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	<title>Mommyblogging italiano</title>
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	<description>Il meglio dalla BlogoMammaSfera</description>
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		<title>Blog in disuso</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 10:35:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[mommyblogging]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo blog è attualmente in disuso. Non mandatemi comunicati stampa sul mondo del mommyblogging tanto non li pubblico.
Non ho tempo e ci sono troppe cose. Fate una ricerca su google e troverete una montagna di blog, portali e cose per mamme. Non aggiungo nulla.
Del mio modo di essere mamma parlo su www.panzallaria.com
e se volete partecipare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo blog è attualmente in disuso. Non mandatemi comunicati stampa sul mondo del mommyblogging tanto non li pubblico.</p>
<p>Non ho tempo e ci sono troppe cose. Fate una ricerca su google e troverete una montagna di blog, portali e cose per mamme. Non aggiungo nulla.</p>
<p>Del mio modo di essere mamma parlo su <a href="http://www.panzallaria.com">www.panzallaria.com</a></p>
<p>e se volete partecipare a un progetto politico sul femminile, per contrastare il ruolo merceologico della donna in Italia oggi (argomento che ritengo molto urgente come questione culturale) venite su</p>
<p><a href="http://www.donnepensanti.net">www.donnepensanti.net</a> e relativo network: <a href="http://donnepensanti.ning.com">donnepensanti.ning.com</a></p>
<p>ciao a tutti</p>
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		<title>Sicurezza stradale per i bambini</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/11/27/sicurezza-stradale-per-i-bambini/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 16:56:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza_stradale]]></category>

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		<description><![CDATA[Quasi tutti noi ci siamo passati: quando si sta per diventare genitori di un primo figlio, spesso si è impreparati su moltissime cose pratiche. Alcune che si riveleranno del tutto secondarie, altre assolutamente fondamentali.
La sicurezza stradale è un tema importante e far viaggiare i propri figli nel modo più opportuno non è un argomento da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi tutti noi ci siamo passati: quando si sta per diventare genitori di un primo figlio, spesso si è impreparati su moltissime cose pratiche. Alcune che si riveleranno del tutto secondarie, altre assolutamente fondamentali.</p>
<p>La sicurezza stradale è un tema importante e far viaggiare i propri figli nel modo più opportuno non è un argomento da sottovalutare.</p>
<p>L&#8217;<a href="http://www.aci.it/">Aci</a> mette a disposizione, durante il MotorShow di Bologna, uno stand dove GRATUITAMENTE si terranno piccoli corsi dedicati ai genitori per l&#8217;installazione e l&#8217;uso corretto dei seggiolini per auto.</p>
<p>Presso il <strong>Padiglione 26 &#8211; Stand 90 di ACI </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.motorshow.it/">MotorShow</a></strong></p>
<p>Bologna Fiere</p>
<p>dal <strong>4 all&#8217;8 dicembre 2009</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quando una donna si ritrova incinta a esclamare: &#8220;Ma che davvero?&#8221;</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/11/23/quando-una-donna-si-ritrova-incinta-a-esclamare-ma-che-davvero/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 17:36:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[mommyblogging]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[mamme_blogger]]></category>

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		<description><![CDATA[
Per la rubrica Interviste a mamme e papà blogger, ecco che interviene una delle voci più interessanti e delle mamme più seguite (e divertenti!) della BlogoMammaSfera: Wonderland di Ma che davvero?
Come è nato tuo blog?
A 27 anni ero nel momento d&#8217;oro: avevo finito gli studi, iniziavo a guadagnare e a far carriera, avevo messo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://4.bp.blogspot.com/_WIKvSpjTg6U/SfhNQfEUp5I/AAAAAAAAAFY/_eJAjeUZj2g/S220/n1390455446_4461.jpg" alt="" width="160" height="145" /></p>
<p>Per la rubrica <a href="http://www.mammablogger.net/tag/interviste/">Interviste</a> a mamme e papà blogger, ecco che interviene una delle voci più interessanti e delle mamme più seguite (e divertenti!) della BlogoMammaSfera: <strong>Wonderland</strong> di <a href="http://machedavvero.blogspot.com/"><strong>Ma che davvero?</strong></a></p>
<p><strong>Come è nato tuo blog?</strong></p>
<blockquote><p>A 27 anni ero nel momento d&#8217;oro: avevo finito gli studi, iniziavo a guadagnare e a far carriera, avevo messo il primo piede nella casa del mio ragazzo e dedicavo tutto il mio tempo a un beato e consapevole cazzeggio felice fatto di aperitivi, feste e viaggi. Ovviamente, non poteva durare.<span id="more-389"></span></p>
<p>Un bel giorno di Novembre.. trac! Sono rimasta incinta. Ho paventato varie ipotesi, tra cui il suicidio col gas, ma poi ha vinto la busta numero tre: divento mamma e apro un blog. Ho iniziato a comunicare nella rete perché non ero contenta dello stereotipo di madre che volevano propinarmi amici, parenti e media. Non ero per una maternità assoluta e devota, non sentivo ancora alcun istinto materno, non ero garrula e gioiosa come le altre gestanti. Soprattutto, vedevo quasi tutti i genitori arrendersi alla nuova vita dimenticando chi erano prima, ed entrare totalmente nel ruolo. Ero sospettosa e perlpessa: questa cosa di un figlio farà per me? Riuscirò a mettere da parte il mio egoismo/edonismo per crescere un bambino? Rimarrò la stessa persona anche dopo, o all&#8217;improvviso mi verrà naturale tagliarmi i capelli a caschetto, fare torte tutto il giorno e cantare lo Zecchino d&#8217;Oro sotto la doccia?<br />
Ho aperto il blog incinta di quattro mesi e l&#8217;ho chiamato come la prima frase proferita dopo aver visto il test positivo: Ma Che Davvero?</p></blockquote>
<p><strong>Quali sono gli obiettivi del tuo blog?</strong></p>
<blockquote><p>Il blog è nato come racconto e come sfogo, per confrontarmi con altre persone, ricevere consigli, dire la mia, ironizzare sulle disavventure di una panzona prima e di una neomamma poi. Per dimostrare a me stessa che si poteva diventare genitori senza perdere se stessi, per far convivere scarpine di lana e tacchi alti, Pampers e Pampero, ninne nanne e rock.<br />
Volevo essere finalmente onesta e raccontare quello che provavo davvero, consapevole che potevano esserci anche altre ragazze nella mia stessa situazione. Chi dice che tutte le donne incinta in quel momento siano davvero sicure di quello che stanno facendo? Perchè si tacciono sempre le mille paure che una donna può avere riguardo alla maternità? Perchè dire che tuo figlio ti fa impazzire e che stavi meglio prima è semplicemente inaccettabile? Esiste ancora un enorme alone di tabù riguardo alla maternità, che è secondo me anche parte del motivo per cui molte donne sguazzano per anni in depressioni post-partum gravissime. Basterebbe essere un po&#8217; più sincere col mondo ma soprattutto con noi stesse, che diventare mamme non significa essere istantaneamente felici, ma attraversare un percorso accidentato che spesso mette a dura prova anche la più motivata (figuriamoci quelle come me&#8230;). Quindi in sintesi direi che gli obiettivi sono raccontare la maternità in tutti i suoi aspetti, quelli positivi ma anche quelli negativi, ironizzandoci su. Che prendere le cose con una risata fa sempre bene. E poi, ovviamente, continuare a parlare di me. Della donna dietro&#8230; dietro? no, io direi A FIANCO&#8230; a fianco alla mamma.</p></blockquote>
<p><strong>Cosa significa per te essere una mamma blogger?</strong></p>
<blockquote><p>Condividere e confrontarmi in modo onesto con altre donne e mamme. Parlare di un&#8217;esperienza personale che può aiutare altre donne che si trovano nella stessa situazione. Divertirmi e divertire. Trovare quella rete di supporto che spesso nella vita reale manca (vaglielo a dire alle amiche mie di fare un figlio, vedi dove ti mandano..). Spesso i miei post più sentiti e &#8220;delicati&#8221; a livello di tematiche diventano dei veri e propri luoghi di discussione, con decine e decine di commenti assolutamente costruttivi, istruttivi e profondi. Le mie lettrici mi hanno aiutato a risolvere più di un problema, oltre ad essere una splendida compagnia.</p></blockquote>
<p><strong>Consiglia altri momblog che ti piacciono (3)</strong></p>
<blockquote><p>Più che momblog sono &#8220;gran bei blog scritti da mamme&#8221;:<br />
Zauberei: <a href="http://zauberei.blog.kataweb.it/" target="_blank">http://zauberei.blog.kataweb.it/</a> per la sua intelligenza acuta e la sua scrittura esilarante.<br />
Il cucchiaino di Alice <a href="http://www.ilcucchiainodialice.it/" target="_blank">http://www.ilcucchiainodialice.it/</a> una mamma che crea e fotografa deliziose ricette per i lettori e per la sua bimba Alice<br />
So British <a href="http://sobritish.splinder.com/" target="_blank">http://sobritish.splinder.com/</a> avventure di una mamma in inghilterra</p></blockquote>
<p><strong>Un consiglio per i papà</strong></p>
<blockquote><p>Ora che c&#8217;è, prendetevi il congedo e date una mano alle vostre compagne!<br />
E poi, direi una sana partecipazione in famiglia: non vi va di stare col pupo? Lavate i piatti.<br />
Non vi va di lavare i piatti? State col pupo.<br />
E non guardate i culi delle altre in nostra presenza.<br />
Altrimenti la vostra Playstation potrebbe fare una brutta fine&#8230;</p></blockquote>
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		<title>Prime cure per il neonato</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/11/16/prime-cure-per-il-neonato/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 12:25:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[parto]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Se sei una neomamma o lo stai per diventare e come è comprensibile ti senti un po&#8217; confusa su quello che ti aspetta (cure pratiche del bambino), c&#8217;è una bellissima iniziativa a cura di un papà blogger che stimo molto che ha l&#8217;obiettivo concreto di venirti in aiuto.
Bravibimbi (senza alcun scopo di lucro) regala, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/11/bravi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-387" title="bravi" src="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/11/bravi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Se sei una <strong>neomamma</strong> o lo stai per diventare e come è comprensibile ti senti un po&#8217; confusa su quello che ti aspetta (cure pratiche del bambino), c&#8217;è una bellissima iniziativa a cura di un <a href="http://www.bravibimbi.it/">papà blogger</a> che stimo molto che ha l&#8217;obiettivo concreto di venirti in aiuto.</p>
<p>Bravibimbi (senza alcun scopo di lucro) regala, a chi ne fa richiesta, un dvd con le prime cure per il neonato. Il tutto in collaborazione con l&#8217;associazione Ospedale dei bambini Buzzi di Milano.</p>
<p>E&#8217; anche divertente partecipare al &#8220;gioco&#8221; per ottenere una copia del dvd!</p>
<ul>
<li>Tutte le informazioni utili si trovano su <a href="http://www.bravibimbi.it/2009/11/02/scatta-e-vinci-con-bravibimbi/">Bravibimbi: scatta e vinci! </a></li>
</ul>
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		<title>MammaCheBlog &#8211; l&#8217;informazione delle mamme per le mamme</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/11/02/mammacheblog-linformazione-delle-mamme-per-le-mamme/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 16:28:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[mommyblogging]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono molto contenta di segnalare un ottimo strumento aggregativo dedicato alle mamme. Valido supporto per chi vuole avere un&#8217;informazione trasversale e che compendia anche questo stesso blog (che del Mommyblogging offre una visione filtrata e editoriale ma si spera interessante).
Nasce da Fattore Mamma (Jolanda Restano e Cecilia Spanu) che sono due serie professioniste nel panorama [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/11/logo_mbc.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-383" title="logo_mbc" src="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/11/logo_mbc.png" alt="" width="292" height="68" /></a>Sono molto contenta di segnalare <strong>un ottimo strumento aggregativo dedicato alle mamme</strong>. Valido supporto per chi vuole avere un&#8217;informazione trasversale e che <strong>compendia anche questo stesso blog </strong>(che del Mommyblogging offre una visione filtrata e editoriale ma si spera interessante).</p>
<p>Nasce da <a href="http://www.fattoremamma.com/"><strong>Fattore Mamma</strong></a> (Jolanda Restano e Cecilia Spanu) che sono <strong>due serie professioniste</strong> nel panorama della <strong>comunicazione e marketing 2.0</strong>.</p>
<p>Poi <strong>sono anche mamme</strong>. E sanno bene quali sono le esigenze delle mamme che navigano la Rete.</p>
<p>Copio quindi il comunicato stampa. Andate su <strong><a href="http://mammacheblog.com/">MammaCheBlog</a></strong>. Iscrivetevi. Leggete. Socializzate.</p>
<blockquote><p>Ideato da FattoreMamma, editore di servizi on-line dedicati alle famiglie e ai bambini, MammacheBlog è un aggregatore di blog di mamme, un luogo virtuale in cui trovare e ritrovare i blog di tante mamme della Rete: dai blog personali a quelli di servizio, dai blog di informazione a quelli di passioni.</p>
<p>Sui loro blog, le mamme della Rete parlano di attualità, di ecologia, di moda e cucina. Su MammacheBlog, quindi, trovate blog di ricette, di eventi per i bambini e la famiglia, di creatività e fai da te e tanto, tanto altro: tutto un mondo, il mondo variegato, poliedrico e sfaccettato delle mamme online.</p>
<p>MammacheBlog nasce, innanzitutto, con l’intenzione di rendere più agevole la ricerca in Rete dei blog delle mamme, non sempre facili da trovare utilizzando i comuni motori di ricerca. Lo scopo è quello di dare visibilità ai contenuti di qualità con uno stile assolutamente friendly e facilmente consultabile.</p>
<p>MammacheBlog e&#8217; aperto alla partecipazione di tutte le mamme che hanno un blog. L&#8217;iscrizione e&#8217; moderata ed aperta alle sole mamme o future mamme. Iscrivere il proprio blog è semplice. Confermata l’iscrizione, sarà MammacheBlog, tramite i feed, ad acquisire le prime righe dei post del blog iscritto, aggiornando le sue pagine ogni ora.</p>
<p>Su MammacheBlog, le mamme che hanno voglia di esprimersi, di scrivere della propria esistenza, delle proprie esperienze, del proprio vissuto, troveranno tante altre mamme con cui condividere le vicende, i pensieri, le ansie, le gioie della maternità.</p>
<p>MammacheBlog e&#8217; stato ideato ed e&#8217; curato naturalmente da due mamme: Jolanda Restano (3 figli dai 3 ai 9 anni) e Cecilia Spanu (4 figli dai 5 ai 13 anni).</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Grazie Repubblica!</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/08/30/grazie-repubblica/</link>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 09:16:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mamme_blogger]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre ero in vacanza, su Repubblica ho trovato con sorpresa e grande piacere un articolo dedicato al Mommyblogging.
L&#8217;articolo citava &#8211; e ringrazio moltissimo il giornalista &#8211; sia il mio blog Panzallaria che questo aggregatore dedicato proprio alla BlogoMammaSfera. Anzi, per la verità, credo che mammablogger.net sia stata una delle principali fonti dell&#8217;articolo (ho riconosciuto alcune [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/08/digital-baby.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-368" title="digital-baby" src="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/08/digital-baby-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Mentre ero in vacanza, su Repubblica ho trovato con sorpresa e grande piacere un articolo dedicato al <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/08/26/mamma-blog-il-club-on-line-delle.html">Mommyblogging</a>.</p>
<p>L&#8217;articolo citava &#8211; e ringrazio moltissimo il giornalista &#8211; sia il mio blog <a href="http://www.panzallaria.com">Panzallaria</a> che questo aggregatore dedicato proprio alla <strong>BlogoMammaSfera</strong>. Anzi, per la verità, credo che mammablogger.net sia stata una delle principali fonti dell&#8217;articolo (ho riconosciuto alcune definizioni &#8211; come appunto blogomammasfera &#8211; ed era citato tra le fonti).</p>
<p>Sono davvero lusingata.</p>
<p>Inoltre credo che questo sia il <strong>segnale concreto</strong> del crescente interesse che si sta concentrando intorno all&#8217;argomento e di quanto i tanti blog legati alla maternità possano aiutare, in un momento così delicato come quello in cui arriva un bambino.</p>
<p>Tra i progetti per l&#8217;immediato futuro di questo blog c&#8217;è <strong>l&#8217;approfondimento costante</strong> di argomenti di interesse comune, segnalando le fonti che ne trattano; il <strong>focus</strong> su i progetti di rilievo che nascono in Rete e &#8211; non ultimo &#8211; il proseguimento della mia rubrica (pare molto apprezzata) <a href="http://www.mammablogger.net/tag/internet_for_mommies/">Internet for mommies</a> per tirare fuori la blogger che c&#8217;è in ognuna di noi!</p>
<p>Ovviamente cercherò sempre di avere un occhio attento nei confronti dei <a href="http://www.mammablogger.net/tag/papa_blogger/">papà blogger</a> e perché il <strong>coinvolgimento maschile sia sempre incentivato</strong> e sostenuto. Che la <strong>rivoluzione culturale</strong> e un ruolo davvero paritario tra genitori parte da noi!</p>
<p>Continuate a scrivere, segnalare, proporre. Ho bisogno di tutti.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Perché i francesi fanno più figli di noi?</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/08/03/perche-i-francesi-fanno-piu-figli-di-noi/</link>
		<comments>http://www.mammablogger.net/2009/08/03/perche-i-francesi-fanno-piu-figli-di-noi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 15:45:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[conciliazione]]></category>
		<category><![CDATA[genitorialità]]></category>
		<category><![CDATA[dal_mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono stata in vacanza in Francia. Eravamo in montagna. Ho notato e mi hanno colpito molte cose che hanno a che fare con i figli e la gestione della genitorialità.

