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	<title>Mommyblogging italiano &#187; parto</title>
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	<description>Il meglio dalla BlogoMammaSfera</description>
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		<title>Bambini prematuri: parla Silvia Mobili, mamma di Riccardo nato alla 27ma settimana</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 10:02:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[genitorialità]]></category>
		<category><![CDATA[parto]]></category>
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		<description><![CDATA[Li ho conosciuti in occasione di Senigallia 2.0. Sono una famiglia splendida e Riccardo soldo di cacio è un bambino dagli occhi e il sorriso davvero grandi. Mi hanno colpito. Parlare con Silvia Mobili, mamma e blogger, è stato per me illuminante sulla forza e il coraggio che possono tirare fuori dei genitori quando di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/prematuro.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-332" title="prematuro" src="http://www.mammablogger.net/wp-content/uploads/2009/07/prematuro-150x133.jpg" alt="" width="150" height="133" /></a>Li ho conosciuti in occasione di <a href="http://senigallia2punto0.wordpress.com/">Senigallia 2.0</a>. Sono una famiglia splendida e <a href="http://www.soldodicacio.com">Riccardo soldo di cacio</a> è un bambino dagli occhi e il sorriso davvero grandi. Mi hanno colpito. Parlare con <strong><a href="http://www.mammenelcaos.splinder.com/">Silvia Mobili</a></strong>, mamma e blogger, è stato per me illuminante sulla forza e il coraggio che possono tirare fuori dei genitori quando di mezzo c&#8217;è la sopravvivenza del figlio.</p>
<p>Poi puoi scegliere di farlo con angoscia o con positività. Silvia e suo marito hanno scelto di farlo condividendo la loro esperienza perché ne venisse fuori qualcosa di buono anche per altri che ci stavano o sarebbero passati.</p>
<p>Dunque ho intervistato Silvia. Che oltre a raccontare la storia di una mamma figlia di un figlio prematuro, offre anche <strong>un sacco di link utili</strong> per quanti ci passano quotidianamente. Risorse per sentirsi meno soli, per condividere la propria esperienza e per arrivare in fondo al tunnel.</p>
<p>Lascio a lei la parola. Io la ringrazio.<span id="more-310"></span></p>
<blockquote><p>Riccardo è nato alla <strong>27esima settimana</strong>. Non pesava neanche un chilo ma ha avuto la forza di piangere, un pianto piccolo piccolo, che io non ho neanche sentito..me lo ha detto l&#8217;anestesista aggiungendo anche che era positivo.<br />
Al parto prematuro ero preparata da tempo..perchè in realtà i bambini che aspettavo erano due e si sa, i gemelli nascono quasi sempre in anticipo. Ma al quarto mese <strong>mi hanno diagnosticato la trasfusione feto-fetale</strong>. Uno cresceva troppo, l&#8217;altro poco, di urgenza sono stata operata al Buzzi di Milano dove hanno scollegato i vasi sanguigni che collegavano le due sacche..Sembrava tutto riuscito, invece alla morfologica ho scoperto che uno dei due bimbi non ce l&#8217;aveva fatta..da qui infezione e parto prematuro dopo 10 giorni di ricovero ferma a letto.<br />
Mi ricordo che poco prima di entrare in sala operatoria ero sola sul lettino, ho guardato la pancia e mi sono rivolta al mio Riccardo: &#8220;amore, la mamma ora non puo&#8217; più aiutarti, starai meglio fuori che dentro, ora tocca a te&#8221; e lui mi rispose con un calcetto, come per dire: &#8220;Mamma, ci penso io&#8221;.</p>
<p>Sono stati 78 giorni di ospedale..lunghi..duri..insostenibili. Difficile da far capire..Non ti può aiutare nessuno perchè <strong>vivi con la consapevolezza che tuo figlio potrebbe lasciarti da un momento all&#8217;altro soprattutto quando si trova in T.I.N &#8211; in terapia intensiva</strong>.</p>
<p>Ti affidi ad estranei per la sua salvezza e l&#8217;unica cosa che puoi fare è mettere una mano attraverso l&#8217;oblò e accarezzarlo cercando di non toccare tutti quei fili cui la sua vita è legata.</p>
<p>Ogni ospedale ha le sue regole..c&#8217;è chi praticamente non ti fa entrare quasi mai, chi invece ha orario flessibile e addiritura una sala doccia per le mamme o una saletta per riposare.. C&#8217;è chi mette a disposizione uno psicologo,  chi invece ti dice chiaramente: &#8220;noi salviamo tuo figlio, non abbiamo energie da sprecare con te&#8221; come dire, a livello psicologico cavatela da sola.. A me è successo questo..me la sono cavata da sola, anzi, grazie a Dio con mio marito. Ogni giorno 180 km &#8211; perchè noi siamo di Civitavecchia, Riccardo è nato all&#8217;Ospedale Villa S.Pietro Fatebenefratelli di Roma &#8211; per cercare di stare vicino a Riccardo più quanto possibile. Si poteva entrare dalle 15 alle 20 &#8211; con una pausa dalle 17 alle 18 (ora delle pulizie) ma non era quasi mai così..Quando c&#8217;erano emergenze stavi fuori, non potevi entrare, aspettavi..e tante volte è capitato di stare davanti a quella porta dalle 15 e poter entrare solo verso le 20 per un saluto di un minuto.. ma peggio era quando magari l&#8217;emergenza poteva essere tuo figlio&#8230;.</p>
<p>E&#8217; snervante anche il rituale della &#8220;vestizione&#8221;..togliere la fede, mettere il camice verde sterile, le babbucce verdi, il berretto verde..entrare nel lungo corridoio dove vedi anche le altre due salette..quelle di subtin e patologia (dove man mano la terapia diventa meno intensiva e quindi l&#8217;uscita di tuo figlio piu&#8217; vicina)..<br />
