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	<title>Mommyblogging italiano &#187; dal_mondo</title>
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	<description>Il meglio dalla BlogoMammaSfera</description>
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		<title>Perché i francesi fanno più figli di noi?</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/08/03/perche-i-francesi-fanno-piu-figli-di-noi/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 15:45:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[conciliazione]]></category>
		<category><![CDATA[genitorialità]]></category>
		<category><![CDATA[dal_mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono stata in vacanza in Francia. Eravamo in montagna. Ho notato e mi hanno colpito molte cose che hanno a che fare con i figli e la gestione della genitorialità. Le coppie con figli erano tantissime e in media molto più giovani che nel nostro Paese La media di figli per coppia si aggirava a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_360" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/08/bambini.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-360" title="bambini" src="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/08/bambini-150x150.jpg" alt="da Laienacheride" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">da Laienacheride</p></div>
<p>Sono stata in vacanza in Francia. Eravamo in montagna. Ho notato e mi hanno colpito molte cose che hanno a che fare con i figli e la gestione della genitorialità.</p>
<ul>
<li>Le coppie con figli erano tantissime e in media molto più giovani che nel nostro Paese</li>
<li>La media di figli per coppia si aggirava a 3: in Italia solo le famiglie più danarose si possono permettere 3/4 figli</li>
<li>I genitori francesi sembrano &#8211; generalmente &#8211; più rilassati dei colleghi italiani. Le mamme erano tutte molto meno apprensive della sottoscritta o di qualsiasi altra mamma conosca qui.</li>
<li>I giardinetti sono luoghi recintati in cui vige il completo rispetto della salute, cura dei bambini. I giochi sono manutenuti e curati e le aree sono separate dal resto per consentire a bambini e genitori di vivere in tutta tranquillità quello spazio protetto.<span id="more-359"></span></li>
</ul>
<div>Questi punti, apparentemente scollegati tra loro, secondo me non lo sono in realtà. I giovani francesi non subiscono l&#8217;imbuto formativo di cui siamo vittime in Italia. A 24 anni ti laurei davvero e sei pronto a entrare nel mondo degli adulti: la mia generazione a 24 anni cominciava a capire qualche cosa.</div>
<div>Fare figli è considerato Oltralpe un <strong>Patrimonio</strong>. Ho scoperto &#8211; rientrata in Patria &#8211; che i francesi con 3/4 figli pagano meno tasse.</div>
<div>Secondo alcuni studi, i francesi con 3/4 figli pagano <a href="http://www.forumfamiglie.org/allegati/rassegna_12784.pdf">1/10 delle tasse che pagherebbero in Italia</a>, a parità di situazione.</div>
<div>Non mi sembra affatto poco.</div>
<h3>Francia vrs Italia</h3>
<div>Ecco cosa scrive Vittoria Nervi in<a href="http://donnamanager.piuchepuoi.it/49/donna-e-manager-empowerment-e-una-parolaccia/"> Donna e Manager</a>:</div>
<div>
<blockquote><p><span style="color: #000080;"><span>C’è uno Stato sociale ‘amico’ delle donne?    Ci sono provvedimenti concreti ?</span><br />
</span>ad esempio<br />
più part-time;  flessibilità, parità nei percorsi di carriera e nelle retribuzioni,tutela della maternità e della conciliazione dei tempi di famiglia e lavoro?</p>
<p><strong>Un esempio</strong><br />
Francia : tasse<br />
una famiglia di 5 persone con tre figli a carico, paga 400 euro di tasse.<br />
Italia<br />
circa 4300.</p>
<p>Francia<br />
il costo della baby sitter è detraibile<br />
ha diritto agli assegni familiari il 100% della popolazione<br />
esistono molti tipi di assegni familiari<br />
Italia<br />
il costo della babysitter lo paghi e basta<br />
assegni familiari: solo i dipendenti ,solo un tipo,cifre più basse</p>
<p>asili<br />
Francia<br />
La rete di asili funziona molto meglio che in Italia, infatti larga parte dei bambini francesi ci vanno.<br />
Italia<br />
gli asili nido sono carenti: il 50% dei bambini viene affidato ai nonni ..e meno male che ci sono ..per coprire i disservizi.<br />
Per le donne che non riescono a contare sui genitori, e non trovano posto negli asili, l’unica alternativa è lasciare il lavoro.</p>
<p>Congedi di maternità<br />
in Italia e in Francia sono paragonabili<br />
La differenza è quando nasce il secondo figlio poicé  la donna francese dal secondo figlio in poi può chiedere un’aspettativa più lunga: anche di tre anni.</p>
<p>In Francia la donna che lavora è incentivata da contratti part time, non a caso più una donna occupa posti alti nell’azienda, più ha figli.<br />
In Italia è  il contrario.</p></blockquote>
