. Le mamme erano tutte molto meno apprensive della sottoscritta o di qualsiasi altra mamma conosca qui.</li>
<li>I giardinetti sono luoghi recintati in cui vige il completo rispetto della salute, cura dei bambini. I giochi sono manutenuti e curati e le aree sono separate dal resto per consentire a bambini e genitori di vivere in tutta tranquillità quello spazio protetto.<span id="more-359"></span></li>
</ul>
<div>Questi punti, apparentemente scollegati tra loro, secondo me non lo sono in realtà. I giovani francesi non subiscono l&#8217;imbuto formativo di cui siamo vittime in Italia. A 24 anni ti laurei davvero e sei pronto a entrare nel mondo degli adulti: la mia generazione a 24 anni cominciava a capire qualche cosa.</div>
<div>Fare figli è considerato Oltralpe un <strong>Patrimonio</strong>. Ho scoperto &#8211; rientrata in Patria &#8211; che i francesi con 3/4 figli pagano meno tasse.</div>
<div>Secondo alcuni studi, i francesi con 3/4 figli pagano <a href="http://www.forumfamiglie.org/allegati/rassegna_12784.pdf">1/10 delle tasse che pagherebbero in Italia</a>, a parità di situazione.</div>
<div>Non mi sembra affatto poco.</div>
<h3>Francia vrs Italia</h3>
<div>Ecco cosa scrive Vittoria Nervi in<a href="http://donnamanager.piuchepuoi.it/49/donna-e-manager-empowerment-e-una-parolaccia/"> Donna e Manager</a>:</div>
<div>
<blockquote><p><span style="color: #000080;"><span>C’è uno Stato sociale ‘amico’ delle donne?    Ci sono provvedimenti concreti ?</span><br />
</span>ad esempio<br />
più part-time;  flessibilità, parità nei percorsi di carriera e nelle retribuzioni,tutela della maternità e della conciliazione dei tempi di famiglia e lavoro?</p>
<p><strong>Un esempio</strong><br />
Francia : tasse<br />
una famiglia di 5 persone con tre figli a carico, paga 400 euro di tasse.<br />
Italia<br />
circa 4300.</p>
<p>Francia<br />
il costo della baby sitter è detraibile<br />
ha diritto agli assegni familiari il 100% della popolazione<br />
esistono molti tipi di assegni familiari<br />
Italia<br />
il costo della babysitter lo paghi e basta<br />
assegni familiari: solo i dipendenti ,solo un tipo,cifre più basse</p>
<p>asili<br />
Francia<br />
La rete di asili funziona molto meglio che in Italia, infatti larga parte dei bambini francesi ci vanno.<br />
Italia<br />
gli asili nido sono carenti: il 50% dei bambini viene affidato ai nonni ..e meno male che ci sono ..per coprire i disservizi.<br />
Per le donne che non riescono a contare sui genitori, e non trovano posto negli asili, l’unica alternativa è lasciare il lavoro.</p>
<p>Congedi di maternità<br />
in Italia e in Francia sono paragonabili<br />
La differenza è quando nasce il secondo figlio poicé  la donna francese dal secondo figlio in poi può chiedere un’aspettativa più lunga: anche di tre anni.</p>
<p>In Francia la donna che lavora è incentivata da contratti part time, non a caso più una donna occupa posti alti nell’azienda, più ha figli.<br />
In Italia è  il contrario.</p></blockquote>
</div>
<div>Sono possibili queste cose in Italia? Questo genere di impegni deve partire dallo Stato o siamo noi donne a dover lottare per ottenere maggiori possibilità di realizzarci come donne e contestualmente madri?</div>
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		<title>I centri estivi per bambini &#8211; il parere delle blogger</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/07/13/i-centri-estivi-per-bambini-il-parere-delle-blogger/</link>
		<comments>http://www.mammablogger.net/2009/07/13/i-centri-estivi-per-bambini-il-parere-delle-blogger/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 14:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[conciliazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi lavora lo sa. Non sempre è facile conciliare figli e lavoro in estate, quando asili e scuole chiudono. In molte città sono nati molti tipi di centri estivi che cercano di venire incontro alle esigenze di tutti quei genitori che non possono permettersi una baby sitter o i cui nonni non sono disponibili. Come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi lavora lo sa. Non sempre è facile conciliare figli e lavoro in estate, quando asili e scuole chiudono.<a href="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/stivi1241086775.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-323" title="stivi1241086775" src="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/stivi1241086775-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>In molte città sono nati molti tipi di centri estivi che cercano di venire incontro alle esigenze di tutti quei genitori che non possono permettersi una baby sitter o i cui nonni non sono disponibili.</p>