La prima cosa che fai, quando entri in T.I.N.  è guardare il monitor con i valori di tuo figlio..poi parli con i medici..alcuni piu&#8217; disponibili, altri meno..Quando chiedi del peso e senti che è cresciuto c&#8217;è chi ti dice: &#8220;sì, ma non è importante quello&#8221;&#8230; Perchè scopri che importante è come respira&#8230;quanto ossigeno c&#8217;è nell&#8217;incubatrice..Poi c&#8217;è l&#8217;orrendo suono dell&#8217;allarme, di quando i valori scendono e l&#8217;infermiere interviene perchè qualcosa non va.. Solitamente nella saletta ci sono altre incubatrici e così dividi la sofferenza, l&#8217;attesa, le speranze con altri genitori..L&#8217;aiuto più grande è sicuramente questo confronto quotidiano, il dolore più atroce è vedere quando invece un piccolo compagno di viaggio nn ce l&#8217;ha fatta&#8230; La gioia più grande è quando abbracci per la prima volta tuo figlio, anche se in mezzo a tanti fili e per pochi minuti..anche quando questo succede dopo 40 giorni che è nato&#8230;.E io mi ricordo le lacrime che sono scese lente e gli hanno bagnato la testolina&#8230;</p>
<p>Entri in un mondo che non pensavi che avresti mai conosciuto, la tua quotidianità è scandita dagli orari..quello in cui puoi chiamare per sapere come ha passato la notte tuo figlio e dove ricevi spesso la solita  risposta: STABILE.. &#8211; una parola che può essere meravigliosa &#8211; ..poi gli orari della visita..In tutto questo c&#8217;e&#8217; la vita di sempre..l&#8217;alzarsi, farsi la doccia, pagare le bollette, mangiare..abitudini che svolgi come automa&#8230; e poi c&#8217;e&#8217; la notte..il momento prima di addormentarti,  con un senso di vuoto enorme.. con le lacrime ..e con le domande che ti poni: perchè a me? Cosa ho fatto io per dover sentire questa ferita nel cuore?&#8230;</p>
<p>E i giorni scorrono..e arrivano quelli terribili in cui ti prendono da una parte e ti dicono che è un brutto momento, che tuo figlio ha avuto una brutta infezione (le infezioni sono all&#8217;ordine del giorno, possono essere superabili, possono essere letali..) e quelli in cui invece entri e scopri che tuo figlio è passato alla terapia meno intensiva..fino poi a sentirti dire quello che una madre di prematuro attende: &#8220;Signora, domani porti dei vestitini..che passa in patologia&#8221;  ..vestitini così minuscoli che non si trovano neanche&#8230;che quando glieli metti per la prima volta vanno oltre le sue manine..quegli abitini che la sera prima stiri e stiri (ti sembra che non vengano mai bene!) con un amore infinito!</p>
<p>E poi l&#8217;arrivo a casa..con una gioia immensa..sapendo di aver vissuto due nascite di tuo figlio&#8230;<br />
Una cosa che non ti dicono è che la fatica spesso la senti quando tutto è finito.. Un senso di prostrazione&#8230; un tracollo. Il consiglio che posso dare: chiedere aiuto, gridare a tutti la rabbia accumulata nei giorni trascorsi in ospedale. Non vergognarsi mai, di nessuna sensazione. E&#8217; un percorso che va fatto, che è naturale. Cercate di entrare in contatto con chi ha vissuto prima di voi questa esperienza. Confrontarsi è la parola d&#8217;ordine, vi accorgerete che le vostre paure, le vostre tensioni sono uguali a quelle di tanti altri.. Questo vi aiuterà.</p>
<p><strong>Quando è nato Riccardo sono vissuta di Internet</strong>..ho cercato tutte le storie possibili, simili a quella di mio figlio, ho letto tutte le statistiche di sopravvivenza, le cure, cosa aspettarsi dopo..C&#8217;era poco ma quel poco l&#8217;ho &#8220;succhiato&#8221; tutto, l&#8217;ho riletto tante di quelle volte da impararlo a memoria..Ed è anche per questo che ho pensato di realizzare un sito con la storia di Riccard: <a href="http://www.soldodicacio.com"> www.soldodicacio.com</a>.</p>
<p>Un po&#8217; l&#8217;ho fatto per me (meglio di una seduta da un terapeuta), un po&#8217; per cercare di aiutare chi stava vivendo il mio stesso tormento&#8230;</p>
<p><strong>Tra i primi siti che sono andata a vedere:</strong></p>
<p><a href="http://www.24settimane.it/">http://www.24settimane.it/</a> la storia di una bimba nata a 24 settimane, il padre ha raccontato la sua avventura e con lui poi è nata una collaborazione. Lui ha ideato il portale dedicato ai prematuri in cui sono tra le modertrici (<a href="http://www.prematuri.com">www.prematuri.com</a>)</p>
<p>Qui ci confronta, diamo informazioni ai genitori, ci supportiamo e diamo conforto a chi ne ha bisogno.</p>
<p>Un altro sito che ho divorato: <a href="http://www.manolito.it/ ">http://www.manolito.it/ </a><br />
Un altro ancora: <a href="http://www.sarah.it/homepage.htm">http://www.sarah.it/homepage.htm</a></p>
<p>Interessante anche la sezione <strong>sui prematuri de il Mondo dei gemelli</strong>: <a href="http://www.ilmondodeigemelli.org">http://www.ilmondodeigemelli.org</a></p>
<p>Altri siti interessanti, cresciuti praticamente insieme al mio, da cui avere conforto: <a href="http://www.annacensi.it/ ">http://www.annacensi.it/ </a><br />
<a href="http://www.danielenegro.it/">http://www.danielenegro.it/</a></p>
<p>Una volta a casa per seguire le curve di crescita dei prenmaturi c&#8217;è un sito interessante: <a href="http://www.dottorbedendo.it/crescita_curve_prematuri_1500.htm">http://www.dottorbedendo.it/crescita_curve_prematuri_1500.htm</a></p>
<p>Per avere informazioni generali: <a href="http://www.prematuri.it/">http://www.prematuri.it/</a></p>