</div>
<div>Sono possibili queste cose in Italia? Questo genere di impegni deve partire dallo Stato o siamo noi donne a dover lottare per ottenere maggiori possibilità di realizzarci come donne e contestualmente madri?</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il congedo di paternità: Svezia vrs Italia</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/02/02/il-congedo-di-paternitain-svezia/</link>
		<comments>http://www.mammablogger.net/2009/02/02/il-congedo-di-paternitain-svezia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 12:31:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[genitorialità]]></category>
		<category><![CDATA[congedi_parentali]]></category>
		<category><![CDATA[dal_mondo]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;argomento è tra i più dibattuti in Italia: il coinvolgimento dei padri nella cura dei figli, soprattutto nei momenti immediatamente successivi al parto passa anche attraverso norme che lo tutelino e che promuovano l&#8217;alternanza con la mamma. In Italia la legislazione non sempre è chiara e non sempre viene applicata per tantissimi motivi, tra cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://files.splinder.com/39e91e6090e46063713af99bd5ba5a4f.jpeg" alt="" width="210" height="158" />L&#8217;argomento è tra i più dibattuti in Italia: il coinvolgimento dei padri nella cura dei figli, soprattutto nei momenti immediatamente successivi al parto passa anche attraverso norme che lo tutelino e che promuovano l&#8217;alternanza con la mamma. In Italia la legislazione non sempre è chiara e non sempre viene applicata per tantissimi motivi, tra cui alcuni &#8211; i più rilevanti e impattanti &#8211; culturali.</p>
<p><em><strong>In questo post</strong>: un&#8217;interessante intervista sulla realtà svedese e tantissimi link (legislazione e info varie) in blogosfera</em></p>
<p><span id="more-283"></span></p>
<p>Serena che insieme ad un&#8217;amica gestisce il blog <strong><a href="http://genitoricrescono.com/">Genitoricrescono.com</a></strong> ha accettato di rispondere ad alcune domande: vive in Svezia e la situazione lì è decisamente diversa da quella italiana. Si può prendere spunto? Qual&#8217;è la sua esperienza? Quanto incide la cultura nordica in un diverso approccio alla paternità e maternità?</p>
<p>Ecco le sue risposte.</p>
<p><strong>Qual&#8217;è il ruolo della donna in Svezia?</strong></p>
<blockquote><p>Lasciami iniziare con il fatto che la donna svedese è molto più emancipata di quella italiana.<br />
La parità tra uomo e donna va al di là del divenire genitori, e si estende in molti ambiti della vita quotidiana, sin<br />
dalla più tenera età. Il fatto stesso che ragazzi e ragazze vadano a vivere da soli intorno ai 20 anni, implica che<br />
anche gli uomini debbano imparare a gestire un menage domestico indipendentemente. E qui nessuno si sognerebbe di<br />
portare i panni a lavare a casa di mamma.<br />
Ovviamente non è la società ideale e c&#8217;è sempre spazio per migliorare, però al momento<br />
la Svezia è in cima alla classifica come paese in cui la donna è meno discriminata in<br />
tutto il mondo.</p></blockquote>
<p><strong>Cosa dice la Legge svedese?</strong></p>
<blockquote><p>Il congedo parentale consiste in 480 giorni da dividere a scelta tra i due genitori, di cui 60 sono di ciascun genitore<br />
e non possono essere ceduti all&#8217;altro. Il congedo non può essere usufruito dai genitori contemporaneamente, quindi il padre, se<br />
se lo prende, sta da solo a casa con il bebè. Per spingere i genitori a dividere il congedo equamente, hanno introdotto recentemente<br />
un bonus economico che viene massimizzato quando i genitori dividono esattamente a metà i giorni a disposizione.<br />
Il datore di lavoro è costretto a concedere il congedo parentale (a madri e padri ugualmente) dalla nascita fino ai 18 mesi del bambino.<br />
Inoltre i genitori hanno diritto a lavorare part-time fino al compimento degli 8 anni del bambino.<br />
Il discorso economico è un pò più difficile da fare, perchè dipende dal reddito della famiglia. Un lavoratore, sia esso autonomo o dipendente,<br />
percepisce l&#8217;80% dello stipedio calcolato sull&#8217;ultimo anno di lavoro prima del parto, al di sotto di un tetto massimo. Questo è vero per 240 dei 480 giorni<br />
di congedo. I restanti giorni si riceve un compenso economico di base, che corrisponde a circa 20 euro al giorno. Una persona che non ha percepito<br />
stipendio nell&#8217;anno precedente al parto ha comunque diritto al minimo di 20 euro al giorno, che quindi corrispondono a circa 600 euro al mese.<br />
Poi c&#8217;è l&#8217;assegno per il bambino che corrisponde a circa 110 euro mensili fino al compimento di 16 anni (si sedici anni!!!) del bambino.</p></blockquote>
