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	<title>Mommyblogging italiano &#187; papà_blogger</title>
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	<description>Il meglio dalla BlogoMammaSfera</description>
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		<title>Fifty-fifty, ovvero quando mamma e papà si dividono i compiti</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 17:04:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[conciliazione]]></category>
		<category><![CDATA[genitorialità]]></category>
		<category><![CDATA[mommyblogging]]></category>
		<category><![CDATA[coinvolgimento_padri]]></category>
		<category><![CDATA[papà_blogger]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi su &#8220;Repubblica&#8221; un interessante articolo di Anais Ginori su quello che in America è diventato un vero e proprio movimento. Tutto nasce da una mamma e papà che hanno elevato a sistema la suddivisione dei compiti in famiglia: 50% e 50%. La mattina Marc e Amy si mettono a tavolino, fanno la lista delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/fiftyfifty.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-342" title="fiftyfifty" src="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/fiftyfifty-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Oggi su &#8220;<a href="http://www.repubblica.it">Repubblica</a>&#8221; un interessante articolo di<strong> Anais Ginori</strong> su quello che in America è diventato un vero e proprio movimento.</p>
<p>Tutto nasce da una mamma e papà che hanno elevato a sistema <strong>la suddivisione dei compiti in famiglia</strong>: 50% e 50%.</p>
<p>La mattina Marc e Amy si mettono a tavolino, fanno la lista delle cose da fare e se le dividono in modo equo e solidale: spesa, riunioni a scuola, pulizie di casa e tutto quello che potremmo definire menage familiare viene ripartito come in una vera e propria azienda.<span id="more-290"></span></p>
<p>Sono talmente contenti dell&#8217;esito di questa idea che hanno addirittura aperto un sito che sta facendo numerosi adepti: <a href="http://equallysharedparenting.com/">http://equallysharedparenting.com</a> e un blog <a href="http://equallysharedparenting.com/blogger.html">EquallyBlog</a> dove offrono spunti e consigli su come compilare la lista e agire in sintonia e accordo per spartire i compiti nel modo più funzionale possibile.</p>
<p>Si direbbe <strong>un vero e proprio manuale di sopravvivenza del genitor</strong>e manager che deve conciliare lavoro, famiglia e impegni legati al buon andamento della vita quotidiana.</p>
<p>Non tutti sono propensi alle liste e c&#8217;è chi &#8211; come una giornalista del Guardian, Viv Groskop &#8211; le trova abbastanza inquietanti e dopo un giorno passato condividendone una con il marito, ha deciso che non faceva per lei.</p>
<p>Di certo il problema della divisione dei lavori tra mamma e papà è all&#8217;ordine del giorno, soprattutto in Paesi come l&#8217;Italia dove siamo ancora molto indietro. In quante donne si fanno carico degli impegni familiari pensando che sia assolutamente normale fare in questo modo? Non so voi, ma la percezione culturale è tangibilmente spostata in una direzione univoca, almeno dalle mie parti.</p>
<p>La maggior parte delle mamme si fa carico di incastrare figli, impegni di lavoro, baby sitter, orari soffocati per gestire tutto come (parafraso un famoso momblog) se dovesse gestire i Piattini cinesi.</p>
<p>In poche si fermano a pensare che se alle 17 c&#8217;è una riunione di lavoro e contemporaneamente bisogna andare a parlare con la maestra di Paolino non è necessariamente che dobbiamo essere noi a fare i salti mortali ma bisogna trovare una soluzione coinvolgendo anche il papà.</p>
<p>Pochi padri, d&#8217;altra parte, la considerano una cosa normale.</p>
<p>E invece &#8211; e questa era la parte dell&#8217;articolo che mi è piaciuta di più &#8211; è proprio passando attraverso queste buone abitudini che si cambia un modo di pensare e si coltiva una mentalità che pone il rispetto per le donne, le madri e le sorelle in primo piano.</p>