<p>Le  <strong>Associazioni</strong> cui chiedere  aiuto stanno aumentando in tutta Italia, ci sono anche dei numeri telefonici:<br />
<a href="http://www.piccinopiccio.it/">http://www.piccinopiccio.it/</a><br />
<a href="http://www.associazione-coccinelle.it/">http://www.associazione-coccinelle.it/</a><br />
<a href="http://www.colibri-onlus.org/">http://www.colibri-onlus.org/</a><br />
<a href="http://www.associazionelilliput.it/index.htm">http://www.associazionelilliput.it/index.htm</a><br />
<a href="http://www.anavi.it/">http://www.anavi.it/</a><br />
<a href="http://www.associazionepulcino.it/">http://www.associazionepulcino.it/</a></p>
<p>Ci sono poi siti in cui si parla delle <strong>malattie cui i bambini pre-termine</strong> possono andare incontro:<br />
<a href="http://www.rop.it/">http://www.rop.it/</a> sulla <strong>retinopatia del prematuro</strong><br />
<a href="http://www.amicineonatologia.org/Approfondimenti.pdf">http://www.amicineonatologia.org/Approfondimenti.pdf</a> sulle partologie in generale<br />
<a href="http://www.meriter.com/living/preemie/">http://www.meriter.com/living/preemie/</a> in inglese</p></blockquote>
<p>Silvia ha appena aperto un nuovo blog: <a href="http://www.mammenelcaos.splinder.com/"><strong>http://www.mammenelcaos.splinder.com/</strong></a></p>
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		<title>Donazione del cordone ombelicale</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2009/01/26/donazione-del-cordone-ombelicale/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 17:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[cellule_staminali]]></category>
		<category><![CDATA[cordone_ombelicale]]></category>
		<category><![CDATA[parto]]></category>
		<category><![CDATA[sangue_cordonale]]></category>

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		<description><![CDATA[Donare il cordone ombelicale al momento del parto è un gesto che può essere molto importante. Perché Come scrivono nella presentazione del sito www.adisco.it (Associazione donatrici italiane sangue cordonale): Perché il cordone ombelicale, che normalmente viene gettato, contiene sangue ricco di cellule staminali, le stesse del midollo osseo. E una donna che decide di donare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.cordoneombelicale.it/public/Image/1203517759_feto.jpg" alt="" width="219" height="227" /><strong>Donare il cordone ombelicale</strong> al momento del parto è un gesto che può essere molto importante.</p>
<h3>Perché</h3>
<p>Come scrivono nella presentazione del sito <a href="http://www.adisco.it">www.adisco.it</a> (Associazione donatrici italiane sangue cordonale):</p>
<blockquote><p>Perché il cordone ombelicale, che normalmente viene gettato, contiene sangue ricco di cellule staminali, le stesse del midollo osseo. E una donna che decide di donare quel sangue offre a tante persone malate una speranza in più di guarire e tornare alla vita.</p></blockquote>
<p>Una pagina del sito spiega esattamente cosa sono e a cosa servono <a href="http://www.adisco.it/cellule.html">le cellule staminali</a> e un&#8217;altra è <a href="http://www.adisco.it/domande.html">dedicata alle principali domande</a> che ci si fa prima di decidere o meno per la donazione</p>
<p><span id="more-271"></span></p>
<h3>Come</h3>
<p>Per donare il cordone ombelicale bisogna attivarsi in gravidanza affinchè sulla donna che aspetta il bambino possano essere effettuati tutti gli esami del caso. Telefonare all&#8217;ospedale dove avete deciso di partorire o a uno della rete della vostra città è il primo passo: vi diranno come fare, dove ritirare i moduli per la richiesta e quando prendere appuntamento per la visita di controllo e il colloquio con il medico.</p>
<h3>Donazioni diminuite</h3>
<p>Secondo <a href="http://www.milanoperibambini.it/content/view/600/294/">Milano per bambini</a> le donazioni di sangue cordonale <strong>sono diminuite</strong>. Lo dice il dottor Basilio Tiso dell&#8217;ospedale Mangiagalli:</p>
<blockquote>
<p align="left">Le donazioni sono diminuite perchè molte madri, soprattutto quelle che <em>se lo possono permettere</em>, seguendo la moda lanciata da molte mamme vip, preferiscono <strong>trasferire a pagamento il cordone all&#8217;estero</strong>. Il costo di tale operazione va <strong>dai 1500 ai 3000 euro</strong>, più le spese annuali di mantenimento. Con questa cifra si può portare il proprio sangue placentare in banche straniere, dove viene congelato e conservato per molti anni. E&#8217; una sorta di assicurazione sulla vita del nuovo nato, per salvarlo nel caso che possa un giorno aver bisogno di essere curato con le proprie cellule staminali.</p>
<p align="left">Queste banche si trovano all&#8217;estero perchè in Italia la legge non prevede ancora il mantenimento del cordone ombelicale a fini privati. Nel nostro Paese la conservazione del proprio cordone, donazione autologa, è ammessa solo in caso di <strong>malattie genetiche</strong> in famiglia o di una patologia già accertata nel nascituro.</p>
<p align="left">L&#8217;allarme lanciato dalla <strong>Mangiagalli</strong> ha quindi un scopo: sensibilizzare tutte le neomamme a donare il proprio cordone, non solo a fini personali ma per l&#8217;intera comunità.</p>
<p align="left">Per raggiungere questo obiettivo, sta per svolgersi un <strong>corso</strong> organizzato dalla Regione, destinato a 150 ostetriche che saranno &#8220;indottrinate&#8221; su come affrontare, spiegare e discutere con le partorienti questo delicato argomento.</p>