<p><strong>Come si comportano &#8220;naturalmente&#8221; i papà svedesi?</strong></p>
<blockquote><p>Sono sempre più i padri che decidono di stare a casa con i figli, soprattutto nel caso in cui il tipo di lavoro svolto dalla madre sia altrettanto remunerativo. Normalmente la madre sta a casa i primi mesi, quando l&#8217;allattamento è importante e il padre prende la seconda parte del congedo, dopo che è avvenuto lo svezzamento. Ma nulla vieta di dividere diversamente, magari facendo 2 giorni uno e 3 l&#8217;altro. Le scene di due padri che spingono ciascuno la sua carrozzina mentre passeggiano insieme in città è praticamente la norma.<br />
E nei bagni pubblici, nei ristoranti o centri commerciali, c&#8217;è il fasciatoio per cambiare il bambino, sia nel bagno delle donne che in quello degli uomini.<br />
Padri alle prese con carrozzine, pannolini, pappette e simili sono talmente scontati, che nessuno si sconvolge. Questo ovviamente diminuisce molto la pressione sui padri che si sentono a loro agio nel ruolo, e sulle madri che non si sentono in colpa per avere abbandonato il loro pargolo nelle mani inaffidabili di un papà considerato incapace da tutti.</p></blockquote>
<p><strong>La tua esperienza personale</strong></p>
<blockquote><p>Per darti un&#8217;idea di quello che succede sul posto di lavoro, ti racconto la nostra esperienza diretta. I primi 7 mesi di gravidanza li abbiamo trascorsi in Francia in cui ci trovavamo entrambi per lavorare. Al settimo mese ci siamo trasferiti in Svezia, grazie ad un contratto di lavoro che ci è stato offerto sapendo che io ero incinta e che sarei sparita in maternità dopo appena 2 mesi. Ho almeno due care amiche che sono state assunte da aziende nel corso della gravidanza. Certo non è la norma, ma siamo già in 3, solo nella mia piccola cerchia di conoscenze. Te conosci un caso simile in Italia?</p>
<p>Il coinvolgimento del padre sin dall&#8217;inizio, porta a tutta una serie di vantaggi a lungo termine. Non solo favorisce la parità tra i sessi in campo lavorativo, ma i bambini crescono con l&#8217;idea che mamma e papà possono fare le stesse cose, e la differenza dei ruoli è molto più sfumata.<br />
Siamo venuti in visita in Italia a Natale, e mio figlio di 3 anni al ritorno mi ha detto che nonno sta seduto al tavolo, e invece nonna no: lei prepara da mangiare! Come sempre l&#8217;esempio insegna più delle parole <img src='http://www.mammablogger.net/wp-includes/images/smilies/icon_surprised.gif' alt=':o' class='wp-smiley' /> )<br />
Alla festa di compleanno per i 3 anni, abbiamo invitato a casa degli amichetti dell&#8217;asilo dei quali non conoscevamo nessuno dei due genitori, tranne qualche rapido scambio di due o tre parole all&#8217;entrata dell&#8217;asilo. Ebbene, la metà sono venuti accompagnati dai soli papà, mai visti prima, i quali si sono trattenuti per tutta la durata della festicciola. Io ho serie difficoltà ad immaginare la stessa cosa tra i miei amici italiani, eppure ce ne sono anche di mentalità per così dire &#8220;aperta&#8221; e &#8220;moderna&#8221;!</p>
<p>Non sono tutte rose e fiori, e ci sono certamente discriminazioni anche qui, ma il tutto si vive in modo più rilassato e rilassante.<br />
Sul piano personale, questa esperienza di vita all&#8217;estero ci aiuta a metterci in discussione su moltissimi aspetti, e ci aiuta a capire quanto le decisioni che prendiamo sono condizionate dalla nostra cultura di origine. E&#8217; certamente un&#8217;esperienza che raccomanderei a tutti.</p></blockquote>
<p>A chiusura di questa interessantissima intervista, che ci fa davvero pensare su quanto la cultura influenzi la legislazione e attraverso quanta emancipazione debba ancora passare il ruolo femminile in Italia (l&#8217;interesse e il successo suscitato dalla tettona del GF9 ne è dimostrazione!)  vorrei citare un po&#8217; di articoli interessanti sul congedo di paternità che trovate su <a href="http://genitoricrescono.com/">Genitoricrescono</a>:</p>
<ul>
<li><a href="http://genitoricrescono.com/genitori-congedo-panoramica-congedi-parentali/">Panoramica sui congedi parentali</a></li>
<li><a href="http://genitoricrescono.com/genitori-in-congedo-2-perche-non-ne-approfittiamo/">Genitori in congedo- perché non ne approfittiamo?</a></li>
</ul>
<p>Un articolo che ho scritto io per <strong>LiquidaMagazine (con qualche indicazione normativa)</strong>:</p>
<ul>
<li><a href="http://magazine.liquida.it/2008/10/27/congedi-parentali-perche-in-pochi-li-usano/">Congedi parentali: perché in pochi li usano?</a></li>
</ul>
<p>La <strong>legge</strong>:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/Testi/01151dl.htm">Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternita&#8217; e della paternita&#8217;, a norma dell&#8217;articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53</a></li>
</ul>
<p>Qualche articolo interessante in blogosfera:</p>
<ul>