<p>E in un periodo in cui ogni giorno si sentono storie strazianti di violenza sulle donne, partire da un&#8217;inversione culturale profonda può essere la risposta.</p>
<p>Ovviamente questo argomento ne richiama a se&#8217; molti altri: <strong>la suddivisione dei compiti passa anche dalla legislazione</strong> e come ben sappiamo i padri non sono molto invogliati ne&#8217; tutelati, anche quando vorrebbero contribuire maggiormente alla causa familiare.</p>
<p><a href="http://genitoricrescono.com/genitori-congedo-panoramica-congedi-parentali/">Gentori crescono</a> ha scritto un interessantissimo post dove presenta una panoramica esaustiva sui <strong>congedi parentali in Italia</strong> e bisogna ammettere che la situazione è davvero deprimente: anche quando il padre fa di tutto per essere presente e partecipe, usando al meglio i propri diritti, viene spesso ghettizzato sul posto di lavoro o addirittura deriso (fonte<a href="http://magazine.liquida.it/2008/10/27/congedi-parentali-perche-in-pochi-li-usano/"> mio articolo su Liquida</a>).</p>
<p><a href="http://www.maschileplurale.it/cms/index.php">Maschile Plurale</a> è un&#8217;associazione che si batte proprio per <strong>migliorare, aumentare e sensibilizzare</strong> al coinvolgimento dei padri nel sistema &#8220;famiglia&#8221; e non possiamo che applaudire ad un&#8217;iniziativa che per il momento è locale ma auspichiamo diventi nazionale: la civilizzazione e il rispetto delle donne parte da progetti come questo.</p>
<p>Per quanto riguarda le liste di Marc e Amy, forse non c&#8217;è bisogno di pianificare in maniera scientifica e basterebbe solo un po&#8217; di attenzione e buon senso.</p>
<p>Noi donne dobbiamo ricordarci &#8211; per prime &#8211; che il carico familiare e ogni impegno dei figli è responsabilità di entrambi i genitori e gli uomini dovrebbero cominciare a essere propositivi e flessibili a occupazioni che fino a poco tempo fa venivano considerate appannaggio unico delle donne.</p>
<p>E poi c&#8217;è l&#8217;educazione dei nostri figli. Non dimentichiamoci che fin da piccoli gli possiamo insegnare la parità e se Paolino gioca con le bambole non bisogna farne una tragedia o additarlo &#8211; colpevolizzandolo &#8211; a femminuccia, così come se Sofia fa &#8220;il maschiaccio&#8221;. I maschi viziati e maschilisti sono i figli di madri più maschiliste di loro.</p>
<p>Opere come il <a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788860887528/Manuale_di_sopravvivenza_del_padre_contemporaneo/Gianni_Biondillo.html">Manuale di sopravvivenza del padre contemporaneo</a> di Severino Colombo sono allora delle lodevoli quanto rincuoranti iniziative editoriali che fanno ben sperare su un cambiamento che sarebbe ora che prendesse fortemente piede.</p>
<p><strong>Voi cosa ne pensate? com&#8217;è la situazione a casa vostra?</strong></p>
<p>Se ne discute anche su <a href="http://momblogitalia.ning.com">Momblogitalia</a></p>
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		<title>Un bravo papà: intervista a Riccardo di Bravibimbi.it</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 23:14:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[mommyblogging]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[papà_blogger]]></category>

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		<description><![CDATA[I papà blogger stanno prendendo sempre più consapevolezza del valore aggiunto che portano alla blogosfera ma soprattutto alla famiglia. Tra i tanti che si impegnano ogni giorno per offrire il punto di vista e il contributo dell&#8217;altra metà del cielo (questa volta il lato maschile della questione) c&#8217;è anche Riccardo che con la moglie gestisce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/logo_bravibimbi.gif"></a><a href="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/logo_bravibimbi.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-338" title="logo_bravibimbi" src="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/logo_bravibimbi-300x82.gif" alt="" width="300" height="82" /></a>I papà blogger stanno prendendo sempre più consapevolezza del valore aggiunto che portano alla blogosfera ma soprattutto alla famiglia. Tra i tanti che si impegnano ogni giorno per offrire il punto di vista e il contributo dell&#8217;altra metà del cielo (questa volta il lato maschile della questione) c&#8217;è anche Riccardo che con la moglie gestisce il blog/sito/forum <a href="http://www.bravibimbi.it/">Bravibimbi.it</a></p>