Le coppie con figli erano tantissime e in media molto più giovani che nel nostro Paese
La media di figli per coppia si aggirava a 3: in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_360" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/08/bambini.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-360" title="bambini" src="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/08/bambini-150x150.jpg" alt="da Laienacheride" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">da Laienacheride</p></div>
<p>Sono stata in vacanza in Francia. Eravamo in montagna. Ho notato e mi hanno colpito molte cose che hanno a che fare con i figli e la gestione della genitorialità.</p>
<ul>
<li>Le coppie con figli erano tantissime e in media molto più giovani che nel nostro Paese</li>
<li>La media di figli per coppia si aggirava a 3: in Italia solo le famiglie più danarose si possono permettere 3/4 figli</li>
<li>I genitori francesi sembrano &#8211; generalmente &#8211; più rilassati dei colleghi italiani. Le mamme erano tutte molto meno apprensive della sottoscritta o di qualsiasi altra mamma conosca qui.</li>
<li>I giardinetti sono luoghi recintati in cui vige il completo rispetto della salute, cura dei bambini. I giochi sono manutenuti e curati e le aree sono separate dal resto per consentire a bambini e genitori di vivere in tutta tranquillità quello spazio protetto.<span id="more-359"></span></li>
</ul>
<div>Questi punti, apparentemente scollegati tra loro, secondo me non lo sono in realtà. I giovani francesi non subiscono l&#8217;imbuto formativo di cui siamo vittime in Italia. A 24 anni ti laurei davvero e sei pronto a entrare nel mondo degli adulti: la mia generazione a 24 anni cominciava a capire qualche cosa.</div>
<div>Fare figli è considerato Oltralpe un <strong>Patrimonio</strong>. Ho scoperto &#8211; rientrata in Patria &#8211; che i francesi con 3/4 figli pagano meno tasse.</div>
<div>Secondo alcuni studi, i francesi con 3/4 figli pagano <a href="http://www.forumfamiglie.org/allegati/rassegna_12784.pdf">1/10 delle tasse che pagherebbero in Italia</a>, a parità di situazione.</div>
<div>Non mi sembra affatto poco.</div>
<h3>Francia vrs Italia</h3>
<div>Ecco cosa scrive Vittoria Nervi in<a href="http://donnamanager.piuchepuoi.it/49/donna-e-manager-empowerment-e-una-parolaccia/"> Donna e Manager</a>:</div>
<div>
<blockquote><p><span style="color: #000080;"><span>C’è uno Stato sociale ‘amico’ delle donne?    Ci sono provvedimenti concreti ?</span><br />
</span>ad esempio<br />
più part-time;  flessibilità, parità nei percorsi di carriera e nelle retribuzioni,tutela della maternità e della conciliazione dei tempi di famiglia e lavoro?</p>
<p><strong>Un esempio</strong><br />
Francia : tasse<br />
una famiglia di 5 persone con tre figli a carico, paga 400 euro di tasse.<br />
Italia<br />
circa 4300.</p>
<p>Francia<br />
il costo della baby sitter è detraibile<br />
ha diritto agli assegni familiari il 100% della popolazione<br />
esistono molti tipi di assegni familiari<br />
Italia<br />
il costo della babysitter lo paghi e basta<br />
assegni familiari: solo i dipendenti ,solo un tipo,cifre più basse</p>
<p>asili<br />
Francia<br />
La rete di asili funziona molto meglio che in Italia, infatti larga parte dei bambini francesi ci vanno.<br />
Italia<br />
gli asili nido sono carenti: il 50% dei bambini viene affidato ai nonni ..e meno male che ci sono ..per coprire i disservizi.<br />
Per le donne che non riescono a contare sui genitori, e non trovano posto negli asili, l’unica alternativa è lasciare il lavoro.</p>
<p>Congedi di maternità<br />
in Italia e in Francia sono paragonabili<br />
La differenza è quando nasce il secondo figlio poicé  la donna francese dal secondo figlio in poi può chiedere un’aspettativa più lunga: anche di tre anni.</p>
<p>In Francia la donna che lavora è incentivata da contratti part time, non a caso più una donna occupa posti alti nell’azienda, più ha figli.<br />
In Italia è  il contrario.</p></blockquote>
</div>
<div>Sono possibili queste cose in Italia? Questo genere di impegni deve partire dallo Stato o siamo noi donne a dover lottare per ottenere maggiori possibilità di realizzarci come donne e contestualmente madri?</div>
]]></content:encoded>
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		<title>La medusa Manuela e il cambiamento</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 20:53:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[nanna]]></category>
		<category><![CDATA[favole_di_panzallaria]]></category>

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		<description><![CDATA[I pesci che abitano il Mar Frollo sono pesci socievoli, che amano i bambini e la compagnia degli umani, ma solo di quelli buoni.
Capita così che non di rado il turista attento possa vedere per esempio Tonno Maronno fare le piroette come un delfino per la gioia dei visitatori o sentire la tartaruga Alex cantare canzoncine dello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/mar-frollo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-355" title="mar-frollo" src="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/mar-frollo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>I pesci che abitano il <strong>Mar Frollo</strong> sono pesci socievoli, che amano i bambini e la compagnia degli umani, ma solo di quelli buoni.</p>
<p>Capita così che non di rado il turista attento possa vedere per esempio <strong>Tonno Maronno</strong> fare le piroette come un delfino per la gioia dei visitatori o sentire la tartaruga Alex cantare canzoncine dello Zecchino d’oro per i bambini che fanno il bagno.</p>
<p>Il principe del Mar Frollo, il saggio <strong>Nuccio</strong> &#8211; cavaluccio marino &#8211; mantiene in armonia i suoi sudditi sempre facendosi ben volere.<span id="more-354"></span></p>
<p>Solo uno degli abitanti del Mar Frollo &#8211; durante l’estate della sabbia &#8211; passò un lungo periodo di tristezza e depressione perché non molto amata dai bambini.</p>
<p>Il suo nome è Manuela e di professione è una medusa.</p>
<p>Lei ha studiato da maestra e ama molto i piccoli umani e le loro avventure, purtroppo però la natura l’ha resa pericolosa al tocco e anche se non se ne accorge, finisce sempre per ferire con il suo corpo il piccolo malcapitato di turno.</p>
<p>Quindi, durante la calda estate di quell’anno, passò molto tempo standosene in disparte, invisa ai bambini e ai loro genitori che &#8211; se solo tentava di avvicinarsi &#8211; la minacciavano con sacchettini di plastica per imprigionarla.</p>
<p>Manuela divenne così molto triste, smise di mangiare e passò vari giorni dentro alla sua casa, nel cuore delle montagne rocciose marine, a piangere disperata.</p>
<p>Il principe Nuccio incaricò perfino il <strong>dottor Spugna</strong>, famoso dottore e psicologo, di aiutarla, ma nemmeno la sua bravurà riuscì a liberarla di tutte quelle lacrime che causavano onde altissime dentro al Mar Frollo.</p>
<p>Finchè un giorno, in lontananza, non arrivo una barca tutta colorata. Sopra alla barca viaggiava <strong>Frollina</strong>, una bimbetta simpatica e magrina come un’acciughetta, dai capelli scarmigliati e i grandi occhi nocciola.</p>
<p>Frollina era la figlia di <strong>Tinozzo</strong>, un famoso capitano di navi italiano, che aveva deciso di fare il giro del mondo con la sua famiglia a bordo della loro imbarcazione.</p>
<p>Tinozzo quando aveva scoperto che a largo di <em>Froufroulandia</em> c’era un Mare che si chiamava come la sua bambina, aveva voluto andare a vedere cotanta meraviglia.</p>
<p>La piccola Frollina salutava con la manina, felice di essere arrivata in un posto nuovo, lei che amava moltissimo i viaggi e vedere posti sconosciuti.</p>
<p>Fece subito un bel bagno in compagnia di tutti i pesci. Strinse amicizia con Maronno e passò molto tempo a raccontare del suo amico Manolo &#8211; un coniglio molto avventuroso &#8211; al principe Nuccio che quando arrivava sollevava sempre un gran polverone con i suoi zoccoli marini.</p>
<p>Mentre Frollina osservava il tonno Maronno e i grissini ormai amici dei pesci che ballavano una polca chinata alla bolognese con triplo carpiato in aria, si accorse di qualcuno che spiava il tutto da dietro un’alga.</p>
<p>Era Manuela.</p>
<p>Frollina fece per avvicinarci e lei si nascose ancora di più, pur curiosa di questa bambina appena arrivata.</p>
<blockquote><p>chi sei tu che ti nascondi? perché non vieni a giocare con noi? i grissini stanno raccontando delle barzellette sporche e intanto Nuccio fa ginnastica saltando agli ostacoli, perché non ti unisci alla nostra allegra combriccola?</p></blockquote>
<p>Spugna cercò di spiegare a Frollina il problema, ma lei che è un tipo di bimba molto socievole continuò a fare <em>ciaociao</em> con la manina, non demordendo dall’intento di coinvolgere la triste Manuela.</p>
<blockquote><p>Io credo che non mi succederà nulla se ti avvicini &#8211; le diceva la bambina &#8211; basta solo che tiri un bel respiro e che mantieni il controllo. Tu devi pensarci alle tue papille pizzichine, concentrati sul fatto che devono rimanere lì a dormire e vedrai che puoi avvicinarti e non mi succederà nulla!</p></blockquote>
<p>Manuela che non aveva mai visto la cosa da questo punto di vista rimase un attimo bloccata, ma poi, incitata da tutti i suoi amici pesci, come se fossero allo stadio del calcio, titubante si avvicinò a Frollina, ripetendosi che le sue papille pizzichine dovevano rimanere buone e che lei poteva convincere il proprio corpo a essere bravo.</p>
<p>Frollina allungò una manina e afferrò uno dei filamenti trasparenti e bellissimi di Manuela la quale continuava a dirle ” Stai attenta! stai attenta! stai attenta!” ma non si fece nulla di male.</p>
<p>Ballarono insieme la polca chinata e entrambe si divertirono molto. Da tempo Manuela non rideva tanto!</p>
<p>Frollina verso la fine della giornata la guardò e le disse:</p>
<blockquote><p>perché tutti dicono iosonofattocosì perché hanno paura di accorgersi che basta volerlo e si può cambiare e invece è possibile smettere di pungere, è possibile anche dominare il proprio istinto!</p></blockquote>
<p>Frollina ripartì la mattina seguente insieme a papà Tinozzo e alla sua Panzamma sulla barca costruita dal nonno Tuttofare.</p>
<p>Nessuno la rivide più nel Mar Frollo ma adesso Manuela è felice e gli altri pesci non danno più per scontato quel che succederà durante la giornata.</p>
<p>Manuela è diventata una burattinaia e tutte le domeniche tiene meravigliosi spettacoli per i piccoli umani. Grazie alla quantità dei suoi filamenti può far recitare &#8211; da sola &#8211; almeno 15 burattini.</p>
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		<title>Mamme e blog: i titoli dei post</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 06:39:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[internet_for_mommies]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la rubrica Internet for mommies oggi voglio parlare di un argomento spesso sottovalutato ma di grande importanza: i titoli degli articoli del proprio blog.
Parliamo in tanti, i blog aumentano esponenzialmente ogni giorno e soprattutto quelli dedicati alla maternità sono in un momento di grande creatività e sviluppo.
Tutti e tutte vogliono dire la loro e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/mommy-blogger.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-317" title="mommy-blogger" src="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/mommy-blogger-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Per la rubrica <a href="http://www.mammablogger.net/tag/internet_for_mommies/">Internet for mommies</a> oggi voglio parlare di un argomento spesso sottovalutato ma di grande importanza: <strong>i titoli degli articoli</strong> del proprio blog.</p>
<p>Parliamo in tanti, i blog aumentano esponenzialmente ogni giorno e soprattutto quelli dedicati alla maternità sono in un momento di grande creatività e sviluppo.</p>
<p>Tutti e tutte vogliono dire la loro e lo fanno con qualità sempre maggiore.</p>
<p>Per ritagliarsi uno spazio nella blogomammasfera e assicurarsi di essere letti, bisogna quindi proporre <strong>argomenti freschi</strong> e farlo in una <strong>confezione gestibile</strong>.<span id="more-316"></span></p>
<p>Un blog deve essere chiaro, diretto, sincero.</p>
<p>I <strong>contenuti</strong> devono essere <strong>facilmente reperibili</strong> e la home page del sito deve dare subito un&#8217;idea di quello che si troverà all&#8217;interno dello stesso.</p>
<p>Gli articoli devono avere titoli riconoscibili e che rimandino immediatamente al tema.</p>
<p>Poesia e evocazione non sempre vanno d&#8217;accordo con una corretta semantica.</p>
<p>Titoli pertinenti hanno indubbi vantaggi. Riassumiamo quelli più importanti:</p>
<ul>
<li>fanno capire subito il cosa. Identificano in maniera univoca l&#8217;argomento e non fuorviano chi sta dando <a href="http://www.mammablogger.net/2008/12/18/aggregare-contenuti-per-leggere-il-maggior-numero-di-post-editoriale-3/">una scorsa rapida al suo aggregatore</a> per capire cosa vuole leggere nei 15 minuti di pausa dal lavoro;</li>
<li>migliorano l&#8217;indicizzazione dell&#8217;articolo sui motori di ricerca: se parlate di coliche gassose e intitolate il post &#8220;Quando mamma e papà non dormono a causa del mal di pancia di Paolino&#8221; avete meno possibilità di &#8220;Coliche gassose: rimedi e metodi per scongiurarle&#8221; di essere indicizzato in maniera più concorrenziale.</li>
</ul>
<div>Un altro consiglio che mi sento di dare alle potenziali blogger alla lettura è quello di indicare sempre, quando si scrive di eventi, le città a cui si fa riferimento, senza dare per scontato che se abitiamo a Milano, indicare solo la via possa essere utile.</div>
<div>Se stiamo segnalando uno spettacolo di burattini in Piazza Duomo, potremmo riferirci a Milano così come ad altre città della Penisola e i lettori che non conoscono il capoluogo lombardo potrebbero anche non capire di quale posto state parlando, sentendosi indubbiamente irritati.</div>
<div>Prevedete sempre che le cose scontate per voi non lo siano necessariamente per chi capita &#8211; magari per la prima volta &#8211; sul vostro blog!</div>
]]></content:encoded>
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		<title>I centri estivi per bambini &#8211; il parere delle blogger</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/07/13/i-centri-estivi-per-bambini-il-parere-delle-blogger/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 14:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[conciliazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi lavora lo sa. Non sempre è facile conciliare figli e lavoro in estate, quando asili e scuole chiudono.
In molte città sono nati molti tipi di centri estivi che cercano di venire incontro alle esigenze di tutti quei genitori che non possono permettersi una baby sitter o i cui nonni non sono disponibili.