<li><a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/07/29/congedi/">Congedi &#8211; da Loredana Lipperini</a></li>
<li><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2007/11/congedi-parentali.shtml?uuid=1612c5c6-973a-11dc-be8b-00000e251029&amp;type=Libero">Via al part time per mamma e papà (Il sole 24 ore)</a></li>
<li><a href="http://www.sorelleditalia.net/2007/09/01/imagine/">Imagine &#8211; Sorelle d&#8217;Italia</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Gravidanza e parto in Francia</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2008/12/22/gravidanza-e-parto-in-francia/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 22:25:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[mommyblogging]]></category>
		<category><![CDATA[dal_mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
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		<description><![CDATA[Claudia di La casa nella prateria, madre di due bimbi e mezzo (e in attesa di una terza) e che vive in Francia ad Annecy, dopo aver letto l&#8217;articolo in cui MammaAmsterdam raccontava di gravidanza e parto in Olanda ha voluto gentilmente offrire la sua testimonianza dal paese in cui vive sullo stesso tema. Ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://media-cdn.tripadvisor.com/media/photo-s/01/04/20/9e/annecy-france-5.jpg" alt="" width="264" height="198" /><strong>Claudia</strong> di <a href="http://www.lacasanellaprateria.com/">La casa nella prateria</a>, madre di due bimbi e mezzo (e in attesa di una terza) e che vive in Francia ad Annecy, dopo aver letto l&#8217;articolo in cui <strong>MammaAmsterdam</strong> raccontava di <a href="http://www.mammablogger.net/2008/12/02/gravidanza-e-parto-in-olanda/">gravidanza e parto in Olanda</a> ha voluto gentilmente offrire <strong>la sua testimonianza </strong>dal paese in cui vive sullo stesso tema.</p>
<p>Ci siamo scambiate qualche mail e lei in quattro e quattrotto ha prodotto <strong>un post molto interessante</strong> che copio direttamente perché a parlare sia la sua viva voce. <a href="http://www.lacasanellaprateria.com/">Claudia ha un blog affascinante</a> e oltre ad occuparsi dei suoi figli è una vera mamma artigiana che confeziona un sacco di idee carine.</p>
<p><span id="more-205"></span></p>
<blockquote><p>Chi ci conosce lo sa, siamo una famiglia di vagabondi. Non per niente <strong>Leonardo è nato nel Principato di Monaco</strong>, <strong>Gloria a Torino</strong>, e <strong>la sorellina nascerà ad Annecy</strong>. Le mie esperienze precedenti (a Monaco e a Torino) sono tutto sommato positive, ma non paragonabili a quella che sto vivendo qui.</p>
<div></div>
<div>Innanzitutto bisogna precisare che <strong>in Francia la donna incinta è trattata come una regina</strong>. Alle casse persino le nonnine ti lasciano passare (addirittura nell&#8217;ultimo mese mi è capitato per ben tre volte che aprissero una cassa chiusa apposta per me), ti tengono le porte, ti chiedono se hai bisogno di aiuto a portare la spesa. Non che i francesi siano migliori degli italiani ma sono (e sto generalizzando, ci sono anche un sacco di gran cafoni, per carità) più sensibili a questo argomento. Non per niente qui si fanno più figli.</div>
<div></div>
<div>Il che è dovuto anche agli <strong>aiuti economici alle famiglie</strong> (800€ al settimo mese di gravidanza, poi circa 120€ al mese a figlio per i primi tre anni e altri aiuti specifici per chi ha bisogno). Non sono quei 120€ al mese a cambiarti la vita, ma è sempre meglio di niente. Per non parlare degli <strong>800 che permettono di acquistare praticamente tutto il necessario all&#8217;arrivo del bebé</strong>.</div>
<div></div>
<div><strong>L&#8217;epidurale è completamente gratuita</strong>, come tutte le visite, le cure, le ecografie, gli esami del sangue e le eventuali medicine prescritte durante la gravidanza.</div>
<div></div>
<div>Non esiste il &#8220;medico della mutua&#8221; o quello &#8220;a pagamento&#8221;. Si va dal medico, si paga, poi si manda la fattura alla CPAM (l&#8217;equivalente dell&#8217;Asl) che rimborsa direttamente con un bonifico sul conto bancario. Adesso poi con le nuove tessere sanitarie, la maggior parte delle volte non si paga neanche.</div>
<div></div>
<div>Ma torniamo al parto e alla gravidanza. Per i nove mesi si è seguite dal proprio ginecologo o da un&#8217;ostetrica in ospedale. Non avendo ancora un ginecologo qui, ho optato per l&#8217;ostetrica e ne sono più che felice. Questa persona mi ha accompagnata nel vero senso della parola durante questo &#8220;viaggio&#8221; che è la gravidanza. Ha effettuato tutte le visite di routine (le tre ecografie sono effettuate da un ecografista) ma soprattutto <strong>mi ha ascoltata e consigliata</strong> in un periodo difficile della mia vita, indirizzandomi verso vari organismi ai quali potevo rivolgermi per chiedere aiuti di diverso tipo.</div>