<p>L&#8217;ho intervistato, cercando di capire il suo punto di vista su conciliazione, paternità e importanza della Rete Sociale sui temi della genitorialità. Ho scoperto che il suo/loro sito ha un obiettivo tra i più lodevoli e cioé costituirsi come associazione per raccogliere fondi per i bambini meno fortunati.</p>
<p><span id="more-288"></span></p>
<p><strong> Com&#8217;è nata l&#8217;idea di bravibimbi.it e quali sono gli obiettivi di questo sito?</strong></p>
<blockquote><p>Quanto spazio mi lasci per rispondere?<br />
Il blog/sito è partito qualche mese prima che mia moglie partorisse la nostra Rebecca (che ora ha un anno).<br />
Volevamo semplicemente tenere un <strong>diario di bordo</strong> dove raccontarci per rileggerci in futuro.<br />
Poi ci siamo accorti che potevamo anche dare delle <strong>informazioni utili ad altre mamme</strong> raccogliendo il materiale trovato su riviste, parlando con il ginecologo o la pediatra di turno e facendoci aiutare da alcuni amici che operano nel settore.<br />
Preciso che <strong>il sito ha carattere divulgativo</strong> e non scientifico e che è sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia. Sembra una banalità ma non è così, visto la smania di informazioni che la gente cerca su Internet.<br />
Con il tempo i nostri post hanno cominciato a ricevere delle risposte e delle domande.<br />
Abbiamo visto che c&#8217;era <strong>molto coinvolgimento</strong> e abbiamo quindi cercato di allargare la cosa <strong>dando la possibilità ad altre mamme di tenere dei propri &#8220;diari&#8221;</strong>. Ad oggi siamo a quota 85 diari. Ognuno racconta una propria esperienza, quasi sempre unica e diversa dalla altre.<br />
Un ulteriore passo l&#8217;abbiamo fatto poi <strong>grazie al forum</strong> dove vengono discussi gli aspetti legati alla maternità e non solo, liberamente e senza filtri (basta usare la testa).</p>
<p>Se tutto va in porto, l&#8217;obiettivo di questo sito, che si basa sulla condivisione delle esperienze di mamma e papà, è diventato molto ambizioso: <strong>stiamo per costituirci &#8220;Associazione&#8221; per raccogliere fondi da dare in beneficienza ai bambini meno fortunati dei nostri</strong>.<br />
Abbiamo una serie di contatti privilegiati e vorremmo sfruttarli non a scopo di lucro ma per dare una speranza alle famiglie e ai piccolini che hanno degli occhi tristi a cui non si può rimanere indifferenti. E sono tanti.<br />
Qualcosa abbiamo già fatto e crediamo sia la strada giusta.<br />
Ah: no, non diventeremo mai un &#8220;Edoardo Costa&#8221; della situazione, su questo puoi contarci!</p></blockquote>
<p><strong>Cosa significa essere un papà blogger e quali sono i contributi al maschile che secondo te possono essere utili ai lettori?</strong></p>
<blockquote><p>Di papà blogger ce ne sono pochissimi. Sembra che <strong>il papà rimanga nascosto</strong>, tanto su Internet quanto a casa. Ho alcuni amici padri che in effetti&#8230;latitano.<br />
Per loro non sembra essere cambiato nulla.<br />
Scaricano molto sulla moglie e con il figlio stanno, se non escono con gli amici, la sera o il fine settimana se va bene.<br />
Parlo di esperienze personali, non voglio generalizzare.<br />
Il contributo maschile è&#8230; una visione diversa di come si vive la gravidanza &#8220;dall&#8217;esterno&#8221; e come si vive quando il figlio è venuto al mondo.<br />