Come testimonia questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi lavora lo sa. Non sempre è facile conciliare figli e lavoro in estate, quando asili e scuole chiudono.<a href="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/stivi1241086775.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-323" title="stivi1241086775" src="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/stivi1241086775-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>In molte città sono nati molti tipi di centri estivi che cercano di venire incontro alle esigenze di tutti quei genitori che non possono permettersi una baby sitter o i cui nonni non sono disponibili.</p>
<p><span id="more-321"></span></p>
<p>Come testimonia <a href="http://www.liaceli.com/2009/06/29/colonie_irritabili_breve_guida.html">questo post (molto ironico) di Lia Celi</a>, ne esistono davvero di tutti i tipi:</p>
<blockquote><p>Negli ultimi anni la scelta in città si è molto ampliata, e un genitore ha una vasta gamma di alternative, tutte più o meno costose, per togliersi di torno i pargoli alle otto del mattino e vederseli riconsegnare a pomeriggio totalmente lessi e catatonici. Ecco i tipi di centro estivo più gettonati.<br />
IL COMPETITIVO. “E’ caro, eh, ma lui si diverte un sacco, fa tutti gli sport”, cinguetta la mamma riminese, sempre ossessionata dallo spettro di un figlio ridotto a un piccolo Leopardi rachitico e malmostoso. La giornata passa fra tornei di nuoto, tennis e calcio, salvo due o tre volte alla settimana, quando i bambini vanno al mare, a fare gare di castelli di sabbia, di biglie e di rubabandiera: ciù che farti degli amici, conosci un sacco di concorrenti. Costa come una vacanza studio in Inghilterra, con la differenza che quando lo vai a prendere il bambino è così stanco che non riesce nemmeno a parlare in italiano.<br />
IL CREATIVO. Ispirato a teorie pedagogiche progressiste, impegna i bambini nei più vari lavori manuali, dalla pittura su stoffa alla cucina, e se il sistema funziona con i ragazzi dei carceri minorili, funzionerà anche con i piccoli riminesi incensurati. Unico problema per mamme e papà, fingere quotidianamente smodato entusiasmo per i lavoretti che i bambini portano a casa tutti i giorni. Molti genitori, finita la stagione, rivendono i lavoretti dei figli come artigianato etnico, per recuperare almeno una piccola parte dell’ingente retta.<br />
IL PARROCCHIALE. Allestito nei locali della parrocchia, è piuttosto spartano, ma non c’è tanto bisogno di sofisticate attrezzature: terminate la preghiere della mattina e la prima session di canti, è già mezzogiorno e scatta la rissa per conquistare l’unico calciobalilla a disposizione. Nel pomeriggio, dopo la visione di una fiction registrata dalla Rai sui misteri di Fatima o sulle vicende di San Paolo, una botta di vita: si fa tutti insieme i compiti delle vacanze.<br />
LA NEW ENTRY. Nel dépliant distribuito in maggio prometteva piscina, campo da calcio e zona giochi. Disgraziatamente, i lavori sono andati a rilento, e finora le uniche strutture completate sono il citato dépliant e un capannone surriscaldato a ridosso della Statale, ma grazie alla fantasia e all’entusiasmo degli animatori (almeno quelli che sopravvivono ai colpi di calore), i bambini si divertono un sacco, specie quando piove e il terreno intorno diventa un’arena perfetta per il catch nel fango. Alla fine del soggiorno, quando già cadono le foglie, il bambino riceve la maglietta e il berrettino con il logo del centro estivo “estate 2006” (quando era prevista l&#8217;inaugurazione).</p></blockquote>
<p><a href="http://theitalianmom.blogspot.com/2008/08/ne-bastano-2.html">The Italian Mom</a> sente il problema in maniera pressante e decide di scrivere una &#8220;lettera aperta&#8221; alla Gelmini con alcuni quesiti non banali:</p>
<blockquote><p>Lasciami citare i soliti paesi stranieri in cui le vacanze durano molto meno, non solo l’Inghilterra, ma ad esempio la Slovenia dove i mesi di vacanza sono 2. Ecco, 2 mesi sarebbero sufficienti. Non credo che i cervelli dei nostri pargoli sarebbero traumatizzati da soli 60 giorni di vacanza.</p>
<p>So che ci sono interessi turistici che impediscono di accorciare le vacanze. Albergatori e ristoratori che perderebbero fior di soldi se a giugno non avessero clienti assicurati. Ma perché d’estate i genitori che lavorano devono spendere soldi per piazzare i figli, tra <strong>centri</strong> <strong>estivi</strong>, che sono spesso dei parcheggi, o nonni recalcitranti che se li devono spupazzare al mare, quando ci sono delle strutture già rodate, le scuole appunto, che sarebbero dei <strong>centri</strong> <strong>estivi</strong> stupendi? Non mi azzardo a suggerire di farli andare a scuola in agosto, anche se negli Stati Uniti dopo ferragosto già si iniziano le lezioni, ma perché almeno non tutto il mese di giugno? Cosa ci sarebbe di tanto strano se anche gli studenti italiani andassero a scuola fino al 30 giugno? In 3 mesi un bambino riesce a dimenticare molto di ciò che ha fatto durante l’anno e giustamente le maestre li caricano di compiti per non ritrovarseli a settembre totalmente analfabeti, ma se invece che caricarli di compiti andassero avanti con il programma a scuola e poi facessero luglio e agosto di vacanze, con compiti più leggeri, non sarebbe già più che sufficiente?</p></blockquote>
<p><a href="http://mammaatroma.blogspot.com/2009/06/centri-estivi-guida-alla-scelta.html">Mamm@Roma</a> elabora una vera e propria guida alla scelta:</p>
<blockquote><p><span>Che fare? Come orientarsi tra le proposte e scegliere la soluzione più adatta?</span><br />
Non è facile, ma dopo diverse esperienze (non solo mie) mi sono fatta qualche idea in proposito, che vorrei condividere con voi.<br />
Sono <span>opinioni personali</span> e quindi opinabili, quindi criticate, commentate e suggerite trucchi, consigli e anche indirizzi.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.milanoperibambini.it/content/blogsection/6/343/">Milano per bambini</a> raccoglie e dedica una sezione a tutte le proposte nella città lombarda e l&#8217;offerta può essere integrata dai preziosi link offerti da <a href="http://www.radiomamma.it/news/estate_2009_le_proposte_del_comune">RadioMamma</a>.</p>
<p>Ogni città ha in generale un sito dedicato all&#8217;offerta comunale. Esistono inoltre numerosi campus che associano lo sport all&#8217;insegnamento della lingua inglese. A <strong>Bologna</strong> è sempre il prezioso Bimbibò a fornire tante informazioni. Come per esempio il <a href="http://www.bimbibo.it/article.php?sid=5663">campo solare Babyworld</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La blogomammasfera cresce ogni giorno: di concorsi e iniziative interessanti</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/07/13/la-blogomammasfera-cresce-ogni-giorno-di-concorsi-e-iniziative-interessanti/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 13:31:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[mommyblogging]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[concorsi_online]]></category>
		<category><![CDATA[iniziative_benefiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Non riesco a stare più dietro alla montagna di iniziative, mail, comunicati stampa e segnalazioni che mi arrivano. Per ciò mi scuso, tra l&#8217;altro, con chi me le fà.
La sensazione è che ogni giorno la blogomammasfera cresca, si espanda e prenda sempre più spazio nell&#8217;attenzione dei Media e di chi si occupa del settore.
Segnalo le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/agenda.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-313" title="agenda" src="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/agenda-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Non riesco a stare più dietro alla montagna di iniziative, mail, comunicati stampa e segnalazioni che mi arrivano. Per ciò mi scuso, tra l&#8217;altro, con chi me le fà.</p>
<p>La sensazione è che ogni giorno la blogomammasfera cresca, si espanda e prenda sempre più spazio nell&#8217;attenzione dei Media e di chi si occupa del settore.</p>
<p>Segnalo le iniziative più interessanti (a mio avviso). Forse poi qualcuna me la sto dimenticando.</p>
<p><span id="more-312"></span></p>
<h3>Aiuto per le mamme nel sud del mondo</h3>
<p>Di Pangea Fondazione <a href="http://www.mammablogger.net/2009/06/04/mam-et-mom-quando-la-blogosfera-si-riproduce/#more-300">avevo già parlato</a>. Si tratta di</p>
<blockquote><p>un’organizzazione no profit che dal 2002 lavora per <span class="evidenziato">favorire condizioni di sviluppo economico e sociale delle Donne e delle loro famiglie attraverso strumenti quali: l’istruzione, l’educazione ai diritti umani, la formazione professionale, l’educazione igienico-sanitaria e alla salute riproduttiva e la micro finanza, per la creazione di attività generatrici di reddito.</span></p></blockquote>
<p><a href="http://www.pangeaonlus.org/SostieniUnaMamma/">Sostieni una mamma, sostieni il futuro</a> è un minisito creato per dare modo a tutti di contribuire attivamente e diffondere le iniziative di Pangea.</p>
<p>Dal sito si può:</p>
<ul>
<li>scaricare il <strong>salvadanaio</strong> da posizionare in ufficio per raccogliere fondi per la campagna</li>
<li>diventare una <a href="http://www.pangeaonlus.org/SostieniUnaMamma/index.php/pangea-delle-mamme/diventa-mamma-ambasciatrice">mamma ambasciatrice</a> e sostenere una mamma promuovendo le iniziative in corso</li>
<li>leggere <a href="http://www.pangeaonlus.org/SostieniUnaMamma/index.php/sostieni-una-mamma/storie-di-mamme">le storie delle mamme del sud del mondo</a></li>
</ul>
<h3>Mamma naturale &#8211; il concorso</h3>
<p><a href="http://www.naturalmentemamma.org/sito/?cat=1">Naturalmente mamma</a> ha l&#8217;obiettivo di raccogliere le testimonianze delle mamme. Cosa vuol dire essere una mamma naturale? Ognuna dà a questa domanda una risposta diversa e per ognuna c&#8217;è un modo totalmente personale di essere madre spontaneamente. Ecco <a href="http://www.naturalmentemamma.org/sito/?page_id=4">come si definisce il progetto</a>:</p>
<blockquote><p>Naturalmentemamma.org è il sito dedicato a tutte le quasi mamme e neomamme che vivono l’avventura dell’attesa e della nascita tra impegni, gioie, aspettative, paure e dubbi con la naturalezza che solo una mamma può avere!</p>
<p>Naturalmentemamma.org <strong>cerca “mamme naturali”</strong> che vogliano condividere la propria esperienza e le proprie domande con tante altre quasi mamme e neomamme della community.</p></blockquote>
<h3>Per chi si occupa di infanzia e ha un&#8217;attività da pubblicizzare</h3>
<p><a href="http://www.infanzia.biz/">Infanzia.biz</a> è:</p>
<blockquote><p>il punto di incontro tra gli operatori del mondo dell’infanzia. Da chi si occupa di educazione negli asili e nelle scuole dedicate all’infanzia, a chi produce e distribuisce servizi e prodotti dedicati ai bambini e ai genitori e all&#8217;educazione infantile.</p>
<p>Il tutto organizzato per regione e provincia, dove puoi trovare l&#8217;operatore che risponde alle tue esigenze. Le categorie sono Asili Nido, Aprire un Asilo Nido, Baby Parking, Fornitori per Asili Nido, Ludoteche, Prima Infanzia e Scuole per l’Infanzia.</p></blockquote>
<blockquote></blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Bambini prematuri: parla Silvia Mobili, mamma di Riccardo nato alla 27ma settimana</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/07/06/bambini-prematuri-parla-silvia-mobili-mamma-di-riccardo-nato-alla-27ma-settimana/</link>
		<comments>http://www.mammablogger.net/2009/07/06/bambini-prematuri-parla-silvia-mobili-mamma-di-riccardo-nato-alla-27ma-settimana/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 10:02:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[genitorialità]]></category>
		<category><![CDATA[parto]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[mamme_blogger]]></category>
		<category><![CDATA[prematuri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mammablogger.net/?p=310</guid>
		<description><![CDATA[Li ho conosciuti in occasione di Senigallia 2.0. Sono una famiglia splendida e Riccardo soldo di cacio è un bambino dagli occhi e il sorriso davvero grandi. Mi hanno colpito. Parlare con Silvia Mobili, mamma e blogger, è stato per me illuminante sulla forza e il coraggio che possono tirare fuori dei genitori quando di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/prematuro.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-332" title="prematuro" src="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/prematuro-150x133.jpg" alt="" width="150" height="133" /></a>Li ho conosciuti in occasione di <a href="http://senigallia2punto0.wordpress.com/">Senigallia 2.0</a>. Sono una famiglia splendida e <a href="http://www.soldodicacio.com">Riccardo soldo di cacio</a> è un bambino dagli occhi e il sorriso davvero grandi. Mi hanno colpito. Parlare con <strong><a href="http://www.mammenelcaos.splinder.com/">Silvia Mobili</a></strong>, mamma e blogger, è stato per me illuminante sulla forza e il coraggio che possono tirare fuori dei genitori quando di mezzo c&#8217;è la sopravvivenza del figlio.</p>
<p>Poi puoi scegliere di farlo con angoscia o con positività. Silvia e suo marito hanno scelto di farlo condividendo la loro esperienza perché ne venisse fuori qualcosa di buono anche per altri che ci stavano o sarebbero passati.</p>
<p>Dunque ho intervistato Silvia. Che oltre a raccontare la storia di una mamma figlia di un figlio prematuro, offre anche <strong>un sacco di link utili</strong> per quanti ci passano quotidianamente. Risorse per sentirsi meno soli, per condividere la propria esperienza e per arrivare in fondo al tunnel.</p>
<p>Lascio a lei la parola. Io la ringrazio.<span id="more-310"></span></p>
<blockquote><p>Riccardo è nato alla <strong>27esima settimana</strong>. Non pesava neanche un chilo ma ha avuto la forza di piangere, un pianto piccolo piccolo, che io non ho neanche sentito..me lo ha detto l&#8217;anestesista aggiungendo anche che era positivo.<br />
Al parto prematuro ero preparata da tempo..perchè in realtà i bambini che aspettavo erano due e si sa, i gemelli nascono quasi sempre in anticipo. Ma al quarto mese <strong>mi hanno diagnosticato la trasfusione feto-fetale</strong>. Uno cresceva troppo, l&#8217;altro poco, di urgenza sono stata operata al Buzzi di Milano dove hanno scollegato i vasi sanguigni che collegavano le due sacche..Sembrava tutto riuscito, invece alla morfologica ho scoperto che uno dei due bimbi non ce l&#8217;aveva fatta..da qui infezione e parto prematuro dopo 10 giorni di ricovero ferma a letto.<br />
Mi ricordo che poco prima di entrare in sala operatoria ero sola sul lettino, ho guardato la pancia e mi sono rivolta al mio Riccardo: &#8220;amore, la mamma ora non puo&#8217; più aiutarti, starai meglio fuori che dentro, ora tocca a te&#8221; e lui mi rispose con un calcetto, come per dire: &#8220;Mamma, ci penso io&#8221;.</p>
<p>Sono stati 78 giorni di ospedale..lunghi..duri..insostenibili. Difficile da far capire..Non ti può aiutare nessuno perchè <strong>vivi con la consapevolezza che tuo figlio potrebbe lasciarti da un momento all&#8217;altro soprattutto quando si trova in T.I.N &#8211; in terapia intensiva</strong>.</p>