</blockquote>
<h3>Banche per il sangue cordonale</h3>
<p align="left">Sempre più in voga le banche del sangue cordonale che si occupano di tenere per 25 anni il sangue cordonale del vostro bambino, nel caso possa averne bisogno.  A testimonianza del fatto che moltissime persone oggi optano per questo tipo di scelta è che se provate a digitare su google la chiave di ricerca &#8220;sangue cordone ombelicale&#8221; vi escono numerosi link di riferimento a Istituti che si trovano in Svizzera, San Marino o altri paesi limitrofi al nostro.</p>
<h3>Attenzione</h3>
<p align="left">Volentierissimo cito <a href="http://mammarsupio.com/2008/11/12/un-lieto-eventoanzi-due/">questo post di Mammamarsupio</a> che spiega molto bene quali sono i vantaggi della donazione perché mi trovo sulle sue stesse corde. Sentite cosa scrive a proposito dei depositi in banca:</p>
<blockquote><p>Semplice e splendido iniziare una vita regalando una possibilità di vita a qualcun altro.</p></blockquote>
<blockquote><p>Ma da qualche tempo c’è la possibilità che questo primo gesto di gratuità si a cancellato dalla remota possibilità di freezerare queste cellule per il proprio figlio se e quanto possa averne bisogno.</p>
<p>Attenzione, dicono gli esperti..<a href="http://www.uppa.it/dett_articolo.php?ida=280&amp;idr=18&amp;idb=67" target="_blank">.tante cose non sappiamo</a>. Tante cose che le banche private estere nelle quali per qualche migliaia di euro propongono di conservare i nostri sacchettini, non ci dicono. Non è detto che le cellule prelevate siano sufficienti, potrebbero invecchiare, non essere conservate con i dovuti modi oppure essere già mutate e quindi inutilizzabili.</p>
<p>Meglio donarle, quindi. Saremo così sicuri che andando ad arricchire il circuito di donazioni internazionali avremo sempre cellule pronte per curare chi purtroppo potrebbe averne bisogno o anche “solamente” per la ricerca scientifica.</p></blockquote>
<h3>La mia esperienza</h3>
<p>Io ho fatto tutto l&#8217;iter per la donazione del sangue cordonale: ho telefonato per tempo, preso appuntamento, compilato moduli, risposto a domande e mi sono sottoposta alle visite di rito. Purtroppo al momento del parto ho avuto qualche complicazione dovuta ad una rottura delle acque prematura e non ho potuto donare il cordone ombelicale della frollina.</p>
<p>Nella realtà, ho scoperto dalla mia esperienza e da quella di altre donne, è ancora molto difficile farlo perché le condizioni di asetticità devono essere tali che non sempre è fattibile.</p>
<p>Ciò non toglie che <strong>bisogna provarci</strong> e come Mamma Marsupio sono anche io convinta che se si innesca un circolo virtuoso, potremo averne tutti giovamento.</p>
<p>Ecco <a href="http://it.youtube.com/watch?v=KNnTV2wFrhg">un video</a> che spiega i benefici della donazione su Youtube e per le mamme bolognesi un indirizzo utile a cui informarsi:</p>
<p><strong>PROVINCIA DI BOLOGNA:</strong><br />
Banca di Sangue Placentare<br />
presso Servizio di Medicina Trasfusionale<br />
Azienda Ospedaliera &#8220;Sant&#8217;Orsola &#8211; Malpighi&#8221;<br />
Via Massarenti, 9 &#8211; 40138 Bologna<br />
Tel. 051/6363011 &#8211; 051/6364779<br />
Fax 051/6363527<br />
<span>E-mail: <a href="mailto:ercb@orsola-malpighi.med.unibo.it">ercb@orsola-malpighi.med.u</a></span><a href="mailto:ercb@orsola-malpighi.med.unibo.it">nibo.it</a></p>
<h3>E voi?</h3>
<p>Voi cosa pensate? Come vi siete comportati? Siete per la donazione o per il deposito in una banca privata?</p>
<blockquote></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Gravidanza e parto in Francia</title>
		<link>http://www.mammablogger.net/2008/12/22/gravidanza-e-parto-in-francia/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 22:25:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[mommyblogging]]></category>
		<category><![CDATA[dal_mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
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		<description><![CDATA[Claudia di La casa nella prateria, madre di due bimbi e mezzo (e in attesa di una terza) e che vive in Francia ad Annecy, dopo aver letto l&#8217;articolo in cui MammaAmsterdam raccontava di gravidanza e parto in Olanda ha voluto gentilmente offrire la sua testimonianza dal paese in cui vive sullo stesso tema. Ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://media-cdn.tripadvisor.com/media/photo-s/01/04/20/9e/annecy-france-5.jpg" alt="" width="264" height="198" /><strong>Claudia</strong> di <a href="http://www.lacasanellaprateria.com/">La casa nella prateria</a>, madre di due bimbi e mezzo (e in attesa di una terza) e che vive in Francia ad Annecy, dopo aver letto l&#8217;articolo in cui <strong>MammaAmsterdam</strong> raccontava di <a href="http://www.mammablogger.net/2008/12/02/gravidanza-e-parto-in-olanda/">gravidanza e parto in Olanda</a> ha voluto gentilmente offrire <strong>la sua testimonianza </strong>dal paese in cui vive sullo stesso tema.</p>
<p>Ci siamo scambiate qualche mail e lei in quattro e quattrotto ha prodotto <strong>un post molto interessante</strong> che copio direttamente perché a parlare sia la sua viva voce. <a href="http://www.lacasanellaprateria.com/">Claudia ha un blog affascinante</a> e oltre ad occuparsi dei suoi figli è una vera mamma artigiana che confeziona un sacco di idee carine.</p>
<p><span id="more-205"></span></p>