E&#8217; una esperienza meravigliosa ma bisogna essere capaci di guardarsi dentro e dire: &#8220;Ok, non è più come prima. Qui si cambia tutto&#8221;. E non vuol dire che tutto cambi in peggio. Sicuramente all&#8217;inizio i sacrifici sembrano enormi ma poi ogni cosa trova una sua dimensione. Mi piacerebbe che i papà avessero il coraggio di tirare fuori il loro lato &#8220;femminile&#8221; e condividessero di più, anche online, quello che pensano e provano. Io, onestamente, mi sento una mosca bianca, che predicherà anche bene e razzolerà male ma&#8230; almeno ci provo.</p></blockquote>
<p><strong>Pensi che in Italia la conciliazione tra mamme-papà e lavoro al femminile funzioni bene? qual&#8217;è il tuo punto di vista?</strong></p>
<blockquote><p>No. <strong>Le donne sono penalizzate tantissimo</strong>. Mia moglie è stata penalizzata tantissimo. Le nostre amiche sono state penalizzate tantissimo. <strong>Non c&#8217;è flessibilità</strong>, non si dà importanza alla famiglia.<br />
Il discorso può cambiare solo quando i &#8220;capi&#8221; o il &#8220;datore di lavoro&#8221; hanno dei figli.<br />
In questo caso possono capire le nuove esigenze che si vengono a creare (&#8220;pronto? Sì la chiamo dall&#8217;asilo, sua figlia ha la febbre può venire subito a prenderla?&#8221;), altrimenti sembra che non ci arrivino proprio.<br />
Quante volte mi sono sentito dire: &#8220;Ma che faccia che hai, non hai dormito ieri notte? Cos&#8217;è, la bimba piangeva?&#8221;. Soprattutto il primo anno, che è un vero inferno, andrebbero concessi più permessi ai lavoratori dipendenti. Che poi non è nemmeno questo: quello che vorrei evitare sono i pensieri e gli sguardi di quelli che magari ti vedono uscire prima o puntuale dal lavoro e pensano: &#8220;Seee, mo&#8217; guarda questo, solo perché ha una figlia fa quello che vuole&#8221;. Forse è un problema culturale.<br />
Se dovessimo poi parlare della donna che, incinta o in procinto di, si mette a cercare lavoro, beh, qui si aprirebbe un buco nero&#8230;</p></blockquote>
<p><strong>Se dovessi dare un consiglio ai neopapà che ti leggono &#8211; quello che ti sta più a cuore &#8211; quale gli daresti?</strong></p>
<blockquote><p>Di stare il più possibile con i figli. Perché crescono inesorabilmente. Di farsi scivolare addosso i commenti degli amici: &#8220;Oh, ma dai, perché questa sera non vieni a farti una birretta anche tu?&#8221;, i problemi di lavoro e di godersi la famiglia. Di continuare a &#8220;costruire&#8221; qualcosa per poter stare, tutti insieme, sempre meglio.</p></blockquote>
<blockquote><p><strong> 3 blog di mamme o papà che leggi abitualmente</strong><br />
Sai che non ho molto tempo di leggere altri blog? Panzallaria è sicuramente il più stimolante però! <img src='http://www.mammablogger.net/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
Periodicamente faccio sempre un giro dei blog per capire cosa si dice in giro, per trovare chi sta vivendo le stesse mie/nostre esperienze. Anche se spesso il tutto rimane virtuale è comunque molto piacevole.</p></blockquote>
<blockquote><p>Ciao, Riccardo, alias &#8220;Barbapapà&#8221;.</p></blockquote>
<p>Che dire: sono ammirata e in bocca al lupo!!!!</p>
<p>viva i barbapapà!!!!!!!!!!!!!!</p>
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		<title>Intervista a papà Tiziano</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2008/11/18/intervista-a-papa-tiziano/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 16:40:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[mommyblogging]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
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		<description><![CDATA[Per la rubrica interviste ho avuto il piacere di uno scambio di mail con papà Tiziano che con la moglie scrive il blog Canneori&#8217;s family blog e che ha acconsentito a rispondere a un po&#8217; di domande sulla sua vita di blogger, sul ruolo dei padri nella BlogoMammaSfera e su come nascono i suoi post. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://canneorifamily.wordpress.com/"><img class="aligncenter" src="http://www.mammablogger.net/img/canneori.jpg" alt="" width="200" height="44" /></a></p>