<p>Ti affidi ad estranei per la sua salvezza e l&#8217;unica cosa che puoi fare è mettere una mano attraverso l&#8217;oblò e accarezzarlo cercando di non toccare tutti quei fili cui la sua vita è legata.</p>
<p>Ogni ospedale ha le sue regole..c&#8217;è chi praticamente non ti fa entrare quasi mai, chi invece ha orario flessibile e addiritura una sala doccia per le mamme o una saletta per riposare.. C&#8217;è chi mette a disposizione uno psicologo,  chi invece ti dice chiaramente: &#8220;noi salviamo tuo figlio, non abbiamo energie da sprecare con te&#8221; come dire, a livello psicologico cavatela da sola.. A me è successo questo..me la sono cavata da sola, anzi, grazie a Dio con mio marito. Ogni giorno 180 km &#8211; perchè noi siamo di Civitavecchia, Riccardo è nato all&#8217;Ospedale Villa S.Pietro Fatebenefratelli di Roma &#8211; per cercare di stare vicino a Riccardo più quanto possibile. Si poteva entrare dalle 15 alle 20 &#8211; con una pausa dalle 17 alle 18 (ora delle pulizie) ma non era quasi mai così..Quando c&#8217;erano emergenze stavi fuori, non potevi entrare, aspettavi..e tante volte è capitato di stare davanti a quella porta dalle 15 e poter entrare solo verso le 20 per un saluto di un minuto.. ma peggio era quando magari l&#8217;emergenza poteva essere tuo figlio&#8230;.</p>
<p>E&#8217; snervante anche il rituale della &#8220;vestizione&#8221;..togliere la fede, mettere il camice verde sterile, le babbucce verdi, il berretto verde..entrare nel lungo corridoio dove vedi anche le altre due salette..quelle di subtin e patologia (dove man mano la terapia diventa meno intensiva e quindi l&#8217;uscita di tuo figlio piu&#8217; vicina)..<br />
La prima cosa che fai, quando entri in T.I.N.  è guardare il monitor con i valori di tuo figlio..poi parli con i medici..alcuni piu&#8217; disponibili, altri meno..Quando chiedi del peso e senti che è cresciuto c&#8217;è chi ti dice: &#8220;sì, ma non è importante quello&#8221;&#8230; Perchè scopri che importante è come respira&#8230;quanto ossigeno c&#8217;è nell&#8217;incubatrice..Poi c&#8217;è l&#8217;orrendo suono dell&#8217;allarme, di quando i valori scendono e l&#8217;infermiere interviene perchè qualcosa non va.. Solitamente nella saletta ci sono altre incubatrici e così dividi la sofferenza, l&#8217;attesa, le speranze con altri genitori..L&#8217;aiuto più grande è sicuramente questo confronto quotidiano, il dolore più atroce è vedere quando invece un piccolo compagno di viaggio nn ce l&#8217;ha fatta&#8230; La gioia più grande è quando abbracci per la prima volta tuo figlio, anche se in mezzo a tanti fili e per pochi minuti..anche quando questo succede dopo 40 giorni che è nato&#8230;.E io mi ricordo le lacrime che sono scese lente e gli hanno bagnato la testolina&#8230;</p>
<p>Entri in un mondo che non pensavi che avresti mai conosciuto, la tua quotidianità è scandita dagli orari..quello in cui puoi chiamare per sapere come ha passato la notte tuo figlio e dove ricevi spesso la solita  risposta: STABILE.. &#8211; una parola che può essere meravigliosa &#8211; ..poi gli orari della visita..In tutto questo c&#8217;e&#8217; la vita di sempre..l&#8217;alzarsi, farsi la doccia, pagare le bollette, mangiare..abitudini che svolgi come automa&#8230; e poi c&#8217;e&#8217; la notte..il momento prima di addormentarti,  con un senso di vuoto enorme.. con le lacrime ..e con le domande che ti poni: perchè a me? Cosa ho fatto io per dover sentire questa ferita nel cuore?&#8230;</p>
<p>E i giorni scorrono..e arrivano quelli terribili in cui ti prendono da una parte e ti dicono che è un brutto momento, che tuo figlio ha avuto una brutta infezione (le infezioni sono all&#8217;ordine del giorno, possono essere superabili, possono essere letali..) e quelli in cui invece entri e scopri che tuo figlio è passato alla terapia meno intensiva..fino poi a sentirti dire quello che una madre di prematuro attende: &#8220;Signora, domani porti dei vestitini..che passa in patologia&#8221;  ..vestitini così minuscoli che non si trovano neanche&#8230;che quando glieli metti per la prima volta vanno oltre le sue manine..quegli abitini che la sera prima stiri e stiri (ti sembra che non vengano mai bene!) con un amore infinito!</p>
<p>E poi l&#8217;arrivo a casa..con una gioia immensa..sapendo di aver vissuto due nascite di tuo figlio&#8230;<br />
Una cosa che non ti dicono è che la fatica spesso la senti quando tutto è finito.. Un senso di prostrazione&#8230; un tracollo. Il consiglio che posso dare: chiedere aiuto, gridare a tutti la rabbia accumulata nei giorni trascorsi in ospedale. Non vergognarsi mai, di nessuna sensazione. E&#8217; un percorso che va fatto, che è naturale. Cercate di entrare in contatto con chi ha vissuto prima di voi questa esperienza. Confrontarsi è la parola d&#8217;ordine, vi accorgerete che le vostre paure, le vostre tensioni sono uguali a quelle di tanti altri.. Questo vi aiuterà.</p>
<p><strong>Quando è nato Riccardo sono vissuta di Internet</strong>..ho cercato tutte le storie possibili, simili a quella di mio figlio, ho letto tutte le statistiche di sopravvivenza, le cure, cosa aspettarsi dopo..C&#8217;era poco ma quel poco l&#8217;ho &#8220;succhiato&#8221; tutto, l&#8217;ho riletto tante di quelle volte da impararlo a memoria..Ed è anche per questo che ho pensato di realizzare un sito con la storia di Riccard: <a href="http://www.soldodicacio.com"> www.soldodicacio.com</a>.</p>
<p>Un po&#8217; l&#8217;ho fatto per me (meglio di una seduta da un terapeuta), un po&#8217; per cercare di aiutare chi stava vivendo il mio stesso tormento&#8230;</p>
<p><strong>Tra i primi siti che sono andata a vedere:</strong></p>
<p><a href="http://www.24settimane.it/">http://www.24settimane.it/</a> la storia di una bimba nata a 24 settimane, il padre ha raccontato la sua avventura e con lui poi è nata una collaborazione. Lui ha ideato il portale dedicato ai prematuri in cui sono tra le modertrici (<a href="http://www.prematuri.com">www.prematuri.com</a>)</p>
<p>Qui ci confronta, diamo informazioni ai genitori, ci supportiamo e diamo conforto a chi ne ha bisogno.</p>
<p>Un altro sito che ho divorato: <a href="http://www.manolito.it/ ">http://www.manolito.it/ </a><br />
Un altro ancora: <a href="http://www.sarah.it/homepage.htm">http://www.sarah.it/homepage.htm</a></p>
<p>Interessante anche la sezione <strong>sui prematuri de il Mondo dei gemelli</strong>: <a href="http://www.ilmondodeigemelli.org">http://www.ilmondodeigemelli.org</a></p>
<p>Altri siti interessanti, cresciuti praticamente insieme al mio, da cui avere conforto: <a href="http://www.annacensi.it/ ">http://www.annacensi.it/ </a><br />
<a href="http://www.danielenegro.it/">http://www.danielenegro.it/</a></p>
<p>Una volta a casa per seguire le curve di crescita dei prenmaturi c&#8217;è un sito interessante: <a href="http://www.dottorbedendo.it/crescita_curve_prematuri_1500.htm">http://www.dottorbedendo.it/crescita_curve_prematuri_1500.htm</a></p>
<p>Per avere informazioni generali: <a href="http://www.prematuri.it/">http://www.prematuri.it/</a></p>
<p>Le  <strong>Associazioni</strong> cui chiedere  aiuto stanno aumentando in tutta Italia, ci sono anche dei numeri telefonici:<br />
<a href="http://www.piccinopiccio.it/">http://www.piccinopiccio.it/</a><br />
<a href="http://www.associazione-coccinelle.it/">http://www.associazione-coccinelle.it/</a><br />
<a href="http://www.colibri-onlus.org/">http://www.colibri-onlus.org/</a><br />
<a href="http://www.associazionelilliput.it/index.htm">http://www.associazionelilliput.it/index.htm</a><br />
<a href="http://www.anavi.it/">http://www.anavi.it/</a><br />
<a href="http://www.associazionepulcino.it/">http://www.associazionepulcino.it/</a></p>
<p>Ci sono poi siti in cui si parla delle <strong>malattie cui i bambini pre-termine</strong> possono andare incontro:<br />
<a href="http://www.rop.it/">http://www.rop.it/</a> sulla <strong>retinopatia del prematuro</strong><br />
<a href="http://www.amicineonatologia.org/Approfondimenti.pdf">http://www.amicineonatologia.org/Approfondimenti.pdf</a> sulle partologie in generale<br />
<a href="http://www.meriter.com/living/preemie/">http://www.meriter.com/living/preemie/</a> in inglese</p></blockquote>
<p>Silvia ha appena aperto un nuovo blog: <a href="http://www.mammenelcaos.splinder.com/"><strong>http://www.mammenelcaos.splinder.com/</strong></a></p>
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		<title>Il progetto Blogstorming di Genitori crescono</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/06/17/il-progetto-blogstorming-di-genitori-crescono/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 09:04:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[mommyblogging]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[mamme_blogger]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[La BlogoMammaSfera pullula di idee e iniziative. Il tentativo di fare gruppo e dare un ordinamento alla grande quantità di buoni contenuti che circolano sembra essere diventato prioritario. Oltre a questo blog esistono iniziative diverse ma che hanno lo stesso obiettivo.
E dopo il BlogCaffè di VereMamme che è:
il luogo dove ognuno può contribuire con un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/blogstorming_banner.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-334" title="blogstorming_banner" src="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/blogstorming_banner-150x133.jpg" alt="" width="150" height="133" /></a>La BlogoMammaSfera pullula di idee e iniziative. Il tentativo di fare gruppo e dare un ordinamento alla grande quantità di buoni contenuti che circolano sembra essere diventato prioritario. Oltre a questo blog esistono iniziative diverse ma che hanno lo stesso obiettivo.</p>
<p>E dopo il <a href="http://www.veremamme.it/veremamme-blogcafe/">BlogCaffè di VereMamme</a> che è:</p>
<blockquote><p>il luogo dove ognuno può contribuire con un suo post o un commento su un argomento proposto da noi, creando così il nostro indice di blogger epunti di vista.</p></blockquote>
<p>Nasce il progetto <a href="http://genitoricrescono.com/blogstorming/">Blogstorming</a> di <a href="http://genitoricrescono.com/">Genitori Crescono</a>.<span id="more-305"></span></p>
<p>La differenza ce la facciamo spiegare direttamente da una delle sue ideatrici: <strong>Serena</strong></p>
<blockquote><p>Può succedere che <a href="&lt;a href=&quot;http://piattinicinesi.blogspot.com/2009/03/cosa-ci-insegnano-gli-uomini.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;">PiattiniCinesi </a>scriva un post su Cosa ci insegnano gli uomini e <a href="&lt;a href=&quot;http://desian66.blogspot.com/2009/03/cosa-ci-insegnano-le-donne.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;">Desian</a> gli risponda per le rime. Oppure che La Staccata intervenga su <a href="&lt;a href=&quot;http://www.momcamp.it/2009/05/26/blog-mammeschi/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;">un blog collettivo</a> parlando a modo suo di Blog mammeschi generando un putiferio di commenti e <a href="&lt;a href=&quot;http://mammaincorriera.blogspot.com/2009/05/marion-cunningham-forever.html target=&quot;_blank&quot;&gt;">Mamma in Corriera</a> scriva una riflessione sul suo blog Marion Cunnigham forever.<br />
Ogni giorno assisto al <strong>meraviglioso dialogo aperto tra i blog </strong>che visito più o meno regolarmente.<br />
Una partita di tennis continua in cui la palla rimbalza da uno spazio personale all&#8217;altro, portandosi dietro un carico di esperienze, opinioni, idee di cui si arricchisce strada facendo. E di questo possiamo leggere e beneficiare tutti.<br />
Sono <strong>dialoghi che nascono spontaneamente</strong>, senza forzature. Conversazioni rilassate. Di quelle che fai comodamente seduto sul divano di casa tua, con le pantofole ai piedi, nel linguaggio di &#8220;famiglia&#8221;, quello che usiamo ogni giorno nella quotidianità del proprio blog. E per questo è più prezioso. Perchè sul proprio blog ci si sente di dire quello che si vuole e come si vuole. Perchè li le regole le facciamo noi. E&#8217; diverso il partecipare ad un blog collettivo, in cui magari, per quanto alcuni riescano a renderlo accogliente, non ci si sente veramente a casa, non si conoscono gli ospiti fissi, si parlano lingue diverse con la paura di essere mal&#8217;interpretate.<br />
A casa propria c&#8217;è il contesto che aiuta. Quello che diciamo nelle brevi battute di un post è circondando da molto altro. E&#8217; l&#8217;insieme che ci caratterizza. L&#8217;ambiente che crea la spontaneità e la libertà di parlare liberamente.</p>
<p>Mi chiedo quanti di questi dialoghi spontanei mi perdo.<br />
Mi immagino uno spazio in cui raccogliere tutto ciò senza perdere l&#8217;esperienza di entrare nel blog di qualcun&#8217;altro e venire accolti calorosamente con la sensazione di trovarsi immediatamente tra amici.</p>
<p><strong>Mi immagino il Blogstorming.</strong></p>
<p>Uno spazio in cui si può dire tutto quello che passa per la testa, proprio come un brainstorming. In cui non c&#8217;è nulla di giusto o sbagliato. In cui non ci siano regole da seguire, perchè ognuno quello che pensa lo dice a casa propria, sul proprio blog. Dove la fa da padrone.</p>
<p>Noi di genitoricrescono abbiamo voluto creare proprio questo spazio.<br />
Perchè un blog ha senso se è uno scambio di idee, esperienze, pareri e conoscenze.<br />
Perchè più siamo più cose pensiamo.<br />
Perchè i blog sono amici prima che diventino amiche le persone che li scrivono.<br />
Perchè su ogni argomento un punto di vista è sempre troppo poco.<br />
Perchè più ci si sposta dai propri punti di partenza, più si cresce.<br />
Perchè chi legge un blog vuole conoscere le opinioni degli altri.<br />
Perchè vogliamo permettere ai lettori di viaggiare da un blog all’altro, seguendo un filo conduttore.</p>
<p>Il blogstorming è un &#8220;ventilatore&#8221; che fa circolare idee fresche tra i blog!<br />
Scrivendo sul proprio blog ci si sente liberi di affrontare il tema comune in modo diretto o sfumato, serio o faceto, lungo o sintetico, aneddotico o saggistico&#8230; seguendo la “personalità” e lo stile del proprio blog, senza doversi adattare ad un altro contesto.<br />
Liberi anche di partire da un punto ed arrivare ad un altro. Pensiero in movimento.</p>
<p>Noi lo spazio lo abbiamo creato. Abbiamo aperto il coperchio di un contenitore senza pareti.<br />
Un progetto i cui confini sono solo quelli che vorremo dargli noi.<br />
Non resta che riempirlo di idee e opinioni.<br />
E per questo contiamo su di voi</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Mam et Mom: quando la blogosfera si riproduce</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/06/04/mam-et-mom-quando-la-blogosfera-si-riproduce/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 10:01:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[mommyblogging]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[barcamp]]></category>
		<category><![CDATA[mamme_blogger]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono viva. Non ho deciso di abbandonare questa &#8220;seconda casa&#8221; di Panzallaria. Ho avuto un periodo intenso e mi è stato difficile stare dietro a tutto.
Bon
Si riparte.
Cercherò di postare almeno una volta alla settimana.