<p><span id="more-321"></span></p>
<p>Come testimonia <a href="http://www.liaceli.com/2009/06/29/colonie_irritabili_breve_guida.html">questo post (molto ironico) di Lia Celi</a>, ne esistono davvero di tutti i tipi:</p>
<blockquote><p>Negli ultimi anni la scelta in città si è molto ampliata, e un genitore ha una vasta gamma di alternative, tutte più o meno costose, per togliersi di torno i pargoli alle otto del mattino e vederseli riconsegnare a pomeriggio totalmente lessi e catatonici. Ecco i tipi di centro estivo più gettonati.<br />
IL COMPETITIVO. “E’ caro, eh, ma lui si diverte un sacco, fa tutti gli sport”, cinguetta la mamma riminese, sempre ossessionata dallo spettro di un figlio ridotto a un piccolo Leopardi rachitico e malmostoso. La giornata passa fra tornei di nuoto, tennis e calcio, salvo due o tre volte alla settimana, quando i bambini vanno al mare, a fare gare di castelli di sabbia, di biglie e di rubabandiera: ciù che farti degli amici, conosci un sacco di concorrenti. Costa come una vacanza studio in Inghilterra, con la differenza che quando lo vai a prendere il bambino è così stanco che non riesce nemmeno a parlare in italiano.<br />
IL CREATIVO. Ispirato a teorie pedagogiche progressiste, impegna i bambini nei più vari lavori manuali, dalla pittura su stoffa alla cucina, e se il sistema funziona con i ragazzi dei carceri minorili, funzionerà anche con i piccoli riminesi incensurati. Unico problema per mamme e papà, fingere quotidianamente smodato entusiasmo per i lavoretti che i bambini portano a casa tutti i giorni. Molti genitori, finita la stagione, rivendono i lavoretti dei figli come artigianato etnico, per recuperare almeno una piccola parte dell’ingente retta.<br />
IL PARROCCHIALE. Allestito nei locali della parrocchia, è piuttosto spartano, ma non c’è tanto bisogno di sofisticate attrezzature: terminate la preghiere della mattina e la prima session di canti, è già mezzogiorno e scatta la rissa per conquistare l’unico calciobalilla a disposizione. Nel pomeriggio, dopo la visione di una fiction registrata dalla Rai sui misteri di Fatima o sulle vicende di San Paolo, una botta di vita: si fa tutti insieme i compiti delle vacanze.<br />
LA NEW ENTRY. Nel dépliant distribuito in maggio prometteva piscina, campo da calcio e zona giochi. Disgraziatamente, i lavori sono andati a rilento, e finora le uniche strutture completate sono il citato dépliant e un capannone surriscaldato a ridosso della Statale, ma grazie alla fantasia e all’entusiasmo degli animatori (almeno quelli che sopravvivono ai colpi di calore), i bambini si divertono un sacco, specie quando piove e il terreno intorno diventa un’arena perfetta per il catch nel fango. Alla fine del soggiorno, quando già cadono le foglie, il bambino riceve la maglietta e il berrettino con il logo del centro estivo “estate 2006” (quando era prevista l&#8217;inaugurazione).</p></blockquote>
<p><a href="http://theitalianmom.blogspot.com/2008/08/ne-bastano-2.html">The Italian Mom</a> sente il problema in maniera pressante e decide di scrivere una &#8220;lettera aperta&#8221; alla Gelmini con alcuni quesiti non banali:</p>
<blockquote><p>Lasciami citare i soliti paesi stranieri in cui le vacanze durano molto meno, non solo l’Inghilterra, ma ad esempio la Slovenia dove i mesi di vacanza sono 2. Ecco, 2 mesi sarebbero sufficienti. Non credo che i cervelli dei nostri pargoli sarebbero traumatizzati da soli 60 giorni di vacanza.</p>
<p>So che ci sono interessi turistici che impediscono di accorciare le vacanze. Albergatori e ristoratori che perderebbero fior di soldi se a giugno non avessero clienti assicurati. Ma perché d’estate i genitori che lavorano devono spendere soldi per piazzare i figli, tra <strong>centri</strong> <strong>estivi</strong>, che sono spesso dei parcheggi, o nonni recalcitranti che se li devono spupazzare al mare, quando ci sono delle strutture già rodate, le scuole appunto, che sarebbero dei <strong>centri</strong> <strong>estivi</strong> stupendi? Non mi azzardo a suggerire di farli andare a scuola in agosto, anche se negli Stati Uniti dopo ferragosto già si iniziano le lezioni, ma perché almeno non tutto il mese di giugno? Cosa ci sarebbe di tanto strano se anche gli studenti italiani andassero a scuola fino al 30 giugno? In 3 mesi un bambino riesce a dimenticare molto di ciò che ha fatto durante l’anno e giustamente le maestre li caricano di compiti per non ritrovarseli a settembre totalmente analfabeti, ma se invece che caricarli di compiti andassero avanti con il programma a scuola e poi facessero luglio e agosto di vacanze, con compiti più leggeri, non sarebbe già più che sufficiente?</p></blockquote>