<div></div>
<div>Quando al settimo mese mi ha detto che dovevo stare a letto perché rischiavo di partorire prematuramente e io sono scoppiata a piangere perché mio marito si era appena rotto la gamba in due punti e a letto c&#8217;era già lui e quindi a me toccava fare l&#8217;uomo e la donna di casa, <strong>mi ha indirizzata verso la PMI, un organismo che mi manda una persona a casa due volte a settimana per aiutarmi con i lavori domestici per la somma di 71 centesimi all&#8217;ora</strong>.</div>
<div>Ovviamente la signora non riceve 71 cts all&#8217;ora.</div>
<div>Il resto lo paga il comune.</div>
<div>Si puo&#8217; beneficiare di questo aiuto durante tutta la gravidanza (io l&#8217;ho scoperto solo alla fine!) e durante i primi tre mesi del bambino. Mi hanno anche rassicurata: con tre figli mi costerà meno&#8230;</div>
<div></div>
<div>Ma il ruolo della PMI (che sta per <strong>Protection Maternelle et Infantile</strong>, cioè Protezione della Mamma e del Bambino) non si esaurisce qui. Ci sono ostetriche e puericultrici sempre disponibili per qualsiasi evenienza. Le si puo&#8217; chiamare per qualsiasi dubbio relativo alla gravidanza o al neonato, e vengono direttamente a casa per dare sostegno alle future o alle neomamme. Anche in caso di baby blues (depressione post partum), queste persone intervengono tempestivamente.</div>
<div>Il rischio di depressione post parto è preso molto sul serio. Io ne ho sofferto dopo il secondo, quando stavo in Italia, e più che &#8220;hai voluto la bicicletta?&#8221; non mi son sentita dire&#8230;</div>
<div></div>
<div>Ma veniamo al parto. Il parto è un momento importantissimo nella vita di una donna. Spesso il più importante, il più intenso. Ebbene, qui la cosa è tenuta in considerazione. Quando si arriva in ospedale il fatidico giorno, si espone all&#8217;ostetrica di turno il proprio &#8220;projet de naissance&#8221; (progetto di nascita) e cioè come si desidera vivere questo momento. Entro certi limiti ovviamente, si puo&#8217; scegliere la posizione, si puo&#8217; decidere di ascoltare della musica, di abbassare le luci, si puo&#8217; decidere di tenere il bebé con sé da subito, e che le cure di routine vengano effettuate in un secondo momento (se tutto va bene ovviamente). Durante tutta la gravidanza mi sono sentita dire che &#8220;le ostetriche sono le mie alleate&#8221; e che faranno di tutto perché io abbia il parto che desidero. Anche nei giorni successivi, quando vengono a prendere il bambino per sottoporlo ai vari esami, la mamma puo&#8217; decidere di seguirlo.</div>
<div></div>
<div>Un&#8217;altro modo che hanno le ostetriche di prendersi cura della neomamma, è quello di filtrare le visite. Quando è nato Leonardo ci sono stati momenti in cui mi sentivo soffocare, talmente la stanza era piena. E come dire a parenti ed amici, magari anche venuti da lontano, &#8220;ora basta, lasciateci respirare!&#8221;. Per Gloria ho detto a (quasi) tutti di venirmi a trovare una volta a casa e non in ospedale. Peccato che la mia compagna di stanza avesse decine di persone che affluivano in continuazione, impedendo ad entrambe di riposarsi. Ogni tanto arrivava un&#8217;ostetrica o un&#8217;infermiera che li buttava fuori al suon di &#8220;due persone alla volta!&#8221;.</div>
<div></div>
<div>Qui sono un po&#8217; più diplomatiche. A volte mettono un cartello sulla porta della camera &#8220;Mamma stanca, visite veloci per favore&#8221;. Oppure, se sono state informate prima, possono venire in camera e dire gentilmente ai visitatori che la mamma ha bisogno di riposare, e che il bambino starebbe meglio in braccio a lei piuttosto che passato di mano in mano come un pallone da rugby.</div>
<div></div>
<div>E poi c&#8217;è il parto in casa, che anche qui sta diventando di moda. Lo avrei scelto sicuramente se avessi avuto qualcuno a cui affidare Leonardo e Gloria durante il travaglio. Non l&#8217;ho fatto per paura di spaventarli. Quando è nata Gloria, senza epidurale, ho urlato come una forsennata, e se dovesse capitare di nuovo, credo che avrebbero un ricordo poco piacevole della nascita della sorellina.</div>
<div></div>
<div>Comunque per chi opta per questa soluzione, il trattamento è ancora più presonalizzato. L&#8217;ostetrica effettua le visite a domicilio, ascolta le esigenze della mamma e della famiglia. Il parto in casa è possibile a certe condizioni: nessuna complicazione e vicinanza di un ospedale attrezzato in caso di emergenza.</div>
<div></div>