Per iniziare faccio alcune segnalazioni in area Mommyblogging. Ma ho già in cantiere un&#8217;interessante intervista per approfondire il tema dei bambini nati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/mom_blog.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-336" title="mom_blog" src="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/mom_blog-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Sono viva. Non ho deciso di abbandonare questa &#8220;seconda casa&#8221; di Panzallaria. Ho avuto un periodo intenso e mi è stato difficile stare dietro a tutto.</p>
<p style="text-align: left;">Bon</p>
<p style="text-align: left;">Si riparte.</p>
<p style="text-align: left;">Cercherò di postare almeno una volta alla settimana.</p>
<p>Per iniziare faccio alcune segnalazioni in area Mommyblogging. Ma <strong>ho già in cantiere un&#8217;interessante intervista per approfondire il tema dei bambini nati prematuri</strong>.</p>
<p>Iniziamo con le segnalazioni:</p>
<p><span id="more-300"></span></p>
<h3>Il <strong>23 maggio</strong> c&#8217;è stato il <a href="http://www.mammaamamma.com/">Mam</a></h3>
<p>Il Mam &#8211; ideato e organizzato da <a href="http://www.fattoremamma.com/">Fattore Mamma</a> e <a href="http://www.gruppo24ore.ilsole24ore.com/Public/IT/000_Home_Page/000_Home_Page_1_1_0_0_0.htm">Sole 24 ore</a> si è trattato di argomenti legati al rapporto tra maternità e lavoro, con un&#8217;attenzione particolare all&#8217;utilizzo delle nuove tecnologie e alle opportunità di inserimento nel Mercato delle donne con figli, grazie al web.</p>
<p>Per chi non avesse potuto partecipare ma fosse interessato ad ascoltare le interviste rilasciate dalle tante mamme blogger presenti, può trovare tutte le videointerviste all&#8217;indirizzo <a href="http://www.mammaamamma.com/category/video/">http://www.mammaamamma.com/category/video/</a></p>
<h3>Il 13 giugno c&#8217;è il <a href="http://www.momcamp.it/">Mom</a>camp</h3>
<p>Un evento simile e diverso (più in linea con la tradizione del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/BarCamp">Barcamp</a>) si terrà &#8211; sempre a Milano &#8211; il 13 giugno.</p>
<p>Ecco il blog dedicato dove leggere post, reperire informazioni e farsi un&#8217;idea di come si svolgerà il tutto:</p>
<p><a href="http://www.momcamp.it/">http://www.momcamp.it/</a></p>
<h3>Fondazione Pangea onlus</h3>
<p>Per finire, vorrei dedicare un paio di righe alla<a href="http://www.pangeaonlus.org/index.php"> Fondazione Pangea</a> che</p>
<blockquote><p>è un’organizzazione no profit che dal 2002 lavora per <span class="evidenziato">favorire condizioni di sviluppo economico e sociale delle Donne e delle loro famiglie attraverso strumenti quali: l&#8217;istruzione, l&#8217;educazione ai diritti umani, la formazione professionale, l&#8217;educazione igienico-sanitaria e alla salute riproduttiva e la micro finanza, per la creazione di attività generatrici di reddito.</span></p></blockquote>
<p>e all&#8217;ottima iniziativa <a href="http://www.pangeaonlus.org/main.php?liv1=comunicazione&amp;liv2=campagne&amp;liv3=2009_sostienimamma&amp;liv4=la_campagna">Sostieni una mamma. Sostieni il futuro</a>:</p>
<blockquote><p><strong>Con 300 Euro all’anno</strong> (82 centesimi al giorno!) le garantirai la possibilità di seguire dei <strong>corsi di alfabetizzazione, di educazione igienico-sanitaria</strong>, utili per conoscere metodi più efficaci per prendersi cura di se stessa e dei suoi bambini, riducendo problemi e malattie dovuti alla scarsa conoscenza delle norme igieniche di base e di un’alimentazione adeguata.<br />
Le darai l’opportunità di seguire <strong>un corso professionale</strong>, in sartoria ad esempio, che l’aiuterà, una volta <strong>ricevuto un microcredito</strong>, a iniziare un’attività economica.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come aiutare l&#8217;Abruzzo DA oggi</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/04/07/come-aiutare-labruzzo-da-oggi/</link>
		<comments>http://www.mammablogger.net/2009/04/07/come-aiutare-labruzzo-da-oggi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 08:48:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto_Abruzzo]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Sono vicina a tutti i lettori (e sono tanti) che mi leggono dal centro Italia e in special modo agli amici abruzzesi: a coloro che ci vivono e anche a coloro che &#8211; vivendo altrove &#8211; hanno parenti a cui rivolgere il pensiero.
Mi faccio portavoce anche io di un messaggio istituzionale che sta girando sui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p>Sono vicina a tutti i lettori (e sono tanti) che mi leggono dal centro Italia e in special modo agli amici abruzzesi: a coloro che ci vivono e anche a coloro che &#8211; vivendo altrove &#8211; hanno parenti a cui rivolgere il pensiero.</p>
<p>Mi faccio portavoce anche io di un messaggio istituzionale che sta girando sui principali Media e a cui bisogna dare ascolto: nell’ansia di aiutare le popolazioni colpite non lanciamoci in eroismi volontaristici, potrebbero fare peggio che stando fermi.</p>
<p>Per questo sottolineo l’importanza &#8211; per tutti coloro che fossero disponibili ad aiutare &#8211; di seguire le indicazioni delle organizzazioni e enti preposti. Qualunque atto volontaristico non coordinato potrebbe rischiare di non essere realmente un aiuto ma un impedimento ad una rapida ed efficace organizzazione affinchè si possano limitare al massimo i danni e le vittime.</p>
<p>L’Abruzzo va aiutato DA oggi. </p>
<p>Queste le recenti affermazioni di Berlusconi:</p>
<blockquote><p>«Le iniziative che si sono avviate per dare aiuto è meglio che non intervengano per il momento. Abbiamo ciò che serve ed è sufficiente. Gli aiuti potranno essere organizzati successivamente, ora potrebbero dare nocumento all’opera che già stiamo portando avanti e che ritengo tempestiva ed adeguata». </p></blockquote>
<p>Che significa (e per una volta dobbiamo ascoltarlo senza troppe contestazioni) che è tra una settimana che non dovremo dimenticarci dell’ Abruzzo.</p>
<p>Da parte mia, per il momento ho cercato di fare quello che mi riesce meglio.</p>
<p>Ho fatto un giro in Rete e per rendermi utile nel mio piccolino,  sintetizzo quello di cui ci potrebbe essere bisogno.<span id="more-298"></span></p>
<p> </p>
<p>FONDO SOLIDARIETA’</p>
<p>La <a href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/s2magazine/index1.jsp?idPagina=4">Caritas</a> ha istituito un Fondo Solidarietà. Una colletta a cui è possibile aderire facendo un versamento:</p>
<p>sul conto corrente postale numero 82881004 (Iban: IT77K0760103200000082881004) intestato a Caritas diocesana di Roma, specificando nella causale ‘Terremoto Abruzzo’, oppure tramite bonifico bancario Iban: IT13R0306905032000009188568. Anche la Caritas Ambrosiana ha lanciato una raccolta fondi: è possibile effettuare un versamento, specificando nella causale “Terremoto Abruzzo 2009″ sia sul conto corrente postale n. 13576228, sia sul conto corrente bancario IT16 P 0351201602000000000578, entrambi intestati a Caritas Ambrosiana Onlus.</p>
<p><strong>CROCE ROSSA</strong> - Per effettuare donazioni alla Cri si posso utilizzare i seguenti sistemi: Conto Corrente Bancario C/C bancario n° 218020 presso: Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati -Tesoreria &#8211; Via San Nicola da Tolentino 67 &#8211; Roma intestato a Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 &#8211; 00187 Roma. Coordinate bancarie (codice Iban) relative sono: IT66 &#8211; C010 0503 3820 0000 0218020. Causale “pro terremoto Abruzzo”. Conto Corrente Postale n. 300004 intestato a: «Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 &#8211; 00187 Roma c/c postale n° 300004 Codice Iban: IT24 &#8211; X076 0103 2000 0000 0300 004 Causale: Causale Pro Terremoto Abruzzo. È anche possibile effettuare dei versamenti online attraverso il sito web della Cri all’indirizzo:<a rel="nofollow" href="http://www.cri.it/donazioni.html" target="_blank"><span>http://www.cri.it/donazioni.html </span></a></p>
<p><a href="http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_06/numeri_utili_terremoto_protezione_civile_caritas_4f51904e-22b5-11de-9ce1-00144f02aabc.shtml">(fonte La Stampa online)</a></p>
<p> </p>
<p>sul sito della <a href="http://www.cri.it/">Croce Rossa</a>  trovate anche tutti i numeri per chiedere informazioni dirette che copio anche qui:</p>
<blockquote><p><strong>per informazioni: </strong></p>
<p><strong>Sala Operativa Nazionale di Legnano:</strong><br />
Tel: +39.0331.92.611</p>
<p><strong>Sala Operativa Regionale C.R.I </strong><br />
Tel: +39.066533623</p>
<p><strong>Operativo H24 Magazzino Centrale CRI</strong><br />
Via B.Ramazzini, 37 &#8211; 00151 Roma<br />
Tel: +39. 06.65741170<br />
Fax: +39. 06.65741215</p>
<p><strong>Croce Rossa Italiana &#8211; Donazioni Sangue </strong><br />
+39. 06.4759422<br />
+39. 335.57.62.928<br />
e-mail: <a href="mailto:sn.ds@cri.it">sn.ds@cri.it</a></p>
<p><strong>Ufficio Soccorsi e Sviluppo &#8211; Servizio IV Relazioni Internazionali</strong>:<br />
Tel: +39.06.4759 399<br />
Fax: +39.06.47.59.223<br />
mob. +39.366.664.97.07<br />
email: <a href="mailto:vittoria.peri@cri.it">vittoria.peri@cri.it</a></p>
<p><strong>Ufficio Stampa e Comunicazione C.R.I.: </strong><br />
Tel: +39.06.47.59.209 <br />
Tel: +39.06.47.59.283 <br />
Fax: +39.06.47.59.358<br />
e-mail: <a href="mailto:ufficio.stampa@cri.it">ufficio.stampa@cri.it</a></p></blockquote>
<p> </p>
<p><strong>POSTI LETTO</strong></p>
<p>Sul sito dell’<a href="http://www.udu.it/">Unione Universitari Italiani</a> è possibile scaricare il modulo di adesione per chi vive in zone limitrofe all’Abruzzo e può fornire posti letto e ospitalità agli sfollati.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.udu.it/images/disponibilita.doc">Modulo</a></li>
</ul>
<p>Su <a href="http://www.facebook.com/">Facebook</a> sta girando questo messaggio attraverso il copia incolla sui profili degli utenti:</p>
<blockquote><p><span class="UIIntentionalStory_Names"> </span>L’emergenza sangue è terminata. Ora hanno bisogno di posti letto. Chiunque avesse una struttura alberghiera o similare in Abruzzo (costa, collina) chiami lo 085 43 08 309. </p></blockquote>
<p><strong>CONSULENZA PEDIATRICA</strong></p>
<p><a href="http://quimamme.leiweb.it/mamma/news/articoli-2009/quimamme-l-abruzzo-20155621712.shtml">Quimamme</a> ha attivato un servizio gratuito di consulenza pediatrica:</p>
<blockquote><p><span>SOLO PER L’EMERGENZA ABRUZZO</span> <br />
Mettiamo a disposizione di quanti abbiano bisogno un numero verde gratuito. <br />
Chiamate l’<span>800863018</span>. Il pediatra Roberto Albani di Roma, consulente scientifico di Io e il mio bambino, risponderà alle mamme che desiderino un consiglio per i loro bambini <span>tutti i giorni dalle 10 alle 12</span>.</p></blockquote>
<p><strong>SOTTOSCRIZIONI</strong></p>
<p>Anche <strong>il gruppo Espress</strong>o parte con una sottoscrizione a cui è possibile contribuire: </p>
<p><a href="http://ilcentro.gelocal.it/dettaglio/il-centro-lancia-una-sottoscrizione-per-aiutare-i-terremotati/1614669?edizione=EdRegionale">http://ilcentro.gelocal.it/dettaglio/il-centro-lancia-una-sottoscrizione-per-aiutare-i-terremotati/1614669?edizione=EdRegionale</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Social Network: cosa sono?</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/04/01/social-network-cosa-sono/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 13:03:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[internet_for_mommies]]></category>

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		<description><![CDATA[Riprendo a scrivere (mi scuso anzi per la latitanza ma il lavoro e l&#8217;impresa teatrale mi hanno di molto assorbita!) unendo l&#8217;utile al dilettevole.
Mi spiego.
Per lavoro sto cercando fonti che raccontino in maniera facile che cos&#8217;è un social network e ho trovato due risorse che condivido con voi per la mia sezione Internet for mommies.
Si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riprendo a scrivere (mi scuso anzi per la latitanza ma il lavoro e<a href="http://www.panzallaria.com/category/teatro/"> l&#8217;impresa teatrale</a> mi hanno di molto assorbita!) unendo l&#8217;utile al dilettevole.</p>
<p>Mi spiego.</p>
<p>Per lavoro sto cercando fonti che raccontino in maniera facile <strong>che cos&#8217;è un social network</strong> e ho trovato due risorse che condivido con voi per la mia sezione <a href="http://www.mammablogger.net/tag/internet_for_mommies/">Internet for mommies</a>.<span id="more-296"></span></p>
<p>Si tratta di un <strong>video carino e divertente</strong> (in inglese ma compresibilissimo anche per chi non conosce bene la lingua) di <a href="http://www.commoncraft.com/">Common Craft</a> che racconta attraverso una serie di vignette animate quali siano i meccanismi che sottendono al social network. Sul loro sito, si possono trovare video simili che spiegano altre dinamiche del web 2.0 (Twitter, gli rss&#8230;).<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="260" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="id" value="VideoPlayback" /><param name="allowScriptAcess" value="sameDomain" /><param name="quality" value="best" /><param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /><param name="scale" value="noScale" /><param name="salign" value="TL" /><param name="FlashVars" value="playerMode=embedded" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/6a_KF7TYKVc&amp;rel=0" /><embed id="VideoPlayback" type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="260" src="http://www.youtube.com/v/6a_KF7TYKVc&amp;rel=0" wmode="transparent" flashvars="playerMode=embedded" salign="TL" scale="noScale" bgcolor="#FFFFFF" quality="best" allowscriptacess="sameDomain"></embed></object></p>
<p>Passo ad una serie di slides in Italiano, di <strong>Giuseppe Riva dell&#8217;Università Cattolica di Milano</strong>:</p>
<div id="__ss_593422" style="width: 425px; text-align: left;"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="Che Cos' è Un Social Network" href="http://www.slideshare.net/bepperiva/che-cos-un-social-network-presentation?type=powerpoint">Che Cos&#8217; è Un Social Network</a><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=che-cos-un-social-network-1221152462574403-8&amp;stripped_title=che-cos-un-social-network-presentation" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=che-cos-un-social-network-1221152462574403-8&amp;stripped_title=che-cos-un-social-network-presentation" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><span style="font-family: tahoma;">View more <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/bepperiva">Giuseppe Riva</a>.</span></div>
<p>Anche chi non ha dimestichezza con le Reti Sociali, grazie a queste risorse può tranquillamente sapere a cosa va incontro o approfondire ciò che usano i propri figli.</p>
<p>Perché è importante ricordare sempre che se i genitori vogliono avere consapevolezza di come usa il computer e Internet il proprio figlio devono <strong>prima di tutto colmare il digital divide</strong> che li separa da adolescenti cresciuti con gli indici &#8220;digitali&#8221;.  Internet e i social network non sono dei mostri cattivi pronti a irretirci tutti ma possono diventare davvero fonti di conoscienza e approfondimento, basta saperli usare nel modo migliore.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Di calzini spaiati e Radio: domani su Rai Radio 2 nelle vesti di Panzallaria</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/02/27/di-calzini-spaiati-e-radio-domani-su-rai-radio-2-nelle-vesti-di-panzallaria/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 09:59:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[mommyblogging]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Scusate la latitanza, ma come molti di voi sanno, mercoledì 25 febbraio per me è stato un giorno importante:
il mio blog Panzallaria è sbarcato a teatro in un monologo.
Io mi sono divertita moltissimo e pare che anche al pubblico bolognese l&#8217;esperienza sia piaciuta, tanto che ci auguriamo di partire per una bella turnèe in altre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate la latitanza, ma come molti di voi sanno, mercoledì 25 febbraio per me è stato un giorno importante:</p>
<p><a href="http://calzinospaiato.tumblr.com">il mio blog Panzallaria è sbarcato a teatro in un monologo.</a></p>
<p>Io mi sono divertita moltissimo e pare che anche al pubblico bolognese l&#8217;esperienza sia piaciuta, tanto che ci auguriamo di partire per una bella turnèe in altre città d&#8217;Italia: Milano, Trieste, Torino e forse Firenze.</p>
<p>Per la prima volta in vita mia sono stata fotografata, intervistata e ora anche invitata ad una trasmissione radiofonica su Radio Rai 2.</p>
<p>Parlerò del <strong>lato b della maternità</strong>, la mia personale e opinabile visione della maternità, quella che fà da filo rosso del mio primigenio e cazzarone blog <a href="http://www.panzallaria.com">Panzallaria.</a></p>
<p>Per chi volesse ascoltarmi, lo può fare sia alla radio che al computer (tramite pod cast) domani mattina dalle <strong>9.30 alle 10.30 circa su RADIO RAI 2.</strong></p>
<p>Sarò ospite di <strong>Federico Taddia</strong>, negli studi della trasmissione <a href="http://www.radio.rai.it/radio2/laltrolato/">L&#8217;altro lato</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Fifty-fifty, ovvero quando mamma e papà si dividono i compiti</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/02/20/fifty-fifty-ovvero-quando-mamma-e-papa-si-dividono-i-compiti/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 17:04:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[conciliazione]]></category>
		<category><![CDATA[genitorialità]]></category>
		<category><![CDATA[mommyblogging]]></category>
		<category><![CDATA[coinvolgimento_padri]]></category>
		<category><![CDATA[papà_blogger]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi su &#8220;Repubblica&#8221; un interessante articolo di Anais Ginori su quello che in America è diventato un vero e proprio movimento.