<blockquote><p>Chi ci conosce lo sa, siamo una famiglia di vagabondi. Non per niente <strong>Leonardo è nato nel Principato di Monaco</strong>, <strong>Gloria a Torino</strong>, e <strong>la sorellina nascerà ad Annecy</strong>. Le mie esperienze precedenti (a Monaco e a Torino) sono tutto sommato positive, ma non paragonabili a quella che sto vivendo qui.</p>
<div></div>
<div>Innanzitutto bisogna precisare che <strong>in Francia la donna incinta è trattata come una regina</strong>. Alle casse persino le nonnine ti lasciano passare (addirittura nell&#8217;ultimo mese mi è capitato per ben tre volte che aprissero una cassa chiusa apposta per me), ti tengono le porte, ti chiedono se hai bisogno di aiuto a portare la spesa. Non che i francesi siano migliori degli italiani ma sono (e sto generalizzando, ci sono anche un sacco di gran cafoni, per carità) più sensibili a questo argomento. Non per niente qui si fanno più figli.</div>
<div></div>
<div>Il che è dovuto anche agli <strong>aiuti economici alle famiglie</strong> (800€ al settimo mese di gravidanza, poi circa 120€ al mese a figlio per i primi tre anni e altri aiuti specifici per chi ha bisogno). Non sono quei 120€ al mese a cambiarti la vita, ma è sempre meglio di niente. Per non parlare degli <strong>800 che permettono di acquistare praticamente tutto il necessario all&#8217;arrivo del bebé</strong>.</div>
<div></div>
<div><strong>L&#8217;epidurale è completamente gratuita</strong>, come tutte le visite, le cure, le ecografie, gli esami del sangue e le eventuali medicine prescritte durante la gravidanza.</div>
<div></div>
<div>Non esiste il &#8220;medico della mutua&#8221; o quello &#8220;a pagamento&#8221;. Si va dal medico, si paga, poi si manda la fattura alla CPAM (l&#8217;equivalente dell&#8217;Asl) che rimborsa direttamente con un bonifico sul conto bancario. Adesso poi con le nuove tessere sanitarie, la maggior parte delle volte non si paga neanche.</div>
<div></div>
<div>Ma torniamo al parto e alla gravidanza. Per i nove mesi si è seguite dal proprio ginecologo o da un&#8217;ostetrica in ospedale. Non avendo ancora un ginecologo qui, ho optato per l&#8217;ostetrica e ne sono più che felice. Questa persona mi ha accompagnata nel vero senso della parola durante questo &#8220;viaggio&#8221; che è la gravidanza. Ha effettuato tutte le visite di routine (le tre ecografie sono effettuate da un ecografista) ma soprattutto <strong>mi ha ascoltata e consigliata</strong> in un periodo difficile della mia vita, indirizzandomi verso vari organismi ai quali potevo rivolgermi per chiedere aiuti di diverso tipo.</div>
<div></div>
<div>Quando al settimo mese mi ha detto che dovevo stare a letto perché rischiavo di partorire prematuramente e io sono scoppiata a piangere perché mio marito si era appena rotto la gamba in due punti e a letto c&#8217;era già lui e quindi a me toccava fare l&#8217;uomo e la donna di casa, <strong>mi ha indirizzata verso la PMI, un organismo che mi manda una persona a casa due volte a settimana per aiutarmi con i lavori domestici per la somma di 71 centesimi all&#8217;ora</strong>.</div>
<div>Ovviamente la signora non riceve 71 cts all&#8217;ora.</div>
<div>Il resto lo paga il comune.</div>
<div>Si puo&#8217; beneficiare di questo aiuto durante tutta la gravidanza (io l&#8217;ho scoperto solo alla fine!) e durante i primi tre mesi del bambino. Mi hanno anche rassicurata: con tre figli mi costerà meno&#8230;</div>
<div></div>
<div>Ma il ruolo della PMI (che sta per <strong>Protection Maternelle et Infantile</strong>, cioè Protezione della Mamma e del Bambino) non si esaurisce qui. Ci sono ostetriche e puericultrici sempre disponibili per qualsiasi evenienza. Le si puo&#8217; chiamare per qualsiasi dubbio relativo alla gravidanza o al neonato, e vengono direttamente a casa per dare sostegno alle future o alle neomamme. Anche in caso di baby blues (depressione post partum), queste persone intervengono tempestivamente.</div>
<div>Il rischio di depressione post parto è preso molto sul serio. Io ne ho sofferto dopo il secondo, quando stavo in Italia, e più che &#8220;hai voluto la bicicletta?&#8221; non mi son sentita dire&#8230;</div>
<div></div>
<div>Ma veniamo al parto. Il parto è un momento importantissimo nella vita di una donna. Spesso il più importante, il più intenso. Ebbene, qui la cosa è tenuta in considerazione. Quando si arriva in ospedale il fatidico giorno, si espone all&#8217;ostetrica di turno il proprio &#8220;projet de naissance&#8221; (progetto di nascita) e cioè come si desidera vivere questo momento. Entro certi limiti ovviamente, si puo&#8217; scegliere la posizione, si puo&#8217; decidere di ascoltare della musica, di abbassare le luci, si puo&#8217; decidere di tenere il bebé con sé da subito, e che le cure di routine vengano effettuate in un secondo momento (se tutto va bene ovviamente). Durante tutta la gravidanza mi sono sentita dire che &#8220;le ostetriche sono le mie alleate&#8221; e che faranno di tutto perché io abbia il parto che desidero. Anche nei giorni successivi, quando vengono a prendere il bambino per sottoporlo ai vari esami, la mamma puo&#8217; decidere di seguirlo.</div>
<div></div>
<div>Un&#8217;altro modo che hanno le ostetriche di prendersi cura della neomamma, è quello di filtrare le visite. Quando è nato Leonardo ci sono stati momenti in cui mi sentivo soffocare, talmente la stanza era piena. E come dire a parenti ed amici, magari anche venuti da lontano, &#8220;ora basta, lasciateci respirare!&#8221;. Per Gloria ho detto a (quasi) tutti di venirmi a trovare una volta a casa e non in ospedale. Peccato che la mia compagna di stanza avesse decine di persone che affluivano in continuazione, impedendo ad entrambe di riposarsi. Ogni tanto arrivava un&#8217;ostetrica o un&#8217;infermiera che li buttava fuori al suon di &#8220;due persone alla volta!&#8221;.</div>