<div>Insomma, durante questa terza gravidanza, oltre ad essere seguita da persone qualificate, come mi è successo anche a Montecarlo e a Torino, mi sono sentita &#8220;<strong>coccolata</strong>&#8220;, il che non fa mai male. Tengo a precisare che l&#8217;Italia è il mio paese, che amo immensamente e che mi manca da morire. Spero che i miei paragoni non siano interpretati come critiche perché non era quello il mio intento. Semplicemente ho raccontato le esperienze che ho vissuto in diverse circostanze. Non intendo dire che quello che mi è successo in Italia rappresenta l&#8217;Italia intera, né che quest&#8217;angolo di paradiso nel quale vivo sia &#8220;la Francia&#8221;.</div>
</blockquote>
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		<title>Gravidanza e parto in Olanda</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 07:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[mommyblogging]]></category>
		<category><![CDATA[dal_mondo]]></category>
		<category><![CDATA[parto]]></category>

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		<description><![CDATA[Inauguro la rubrica Dal Mondo, dedicata al mommyblogging italiano all&#8217;estero con un tema estremamente interessante e che &#8211; ne sono convinta &#8211; farà venir voglia a molte mamme di trasferirsi nella terra dei mulini a vento. MammaAmsterdam che è blogger, giornalista e traduttrice è stata così carina da voler raccontare  &#8211; in uno dei nostri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://www.ed-scuoladibase.it/amicocarta/incontro/4/01_04.jpg" alt="" width="240" height="359" />Inauguro la rubrica <a href="http://www.mammablogger.net/tag/dal_mondo/">Dal Mondo</a>, dedicata al <strong>mommyblogging italiano all&#8217;estero</strong> con un tema estremamente interessante e che &#8211; ne sono convinta &#8211; farà venir voglia a molte mamme di trasferirsi nella terra dei mulini a vento.</p>
<p><a href="http://mammamsterdam.blogspot.com/">MammaAmsterdam</a> che è <strong>blogger, giornalista e traduttrice</strong> è stata così carina da voler raccontare  &#8211; in uno dei nostri consueti scambi di mail &#8211; come viene seguita una donna che aspetta un figlio in Olanda.</p>
<p>Il Sistema sanitario olandese ha un <strong>approccio molto diverso alla gravidanza</strong>:</p>
<blockquote><p>Innanzitutto devo dire che <strong>ci ho messo almeno cinque mesi per capire il Sistema</strong> e fino ad allora ero incazzata, preoccupata, mi sentivo presa poco sul serio e insomma, tutte le paturnie che vi potete immaginare. Il punto è che qui hanno il mito del parto naturale e il meno medicalizzato possibile, il che da un lato è una cosa bellissima (e infatti se dovessi rifare dei figli li rifarei solo qui)però bisogna capire bene che tipo di presupposto sta a monte di tutto questo e cioé l&#8217;<strong>intervento solo nel caso di bisogno. </strong>Insomma, tu scopri di essere incinta (di questi tempi anche dopo un ritardo minimo) e ti vorresti precipitare dalla specialista che ti segue e intonare l’<em>alleluja</em>. E invece ti senti dire: &#8220;benissimo prenda un appuntamento per quando sarà alla 12esima settimana e attenda con pazienza&#8221;.</p>
<p>E cominci ad incazzarti.</p>
<p><span id="more-125"></span></p></blockquote>
<p>Nei Paesi Bassi un ruolo fondamentale durante una gravidanza e il conseguente parto lo hanno le <strong>Ostetriche</strong>: sono loro che in qualche modo guidano le danze e rassicurano le mamme alle prime armi.</p>
<blockquote><p>Il punto è che, le ostetriche lo sanno benissimo: <strong>fino al terzo mese</strong> c’è molto poco da dire e anzi, in tantissimi casi, rischi che entro allora smetta di esserci qualcosa da dire. Quindi quel po’di precauzioni, alimentazione consigli ecc. te li dà il tuo medico, che sa anche benissimo se ci sono patologie o altre situazioni in corso, e che quindi è la persona più indicata per capire se si ha necessità di controlli preventivi.<br />
Dopo il terzo mese ti affidi ad un ambulatorio che spesso raggruppa diverse ostetriche e entri nel sistema.</p>
<p>Il sitema prevede di scoprire il prima possibile se si tratta di una gravidanza normale, a rischio o cosa. Se è minimamente a rischio, passi di corsa sotto controllo specialistico e l’ostetrica non è più la persona adatta a seguirti. Se in qualsiasi momento alle ostetriche viene il dubbio (e loro hanno tutti gli strumenti per farselo venire) che il tuo caso esula dalle loro competenze ti spediscono di corsa a farti un controllo in ospedale e se è il caso passano le consegne.<br />
Però, facciamo finta che sei sanissima ed hai una gravidanza normale, che è poi il caso della stragrande maggioranza delle donne. Alla <strong>dodicesima settimana</strong> fai il primo controllo. Con una bella check-list in mano ti chiedono vita, morte e miracoli. <strong>Anche cose che forse vorresti non far sapere al tuo compagno, tienine conto</strong>. Una delle domande di routine, per esempio è <strong>se hai mai subito uno stupro e come l’hai elaborato.</strong> In tal caso stanno molto attente se devi essere visitata.</p>
<p>Io <strong>la prima visita interna che ho avuto è stata all’ottavo mese</strong>. Se non è necessario, non ce n’è bisogno.</p></blockquote>