Tutto nasce da una mamma e papà che hanno elevato a sistema la suddivisione dei compiti in famiglia: 50% e 50%.
La mattina Marc e Amy si mettono a tavolino, fanno la lista delle cose da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/fiftyfifty.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-342" title="fiftyfifty" src="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/fiftyfifty-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Oggi su &#8220;<a href="http://www.repubblica.it">Repubblica</a>&#8221; un interessante articolo di<strong> Anais Ginori</strong> su quello che in America è diventato un vero e proprio movimento.</p>
<p>Tutto nasce da una mamma e papà che hanno elevato a sistema <strong>la suddivisione dei compiti in famiglia</strong>: 50% e 50%.</p>
<p>La mattina Marc e Amy si mettono a tavolino, fanno la lista delle cose da fare e se le dividono in modo equo e solidale: spesa, riunioni a scuola, pulizie di casa e tutto quello che potremmo definire menage familiare viene ripartito come in una vera e propria azienda.<span id="more-290"></span></p>
<p>Sono talmente contenti dell&#8217;esito di questa idea che hanno addirittura aperto un sito che sta facendo numerosi adepti: <a href="http://equallysharedparenting.com/">http://equallysharedparenting.com</a> e un blog <a href="http://equallysharedparenting.com/blogger.html">EquallyBlog</a> dove offrono spunti e consigli su come compilare la lista e agire in sintonia e accordo per spartire i compiti nel modo più funzionale possibile.</p>
<p>Si direbbe <strong>un vero e proprio manuale di sopravvivenza del genitor</strong>e manager che deve conciliare lavoro, famiglia e impegni legati al buon andamento della vita quotidiana.</p>
<p>Non tutti sono propensi alle liste e c&#8217;è chi &#8211; come una giornalista del Guardian, Viv Groskop &#8211; le trova abbastanza inquietanti e dopo un giorno passato condividendone una con il marito, ha deciso che non faceva per lei.</p>
<p>Di certo il problema della divisione dei lavori tra mamma e papà è all&#8217;ordine del giorno, soprattutto in Paesi come l&#8217;Italia dove siamo ancora molto indietro. In quante donne si fanno carico degli impegni familiari pensando che sia assolutamente normale fare in questo modo? Non so voi, ma la percezione culturale è tangibilmente spostata in una direzione univoca, almeno dalle mie parti.</p>
<p>La maggior parte delle mamme si fa carico di incastrare figli, impegni di lavoro, baby sitter, orari soffocati per gestire tutto come (parafraso un famoso momblog) se dovesse gestire i Piattini cinesi.</p>
<p>In poche si fermano a pensare che se alle 17 c&#8217;è una riunione di lavoro e contemporaneamente bisogna andare a parlare con la maestra di Paolino non è necessariamente che dobbiamo essere noi a fare i salti mortali ma bisogna trovare una soluzione coinvolgendo anche il papà.</p>
<p>Pochi padri, d&#8217;altra parte, la considerano una cosa normale.</p>
<p>E invece &#8211; e questa era la parte dell&#8217;articolo che mi è piaciuta di più &#8211; è proprio passando attraverso queste buone abitudini che si cambia un modo di pensare e si coltiva una mentalità che pone il rispetto per le donne, le madri e le sorelle in primo piano.</p>
<p>E in un periodo in cui ogni giorno si sentono storie strazianti di violenza sulle donne, partire da un&#8217;inversione culturale profonda può essere la risposta.</p>
<p>Ovviamente questo argomento ne richiama a se&#8217; molti altri: <strong>la suddivisione dei compiti passa anche dalla legislazione</strong> e come ben sappiamo i padri non sono molto invogliati ne&#8217; tutelati, anche quando vorrebbero contribuire maggiormente alla causa familiare.</p>
<p><a href="http://genitoricrescono.com/genitori-congedo-panoramica-congedi-parentali/">Gentori crescono</a> ha scritto un interessantissimo post dove presenta una panoramica esaustiva sui <strong>congedi parentali in Italia</strong> e bisogna ammettere che la situazione è davvero deprimente: anche quando il padre fa di tutto per essere presente e partecipe, usando al meglio i propri diritti, viene spesso ghettizzato sul posto di lavoro o addirittura deriso (fonte<a href="http://magazine.liquida.it/2008/10/27/congedi-parentali-perche-in-pochi-li-usano/"> mio articolo su Liquida</a>).</p>
<p><a href="http://www.maschileplurale.it/cms/index.php">Maschile Plurale</a> è un&#8217;associazione che si batte proprio per <strong>migliorare, aumentare e sensibilizzare</strong> al coinvolgimento dei padri nel sistema &#8220;famiglia&#8221; e non possiamo che applaudire ad un&#8217;iniziativa che per il momento è locale ma auspichiamo diventi nazionale: la civilizzazione e il rispetto delle donne parte da progetti come questo.</p>
<p>Per quanto riguarda le liste di Marc e Amy, forse non c&#8217;è bisogno di pianificare in maniera scientifica e basterebbe solo un po&#8217; di attenzione e buon senso.</p>
<p>Noi donne dobbiamo ricordarci &#8211; per prime &#8211; che il carico familiare e ogni impegno dei figli è responsabilità di entrambi i genitori e gli uomini dovrebbero cominciare a essere propositivi e flessibili a occupazioni che fino a poco tempo fa venivano considerate appannaggio unico delle donne.</p>
<p>E poi c&#8217;è l&#8217;educazione dei nostri figli. Non dimentichiamoci che fin da piccoli gli possiamo insegnare la parità e se Paolino gioca con le bambole non bisogna farne una tragedia o additarlo &#8211; colpevolizzandolo &#8211; a femminuccia, così come se Sofia fa &#8220;il maschiaccio&#8221;. I maschi viziati e maschilisti sono i figli di madri più maschiliste di loro.</p>
<p>Opere come il <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788860887528/Manuale_di_sopravvivenza_del_padre_contemporaneo/Gianni_Biondillo.html">Manuale di sopravvivenza del padre contemporaneo</a> di Severino Colombo sono allora delle lodevoli quanto rincuoranti iniziative editoriali che fanno ben sperare su un cambiamento che sarebbe ora che prendesse fortemente piede.</p>
<p><strong>Voi cosa ne pensate? com&#8217;è la situazione a casa vostra?</strong></p>
<p>Se ne discute anche su <a href="http://momblogitalia.ning.com">Momblogitalia</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un bravo papà: intervista a Riccardo di Bravibimbi.it</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/02/19/un-bravo-papa-intervista-a-riccardo-di-bravibimbiit/</link>
		<comments>http://www.mammablogger.net/2009/02/19/un-bravo-papa-intervista-a-riccardo-di-bravibimbiit/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 23:14:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[mommyblogging]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[papà_blogger]]></category>

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		<description><![CDATA[I papà blogger stanno prendendo sempre più consapevolezza del valore aggiunto che portano alla blogosfera ma soprattutto alla famiglia. Tra i tanti che si impegnano ogni giorno per offrire il punto di vista e il contributo dell&#8217;altra metà del cielo (questa volta il lato maschile della questione) c&#8217;è anche Riccardo che con la moglie gestisce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/logo_bravibimbi.gif"></a><a href="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/logo_bravibimbi.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-338" title="logo_bravibimbi" src="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/logo_bravibimbi-300x82.gif" alt="" width="300" height="82" /></a>I papà blogger stanno prendendo sempre più consapevolezza del valore aggiunto che portano alla blogosfera ma soprattutto alla famiglia. Tra i tanti che si impegnano ogni giorno per offrire il punto di vista e il contributo dell&#8217;altra metà del cielo (questa volta il lato maschile della questione) c&#8217;è anche Riccardo che con la moglie gestisce il blog/sito/forum <a href="http://www.bravibimbi.it/">Bravibimbi.it</a></p>
<p>L&#8217;ho intervistato, cercando di capire il suo punto di vista su conciliazione, paternità e importanza della Rete Sociale sui temi della genitorialità. Ho scoperto che il suo/loro sito ha un obiettivo tra i più lodevoli e cioé costituirsi come associazione per raccogliere fondi per i bambini meno fortunati.</p>
<p><span id="more-288"></span></p>
<p><strong> Com&#8217;è nata l&#8217;idea di bravibimbi.it e quali sono gli obiettivi di questo sito?</strong></p>
<blockquote><p>Quanto spazio mi lasci per rispondere?<br />
Il blog/sito è partito qualche mese prima che mia moglie partorisse la nostra Rebecca (che ora ha un anno).<br />
Volevamo semplicemente tenere un <strong>diario di bordo</strong> dove raccontarci per rileggerci in futuro.<br />
Poi ci siamo accorti che potevamo anche dare delle <strong>informazioni utili ad altre mamme</strong> raccogliendo il materiale trovato su riviste, parlando con il ginecologo o la pediatra di turno e facendoci aiutare da alcuni amici che operano nel settore.<br />
Preciso che <strong>il sito ha carattere divulgativo</strong> e non scientifico e che è sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia. Sembra una banalità ma non è così, visto la smania di informazioni che la gente cerca su Internet.<br />
Con il tempo i nostri post hanno cominciato a ricevere delle risposte e delle domande.<br />
Abbiamo visto che c&#8217;era <strong>molto coinvolgimento</strong> e abbiamo quindi cercato di allargare la cosa <strong>dando la possibilità ad altre mamme di tenere dei propri &#8220;diari&#8221;</strong>. Ad oggi siamo a quota 85 diari. Ognuno racconta una propria esperienza, quasi sempre unica e diversa dalla altre.<br />
Un ulteriore passo l&#8217;abbiamo fatto poi <strong>grazie al forum</strong> dove vengono discussi gli aspetti legati alla maternità e non solo, liberamente e senza filtri (basta usare la testa).</p>
<p>Se tutto va in porto, l&#8217;obiettivo di questo sito, che si basa sulla condivisione delle esperienze di mamma e papà, è diventato molto ambizioso: <strong>stiamo per costituirci &#8220;Associazione&#8221; per raccogliere fondi da dare in beneficienza ai bambini meno fortunati dei nostri</strong>.<br />
Abbiamo una serie di contatti privilegiati e vorremmo sfruttarli non a scopo di lucro ma per dare una speranza alle famiglie e ai piccolini che hanno degli occhi tristi a cui non si può rimanere indifferenti. E sono tanti.<br />
Qualcosa abbiamo già fatto e crediamo sia la strada giusta.<br />
Ah: no, non diventeremo mai un &#8220;Edoardo Costa&#8221; della situazione, su questo puoi contarci!</p></blockquote>
<p><strong>Cosa significa essere un papà blogger e quali sono i contributi al maschile che secondo te possono essere utili ai lettori?</strong></p>
<blockquote><p>Di papà blogger ce ne sono pochissimi. Sembra che <strong>il papà rimanga nascosto</strong>, tanto su Internet quanto a casa. Ho alcuni amici padri che in effetti&#8230;latitano.<br />
Per loro non sembra essere cambiato nulla.<br />
Scaricano molto sulla moglie e con il figlio stanno, se non escono con gli amici, la sera o il fine settimana se va bene.<br />
Parlo di esperienze personali, non voglio generalizzare.<br />
Il contributo maschile è&#8230; una visione diversa di come si vive la gravidanza &#8220;dall&#8217;esterno&#8221; e come si vive quando il figlio è venuto al mondo.<br />
E&#8217; una esperienza meravigliosa ma bisogna essere capaci di guardarsi dentro e dire: &#8220;Ok, non è più come prima. Qui si cambia tutto&#8221;. E non vuol dire che tutto cambi in peggio. Sicuramente all&#8217;inizio i sacrifici sembrano enormi ma poi ogni cosa trova una sua dimensione. Mi piacerebbe che i papà avessero il coraggio di tirare fuori il loro lato &#8220;femminile&#8221; e condividessero di più, anche online, quello che pensano e provano. Io, onestamente, mi sento una mosca bianca, che predicherà anche bene e razzolerà male ma&#8230; almeno ci provo.</p></blockquote>
<p><strong>Pensi che in Italia la conciliazione tra mamme-papà e lavoro al femminile funzioni bene? qual&#8217;è il tuo punto di vista?</strong></p>
<blockquote><p>No. <strong>Le donne sono penalizzate tantissimo</strong>. Mia moglie è stata penalizzata tantissimo. Le nostre amiche sono state penalizzate tantissimo. <strong>Non c&#8217;è flessibilità</strong>, non si dà importanza alla famiglia.<br />
Il discorso può cambiare solo quando i &#8220;capi&#8221; o il &#8220;datore di lavoro&#8221; hanno dei figli.<br />
In questo caso possono capire le nuove esigenze che si vengono a creare (&#8220;pronto? Sì la chiamo dall&#8217;asilo, sua figlia ha la febbre può venire subito a prenderla?&#8221;), altrimenti sembra che non ci arrivino proprio.<br />
Quante volte mi sono sentito dire: &#8220;Ma che faccia che hai, non hai dormito ieri notte? Cos&#8217;è, la bimba piangeva?&#8221;. Soprattutto il primo anno, che è un vero inferno, andrebbero concessi più permessi ai lavoratori dipendenti. Che poi non è nemmeno questo: quello che vorrei evitare sono i pensieri e gli sguardi di quelli che magari ti vedono uscire prima o puntuale dal lavoro e pensano: &#8220;Seee, mo&#8217; guarda questo, solo perché ha una figlia fa quello che vuole&#8221;. Forse è un problema culturale.<br />
Se dovessimo poi parlare della donna che, incinta o in procinto di, si mette a cercare lavoro, beh, qui si aprirebbe un buco nero&#8230;</p></blockquote>
<p><strong>Se dovessi dare un consiglio ai neopapà che ti leggono &#8211; quello che ti sta più a cuore &#8211; quale gli daresti?</strong></p>
<blockquote><p>Di stare il più possibile con i figli. Perché crescono inesorabilmente. Di farsi scivolare addosso i commenti degli amici: &#8220;Oh, ma dai, perché questa sera non vieni a farti una birretta anche tu?&#8221;, i problemi di lavoro e di godersi la famiglia. Di continuare a &#8220;costruire&#8221; qualcosa per poter stare, tutti insieme, sempre meglio.</p></blockquote>
<blockquote><p><strong> 3 blog di mamme o papà che leggi abitualmente</strong><br />
Sai che non ho molto tempo di leggere altri blog? Panzallaria è sicuramente il più stimolante però! <img src='http://www.mammablogger.net/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
Periodicamente faccio sempre un giro dei blog per capire cosa si dice in giro, per trovare chi sta vivendo le stesse mie/nostre esperienze. Anche se spesso il tutto rimane virtuale è comunque molto piacevole.</p></blockquote>
<blockquote><p>Ciao, Riccardo, alias &#8220;Barbapapà&#8221;.</p></blockquote>
<p>Che dire: sono ammirata e in bocca al lupo!!!!</p>
<p>viva i barbapapà!!!!!!!!!!!!!!</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il congedo di paternità: Svezia vrs Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 12:31:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[genitorialità]]></category>
		<category><![CDATA[congedi_parentali]]></category>
		<category><![CDATA[dal_mondo]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;argomento è tra i più dibattuti in Italia: il coinvolgimento dei padri nella cura dei figli, soprattutto nei momenti immediatamente successivi al parto passa anche attraverso norme che lo tutelino e che promuovano l&#8217;alternanza con la mamma. In Italia la legislazione non sempre è chiara e non sempre viene applicata per tantissimi motivi, tra cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://files.splinder.com/39e91e6090e46063713af99bd5ba5a4f.jpeg" alt="" width="210" height="158" />L&#8217;argomento è tra i più dibattuti in Italia: il coinvolgimento dei padri nella cura dei figli, soprattutto nei momenti immediatamente successivi al parto passa anche attraverso norme che lo tutelino e che promuovano l&#8217;alternanza con la mamma. In Italia la legislazione non sempre è chiara e non sempre viene applicata per tantissimi motivi, tra cui alcuni &#8211; i più rilevanti e impattanti &#8211; culturali.</p>