<div></div>
<div>Qui sono un po&#8217; più diplomatiche. A volte mettono un cartello sulla porta della camera &#8220;Mamma stanca, visite veloci per favore&#8221;. Oppure, se sono state informate prima, possono venire in camera e dire gentilmente ai visitatori che la mamma ha bisogno di riposare, e che il bambino starebbe meglio in braccio a lei piuttosto che passato di mano in mano come un pallone da rugby.</div>
<div></div>
<div>E poi c&#8217;è il parto in casa, che anche qui sta diventando di moda. Lo avrei scelto sicuramente se avessi avuto qualcuno a cui affidare Leonardo e Gloria durante il travaglio. Non l&#8217;ho fatto per paura di spaventarli. Quando è nata Gloria, senza epidurale, ho urlato come una forsennata, e se dovesse capitare di nuovo, credo che avrebbero un ricordo poco piacevole della nascita della sorellina.</div>
<div></div>
<div>Comunque per chi opta per questa soluzione, il trattamento è ancora più presonalizzato. L&#8217;ostetrica effettua le visite a domicilio, ascolta le esigenze della mamma e della famiglia. Il parto in casa è possibile a certe condizioni: nessuna complicazione e vicinanza di un ospedale attrezzato in caso di emergenza.</div>
<div></div>
<div>Insomma, durante questa terza gravidanza, oltre ad essere seguita da persone qualificate, come mi è successo anche a Montecarlo e a Torino, mi sono sentita &#8220;<strong>coccolata</strong>&#8220;, il che non fa mai male. Tengo a precisare che l&#8217;Italia è il mio paese, che amo immensamente e che mi manca da morire. Spero che i miei paragoni non siano interpretati come critiche perché non era quello il mio intento. Semplicemente ho raccontato le esperienze che ho vissuto in diverse circostanze. Non intendo dire che quello che mi è successo in Italia rappresenta l&#8217;Italia intera, né che quest&#8217;angolo di paradiso nel quale vivo sia &#8220;la Francia&#8221;.</div>
</blockquote>
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		<title>Gravidanza e parto in Olanda</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 07:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[mommyblogging]]></category>
		<category><![CDATA[dal_mondo]]></category>
		<category><![CDATA[parto]]></category>

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		<description><![CDATA[Inauguro la rubrica Dal Mondo, dedicata al mommyblogging italiano all&#8217;estero con un tema estremamente interessante e che &#8211; ne sono convinta &#8211; farà venir voglia a molte mamme di trasferirsi nella terra dei mulini a vento. MammaAmsterdam che è blogger, giornalista e traduttrice è stata così carina da voler raccontare  &#8211; in uno dei nostri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://www.ed-scuoladibase.it/amicocarta/incontro/4/01_04.jpg" alt="" width="240" height="359" />Inauguro la rubrica <a href="http://www.mammablogger.net/tag/dal_mondo/">Dal Mondo</a>, dedicata al <strong>mommyblogging italiano all&#8217;estero</strong> con un tema estremamente interessante e che &#8211; ne sono convinta &#8211; farà venir voglia a molte mamme di trasferirsi nella terra dei mulini a vento.</p>
<p><a href="http://mammamsterdam.blogspot.com/">MammaAmsterdam</a> che è <strong>blogger, giornalista e traduttrice</strong> è stata così carina da voler raccontare  &#8211; in uno dei nostri consueti scambi di mail &#8211; come viene seguita una donna che aspetta un figlio in Olanda.</p>
<p>Il Sistema sanitario olandese ha un <strong>approccio molto diverso alla gravidanza</strong>:</p>
<blockquote><p>Innanzitutto devo dire che <strong>ci ho messo almeno cinque mesi per capire il Sistema</strong> e fino ad allora ero incazzata, preoccupata, mi sentivo presa poco sul serio e insomma, tutte le paturnie che vi potete immaginare. Il punto è che qui hanno il mito del parto naturale e il meno medicalizzato possibile, il che da un lato è una cosa bellissima (e infatti se dovessi rifare dei figli li rifarei solo qui)però bisogna capire bene che tipo di presupposto sta a monte di tutto questo e cioé l&#8217;<strong>intervento solo nel caso di bisogno. </strong>Insomma, tu scopri di essere incinta (di questi tempi anche dopo un ritardo minimo) e ti vorresti precipitare dalla specialista che ti segue e intonare l’<em>alleluja</em>. E invece ti senti dire: &#8220;benissimo prenda un appuntamento per quando sarà alla 12esima settimana e attenda con pazienza&#8221;.</p>
<p>E cominci ad incazzarti.</p>
<p><span id="more-125"></span></p></blockquote>
<p>Nei Paesi Bassi un ruolo fondamentale durante una gravidanza e il conseguente parto lo hanno le <strong>Ostetriche</strong>: sono loro che in qualche modo guidano le danze e rassicurano le mamme alle prime armi.</p>
<blockquote><p>Il punto è che, le ostetriche lo sanno benissimo: <strong>fino al terzo mese</strong> c’è molto poco da dire e anzi, in tantissimi casi, rischi che entro allora smetta di esserci qualcosa da dire. Quindi quel po’di precauzioni, alimentazione consigli ecc. te li dà il tuo medico, che sa anche benissimo se ci sono patologie o altre situazioni in corso, e che quindi è la persona più indicata per capire se si ha necessità di controlli preventivi.<br />