<p>Quali esami vengono prescritti obbligatoriamente in Olanda?</p>
<blockquote><p>Si discute degli eventuali esami prenatali. Te li prescrivono, se vuoi. Non ti possono proporre loro per motivi etici tutte le varie amniocentesi ecc. Gliele devi chiedere tu (abbiamo un <em>Bible Belt</em> qui, non ce lo scordiamo: gli Olandesi non vaccinano i figli perché la Bibbia non ne parla). L&#8217;ecografia prima della visita si fa solo se necessaria,ti vengono prescritte tutte le analisi del sangue e ogni tot, se sei carente di ferro, una punturina sul pollice per vedere i valori. Insomma, punture e sfrucugliamenti inutili te li evitano (stiamo sempre parlando di quell’enorme percentuale di donne sane e con gravidanze normali, ricordate?)</p>
<p>Le visite ostetriche si infittiscono e diventano appuntamenti ad intervalli sempre più ravvicinati man mano che si avvicina il parto e ogni volta controllano: la tua pressione, il battito cardiaco del pupo (e che emozione, io mi commuovevo fino alle lacrime) e come ti cresce la pancia con il metro da sarta . Nel caso ci fossero anomalie ti spediscono di corsa in ospedale per un controllo. Letteralmente. Seduta stante prendono il telefono, chiamano Ostetricia e dicono: “se fra venti minuti vi mando qualcuno per questo o quello, c’è posto da voi? No? Fra un’ora? Alloro provo prima a un altro ospedale, grazie”).</p>
<p>Di norma ti chiedono come va, come ti senti, se noti cose strane e se va tutto bene in venti minuti sei fuori.</p></blockquote>
<p>Per MammaAmsterdam è stato molto rassicurante rendersi conto che il proprio figlio sarebbe nato alla presenza di una di queste donne che la stavano seguendo, consigliando e visitando durante tutta la gravidanza. <strong>La gravidanza non è percepita come una malattia</strong> e la donna diventa <strong>parte attiva</strong> del percorso naturale che sta attraversando:</p>
<blockquote><p>Un’altra cosa, man mano che avanzano i mesi, è che ogni volta ti dicono: &#8220;mi raccomando per qualsiasi cosa, chiama e veniamo a casa a controllare, anche se ti sembra una cosa stupida, anche se è solo una botta di depressione o un brutto sogno, le tue sensazioni prendile sul serio. Anche se è notte, telefona, magari risolviamo per telefono, se serve ti prenotiamo l’ospedale e nel dubbio passiamo di lì.&#8221;</p>
<p>Insomma, sei un soggetto attivo. Non un caso clinico.</p></blockquote>
<p>Ad un certo punto <strong>bisogna decidere dove si vuole partorire</strong>:</p>
<blockquote><p>Dove partorire? In casa o all’ospedale? <strong>La maggior parte delle olandesi </strong>sceglie per il parto <strong>in casa</strong> (sempre in assenza di complicazioni, parere negativo ecc.)</p>
<p>Le riviste da ostetriche che leggevo in sala d’attesa parlavano di parti avvenuti in una roulotte parcheggiata in un bosco di fronte a un parco naturale, su case in battello, le cose più strane.</p>
<p>Tanto l’Olanda è piccola, un ospedale vicino c’è sempre e le ambulanze attrezzate ci sono e se serve arrivano di corsa con lo specialista a bordo ecc.</p>
<p>Io <strong>da brava italiana ho detto di corsa: policlinico</strong>. A seconda dell’assicurazione sanitaria che hai, o l’uno o l’altro possono costarti di più o di meno.</p>
<p><strong>Se decidi di partorire in ospedale, ti ci portano solo quando hai raggiunto una certa dilatazione o se ci sono problemi</strong>.</p>
<p>Il che è una cosa bellissima, ho scoperto. Intanto stai a casa tua e fai quello che ti pare. Vuoi stare seduta, sdraiata, a testa in giù, sul divano, a camminare o immersa nella vasca da bagno calda (che è un anestetico formidabile ed accelera il momento clou), lo fai. Ti distrai con quello che ti pare: un film, il blog, la tua musica preferita.<br />
A casa in ogni caso hai <strong>il pacchetto di prima necessità</strong> sempre e comunque. Contiene <strong>incerate, garze, ciappette per il cordone ombelicale, assorbentoni</strong> senza lo strato di plastica per dopo, tutto quello che ti serve, se all’occorrenza devi partorire lì.</p>
<p><strong>L’ostetrica si porta dietro un’assistente</strong>, anche questa una figura professionale specializzata.</p>
<p><strong>Non solo assiste al parto, ma ti sta in casa una o due settimane</strong> (una è fissa e gratis, la seconda dipende) e ti fa tutto.</p>
<p><strong>Lava, pulisce, cucina, porta a scuola gli altri figli</strong> se li hai, fa il caffé agli ospiti, ti insegna ad accudire il bambino, ti aiuta per l’allattamento e a capire come funziona.</p>
<p>Misura pressione e temperatura a te e al pupo, ti insegna a prender nota del dossier dopoparto in cui segni tutte le evacuazioni del pupo con relativo orario, tutte le poppate, le temperature due volte al giorno, ti controlla e medica i punti.</p></blockquote>