<p><em><strong>In questo post</strong>: un&#8217;interessante intervista sulla realtà svedese e tantissimi link (legislazione e info varie) in blogosfera</em></p>
<p><span id="more-283"></span></p>
<p>Serena che insieme ad un&#8217;amica gestisce il blog <strong><a href="http://genitoricrescono.com/">Genitoricrescono.com</a></strong> ha accettato di rispondere ad alcune domande: vive in Svezia e la situazione lì è decisamente diversa da quella italiana. Si può prendere spunto? Qual&#8217;è la sua esperienza? Quanto incide la cultura nordica in un diverso approccio alla paternità e maternità?</p>
<p>Ecco le sue risposte.</p>
<p><strong>Qual&#8217;è il ruolo della donna in Svezia?</strong></p>
<blockquote><p>Lasciami iniziare con il fatto che la donna svedese è molto più emancipata di quella italiana.<br />
La parità tra uomo e donna va al di là del divenire genitori, e si estende in molti ambiti della vita quotidiana, sin<br />
dalla più tenera età. Il fatto stesso che ragazzi e ragazze vadano a vivere da soli intorno ai 20 anni, implica che<br />
anche gli uomini debbano imparare a gestire un menage domestico indipendentemente. E qui nessuno si sognerebbe di<br />
portare i panni a lavare a casa di mamma.<br />
Ovviamente non è la società ideale e c&#8217;è sempre spazio per migliorare, però al momento<br />
la Svezia è in cima alla classifica come paese in cui la donna è meno discriminata in<br />
tutto il mondo.</p></blockquote>
<p><strong>Cosa dice la Legge svedese?</strong></p>
<blockquote><p>Il congedo parentale consiste in 480 giorni da dividere a scelta tra i due genitori, di cui 60 sono di ciascun genitore<br />
e non possono essere ceduti all&#8217;altro. Il congedo non può essere usufruito dai genitori contemporaneamente, quindi il padre, se<br />
se lo prende, sta da solo a casa con il bebè. Per spingere i genitori a dividere il congedo equamente, hanno introdotto recentemente<br />
un bonus economico che viene massimizzato quando i genitori dividono esattamente a metà i giorni a disposizione.<br />
Il datore di lavoro è costretto a concedere il congedo parentale (a madri e padri ugualmente) dalla nascita fino ai 18 mesi del bambino.<br />
Inoltre i genitori hanno diritto a lavorare part-time fino al compimento degli 8 anni del bambino.<br />
Il discorso economico è un pò più difficile da fare, perchè dipende dal reddito della famiglia. Un lavoratore, sia esso autonomo o dipendente,<br />
percepisce l&#8217;80% dello stipedio calcolato sull&#8217;ultimo anno di lavoro prima del parto, al di sotto di un tetto massimo. Questo è vero per 240 dei 480 giorni<br />
di congedo. I restanti giorni si riceve un compenso economico di base, che corrisponde a circa 20 euro al giorno. Una persona che non ha percepito<br />
stipendio nell&#8217;anno precedente al parto ha comunque diritto al minimo di 20 euro al giorno, che quindi corrispondono a circa 600 euro al mese.<br />
Poi c&#8217;è l&#8217;assegno per il bambino che corrisponde a circa 110 euro mensili fino al compimento di 16 anni (si sedici anni!!!) del bambino.</p></blockquote>
<p><strong>Come si comportano &#8220;naturalmente&#8221; i papà svedesi?</strong></p>
<blockquote><p>Sono sempre più i padri che decidono di stare a casa con i figli, soprattutto nel caso in cui il tipo di lavoro svolto dalla madre sia altrettanto remunerativo. Normalmente la madre sta a casa i primi mesi, quando l&#8217;allattamento è importante e il padre prende la seconda parte del congedo, dopo che è avvenuto lo svezzamento. Ma nulla vieta di dividere diversamente, magari facendo 2 giorni uno e 3 l&#8217;altro. Le scene di due padri che spingono ciascuno la sua carrozzina mentre passeggiano insieme in città è praticamente la norma.<br />
E nei bagni pubblici, nei ristoranti o centri commerciali, c&#8217;è il fasciatoio per cambiare il bambino, sia nel bagno delle donne che in quello degli uomini.<br />
Padri alle prese con carrozzine, pannolini, pappette e simili sono talmente scontati, che nessuno si sconvolge. Questo ovviamente diminuisce molto la pressione sui padri che si sentono a loro agio nel ruolo, e sulle madri che non si sentono in colpa per avere abbandonato il loro pargolo nelle mani inaffidabili di un papà considerato incapace da tutti.</p></blockquote>
<p><strong>La tua esperienza personale</strong></p>
<blockquote><p>Per darti un&#8217;idea di quello che succede sul posto di lavoro, ti racconto la nostra esperienza diretta. I primi 7 mesi di gravidanza li abbiamo trascorsi in Francia in cui ci trovavamo entrambi per lavorare. Al settimo mese ci siamo trasferiti in Svezia, grazie ad un contratto di lavoro che ci è stato offerto sapendo che io ero incinta e che sarei sparita in maternità dopo appena 2 mesi. Ho almeno due care amiche che sono state assunte da aziende nel corso della gravidanza. Certo non è la norma, ma siamo già in 3, solo nella mia piccola cerchia di conoscenze. Te conosci un caso simile in Italia?</p>
<p>Il coinvolgimento del padre sin dall&#8217;inizio, porta a tutta una serie di vantaggi a lungo termine. Non solo favorisce la parità tra i sessi in campo lavorativo, ma i bambini crescono con l&#8217;idea che mamma e papà possono fare le stesse cose, e la differenza dei ruoli è molto più sfumata.<br />
Siamo venuti in visita in Italia a Natale, e mio figlio di 3 anni al ritorno mi ha detto che nonno sta seduto al tavolo, e invece nonna no: lei prepara da mangiare! Come sempre l&#8217;esempio insegna più delle parole <img src='http://www.mammablogger.net/wp-includes/images/smilies/icon_surprised.gif' alt=':o' class='wp-smiley' /> )<br />
Alla festa di compleanno per i 3 anni, abbiamo invitato a casa degli amichetti dell&#8217;asilo dei quali non conoscevamo nessuno dei due genitori, tranne qualche rapido scambio di due o tre parole all&#8217;entrata dell&#8217;asilo. Ebbene, la metà sono venuti accompagnati dai soli papà, mai visti prima, i quali si sono trattenuti per tutta la durata della festicciola. Io ho serie difficoltà ad immaginare la stessa cosa tra i miei amici italiani, eppure ce ne sono anche di mentalità per così dire &#8220;aperta&#8221; e &#8220;moderna&#8221;!</p>
<p>Non sono tutte rose e fiori, e ci sono certamente discriminazioni anche qui, ma il tutto si vive in modo più rilassato e rilassante.<br />
Sul piano personale, questa esperienza di vita all&#8217;estero ci aiuta a metterci in discussione su moltissimi aspetti, e ci aiuta a capire quanto le decisioni che prendiamo sono condizionate dalla nostra cultura di origine. E&#8217; certamente un&#8217;esperienza che raccomanderei a tutti.</p></blockquote>
<p>A chiusura di questa interessantissima intervista, che ci fa davvero pensare su quanto la cultura influenzi la legislazione e attraverso quanta emancipazione debba ancora passare il ruolo femminile in Italia (l&#8217;interesse e il successo suscitato dalla tettona del GF9 ne è dimostrazione!)  vorrei citare un po&#8217; di articoli interessanti sul congedo di paternità che trovate su <a href="http://genitoricrescono.com/">Genitoricrescono</a>:</p>
<ul>
<li><a href="http://genitoricrescono.com/genitori-congedo-panoramica-congedi-parentali/">Panoramica sui congedi parentali</a></li>
<li><a href="http://genitoricrescono.com/genitori-in-congedo-2-perche-non-ne-approfittiamo/">Genitori in congedo- perché non ne approfittiamo?</a></li>
</ul>
<p>Un articolo che ho scritto io per <strong>LiquidaMagazine (con qualche indicazione normativa)</strong>:</p>
<ul>
<li><a href="http://magazine.liquida.it/2008/10/27/congedi-parentali-perche-in-pochi-li-usano/">Congedi parentali: perché in pochi li usano?</a></li>
</ul>
<p>La <strong>legge</strong>:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/Testi/01151dl.htm">Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternita&#8217; e della paternita&#8217;, a norma dell&#8217;articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53</a></li>
</ul>
<p>Qualche articolo interessante in blogosfera:</p>
<ul>
<li><a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/07/29/congedi/">Congedi &#8211; da Loredana Lipperini</a></li>
<li><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2007/11/congedi-parentali.shtml?uuid=1612c5c6-973a-11dc-be8b-00000e251029&amp;type=Libero">Via al part time per mamma e papà (Il sole 24 ore)</a></li>
<li><a href="http://www.sorelleditalia.net/2007/09/01/imagine/">Imagine &#8211; Sorelle d&#8217;Italia</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Diritto all&#8217;epidurale??? firma la petizione</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/01/29/diritto-allepidurale-firma-la-petizione/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 18:13:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[parto]]></category>
		<category><![CDATA[epidurale]]></category>

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		<description><![CDATA[Colgo l&#8217;occasione di ricordarvi che esiste un social network dove discutere e approfondire intorno a un tavolo virtuale i temi che tratto qui e anche oltre, per segnalarvi un&#8217;interessante discussione sull&#8217;epidurale e una petizione per renderla gratuita per tutte le donne:

Discussione

Iscrivetevi a Momblogitalia e venite a discuterne con noi!
Poi scriverò diffusamente un post anche qui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Colgo l&#8217;occasione di ricordarvi che esiste un<strong> social network</strong> dove discutere e approfondire intorno a un tavolo virtuale i temi che tratto qui e anche oltre, per segnalarvi un&#8217;interessante <strong>discussione<span id="more-279"></span> sull&#8217;epidurale e una petizione per renderla gratuita per tutte le donne:</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://momblogitalia.ning.com/forum/topics/petizione-epidurale-gratuita-e">Discussione</a></li>
</ul>
<h4>Iscrivetevi a <a href="http://momblogitalia.ning.com">Momblogitalia</a> e venite a discuterne con noi!</h4>
<p>Poi scriverò diffusamente un post anche qui sull&#8217;iniziativa.</p>
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		<title>Fermento e novità nella parte della Rete abitata dai bambini</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 17:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[mommyblogging]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Avete accolto il mio invito a mandarmi comunicati stampa e vi ringrazio tutti moltissimo. Le novità che riguardano la Blogo ma soprattutto MammaSfera (includendo anche bimbi e papà, ovviamente!) sono tantissime.
Voglio presentare due bei progetti: uno nuovo e uno che si rinnova. Uno di respiro locale (ahhh quanto amo i siti che parlano delle città [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avete accolto il mio invito a mandarmi comunicati stampa e vi ringrazio tutti moltissimo. Le novità che riguardano la <strong>Blogo</strong> ma soprattutto <strong>MammaSfera</strong> (includendo anche bimbi e papà, ovviamente!) sono tantissime.</p>
<p>Voglio presentare <strong>due bei progetti:</strong> uno nuovo e uno che si rinnova. Uno di <strong>respiro locale</strong> (ahhh quanto amo i siti che parlano delle città e danno idee ai genitori per far passare giornate piacevoli ai nostri bimbi!) e <strong>uno molto social</strong>.<span id="more-276"></span></p>
<h3>Se sei un genitore di Pavia&#8230;</h3>
<p>&#8230;segnati questo indirizzo: <a href="http://www.lagendadellemamme.it/ita/index.aspx">L&#8217;agenda delle Mamme</a></p>
<p>Si tratta di un sito e di un blog collegato (quello interessante anche per chi non abita in zona) dedicato ai genitori e alle attività da fare con i propri figli a Pavia.</p>
<p>Questa preziosa agenda va ad aggiungersi ai siti informativi del genere che ho appena raccolto sotto un unico titolo anche nella pagina dei <a href="http://www.mammablogger.net/link/">link</a>: si tratta di <strong>spazi web cittadini</strong> (Bologna, Milano, Torino, Pavia&#8230;) curati da mamme e professioniste della comunicazione e dedicati a tutti i genitori e ai bambini per dare una mano a coloro che vogliono passare bene il tempo libero, con qualità e attenzione verso i propri figli.</p>
<p>L&#8217;agenda delle mamme pavesina consta di alcune sezioni (<strong>l&#8217;agenda, il diario, la rubrica, la carta d&#8217;identità e il mercatino</strong>) che cercano di andare incontro alle <strong>esigenze pratiche</strong> dei genitori.</p>
<p>La sezione <a href="http://www.lagendadellemamme.it/ita/mercatino/index.aspx">Il mercatino</a> mi sembra la più grande novità del genere: un&#8217;idea davvero geniale perché si possono comprare e vendere inserendo gratis i propri annunci.</p>
<h3>Tv blog</h3>
<p>L&#8217;altra novità in Rete riguarda il restyling di un progetto esistente. Si tratta di <a href="http://www.mammenellarete.it">www.mammenellarete.it</a> che si propone ora con <strong>nuovi contenuti,</strong> nuove <strong>funzionalità</strong> e con una rinnovata veste grafica.</p>
<p>Nata in rete qualche mese fa come <strong>video-community</strong>, <a href="http://www.mammenellarete.it">Mammenellarete.it </a>è la piazza virtuale dove le &#8220;web-surfer&#8221; già mamme o che presto lo saranno, e i papà, condividono video, esperienze e gioie, scambiando tra loro e con gli esperti informazioni utili alla vita di tutti i giorni.</p>
<p>Un <strong>progetto partecipativo</strong> che ha già raccolto successi e primati: la sua community è in crescita costante, e nel 2008 i video-racconti dei suoi utenti hanno dato vita a &#8220;Mammenellarete&#8221;, il primo programma televisivo user generated dedicato alla maternità, in onda su Discovery Real Time (Sky, canale 118), di nuovo in TV dal prossimo aprile.</p>
<p>I contenuti sono stati organizzati in diversi canali tematici, e oltre a questi, chiunque può aprire il proprio channel entro cui realizzare un palinsesto personalizzato. In più, totale interazione, grazie allo speciale player che, una volta attivato, permette in aggiunta alla visione full screen e in alta qualità dei video anche di postare commenti, di visualizzare quelli degli altri utenti, e di votare. Ad arricchirsi è anche il canale degli esperti, grazie all&#8217;arrivo di nuovi specialisti. Un sistema di feed RSS avvisa ora tempestivamente sulla disponibilità di nuovi contenuti, e la modalità podcasting consente di scaricarli e vederli anche quando si è lontani dal computer. Le novità non finiscono qui: debutta anche il canale dedicato ai papà, e nasce il Club delle Mamme, con concorsi, promozioni e iniziative e tutta una serie di vantaggi esclusivi per le iscritte. Infine, sono ora online il nuovo forum e il nuovo blog, due spazi dedicati alle discussioni e allo scambio di informazioni della community.</p>
<p><strong>Forum</strong>: <a href="http://forum.mammenellarete.it/">http://forum.mammenellarete.it/</a></p>
<p><strong>Blog</strong>: <a href="http://blog.mammenellarete.it/">http://blog.mammenellarete.it</a></p>
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		</item>
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		<title>Donazione del cordone ombelicale</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/01/26/donazione-del-cordone-ombelicale/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 17:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[cellule_staminali]]></category>
		<category><![CDATA[cordone_ombelicale]]></category>
		<category><![CDATA[parto]]></category>
		<category><![CDATA[sangue_cordonale]]></category>

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		<description><![CDATA[Donare il cordone ombelicale al momento del parto è un gesto che può essere molto importante.