<p>Per la rubrica <a href="http://www.mammablogger.net/category/interviste/">interviste</a> ho avuto il piacere di uno scambio di mail con papà Tiziano che con la moglie scrive il blog <a href="http://canneorifamily.wordpress.com/">Canneori&#8217;s family blog</a> e che ha acconsentito a rispondere a un po&#8217; di domande sulla sua vita di blogger, <strong>sul ruolo dei padri nella BlogoMammaSfera</strong> e su come nascono i suoi post.</p>
<p><span id="more-68"></span></p>
<p><strong>Com&#8217;è nata l&#8217;idea di aprire il blog?</strong></p>
<blockquote><p>Per rispondere a questa domanda credo sia necessario partire da lontano. Quand&#8217;ero alle scuole superiori ebbi la fortuna di incontrare un professore d&#8217;Italiano &#8220;diverso&#8221; dal solito. Era un tipo &#8220;alternativo&#8221; che non seguiva alla lettera il programma ministeriale e che, infatti, ci fece studiare molta poesia. L&#8217;incontro con lui e con alcuni autori in particolare mi cambiò profondamente. Da allora scrivo, ovunque e comunque. Scrivere è una necessità. Quando vivo una situazione, dalla più banale a quella più complessa, la metabolizzo sempre attraverso la scrittura. L&#8217;arrivo al blog è stato perciò abbastanza scontato. Come tanti ho iniziato ad utilizzare sempre più massicciamente il pc rispetto al taccuino, poi ho scoperto il fascino della condivisione e il piacere di scrivere non solo per me stesso e senza renderemene conto mi sono ritrovato ad essere un &#8220;autore&#8221;&#8230; Il primo blog che ho aperto era pubblicato su Altervista ed era più che altro un contenitore di emozioni, poesie e foto; aveva un taglio molto &#8220;mistico &#8211; interiore&#8221; e mi piaceva, ma con il tempo le idee e la voglia si affievolirono&#8230; Visitando alcuni blog interessanti capii che il vero motore di quegli spazi era la passione, quella vera per l&#8217;argomento trattato. Chi scrive con successo e cura un blog ben fatto lo fa perchè parla di un qualcosa che gli sta a cuore, che lo appassiona veramente&#8230; e cosa c&#8217;è di più appassionante per un giovane padre della sua famiglia??? E&#8217; così che è nato il Canneori&#8217;s Family Blog, un diario semplice per condividere con gli altri le gioie e anche i dolori della mia famiglia.</p></blockquote>
<p><strong>In quale momento della giornata scrivi e quali sono gli argomenti che ti piace di più affrontare?</strong></p>
<blockquote><p>All&#8217;inizio non avevo un metodo nè una organizzazione nella tenuta del blog; facevo tutto d&#8217;istinto. Appena avevo l&#8217;ispirazione mi collegavo e buttavo giù il post tutto di getto. Non c&#8217;era un orario. Adesso invece, dopo quasi un anno, ho capito che questa &#8220;passione&#8221; per essere efficace dev&#8217;essere gestita meglio, perciò adesso prendo appunti su ciò che capita in famiglia (il vaccino della Cecilia, le paturnie di Matteo con l&#8217;asilo, il caro-spesa, ecc&#8230;) poi, solitamente la sera dopo che la casa ha raggiunto una certa quiete, mi collego e butto giù una bozza. L&#8217;indomani sul lavoro, quando ho un momento libero la rileggo, la correggo e la pubblico. Questo mi evita di scrivere cose troppo istintive e mi permette di rintracciare fonti e foto. Per quanto riguarda gli argomenti che amo trattare al primo posto ci sono sicuramente i miei figli e il mio rapporto con loro. Essere genitori è veramente un&#8217;avventura pazzesca fatta da un&#8217;infinita di emozioni e di stati d&#8217;animo diversi. In generale, comunque, scrivo un pò della nostra vita, degli eventi che ci toccano, anche indirettamente e di tutto ciò che mi colpisce, anche negativamente. Essere un blogger significa stare in bilico su un filo, rimanere in equilibrio tra un puro diario personale e gestire uno spazio che possa essere utile ad altri come te.</p></blockquote>
<p><strong>Perché credi che i blog di papà non abbiano tutto il successo che hanno quelli delle vostre colleghe mamme?</strong></p>