<p>MammaAmsterdam è stata entusiasta del trattamento (ndr: <em>io ci avrei fatto una firma a qualcuno di specializzato che stesse in casa mia tutto il giorno nel primo periodo di sbandamento post parto!</em>):</p>
<blockquote><p>Insomma, perché a me tutto questo sembra una figata pazzesca? Prima di tutto per la <strong>non medicalizzazione della gravidanza</strong>, che se ne parla sempre e si fa ancora troppo poco. Poi perché così <strong>partorisci quando devi e non quando fa comodo allo specialista</strong> ( com’era l’articolo sul fatto che in Italia nei weekend nascono solo bimbi di famiglie svantaggiate? Perché tutti gli altri hanno il cesareo bello e programmato?).</p>
<p><strong>Perché partorisci affidata a una persona che conosce te e la tua gravidanza da almeno sei mesi</strong>. Perché cercano il più possibile di tenerti a casa tua, dove sei tanto più comoda,  e non in ospedale.</p>
<p>Con Ennio, il primo, siamo stati una notte in osservazione e poi ci hanno rispediti a casa. Orso, il secondo è nato alle 4.37 e alle 7.15 eravamo a farlo conoscere a casa ai nonni e al fratellino appena svegliato. <strong>Poi sono andata a dormire nel mio letto</strong>, con il nostro cucciolo in mezzo a noi.</p>
<p>Cercano al massimo di <strong>evitare l’antidolorifico standard</strong>, perché in un modo o nell’altro entra in circolo al bambino.</p>
<p>Però <strong>se vuoi l’epidurale</strong>, lo decidi in anticipo insieme all’ostetrica che ti aiuta a fare una scelta informata. Mi sto sicuramente scordando un sacco di cose essenziali, ma <strong>la cosa migliore è l’assistenza a casa. </strong></p>
<p>Tutto questo, non siamo ingenui, <strong>serve sicuramente a risparmiare un sacco di soldi al sistema sanitario</strong>. Ma è un <strong>risparmio intelligente</strong>, finalizzato al comfort della mamma e del bambino e di tutta la famiglia che hanno (o non hanno) intorno.</p>
<p>Certo, non tutti i parti vanno bene. Non tutte le gravidanze non sono a rischio. Tutti gli esseri umani, anche i migliori specialisti, rischiano di commettere errori.</p>
<p>A volte con il mito del parto naturale si aspetta ad intervenire e non sempre va bene. Ma ditemi un posto dove questo non succede.</p></blockquote>
<p>Di questo scambio di mail mi è piaciuto molto il finale in cui MammaAmsterdam racconta cosa ha imparato su parto e gravidanza dalla sua esperienza:</p>
<blockquote><p>Cosa ho imparato dai miei due parti? Beh, il travaglio del secondo me lo sono talmente suonato e cantato io dalle 8 del mattino (prima lievissima contrazione) fino alle 2.30 di notte quando ho chiamato l’ostetrica per dirle che avevo le contrazioni all’intervallo giusto (e grazie alla respirazione e agli infiniti bagni caldi sono stata benissimo, mentre mia madre e mio marito erano in coma, stroncati dall’influenza che a me ha messo tutto in moto con una settimana di anticipo), e mi sentivo così bene e tranquilla che se non avessi avuto la casa piena di nonni l’avrei fatto volentieri nel mio letto.</p>
<p>Però mentre ero in ospedale, credendo ancora di poter partorire in piedi o acquattata, come le ostetriche mi avevano concesso su mia richiesta (poi le cose sono andate così in fretta che non è stato così) mi sono resa conto che <strong>se fossi rimasta in casa non mi sarei concessa di gridare, per non disturbare</strong>. Mentre il bello dell’ospedale è che hai una camera attrezzatissima tutta per te e puoi decidere un mucchio di cose tu e ho urlato quanto volevo. Senza remore.<br />
Che dire, ho avuto un culo spaventoso, i miei parti li ricordo come i momenti più belli e potenti dela mia vita e se ci riesco non vedo l’ora di farne un terzo. Che a una con l’intelletto ipetrofico come me, la prima gravidanza mi ha fatto scoprire che ho un corpo, per 35 anni avevo tentato in tutti i modi di ignorarlo. Certe volte penso che se avessi potuto, mi sarei riprodotta per partenogenesi. Il che ti dimostra a quanto ti fa bene far figli.</p></blockquote>
<p><strong>Link correlati</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://mammamsterdam.blogspot.com/">il blog di MammaAmsterdam</a></li>
<li><a href="http://www.corriere.it/solferino/severgnini/03-05-17/10.spm">Dieci motivi per non partorire in Olanda</a> (&#8220;Corriere della Sera&#8221;, lettere a Severgnini)</li>
<li><a href="http://guide.supereva.it/olanda/interventi/2007/09/308661.shtml">La sanità in Olanda</a> (SuperEva)</li>
<li><a href="http://www.expatclic.com/index.php?view=article&amp;id=1917&amp;option=com_content&amp;Itemid=89">Ho partorito (due volte) in Olanda</a> (www.exaptclic.com)</li>
<li><a href="http://www.bimbi.it/Osservatorio/articoli/Parto_medicalizzato_e_parto_naturale_il_racconto_di_una_mamma.aspx">Parto medicalizzato e parto naturale, il racconto di una mamma (che ha partorito in Olanda)</a> (www.bimbi.it)</li>
</ul>
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