Dopo il terzo mese ti affidi ad un ambulatorio che spesso raggruppa diverse ostetriche e entri nel sistema.</p>
<p>Il sitema prevede di scoprire il prima possibile se si tratta di una gravidanza normale, a rischio o cosa. Se è minimamente a rischio, passi di corsa sotto controllo specialistico e l’ostetrica non è più la persona adatta a seguirti. Se in qualsiasi momento alle ostetriche viene il dubbio (e loro hanno tutti gli strumenti per farselo venire) che il tuo caso esula dalle loro competenze ti spediscono di corsa a farti un controllo in ospedale e se è il caso passano le consegne.<br />
Però, facciamo finta che sei sanissima ed hai una gravidanza normale, che è poi il caso della stragrande maggioranza delle donne. Alla <strong>dodicesima settimana</strong> fai il primo controllo. Con una bella check-list in mano ti chiedono vita, morte e miracoli. <strong>Anche cose che forse vorresti non far sapere al tuo compagno, tienine conto</strong>. Una delle domande di routine, per esempio è <strong>se hai mai subito uno stupro e come l’hai elaborato.</strong> In tal caso stanno molto attente se devi essere visitata.</p>
<p>Io <strong>la prima visita interna che ho avuto è stata all’ottavo mese</strong>. Se non è necessario, non ce n’è bisogno.</p></blockquote>
<p>Quali esami vengono prescritti obbligatoriamente in Olanda?</p>
<blockquote><p>Si discute degli eventuali esami prenatali. Te li prescrivono, se vuoi. Non ti possono proporre loro per motivi etici tutte le varie amniocentesi ecc. Gliele devi chiedere tu (abbiamo un <em>Bible Belt</em> qui, non ce lo scordiamo: gli Olandesi non vaccinano i figli perché la Bibbia non ne parla). L&#8217;ecografia prima della visita si fa solo se necessaria,ti vengono prescritte tutte le analisi del sangue e ogni tot, se sei carente di ferro, una punturina sul pollice per vedere i valori. Insomma, punture e sfrucugliamenti inutili te li evitano (stiamo sempre parlando di quell’enorme percentuale di donne sane e con gravidanze normali, ricordate?)</p>
<p>Le visite ostetriche si infittiscono e diventano appuntamenti ad intervalli sempre più ravvicinati man mano che si avvicina il parto e ogni volta controllano: la tua pressione, il battito cardiaco del pupo (e che emozione, io mi commuovevo fino alle lacrime) e come ti cresce la pancia con il metro da sarta . Nel caso ci fossero anomalie ti spediscono di corsa in ospedale per un controllo. Letteralmente. Seduta stante prendono il telefono, chiamano Ostetricia e dicono: “se fra venti minuti vi mando qualcuno per questo o quello, c’è posto da voi? No? Fra un’ora? Alloro provo prima a un altro ospedale, grazie”).</p>
<p>Di norma ti chiedono come va, come ti senti, se noti cose strane e se va tutto bene in venti minuti sei fuori.</p></blockquote>
<p>Per MammaAmsterdam è stato molto rassicurante rendersi conto che il proprio figlio sarebbe nato alla presenza di una di queste donne che la stavano seguendo, consigliando e visitando durante tutta la gravidanza. <strong>La gravidanza non è percepita come una malattia</strong> e la donna diventa <strong>parte attiva</strong> del percorso naturale che sta attraversando:</p>
<blockquote><p>Un’altra cosa, man mano che avanzano i mesi, è che ogni volta ti dicono: &#8220;mi raccomando per qualsiasi cosa, chiama e veniamo a casa a controllare, anche se ti sembra una cosa stupida, anche se è solo una botta di depressione o un brutto sogno, le tue sensazioni prendile sul serio. Anche se è notte, telefona, magari risolviamo per telefono, se serve ti prenotiamo l’ospedale e nel dubbio passiamo di lì.&#8221;</p>
<p>Insomma, sei un soggetto attivo. Non un caso clinico.</p></blockquote>
<p>Ad un certo punto <strong>bisogna decidere dove si vuole partorire</strong>:</p>
<blockquote><p>Dove partorire? In casa o all’ospedale? <strong>La maggior parte delle olandesi </strong>sceglie per il parto <strong>in casa</strong> (sempre in assenza di complicazioni, parere negativo ecc.)</p>
<p>Le riviste da ostetriche che leggevo in sala d’attesa parlavano di parti avvenuti in una roulotte parcheggiata in un bosco di fronte a un parco naturale, su case in battello, le cose più strane.</p>
<p>Tanto l’Olanda è piccola, un ospedale vicino c’è sempre e le ambulanze attrezzate ci sono e se serve arrivano di corsa con lo specialista a bordo ecc.</p>
<p>Io <strong>da brava italiana ho detto di corsa: policlinico</strong>. A seconda dell’assicurazione sanitaria che hai, o l’uno o l’altro possono costarti di più o di meno.</p>
<p><strong>Se decidi di partorire in ospedale, ti ci portano solo quando hai raggiunto una certa dilatazione o se ci sono problemi</strong>.</p>
<p>Il che è una cosa bellissima, ho scoperto. Intanto stai a casa tua e fai quello che ti pare. Vuoi stare seduta, sdraiata, a testa in giù, sul divano, a camminare o immersa nella vasca da bagno calda (che è un anestetico formidabile ed accelera il momento clou), lo fai. Ti distrai con quello che ti pare: un film, il blog, la tua musica preferita.<br />
A casa in ogni caso hai <strong>il pacchetto di prima necessità</strong> sempre e comunque. Contiene <strong>incerate, garze, ciappette per il cordone ombelicale, assorbentoni</strong> senza lo strato di plastica per dopo, tutto quello che ti serve, se all’occorrenza devi partorire lì.</p>
<p><strong>L’ostetrica si porta dietro un’assistente</strong>, anche questa una figura professionale specializzata.</p>