<blockquote><p>Bella domanda. Da quando frequento questo &#8220;network&#8221; di genitori-scrittori me lo sono chiesto spesso. Non ho trovato risposte definitive ma alcune considerazioni, forse, si avvicinano alla verità. Innanzitutto tra mamme c&#8217;è più solidarietà: le mamme si commentano, si scrivono, si sostengono e questo crea un volume di informazioni e di idee che si nota. Poi c&#8217;è da considerare che spesso le mamme sul web cercano informazioni su alcuni argomenti specifici come l&#8217;allattamento, la ricerca di una gravidanza, lo svezzamento, ecc&#8230; cose che solitamente un uomo collegato in rete non cerca. Si ricalca, in parte, ciò che accade fuori da internet. Le mamme continuano a rappresentare coloro che in famiglia svolgono il ruolo predominante di genitore/curatore della prole: la mamma partorisce, allatta e il suo rapporto con i figli é speciale, unico. Questo approccio c&#8217;è anche sul web. Le mamme vogliono essere documentate, vogliono essere consapevoli, sanno che altre mamme le possono aiutare e perciò scrivono, domandano, commentano&#8230; Noi padri siamo diventati parte attiva di questo processo da troppo poco tempo. Siamo, ed in parte &#8220;ci&#8221; siamo rilegati in una posizione secondaria come a volerci nascondere e questo è stato un errore&#8230; Una mamma sta a casa, mediamente, 4-6 mesi dopo il parto, un uomo solo 1-2 settimane. Per noi parlare di pannolini lavabili, di notti insonni e di gelosia fra fratelli sembra imbarazzarci; riteniamo, a torto, che non sia un argomento interessante e perciò ci dedichiamo ad altro. Sono rimasto stupito dal vedere quanti pochi siano i blog che parlano di genitorialità in senso lato tenuti da uomini, davvero pochissimi. Sono però convinto che così come nella vita reale anche sul web i padri impegnati e consapevoli dell&#8217;importanza del loro ruolo siano tanti&#8230; forse serve loro solo un pò di coraggio&#8230;</p></blockquote>
<p><strong>Tenere un blog condiziona la tua vita e come?</strong></p>
<blockquote><p>Bè, in parte si. Tenere un blog è un impegno che in qualche modo prendi con &#8220;qualcuno&#8221; e soprattutto con te stesso. All&#8217;inizio lo apri, cerchi di renderlo gradevole, fruibile, come se fosse casa tua o una trasposizione di quello che sei in rete. Poi inizi a scrivere e scopri, se sei fortunato, che qualcuno oltre te legge quello che pubblichi e che magari lo trova anche interessante; allora iniziano a circolare idee, suggerimenti e così comincia una sorta di &#8220;dipendenza&#8221;&#8230; si trovano sempre nuovi argomenti da trattare, nuovi spunti da condividere e spesso si vorrebbe bloggare ma il tempo non c&#8217;è per cui si prendono appunti, si scattano foto da pubblicare successivamente e questo è già un condizionamento. Quello che prima osservavo magari con un certo distacco, adesso invece lo vedo quasi sempre in funzione del blog. C&#8217;è, poi, da tenere conto del tempo materiale che ci vuole per bloggare: non poco se si prende la cosa un pochino sul serio. Io cerco sempre e comunque di non sottrarre tempo alla famiglia per farlo e per questo mi ritrovo spesso a mezzanotte da solo sul divano mezzo assonnato!</p></blockquote>
<p><strong>Leggi altri blog di mamme o papà? se si ce ne consigli qualcuno?</strong></p>
<blockquote><p>Quando apri un blog su un certo argomento è naturale visitare e leggere altri blog o forum che trattano argomenti similari. Credo che sia fondamentale documentarsi e capire i punti di vista di altri &#8220;autori&#8221;. Ovviamente ci sono &#8220;blog e blog&#8221; nel senso che alcuni sono certamente ben fatti, completi e scritti in maniera superba mentre altri meno. Il web è un mare sterminato, si tratta solo di saperlo scandagliare&#8230; Per quanto riguarda i blog che attualmente seguo vorrei segnalare, tra i mommyblog, il blog di <a href="http://mammaimperfetta.iobloggo.com/">mammaimperfetta</a>, quello di <a href="http://sullorlodunacrisidinervi.blogspot.com/">Raperonzolo</a>, quello di <a href="http://momatwork.splinder.com/">momatwork</a> e quello di <a href="http://blackcat.bloggy.biz/">Black Cat </a>; tra i blog di tenuti da papà seguo quello di <a href="http://babboimperfetto.splinder.com/">babboimperfetto</a> e quello di <a href="http://pensieridipapa.splinder.com/">mondopapy</a>.</p></blockquote>
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