<p><a href="http://mammaatroma.blogspot.com/2009/06/centri-estivi-guida-alla-scelta.html">Mamm@Roma</a> elabora una vera e propria guida alla scelta:</p>
<blockquote><p><span>Che fare? Come orientarsi tra le proposte e scegliere la soluzione più adatta?</span><br />
Non è facile, ma dopo diverse esperienze (non solo mie) mi sono fatta qualche idea in proposito, che vorrei condividere con voi.<br />
Sono <span>opinioni personali</span> e quindi opinabili, quindi criticate, commentate e suggerite trucchi, consigli e anche indirizzi.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.milanoperibambini.it/content/blogsection/6/343/">Milano per bambini</a> raccoglie e dedica una sezione a tutte le proposte nella città lombarda e l&#8217;offerta può essere integrata dai preziosi link offerti da <a href="http://www.radiomamma.it/news/estate_2009_le_proposte_del_comune">RadioMamma</a>.</p>
<p>Ogni città ha in generale un sito dedicato all&#8217;offerta comunale. Esistono inoltre numerosi campus che associano lo sport all&#8217;insegnamento della lingua inglese. A <strong>Bologna</strong> è sempre il prezioso Bimbibò a fornire tante informazioni. Come per esempio il <a href="http://www.bimbibo.it/article.php?sid=5663">campo solare Babyworld</a>.</p>
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		<title>Fifty-fifty, ovvero quando mamma e papà si dividono i compiti</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/02/20/fifty-fifty-ovvero-quando-mamma-e-papa-si-dividono-i-compiti/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 17:04:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[conciliazione]]></category>
		<category><![CDATA[genitorialità]]></category>
		<category><![CDATA[mommyblogging]]></category>
		<category><![CDATA[coinvolgimento_padri]]></category>
		<category><![CDATA[papà_blogger]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi su &#8220;Repubblica&#8221; un interessante articolo di Anais Ginori su quello che in America è diventato un vero e proprio movimento. Tutto nasce da una mamma e papà che hanno elevato a sistema la suddivisione dei compiti in famiglia: 50% e 50%. La mattina Marc e Amy si mettono a tavolino, fanno la lista delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/fiftyfifty.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-342" title="fiftyfifty" src="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/fiftyfifty-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Oggi su &#8220;<a href="http://www.repubblica.it">Repubblica</a>&#8221; un interessante articolo di<strong> Anais Ginori</strong> su quello che in America è diventato un vero e proprio movimento.</p>
<p>Tutto nasce da una mamma e papà che hanno elevato a sistema <strong>la suddivisione dei compiti in famiglia</strong>: 50% e 50%.</p>
<p>La mattina Marc e Amy si mettono a tavolino, fanno la lista delle cose da fare e se le dividono in modo equo e solidale: spesa, riunioni a scuola, pulizie di casa e tutto quello che potremmo definire menage familiare viene ripartito come in una vera e propria azienda.<span id="more-290"></span></p>
<p>Sono talmente contenti dell&#8217;esito di questa idea che hanno addirittura aperto un sito che sta facendo numerosi adepti: <a href="http://equallysharedparenting.com/">http://equallysharedparenting.com</a> e un blog <a href="http://equallysharedparenting.com/blogger.html">EquallyBlog</a> dove offrono spunti e consigli su come compilare la lista e agire in sintonia e accordo per spartire i compiti nel modo più funzionale possibile.</p>
<p>Si direbbe <strong>un vero e proprio manuale di sopravvivenza del genitor</strong>e manager che deve conciliare lavoro, famiglia e impegni legati al buon andamento della vita quotidiana.</p>