Perché
Come scrivono nella presentazione del sito www.adisco.it (Associazione donatrici italiane sangue cordonale):
Perché il cordone ombelicale, che normalmente viene gettato, contiene sangue ricco di cellule staminali, le stesse del midollo osseo. E una donna che decide di donare quel sangue offre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.cordoneombelicale.it/public/Image/1203517759_feto.jpg" alt="" width="219" height="227" /><strong>Donare il cordone ombelicale</strong> al momento del parto è un gesto che può essere molto importante.</p>
<h3>Perché</h3>
<p>Come scrivono nella presentazione del sito <a href="http://www.adisco.it">www.adisco.it</a> (Associazione donatrici italiane sangue cordonale):</p>
<blockquote><p>Perché il cordone ombelicale, che normalmente viene gettato, contiene sangue ricco di cellule staminali, le stesse del midollo osseo. E una donna che decide di donare quel sangue offre a tante persone malate una speranza in più di guarire e tornare alla vita.</p></blockquote>
<p>Una pagina del sito spiega esattamente cosa sono e a cosa servono <a href="http://www.adisco.it/cellule.html">le cellule staminali</a> e un&#8217;altra è <a href="http://www.adisco.it/domande.html">dedicata alle principali domande</a> che ci si fa prima di decidere o meno per la donazione</p>
<p><span id="more-271"></span></p>
<h3>Come</h3>
<p>Per donare il cordone ombelicale bisogna attivarsi in gravidanza affinchè sulla donna che aspetta il bambino possano essere effettuati tutti gli esami del caso. Telefonare all&#8217;ospedale dove avete deciso di partorire o a uno della rete della vostra città è il primo passo: vi diranno come fare, dove ritirare i moduli per la richiesta e quando prendere appuntamento per la visita di controllo e il colloquio con il medico.</p>
<h3>Donazioni diminuite</h3>
<p>Secondo <a href="http://www.milanoperibambini.it/content/view/600/294/">Milano per bambini</a> le donazioni di sangue cordonale <strong>sono diminuite</strong>. Lo dice il dottor Basilio Tiso dell&#8217;ospedale Mangiagalli:</p>
<blockquote>
<p align="left">Le donazioni sono diminuite perchè molte madri, soprattutto quelle che <em>se lo possono permettere</em>, seguendo la moda lanciata da molte mamme vip, preferiscono <strong>trasferire a pagamento il cordone all&#8217;estero</strong>. Il costo di tale operazione va <strong>dai 1500 ai 3000 euro</strong>, più le spese annuali di mantenimento. Con questa cifra si può portare il proprio sangue placentare in banche straniere, dove viene congelato e conservato per molti anni. E&#8217; una sorta di assicurazione sulla vita del nuovo nato, per salvarlo nel caso che possa un giorno aver bisogno di essere curato con le proprie cellule staminali.</p>
<p align="left">Queste banche si trovano all&#8217;estero perchè in Italia la legge non prevede ancora il mantenimento del cordone ombelicale a fini privati. Nel nostro Paese la conservazione del proprio cordone, donazione autologa, è ammessa solo in caso di <strong>malattie genetiche</strong> in famiglia o di una patologia già accertata nel nascituro.</p>
<p align="left">L&#8217;allarme lanciato dalla <strong>Mangiagalli</strong> ha quindi un scopo: sensibilizzare tutte le neomamme a donare il proprio cordone, non solo a fini personali ma per l&#8217;intera comunità.</p>
<p align="left">Per raggiungere questo obiettivo, sta per svolgersi un <strong>corso</strong> organizzato dalla Regione, destinato a 150 ostetriche che saranno &#8220;indottrinate&#8221; su come affrontare, spiegare e discutere con le partorienti questo delicato argomento.</p>
</blockquote>
<h3>Banche per il sangue cordonale</h3>
<p align="left">Sempre più in voga le banche del sangue cordonale che si occupano di tenere per 25 anni il sangue cordonale del vostro bambino, nel caso possa averne bisogno.  A testimonianza del fatto che moltissime persone oggi optano per questo tipo di scelta è che se provate a digitare su google la chiave di ricerca &#8220;sangue cordone ombelicale&#8221; vi escono numerosi link di riferimento a Istituti che si trovano in Svizzera, San Marino o altri paesi limitrofi al nostro.</p>
<h3>Attenzione</h3>
<p align="left">Volentierissimo cito <a href="http://mammarsupio.com/2008/11/12/un-lieto-eventoanzi-due/">questo post di Mammamarsupio</a> che spiega molto bene quali sono i vantaggi della donazione perché mi trovo sulle sue stesse corde. Sentite cosa scrive a proposito dei depositi in banca:</p>
<blockquote><p>Semplice e splendido iniziare una vita regalando una possibilità di vita a qualcun altro.</p></blockquote>
<blockquote><p>Ma da qualche tempo c’è la possibilità che questo primo gesto di gratuità si a cancellato dalla remota possibilità di freezerare queste cellule per il proprio figlio se e quanto possa averne bisogno.</p>
<p>Attenzione, dicono gli esperti..<a href="http://www.uppa.it/dett_articolo.php?ida=280&amp;idr=18&amp;idb=67" target="_blank">.tante cose non sappiamo</a>. Tante cose che le banche private estere nelle quali per qualche migliaia di euro propongono di conservare i nostri sacchettini, non ci dicono. Non è detto che le cellule prelevate siano sufficienti, potrebbero invecchiare, non essere conservate con i dovuti modi oppure essere già mutate e quindi inutilizzabili.</p>
<p>Meglio donarle, quindi. Saremo così sicuri che andando ad arricchire il circuito di donazioni internazionali avremo sempre cellule pronte per curare chi purtroppo potrebbe averne bisogno o anche “solamente” per la ricerca scientifica.</p></blockquote>
<h3>La mia esperienza</h3>
<p>Io ho fatto tutto l&#8217;iter per la donazione del sangue cordonale: ho telefonato per tempo, preso appuntamento, compilato moduli, risposto a domande e mi sono sottoposta alle visite di rito. Purtroppo al momento del parto ho avuto qualche complicazione dovuta ad una rottura delle acque prematura e non ho potuto donare il cordone ombelicale della frollina.</p>
<p>Nella realtà, ho scoperto dalla mia esperienza e da quella di altre donne, è ancora molto difficile farlo perché le condizioni di asetticità devono essere tali che non sempre è fattibile.</p>
<p>Ciò non toglie che <strong>bisogna provarci</strong> e come Mamma Marsupio sono anche io convinta che se si innesca un circolo virtuoso, potremo averne tutti giovamento.</p>
<p>Ecco <a href="http://it.youtube.com/watch?v=KNnTV2wFrhg">un video</a> che spiega i benefici della donazione su Youtube e per le mamme bolognesi un indirizzo utile a cui informarsi:</p>
<p><strong>PROVINCIA DI BOLOGNA:</strong><br />
Banca di Sangue Placentare<br />
presso Servizio di Medicina Trasfusionale<br />
Azienda Ospedaliera &#8220;Sant&#8217;Orsola &#8211; Malpighi&#8221;<br />
Via Massarenti, 9 &#8211; 40138 Bologna<br />
Tel. 051/6363011 &#8211; 051/6364779<br />
Fax 051/6363527<br />
<span>E-mail: <a href="mailto:ercb@orsola-malpighi.med.unibo.it">ercb@orsola-malpighi.med.u</a></span><a href="mailto:ercb@orsola-malpighi.med.unibo.it">nibo.it</a></p>
<h3>E voi?</h3>
<p>Voi cosa pensate? Come vi siete comportati? Siete per la donazione o per il deposito in una banca privata?</p>
<blockquote></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Seminari sulla genitorialità a Roma</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/01/24/seminari-sulla-genitorialita-a-roma/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 18:11:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[genitorialità]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[seminario]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Associazione GenitoriChe il 13 febbraio 2009 inaugura a Roma un ciclo di 4 seminari sulla genitorialità dal titolo:
&#8220;Genitori e figli: legami da svelare. Quali strumenti a disposizione dei genitori?&#8221;
L&#8217;intero ciclo di incontri, con ingresso gratuito, avrà luogo presso la scuola primaria statale &#8220;Principessa Mafalda&#8221; di Roma, in Via Lovanio 15.
I genitori che parteciperanno ai seminari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span class="Stile9"><a href="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/01/logo_header.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-268" title="logo_header" src="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/01/logo_header.gif" alt="" width="287" height="77" /></a>L&#8217;Associazione GenitoriChe il 13 febbraio 2009 inaugura a Roma un ciclo di 4 seminari sulla genitorialità dal titolo:<br />
<strong>&#8220;Genitori e figli: legami da svelare. Quali strumenti a disposizione dei genitori?&#8221;</strong><br />
L&#8217;intero ciclo di incontri, con ingresso gratuito, avrà luogo presso la scuola primaria statale &#8220;Principessa Mafalda&#8221; di Roma, in Via Lovanio 15.</span></p>
<p>I genitori che parteciperanno ai seminari e che avessero la necessità di portare i loro figli potranno usufruire di un servizio gratuito di intrattenimento ludico con operatori esperti. Chi fosse interessato può prenotarsi inviando una mail a <a href="mailto:genitoriche@genitoriche.org">genitoriche@genitoriche.org</a>.</p></blockquote>
<p> </p>
<ul>
<li><a href="http://www.genitoriche.org/php/content_art.php?id_content=2253">continua a leggere sul sito Genitori che</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<title>Lotta all&#8217;ultimo sangue contro il latte artificiale</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/01/21/lotta-allultimo-sangue-contro-il-latte-artificiale/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 11:40:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[pappa]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Premesso che l&#8217;allattamento al seno è assolutamente preferibile a quello artificiale e che i benefici sono rilevati anche dagli organi sanitari competenti e bisogna incentivarlo il più possibile tramite politiche ad hoc e una formazione precisa e puntuale, siamo sicuri che alcune iniziative &#8211; lodevoli perché a sostegno della salute e perché ad esempio promuovono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Premesso che <a href="http://www.allattare.info/">l&#8217;allattamento al seno è assolutamente preferibile a quello artificiale </a>e che i benefici sono rilevati anche dagli organi sanitari competenti e bisogna incentivarlo il più possibile tramite politiche ad hoc e una formazione precisa e puntuale, siamo sicuri che alcune iniziative &#8211; lodevoli perché a sostegno della salute e perché ad esempio promuovono l&#8217;uso dei pannolini lavabili - non rischino nel caso specifico dell&#8217;allattamento di promuovere la tolleranza zero verso chi non può praticare l&#8217;allattamento naturale? E&#8217; giusto che una mamma (nel caso della Petizione che citerò a breve pur indigente) debba rendere conto pubblicamente delle proprie scelte per poter ottenere un incentivo economico &#8211; <strong>stabilito da un recente decreto</strong> che deve essere approvato dal Senato?</p>
<p><strong>Ho iniziato un acceso dibattito in merito su FB. Voi cosa ne pensate? Sono curiosa di sentire i pareri dei lettori.</strong></p>
<p><span id="more-264"></span></p>
<p><strong>Ecco la proposta, tratta dal sito </strong><a href="http://nolattegratis.altervista.org">nolattegratis.altervista.org</a> (dove se siete d&#8217;accordo potete firmare la petizione per portare avanti questa proposta):</p>
<blockquote><p>Questa è la lettera invitata il giorno 20 gennaio 2009. <br />
Al Ministro del Welfare on. Maurizio Sacconi<br />
Al Sottosegretario prof. Ferruccio Fazio<br />
Al Sottosegretario on. Francesca Martini<br />
Al Sottosegretario on. Eugenia Maria Roccella<br />
Al Presidente del Senato on. Renato Giuseppe Schifani<br />
Al Presidente della Camera on. Gianfranco Fini<br />
Al Presidente della Commissione Parlamentare per l&#8217;Infanzia on. Alessandra Mussolini<br />
Al Coordinatore della Commissione Salute della Conferenza Stato Regioni Enrico Rossi<br />
Ai Segretari di CGIL, CISL, UIL, UGL<br />
e per conoscenza al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano</p>
<p> Trieste, 20 gennaio 2009<br />
Il recente &#8220;decreto anticrisi&#8221;, passato alla Camera ma non ancora confermato al Senato, prevede tra le azioni a sostegno delle famiglie a basso reddito il rimborso per l&#8217;acquisto del latte artificiale e dei pannolini nelle famiglie con bambini fino a tre mesi di età.</p>
<p>Già in passato erano state proposte iniziative di vario tipo per sostenere l&#8217;acquisto del latte artificiale e avevamo già sollevato le nostre perplessità, che ribadiamo con forza, sull&#8217;opportunità dell&#8217;iniziativa (si veda in allegato la lettera spedita in data 15/09/2006 all&#8217;allora Ministro della Sanità Girolamo Sirchia).</p>
<p>Riteniamo che la proposta attuale, anziché aiutare le famiglie disagiate le metta in maggiori difficoltà, e ne esponiamo le ragioni qui di seguito.</p>
<p>Sappiamo oramai, da anni di studi e ricerche, che i bambini alimentati con latte artificiale si ammalano più spesso e in maniera più grave rispetto a quelli allattati al seno. Questo si traduce in un aumento della spesa pubblica: aumento di visite pediatriche, di ricoveri in ospedale, di acquisto di medicinali. Significa anche maggiori spese per le famiglie: anche se l&#8217;assistenza sanitaria è gratuita, la maggior parte dei contratti lavorativi non prevede congedi pagati per i genitori che si assentano per la malattia dei figli.</p>
<p>Un figlio ammalato significa quindi uno stipendio più basso a fine mese.</p>
<p>Inoltre temiamo che, fornendo latte artificiale gratuitamente per i primi tre mesi, molte famiglie inizino ad utilizzarlo proprio per la sua gratuità, senza considerare che dal quarto mese in poi questo gravoso onere sarà interamente a carico della famiglia. A fronte di un risparmio di circa 250,00 euro nei primi tre mesi, grazie al decreto anticrisi, le famiglie dovranno infatti prevedere una spesa di altri 650,00 euro fino al compimento dei 12 mesi (1); questa spesa sarebbe evitata se il bambino fosse allattato al seno.</p>
<p>In una famiglia a basso reddito si corre il rischio concreto che, non riuscendo a far fronte alla spesa, si ricorra ad alimentare inadeguatamente il bambino, ad esempio aumentando la diluizione del latte artificiale o ricorrendo prematuramente al latte vaccino. Queste pratiche sono estremamente dannose per la salute.</p>
<p>Sappiamo anche che più del 95% delle donne può allattare, a patto che ci sia un adeguato sostegno da parte degli operatori sanitari, della famiglia, della società.</p>
<p>Il latte materno è gratuito per sempre e assicura bambini più sani, nel breve e nel lungo periodo.</p>
<p>Questo sarebbe il vero risparmio, sia per le famiglie che per lo Stato.</p>
<p>Solo l&#8217;esigua percentuale di donne che per documentate ragioni mediche non possono allattare, in base alle indicazioni dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, dovrebbe aver accesso a forniture gratuite di latte artificiale. Cosa che del resto sta già accadendo su iniziativa regionale in Toscana e Piemonte, e forse in altre regioni.</p>
<p>Per tutti questi motivi, proponiamo che:</p>
<p>- in alternativa al sussidio per l&#8217;acquisto del latte artificiale, si assegnino gli stessi fondi per un sostegno competente, da parte di operatori sanitari formati o di gruppi di sostegno mamma a mamma (La Leche League e Il Melograno, solo a titolo di esempio), all&#8217;allattamento esclusivo nei primi sei mesi e continuato in seguito con adeguata alimentazione complementare. Un&#8217;estensione della licenza di maternità per le madri lavoratrici, e un aiuto economico per quelle che non possono godere di licenza di maternità, rappresenterebbero un importante complemento al sostegno di cui sopra.</p>
<p>Anche per quanto riguarda i pannolini, noi proponiamo un&#8217;alternativa che sia un aiuto duraturo alle famiglie meno abbienti. La spesa per pannolini nei primi tre mesi di vita si aggira sui 100,00 euro. Con la stessa cifra è possibile acquistare dei pannolini lavabili che quindi dureranno fino a quando il bambino ne avrà bisogno, e potranno essere usati in futuro anche per fratellini o comunque per altri bambini. Ciò sosterrebbe doppiamente le famiglie a basso reddito, evitando loro di dover acquistare pannolini usa e getta dopo i tre mesi coperti dal decreto anticrisi. Ed avrebbe anche un importante beneficio di tipo ecologico. Proprio per quest&#8217;ultima ragione, molti comuni italiani (Genova, Torino, molti piccoli comuni del Veneto e della Lombardia, Vico Equense, Camigliano, solo per citarne alcuni) hanno già adottato con successo questa iniziativa, con grande soddisfazione delle famiglie e con il risultato di una significativa riduzione dei rifiuti.</p>
<p>Data la scadenza ravvicinata per l&#8217;approvazione definitiva del decreto anticrisi, inviamo questa lettera senza l&#8217;adesione di altri individui e associazioni. Ma confidiamo che tutti coloro che hanno sottoscritto la lettera al Ministro Sirchia sottoscriveranno anche questa. Per ottenere l&#8217;adesione, da domani renderemo pubblica la lettera ed inizieremo a raccogliere le adesioni sul sito http://nolattegratis.altervista.org</p>
<p> Cordiali saluti</p>
<p> Adriano Cattaneo</p>
<p>Presidente di IBFAN Italia</p>
<p> <br />
(1) Cifre calcolate in base al prezzo di un latte di media gamma, e cioè 24,00 €/kg per il latte di partenza e 19,00 €/kg per quello di proseguimento.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p></blockquote>
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