<p><strong>Non solo assiste al parto, ma ti sta in casa una o due settimane</strong> (una è fissa e gratis, la seconda dipende) e ti fa tutto.</p>
<p><strong>Lava, pulisce, cucina, porta a scuola gli altri figli</strong> se li hai, fa il caffé agli ospiti, ti insegna ad accudire il bambino, ti aiuta per l’allattamento e a capire come funziona.</p>
<p>Misura pressione e temperatura a te e al pupo, ti insegna a prender nota del dossier dopoparto in cui segni tutte le evacuazioni del pupo con relativo orario, tutte le poppate, le temperature due volte al giorno, ti controlla e medica i punti.</p></blockquote>
<p>MammaAmsterdam è stata entusiasta del trattamento (ndr: <em>io ci avrei fatto una firma a qualcuno di specializzato che stesse in casa mia tutto il giorno nel primo periodo di sbandamento post parto!</em>):</p>
<blockquote><p>Insomma, perché a me tutto questo sembra una figata pazzesca? Prima di tutto per la <strong>non medicalizzazione della gravidanza</strong>, che se ne parla sempre e si fa ancora troppo poco. Poi perché così <strong>partorisci quando devi e non quando fa comodo allo specialista</strong> ( com’era l’articolo sul fatto che in Italia nei weekend nascono solo bimbi di famiglie svantaggiate? Perché tutti gli altri hanno il cesareo bello e programmato?).</p>
<p><strong>Perché partorisci affidata a una persona che conosce te e la tua gravidanza da almeno sei mesi</strong>. Perché cercano il più possibile di tenerti a casa tua, dove sei tanto più comoda,  e non in ospedale.</p>
<p>Con Ennio, il primo, siamo stati una notte in osservazione e poi ci hanno rispediti a casa. Orso, il secondo è nato alle 4.37 e alle 7.15 eravamo a farlo conoscere a casa ai nonni e al fratellino appena svegliato. <strong>Poi sono andata a dormire nel mio letto</strong>, con il nostro cucciolo in mezzo a noi.</p>
<p>Cercano al massimo di <strong>evitare l’antidolorifico standard</strong>, perché in un modo o nell’altro entra in circolo al bambino.</p>
<p>Però <strong>se vuoi l’epidurale</strong>, lo decidi in anticipo insieme all’ostetrica che ti aiuta a fare una scelta informata. Mi sto sicuramente scordando un sacco di cose essenziali, ma <strong>la cosa migliore è l’assistenza a casa. </strong></p>
<p>Tutto questo, non siamo ingenui, <strong>serve sicuramente a risparmiare un sacco di soldi al sistema sanitario</strong>. Ma è un <strong>risparmio intelligente</strong>, finalizzato al comfort della mamma e del bambino e di tutta la famiglia che hanno (o non hanno) intorno.</p>
<p>Certo, non tutti i parti vanno bene. Non tutte le gravidanze non sono a rischio. Tutti gli esseri umani, anche i migliori specialisti, rischiano di commettere errori.</p>
<p>A volte con il mito del parto naturale si aspetta ad intervenire e non sempre va bene. Ma ditemi un posto dove questo non succede.</p></blockquote>
<p>Di questo scambio di mail mi è piaciuto molto il finale in cui MammaAmsterdam racconta cosa ha imparato su parto e gravidanza dalla sua esperienza:</p>
<blockquote><p>Cosa ho imparato dai miei due parti? Beh, il travaglio del secondo me lo sono talmente suonato e cantato io dalle 8 del mattino (prima lievissima contrazione) fino alle 2.30 di notte quando ho chiamato l’ostetrica per dirle che avevo le contrazioni all’intervallo giusto (e grazie alla respirazione e agli infiniti bagni caldi sono stata benissimo, mentre mia madre e mio marito erano in coma, stroncati dall’influenza che a me ha messo tutto in moto con una settimana di anticipo), e mi sentivo così bene e tranquilla che se non avessi avuto la casa piena di nonni l’avrei fatto volentieri nel mio letto.</p>
<p>Però mentre ero in ospedale, credendo ancora di poter partorire in piedi o acquattata, come le ostetriche mi avevano concesso su mia richiesta (poi le cose sono andate così in fretta che non è stato così) mi sono resa conto che <strong>se fossi rimasta in casa non mi sarei concessa di gridare, per non disturbare</strong>. Mentre il bello dell’ospedale è che hai una camera attrezzatissima tutta per te e puoi decidere un mucchio di cose tu e ho urlato quanto volevo. Senza remore.<br />
Che dire, ho avuto un culo spaventoso, i miei parti li ricordo come i momenti più belli e potenti dela mia vita e se ci riesco non vedo l’ora di farne un terzo. Che a una con l’intelletto ipetrofico come me, la prima gravidanza mi ha fatto scoprire che ho un corpo, per 35 anni avevo tentato in tutti i modi di ignorarlo. Certe volte penso che se avessi potuto, mi sarei riprodotta per partenogenesi. Il che ti dimostra a quanto ti fa bene far figli.</p></blockquote>
<p><strong>Link correlati</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://mammamsterdam.blogspot.com/">il blog di MammaAmsterdam</a></li>
<li><a href="http://www.corriere.it/solferino/severgnini/03-05-17/10.spm">Dieci motivi per non partorire in Olanda</a> (&#8220;Corriere della Sera&#8221;, lettere a Severgnini)</li>
<li><a href="http://guide.supereva.it/olanda/interventi/2007/09/308661.shtml">La sanità in Olanda</a> (SuperEva)</li>
<li><a href="http://www.expatclic.com/index.php?view=article&amp;id=1917&amp;option=com_content&amp;Itemid=89">Ho partorito (due volte) in Olanda</a> (www.exaptclic.com)</li>
<li><a href="http://www.bimbi.it/Osservatorio/articoli/Parto_medicalizzato_e_parto_naturale_il_racconto_di_una_mamma.aspx">Parto medicalizzato e parto naturale, il racconto di una mamma (che ha partorito in Olanda)</a> (www.bimbi.it)</li>
</ul>
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