<p>Non tutti sono propensi alle liste e c&#8217;è chi &#8211; come una giornalista del Guardian, Viv Groskop &#8211; le trova abbastanza inquietanti e dopo un giorno passato condividendone una con il marito, ha deciso che non faceva per lei.</p>
<p>Di certo il problema della divisione dei lavori tra mamma e papà è all&#8217;ordine del giorno, soprattutto in Paesi come l&#8217;Italia dove siamo ancora molto indietro. In quante donne si fanno carico degli impegni familiari pensando che sia assolutamente normale fare in questo modo? Non so voi, ma la percezione culturale è tangibilmente spostata in una direzione univoca, almeno dalle mie parti.</p>
<p>La maggior parte delle mamme si fa carico di incastrare figli, impegni di lavoro, baby sitter, orari soffocati per gestire tutto come (parafraso un famoso momblog) se dovesse gestire i Piattini cinesi.</p>
<p>In poche si fermano a pensare che se alle 17 c&#8217;è una riunione di lavoro e contemporaneamente bisogna andare a parlare con la maestra di Paolino non è necessariamente che dobbiamo essere noi a fare i salti mortali ma bisogna trovare una soluzione coinvolgendo anche il papà.</p>
<p>Pochi padri, d&#8217;altra parte, la considerano una cosa normale.</p>
<p>E invece &#8211; e questa era la parte dell&#8217;articolo che mi è piaciuta di più &#8211; è proprio passando attraverso queste buone abitudini che si cambia un modo di pensare e si coltiva una mentalità che pone il rispetto per le donne, le madri e le sorelle in primo piano.</p>
<p>E in un periodo in cui ogni giorno si sentono storie strazianti di violenza sulle donne, partire da un&#8217;inversione culturale profonda può essere la risposta.</p>
<p>Ovviamente questo argomento ne richiama a se&#8217; molti altri: <strong>la suddivisione dei compiti passa anche dalla legislazione</strong> e come ben sappiamo i padri non sono molto invogliati ne&#8217; tutelati, anche quando vorrebbero contribuire maggiormente alla causa familiare.</p>
<p><a href="http://genitoricrescono.com/genitori-congedo-panoramica-congedi-parentali/">Gentori crescono</a> ha scritto un interessantissimo post dove presenta una panoramica esaustiva sui <strong>congedi parentali in Italia</strong> e bisogna ammettere che la situazione è davvero deprimente: anche quando il padre fa di tutto per essere presente e partecipe, usando al meglio i propri diritti, viene spesso ghettizzato sul posto di lavoro o addirittura deriso (fonte<a href="http://magazine.liquida.it/2008/10/27/congedi-parentali-perche-in-pochi-li-usano/"> mio articolo su Liquida</a>).</p>
<p><a href="http://www.maschileplurale.it/cms/index.php">Maschile Plurale</a> è un&#8217;associazione che si batte proprio per <strong>migliorare, aumentare e sensibilizzare</strong> al coinvolgimento dei padri nel sistema &#8220;famiglia&#8221; e non possiamo che applaudire ad un&#8217;iniziativa che per il momento è locale ma auspichiamo diventi nazionale: la civilizzazione e il rispetto delle donne parte da progetti come questo.</p>
<p>Per quanto riguarda le liste di Marc e Amy, forse non c&#8217;è bisogno di pianificare in maniera scientifica e basterebbe solo un po&#8217; di attenzione e buon senso.</p>
<p>Noi donne dobbiamo ricordarci &#8211; per prime &#8211; che il carico familiare e ogni impegno dei figli è responsabilità di entrambi i genitori e gli uomini dovrebbero cominciare a essere propositivi e flessibili a occupazioni che fino a poco tempo fa venivano considerate appannaggio unico delle donne.</p>
<p>E poi c&#8217;è l&#8217;educazione dei nostri figli. Non dimentichiamoci che fin da piccoli gli possiamo insegnare la parità e se Paolino gioca con le bambole non bisogna farne una tragedia o additarlo &#8211; colpevolizzandolo &#8211; a femminuccia, così come se Sofia fa &#8220;il maschiaccio&#8221;. I maschi viziati e maschilisti sono i figli di madri più maschiliste di loro.</p>
<p>Opere come il <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788860887528/Manuale_di_sopravvivenza_del_padre_contemporaneo/Gianni_Biondillo.html">Manuale di sopravvivenza del padre contemporaneo</a> di Severino Colombo sono allora delle lodevoli quanto rincuoranti iniziative editoriali che fanno ben sperare su un cambiamento che sarebbe ora che prendesse fortemente piede.</p>
<p><strong>Voi cosa ne pensate? com&#8217;è la situazione a casa vostra?</strong></p>
<p>Se ne discute anche su <a href="http://momblogitalia.ning.com">Momblogitalia</a></p>
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